PIEMONTE Decreto del Presidente della Giunta Regionale 14 aprile 2000, n. 1/R. Regolamento Regionale recante “Nuovi criteri di tutela sanitaria ed ambientale per il rilascio dell’autorizzazione regionale all’installazione e modifica degli impianti di teleradiocomunicazioni di cui alla legge regionale 23 gennaio 1989, n.6”

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Decreto del Presidente della Giunta Regionale 14 aprile 2000, n. 1/R

Regolamento regionale recante: “Nuovi criteri di tutela sanitaria ed ambientale per il rilascio dell’autorizzazione regionale all’installazione e modifica degli impianti di teleradiocomunicazioni di cui alla legge regionale 23 gennaio 1989, n. 6”

(pubblicata nel Bollettino ufficiale della Regione Piemonte n.16 del 19 aprile 2000)

 

IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE

Visto l’articolo 121 della Costituzione come modificato dalla legge costituzionale 22 novembre 1999, n. 1;

Vista la legge regionale 23 gennaio 1989, n. 6;

Visto il decreto ministeriale 10 settembre 1998, n. 381;

Vista la deliberazione della Giunta regionale n. 75-29564 del 1 marzo 2000;

Preso atto che il Commissario di Governo ha apposto il visto

EMANA

il seguente regolamento:

Art. 1

1. I titolari o legali rappresentanti degli apparati per teleradiocomunicazioni, funzionanti nelle gamme di frequenza da 10 KHz a 300 GHz devono, ai fini sanitari per il rilascio dell’autorizzazione di cui all’articolo 1 della L.R. 6/1989, presentare domanda indirizzata al Sindaco del Comune in cui è o verrà installato l’impianto.

2. Tale domanda dovrà essere corredata dalla seguente documentazione:

a) dichiarazione del titolare o legale rappresentante dell’apparato per teleradiocomunicazioni attestante la potenza media fornita al sistema irradiante presentata unitamente a copia fotostatica di un documento di riconoscimento del sottoscrittore.

b) parere sanitario rilasciato dall’Agenzia regionale per la protezione ambientale (ARPA), salvo quanto previsto dall’articolo 4 comma 2.

Art. 2

1. Per l’ottenimento del parere sanitario di cui all’articolo 1, i titolari o legali rappresentanti degli apparati devono inviare formale domanda all’ARPA.

2. Tale domanda, presentata unitamente a copia fotostatica di un documento di riconoscimento del sottoscrittore, deve contenere la dichiarazione della potenza media fornita al sistema irradiante e l’elenco degli allegati di cui deve essere corredata la domanda stessa:

a) scheda riportata nell’Allegato A al presente regolamento debitamente compilata e aggiornata;

b) diagrammi angolari di irradiazione orizzontale e verticale del sistema irradiante, compilati con incremento da 1° ad un massimo di 10° e a partire da 0° fino ad almeno 180° per il diagramma orizzontale e compilati con incremento da 1° ad un massimo di 3° a partire da 0° fino ad almeno 90° per il diagramma verticale. In tali diagrammi deve essere riportata l’attenuazione in dB del campo. Se forniti su supporto informatico i diagrammi dovranno essere in formato ASCII. Tali diagrammi o la lettera di trasmissione degli stessi dovranno essere firmati dal legale rappresentante dell’apparato per teleradiocomunicazioni o da un suo tecnico incaricato;

c) estratto di mappa catastale in scala 1:1500 della zona circostante il punto di installazione con indicate le curve di livello altimetriche, il nord geografico, il punto di installazione e le abitazioni presenti o in costruzione al momento della domanda con indicati i piani fuori terra nonché i luoghi di pubblico accesso in un raggio di 300 metri dal punto di installazione.

3. Tutti i suddetti documenti devono essere consegnati firmati dal titolare o dal legale rappresentante o da un suo tecnico incaricato.

Art. 3

1. L’ARPA invierà il parere sanitario al Sindaco del Comune sede dell’installazione dell’emittente. Il parere sanitario deve contenere la denominazione dell’emittente, le caratteristiche dell’impianto e la fascia di rispetto di cui all’articolo 2 della legge regionale 23 gennaio 1989, n. 6.

Art. 4

1. Il parere sanitario di cui all’articolo 1 verrà rilasciato sulla base di valutazione dell’esposizione a campi elettromagnetici assumendo i limiti stabiliti dal decreto ministeriale 10 settembre 1998, n. 381.

2. Ad esclusione degli impianti il cui funzionamento è finalizzato a collegamenti di tipo ottico (punto-punto) i valori indicati in corrispondenza di edifici adibiti a permanenze non inferiori a quattro ore non si riscontrano per apparati la cui potenza media fornita al sistema irradiante sia inferiore o uguale a 5W oltre una distanza di 10 metri nella direzione di massimo irraggiamento e oltre una distanza di 1 metro nelle direzioni laterali e posteriori (comprese tra gli angoli di 90° e 270° dalla direzione di massimo irraggiamento) di emissione per cui non necessitano del parere di cui sopra e dell’autorizzazione regionale. Tuttavia in caso di installazione o modifica di tali impianti i gestori dovranno preventivamente comunicare le caratteristiche al Comune e all’ARPA, con le modalità indicate all’articolo 2.

Art. 5

1. Il rispetto delle condizioni alle quali è stata subordinata l’autorizzazione sarà verificato periodicamente dall’ARPA.

2. I risultati delle verifiche effettuate dall’ARPA devono essere comunicati all’Autorità sanitaria locale, alla Provincia e alla Regione.

3. Nel caso in cui si riscontri il superamento dei limiti di cui all’articolo 4, l’ARPA procede alla valutazione della riduzione da apportare ai contributi dei campi elettromagnetici generati da diverse sorgenti, che concorrono a tale superamento secondo le modalità di cui all’Allegato C del d.m. 381/1998.

4. L’Autorità sanitaria locale deve diffidare le emittenti interessate a modificare entro 15 giorni le caratteristiche di emissione degli impianti al fine di far rientrare il valore di campo rilevato nei limiti consentiti.

5. Scaduto il termine della diffida, in presenza del permanere del superamento del limite, il Sindaco dovrà procedere alla disattivazione dell’impianto dandone immediata comunicazione alla Provincia, alla Regione e agli organi tecnici e ausiliari periferici delle Autorità centrali competenti per le teleradiocomunicazioni.

6. Nel caso in cui si riscontri l’esistenza di impianti già attivati, ma non sottoposti ad autorizzazione o della cui installazione non è stata data alcuna comunicazione al Comune o all’ARPA, il Sindaco dovrà altresì procedere alla disattivazione dell’impianto dandone immediata comunicazione alla Provincia ed alla Regione.

Art. 6

1. A seguito della avvenuta riduzione a conformità, il gestore dell’impianto o, nel caso di più gestori, i consorzi da questi liberamente costituiti, può procedere all’adozione di piani di risanamento, che interessano il sito di attuale localizzazione, comprendenti misure tecniche ovvero tecnologiche di modernizzazione degli impianti, unitamente a misure organizzative e di razionalizzazione mediante condivisione su tralicci comuni, ovvero ipotesi di rilocalizzazione in altri siti. Tali piani dovranno contenere anche la specificazione dei tempi di realizzazione degli interventi.

2. I piani di risanamento devono acquisire il preventivo parere da parte degli organi tecnici e ausiliari periferici delle Autorità centrali competenti per le teleradiocomunicazioni e dell’ARPA e devono essere successivamente trasmessi alle Amministrazioni comunali interessate dalle azioni di risanamento e/o da eventuale rilocalizzazione che li approvano, sentita la Provincia territorialmente competente.

3. Ai fini dell’acquisizione dei pareri di competenza sono indette dalle Amministrazioni comunali titolari del potere di autorizzazione degli impianti, secondo le procedure della legge 7 agosto 1990, n. 241 e della legge 15 maggio 1997, n. 127, apposite conferenze dei servizi con le Amministrazioni che a vario titolo devono esprimere una propria determinazione e/o parere. Le conferenze devono essere attivate entro 30 giorni dalla data di ricevimento del piano.

4. Le Amministrazioni comunali, con il supporto tecnico dell’ARPA e degli organi tecnici e ausiliari periferici delle Autorità centrali competenti per le teleradiocomunicazioni, sono deputate al controllo della conforme realizzazione del piano approvato e in qualsiasi momento possono sospendere l’esecuzione al verificarsi di condizioni di difformità rispetto a quanto è contenuto nel piano.

5. I piani di risanamento possono essere dichiarati dalla Amministrazioni comunali di pubblico interesse, urgenti e indifferibili.

Art. 7

1. La fascia di rispetto di cui all’articolo 2, punto 2, della l.r. 6/1989 è rappresentata dalla porzione di spazio contenuta in un parallelepipedo regolare con base rettangolare.

2. Per ogni impianto il parallelepipedo di cui sopra viene definito in modo da avere l’altezza corrispondente al segmento di retta contenuta nella direzione (o di una delle direzioni) di massimo irradiamento. Tale segmento è delimitato dai due punti in cui il valore di campo elettrico si riporta ai limiti di cui all’articolo 4. La base del parallelepipedo dovrà essere di dimensioni tali da impedire che punti con valore di campo maggiore o uguale ai limiti di cui all’articolo 4 si trovino all’esterno del parallelepipedo.

3. La fascia di rispetto riportata sia nel parere sanitario rilasciato dall’ARPA che nell’autorizzazione regionale viene indicata con i seguenti parametri:

a) altezza dei parallelepipedo;

b) distanza dal centro elettrico del sistema irradiante e base del parallelepipedo nella direzione di massimo irraggiamento;

c) dimensioni della base con l’indicazione della relativa orientazione rispetto al terreno.

Art. 8

1. Il Sindaco del Comune ove è o verrà installato l’impianto, ricevuto il parere sanitario da parte dell’ARPA, provvederà ad inoltrare agli uffici regionali competenti copia conforme all’originale della domanda del titolare o del legale rappresentante dell’apparato per teleradiocomunicazione, del parere sanitario, della dichiarazione di potenza e dell’autorizzazione edilizia per il rilascio dell’autorizzazione di cui all’articolo 1 della l.r. 6/1989, verificando che nella predetta documentazione sia indicata in modo univoco l’esatta localizzazione dell’impianto.

2. Relativamente agli impianti con potenza media fornita al sistema irradiante inferiore o uguale a 5W, i gestori degli impianti dovranno presentare al Sindaco la denuncia di inizio attività e la documentazione di cui all’articolo 2.

Art. 9

1. I pareri sanitari rilasciati successivamente all’entrata in vigore del d.m. 381/1998 mantengono la loro validità fermo restando il mantenimento delle caratteristiche tecniche e di funzionamento dell’impianto.

2. Relativamente ai pareri sanitari rilasciati prima dell’entrata in vigore del d.m. 381/1998, i titolari o legali rappresentati degli apparati, entro 90 giorni devono richiedere un nuovo parere all’ARPA e inviare alla medesima una dichiarazione attestante che permangono i parametri tecnici e di potenza dell’impianto a cui il parere sanitario si riferisce.

Il presente regolamento regionale sarà pubblicato nel Bollettino Ufficiale della Regione.

E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e farlo osservare.

Torino addì 14 aprile 2000

Enzo Ghigo

 

ALLEGATO A

SCHEDA DATI ANAGRAFICI

circ141

 

 

1) Nel caso delle stazioni radio-base per telefonica mobile indicare l’intervallo di frequenze nel quale avviene la trasmissione;

2) Nel caso di impianti che trasmettono  segnali modulati in ampiezza (ad es. trasmettitori radiofonici AM e trasmettitori televisivi) alla compilazione  delle schede dovrà essere aggiunta una breve relazione  che descriva le caratteristiche del segnale e la procedura  sulla base delle quali è stata valutata  la potenza media;

3) Questo  parametro deve essere indicato solo nel caso delle stazioni radio-base per telefonia mobile.

Firma del titolare