Presentato a Roma il Terzo rapporto Auditel – Censis

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(19 ottobre 2020) Presentato questa mattina alla Sala Zuccari del Senato il terzo rapporto Auditel-Censis “L’Italia post-lockdown: la nuova normalità digitale delle famiglie italiane” che rappresenta come sono cambiate le dotazioni tecnologiche, le abitudini di fruizione e le relazioni familiari dopo il lockdown analizzando la diffusione dei device nel 2019.

In apertura è intervenuto il presidente Auditel, Andrea Imperiali, che ha evidenziato, tra l’altro, come il recente lockdown abbia fatto aumentare in maniera straordinaria la conoscenza dei mezzi digitali per oltre 15 milioni di famiglie.

Giuseppe De Rita, del Censis, ha sottolineato come gli Italiani, di fronte alle nuove restrizioni che li aspettano, siano assai cambiati e siano, dunque, più pronti a utilizzare la comunicazione digitale per vivere la propria vita normale.

Tra gli altri intervenuti, il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’editoria, Andrea Martella, il Presidente della Commissione di vigilanza Rai Alberto Barachini, il presidente Agcom Giacomo Lasorella (al suo primo evento pubblico) e il presidente Istat Giancarlo Blangiardo.

La ricerca presentata stamane evidenzia, tra le molte cose, l’incremento della fruizione di contenuti audiovisivi in streaming, con le anticipazioni sul 2020 che confermano che 17,4 milioni di Italiani al luglio 2020 utilizzano tale modalità di fruizione, in crescita del 7,4% sul 2019, e 11,3 milioni di persone lo fanno più volte a settimana.

Con specifico riferimento alla fruizione di programmi televisivi, dai dati dell’indagine di base Auditel 2019 emerge che gli italiani, già prima dell’epidemia sanitaria, praticavano un ascolto sempre più dinamico: quasi 6 milioni di Italiani (il 10% del totale) si connettevano almeno ogni tanto ad internet per seguire su altri schermi contenuti televisivi in modalità lineare che andavano in onda in contemporanea sulla tv tradizionale, in crescita del 2,9% nell’ultimo anno.

Il lockdown – emerge dalla ricerca – ha rappresentato un formidabile acceleratore di innovazione per le famiglie italiane, spingendo anche quelle che erano rimaste più indietro a dotarsi di una connessione internet quanto più veloce ed efficiente, che le rendesse in grado di svolgere quante più possibile attività a distanza. I dati parziali a luglio 2020 della rilevazione di base Auditel confermano che molte delle nuove abitudini sono entrate ormai a far parte della vita normale degli italiani, con un impatto determinante anche sui consumi audio e video.

Sul fronte delle dotazioni tecnologiche, l’indagine evidenzia che nel 2019 erano presenti nelle case degli Italiani 112 milioni e 400.000 schermi da cui è possibile seguire programmi/contenuti televisivi tradizionali o in streaming, 600.000 in più rispetto all’anno precedente.

Gli smartphone si confermano al primo posto, con 44 milioni e 700.000 apparecchi, in crescita del 2,4% rispetto al 2018. Seguono le tv, 42 milioni e 700.000, in lieve ripresa rispetto all’anno precedente (+ 1,1%), come effetto del boom delle smart tv, che ormai sono 10 milioni, di cui 7 milioni e 700.000 sono effettivamente collegate ad internet (+61,8% rispetto al 2018). Se alle smart tv si aggiungono i dispositivi esterni che permettono di collegarsi ad internet, si arriva ad un totale di 10 milioni e 400.000 apparecchi collegati al web (+61,0% rispetto al 2018), per un totale di oltre 8 milioni e 300.000 famiglie effettivamente collegate. (FC)

Il terzo rapporto Auditel Censis è disponibile a questo link

(Nella foto: il presidente Auditel Andrea Imperiali)

 

 

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