Perspektiven 2035: pubblicato uno studio a lungo termine su come è atteso lo sviluppo del media radiofonico.

(14 maggio 2024)   L’Associazione delle radio private svizzere (VSP) ha pubblicato il corposo studio “Perspektiven 2035” (“Prospettive 2035”, 148 pagine) al fine di analizzare il potenziale sviluppo a lungo termine delle tecnologie per la distribuzione dei programmi radiofonici; questo anche al fine di supportare con informazioni qualificate l’orientamento degli investimenti sul mezzo.

Un aspetto interessante è che tale studio, pur avendo come focus la confederazione elvetica e le sue peculiarità, rappresenta anche un’interessante sintesi di tre diverse identità culturali europee: quella germanica, quella francese e quella italiana.

La struttura dello studio

Lo studio esamina, in apertura, il mercato dei dispositivi che verranno utilizzati in futuro per ascoltare la radio. Poi si concentra, principalmente, sul comportamento d’uso da parte del pubblico durante l’ascolto della radio.

Vengono presentate le attuali tecnologie radiofoniche, ma anche, più in generale, quelle per la distribuzione audio. Lo studio si conclude ipotizzando scenari alternativi di sviluppo della radio, ponendosi come traguardo il periodo dal 2035 in avanti.

Qualche considerazione

Per poter affrontare l’evoluzione dei mercati e quella tecnologica, la radio ha bisogno di accesso alle diverse opportunità di distribuzione disponibili; oggi, sostanzialmente, la radio utilizza tre tecnologie di distribuzione: OUC (l’acronimo tedesco per onde ultracorte, con tecnica di trasmissione FM), DAB+ e IP.

Una modalità complessa che, per i relatori della ricerca, non sarà economicamente sostenibile a lungo termine.

La loro conclusione è che le imprese radiofoniche debbano urgentemente affrontare le questioni relative alle future tecnologie di distribuzione, allo sviluppo dei modelli di business e dei quadri normativi, se vogliono rimanere competitive nel tempo.

Lo scenario europeo vede un’evoluzione non omogenea, con alcuni Paesi che sono orientati a dismettere le reti FM, mentre altri mostrano maggiore prudenza al riguardo. In generale, il DAB+ sta assumendo sempre più rilevanza in quanto a copertura, ma non necessariamente accade lo stesso in termini di crescita dell’audience su quella piattaforma.

Gran Bretagna e Norvegia hanno introdotto la radio digitale prima della Svizzera, ma ad oggi l’ascolto digitale on air, pur crescendo, non decolla, anzi in Norvegia l’utilizzo del DAB+ è stagnante.

Sono sempre più numerosi i veicoli compatibili con il DAB+, ma l’industria automobilistica mostra di dare sempre più volentieri spazio ai sistemi di intrattenimento tramite Internet mobile. Questo atteggiamento rappresenta una sfida per la radio tradizionale.

Aggregatori quali Radioplayer e altri analoghi stanno cercando di rimanere rilevanti nella concorrenza con i servizi di streaming e con le altre offerte di intrattenimento in auto, ma la competizione non è certo semplice.

5G convitato di pietra

Un capitolo della ricerca è dedicato alla trasmissione terrestre tramite tecnologia 5G Broadcast, un’opzione che andrà ad aggiungersi a quelle esistenti, forte delle sue caratteristiche, in quanto è in grado di utilizzare sistemi di crittografia e di trasmettere in modalità SFN (Single Frequency Network).

Il 5G Broacdcast, in pratica, consente sia la trasmissione di contenuti lineari, sia la distribuzione “uno-a-molti” di contenuti audiovisivi non lineari. I punti chiave per ipotizzare il successo del 5G Broadcast sono piuttosto evidenti.

Lo spettro UHF, parte del quale è assegnato al 5G, resterà disponibile per la radiodiffusione anche dopo il 2031 e i prodotti annunciati per i mercati internazionali lasciano prevedere la piena penetrazione nel mercato da parte dei chipset 5G Broadcast, in tutti i futuri dispositivi 5G e 6G.

Alcune ipotesi

Lo studio presenta alcuni scenari plausibili con le risultanze emerse.

L’utilizzo della radio non lineare continuerà ad aumentare, in particolare tra i gruppi di età più giovani, mentre la percentuale di utilizzo della radio lineare continuerà a diminuire, soprattutto tra i gruppi di età più giovani.

Si prevede che, rispetto al mercato audio globale, l’ascolto radiofonico scenderà sotto il 50%, indicativamente tra il 2035 e il 2040.

L’audience del DAB+ crescerà progressivamente, ma abbastanza lentamente, per poi diminuire, a vantaggio dei contenuti sonori (radiofonici e non) distribuiti con standard Internet Protocol; la situazione di mercato cosiddetta “All-IP” (esclusivamente basata su reti distributive via Internet) è prevista a partire dal 2040 in avanti, anno in cui si ipotizza che andranno definitivamente esaurendosi le modalità classiche di broadcasting.

Questo è atteso che accada, dallo studio, a meno che non vi sia una specifica regolamentazione per l’accesso IP o un rallentamento nell’introduzione della trasmissione 5G Broadcast, che al momento è prevista tra il 2030 e il 2035, al più tardi.

Poiché oggigiorno la ricezione capillare della telefonia mobile è il metro di misura per gli utenti, ogni altra tecnologia di distribuzione dovrà misurarsi con essa.

Una conclusione radicale

Perspektiven 2035, in conclusione, non prevede che il broadcasting radiofonico possa effettivamente reggere come modello di business oltre gli anni ’40 di questo secolo e questo in quanto gli utenti vanno sempre più evidentemente migrando verso il mondo “All-IP”. Sarà anche il ricambio generazionale a determinare irreversibilmente tale fenomeno.

L’industria radiofonica è comunque vitale e sta affrontando attivamente tali sfide, in particolare per quanto riguarda i nuovi sviluppi tecnologici e il cambiamento del comportamento di ascolto. Nel suo proprio interesse, deve mostrare una costante volontà di gestione del proprio futuro, che sappia andare oltre il semplice adattamento all’inevitabile.

Come consultare lo studio

Perspektiven 2035 è stato realizzato e pubblicato dall’associazione VSP in collaborazione con Convergent Media di Vienna e con Swiss Media Cast AG di Zurigo.

Gli autori sono Jürg Bachmann (già presidente della VSP, dal 2006 al 2024), Bertold Heil (di Convergent Media Vienna), Markus Ruoss (in rappresentanza di VSP) e Bernhard Schmid (di Swiss Mediacast).

Lo studio è liberamente disponibile a questo link: https://www.vsp-asrp.ch/öffentlichkeit-1/studie-perspektiven-2035/

 

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