Protocollo d’intesa per la concessione di frequenze radio tra il Ministero delle Comunicazioni e la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della protezione civile – in data 16 ottobre 2002

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MINISTERO DELLE COMUNICAZIONI

Protocollo d’intesa per la concessione di frequenze radio tra il Ministero delle comunicazioni e la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della protezione civile.

(pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 252 del 26 ottobre 2002)

 

Premesso:

che ai sensi dell’art. 5, comma 1, del decreto-legge 7 settembre 2001, n. 343, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 novembre 2001, n. 401, il Presidente del Consiglio dei Ministri, ovvero il Ministro dell’interno da lui delegato, determina le politiche di protezione civile, detiene i poteri di ordinanza in materia di protezione civile, promuove e coordina le attivita’ delle amministrazioni centrali e periferiche dello Stato, delle regioni, delle province, dei comuni, degli enti pubblici nazionali e territoriali e di ogni altra istituzione pubblica e privata presente sul territorio nazionale, finalizzate alla tutela dell’integrita’ della vita, dei beni, degli insediamenti e dell’ambiente dai danni o dal pericolo di danni derivanti da calamita’ naturali, da catastrofi o da altri eventi che determino situazioni di grave rischio;

che ai sensi dell’art. 5, comma 4, del medesimo decreto-legge, per lo svolgimento delle attivita’ predette il Presidente del Consiglio dei Ministri, ovvero il Ministro dell’interno da lui delegato, si avvale del Dipartimento della protezione civile;

che ai sensi dell’art. 7-bis del medesimo decreto-legge le pubbliche amministrazioni e gli enti pubblici sono tenuti a fornire ogni collaborazione possibile al Dipartimento della protezione civile assicurando la disponibilita’ delle risorse necessarie;

che con legge 24 febbraio 1992, n. 225, e’ stato istituito il Servizio nazionale di protezione civile al fine di tutelare la integrita’ della vita, i beni, gli insediamenti e l’ambiente dai danni o dal pericolo derivanti da calamita’ naturali, da catastrofi e da altri eventi calamitosi e le cui funzioni sono coordinate dal Dipartimento della protezione civile;

che con decreto-legge 1 dicembre 1993, n. 487, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 gennaio 1994, n. 71, si e’ provveduto alla “Trasformazione dell’Amministrazione delle poste e delle telecomunicazioni in ente pubblico economico e riorganizzazione del Ministero”;

che con decreto del Presidente della Repubblica 24 marzo 1995, n. 166, e’ stato emanato il “Regolamento recante riorganizzazione del Ministero delle poste e telecomunicazioni”;

che con decreto del Ministro delle poste e delle telecomunicazioni 4 settembre 1996, n. 537, e’ stato adottato il “Regolamento recante norme per l’individuazione degli uffici di livello dirigenziale del Ministero delle poste e delle telecomunicazioni e delle relative funzioni”;

che con decreto-legge 12 giugno 2001, n. 217, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2001, n. 317, sono state attuate le “Modificazioni al decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, nonche’ alla legge 23 agosto 1988, n. 400, in materia di organizzazione del Governo”;

che con la legge 31 luglio 1997, n. 249, e’ stata istituita l’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni, che ha il compito di indicare le frequenze da destinare al servizio di protezione civile;

che l’art. 1, comma 1-bis del decreto-legge 18 novembre 1999, n. 433, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 gennaio 2000, n. 5, fissa al 31 luglio 2000 il termine per l’assegnazione di frequenze alle organizzazioni di volontariato e al Corpo nazionale del soccorso alpino;

che con decreto del Presidente della Repubblica dell’8 febbraio 2001, n. 194, e’ stato emanato il regolamento recante la disciplina della partecipazione delle organizzazioni di volontariato alle attivita’ di protezione civile;

che con decreto a firma del Ministro delle comunicazioni dell’8 luglio 2002, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 169 del 20 luglio 2002, e’ stato approvato il nuovo piano nazionale di ripartizione delle frequenze;

che con decreto legislativo del 9 maggio 2001, n. 269, e’ stata data attuazione alla direttiva n. 1999/05/CE riguardante le apparecchiature radio, le apparecchiature terminali di telecomunicazione ed il reciproco riconoscimento della loro conformita’;

che con decreto del Presidente della Repubblica dell’8 febbraio 2001, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale del 21 aprile 2001, n. 93, e’ stato approvato il contratto di servizio fra il Ministero delle comunicazioni e la RAI per il biennio 2000/2002;

che con decreto del Presidente della Repubblica del 5 ottobre 2001, n. 447, e’ stato emanato il regolamento recante disposizioni in materia di licenze individuali e di autorizzazioni generali per i servizi di telecomunicazione ad uso privato;

che e’ esigenza del Dipartimento incrementare il numero delle frequenze radio a propria disposizione al fine di migliorare il sistema delle telecomunicazioni per gli scopi istituzionali, ed in particolare per garantire la tempestivita’ nelle comunicazioni e l’immediatezza dei soccorsi in caso di emergenza, ovvero per lo svolgimento di esercitazioni di protezione civile;

che il Ministero delle comunicazioni si e’ dichiarato disponibile a mettere a disposizione del Dipartimento l’utilizzo di un certo numero di frequenze radio;

che in data 7 giugno 2000 il Consiglio dell’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni ha espresso parere favorevole alla definizione di un protocollo di intesa tra il Dipartimento della protezione civile ed il Ministero delle comunicazioni;

che in data 6 agosto 2002 l’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni ha confermato il parere favorevole gia’ espresso dal Consiglio sul precedente testo nella seduta del 7 giugno 2000;

Tanto premesso e ritenuto, tra le parti in epigrafe;

Si conviene e si stipula
quanto segue:

Art. 1.
Finalita’ del protocollo di intesa

Il presente protocollo disciplina la messa a disposizione da parte del Ministero delle comunicazioni di frequenze radio per l’ottimizzazione dello svolgimento dei compiti istituzionali del Dipartimento della protezione civile.
Le frequenze, rese disponibili ai sensi del presente protocollo, consentiranno di realizzare reti di comunicazione che garantiscano l’acquisizione e la diffusione di una tempestiva informazione, migliorino il sistema di collegamento con gli organi istituzionali competenti in materia di protezione civile e, nei casi di emergenza, rendano piu’ efficiente l’organizzazione dell’attivita’ di soccorso.

Art. 2.
Durata

Il presente protocollo d’intesa ha una durata di quattro anni decorrenti dalla data di sottoscrizione.

Art. 3.
Frequenze radio

Il Ministero delle comunicazioni rende disponibile l’utilizzo delle coppie di frequenze radio indicate nell’allegato 1 al presente protocollo d’intesa.
Per garantirne il piu’ efficiente impiego le predette frequenze sono state suddivise come segue:

1. coppie di frequenze a copertura nazionale ad uso diretto ed esclusivo del Dipartimento della protezione civile per lo svolgimento dei propri compiti istituzionali;

2. coppie di frequenze per la realizzazione di reti a copertura regionale esclusivamente dedicate a comunicazioni di protezione civile.

La relativa pianificazione prevede due coppie di frequenze per regione, salvo diverse esigenze derivanti dall’applicazione degli articoli 5 e 9.
Ciascuna delle due coppie di frequenze, pianificate per regione, e’ utilizzata in ragione di canali cosi’ finalizzati:

a) un canale diretto a garantire il collegamento con gli Organi istituzionali che collaborano con il Dipartimento per la protezione civile nelle fasi di emergenza per il coordinamento dei soccorsi;

b) un canale diretto a garantire l’operativita’ delle associazioni di volontariato di protezione civile, individuate ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica n. 194/2001;

3. Coppie di frequenze per la realizzazione di reti nell’ambito provinciale e/o interprovinciale o per aree omogenee di copertura radio-elettrica, da utilizzarsi anche come riserva delle frequenze nazionali o regionali in particolari condizioni di emergenza.
La suddivisione delle coppie di frequenze di cui ai precedenti numeri 2 e 3 e’ predisposta dal gruppo di lavoro tecnico previsto al successivo art. 9.
Il Ministero delle comunicazioni indica ed autorizza le frequenze necessarie a realizzare la rete di connessione tra i ripetitori e la rete dorsale.

Art. 4.
Informazione preventiva

Per l’utilizzo delle frequenze di cui all’art. 3, n. 1, il Dipartimento della protezione civile opera in via autonoma, fornendo elementi di informazione in ordine ai programmi di utilizzo al Ministero delle comunicazioni per la vigilanza ed il monitoraggio sull’uso delle frequenze.

Art. 5.
Intese con le regioni

Con successivi accordi saranno disciplinate le modalita’ e le procedure per l’utilizzo delle frequenze di cui all’art. 3, numeri 2 e 3 sulla base di previe concertazioni con le regioni dirette anche a favorire la costituzione di poli su basi interregionali.

Art. 6.
Autorizzazioni temporanee

In attesa dell’adozione degli accordi previsti nel precedente articolo, il Ministero delle comunicazioni autorizza l’uso temporaneo delle frequenze di cui all’art. 3, numeri 2 e 3 per occasionali esigenze di emergenza ovvero per lo svolgimento di esercitazioni di protezione civile.
Le relative richieste possono essere formulate dalle autorita’ di protezione civile territorialmente competenti, nonche’ dalle altre componenti del Servizio nazionale della protezione civile.
Le richieste devono pervenire al Dipartimento della protezione civile, ai fini del relativo nulla-osta, per il tramite del prefetto territorialmente competente anche per gli aspetti relativi all’ordine e sicurezza pubblica, e quindi trasmesse al Ministero delle comunicazioni per le opportune autorizzazioni.

Art. 7.
Vigilanza sull’uso delle frequenze

Il Ministero delle comunicazioni vigila sull’uso delle frequenze verificando che le stesse non vengano abusivamente utilizzate da soggetti non autorizzati, assicurandosi, inoltre, che al termine del periodo, per il quale l’uso delle frequenze e’ stato temporaneamente autorizzato ai sensi dell’art. 6, sia operata la dismissione delle stesse.

 

Art. 8.
Caratteristiche tecniche degli apparati.

Tutte le apparecchiature utilizzate devono essere rispondenti alla normativa internazionale vigente in materia di apparati radio e telecomunicazioni.

Art. 9.
Gruppo di lavoro tecnico

Presso il Ministero delle comunicazioni e’ istituito il gruppo di lavoro tecnico composto da sei membri, di cui tre designati dal Ministero delle comunicazioni, uno dei quali con funzioni di presidente, tre designati dal Dipartimento della protezione civile.
Il gruppo di lavoro tecnico e’ integrato da ulteriori tre membri designati dalla Conferenza unificata Stato-regioni in relazione ad argomenti di interesse regionale.
Il gruppo di lavoro tecnico svolge i seguenti compiti:
propone al Ministero delle comunicazioni la suddivisione, in ambito territoriale, del numero delle frequenze di cui all’art. 3, numeri 2 e 3, che il Ministero stesso provvede ad individuare ed assegnare, valutate le esigenze prospettate;
formula proposte ai fini della predisposizione degli accordi di cui all’art. 5, nonche’ alla pianificazione relativa all’utilizzo delle frequenze di cui all’art. 3, numeri 2 e 3;
stabilisce le specifiche operative degli apparati alle quali si dovranno conformare i soggetti utilizzatori per le finalita’ di protezione civile;
approva i progetti tecnici finalizzati al completamento della rete nazionale, previo esame tecnico degli stessi da parte dell’Organo ministeriale competente;
predispone programmi formativi per l’uso delle reti, degli apparati e delle tecnologie.
Il gruppo di lavoro tecnico puo’ inoltre convocare riunioni con tecnici specializzati per l’esame delle possibili soluzioni per un sistema d’informazione di pubblica utilita’, in assenza di un piano nazionale di assegnazione delle frequenze radiofoniche, nonche’ per definire gli aspetti regolamentari necessari a garantire un sistema di telefonia mobile a copertura globale con priorita’ di accesso. La segreteria del gruppo di lavoro tecnico e’ assicurata da personale del Ministero delle comunicazioni.

Art. 10.
Attivita’ di formazione

Il Dipartimento della protezione civile, d’intesa con il Ministero delle comunicazioni, promuove appositi corsi destinati ai soggetti di cui all’art. 11 della legge 24 febbraio 1992, n. 225, nonche’ al personale coinvolto a vario titolo in attivita’ di protezione civile.

Art. 11.
Modifiche al protocollo d’intesa

Eventuali modifiche al presente protocollo, anche sulla base delle indicazioni formulate dal gruppo di lavoro tecnico, sono apportate con il consenso di entrambe le parti firmatarie.

Art. 12.
Entrata in vigore

Il presente protocollo d’intesa entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

Roma, 16 ottobre 2002

p. Il Presidente del Consiglio dei Ministri
Dipartimento della protezione civile
Bertolaso

p. Il Ministro delle comunicazioni
Il segretario generale
Stelo

 

Allegato 1

DISTRIBUZIONE DELLE COPPIE DI FREQUENZE

Coppie di frequenze a copertura nazionale ad uso diretto ed esclusivo del Dipartimento della protezione civile (art. 3, n. 1).
VHF:
159,6375 – 164,2375 MHz;
159,7000 – 164,3000 MHz;
159,7750 – 164,3750 MHz;
159,9250 – 164,5250 MHz;
UHF:
450,4000 – 460,4000 MHz;
450,7000 – 460,7000 MHz;
450,7375 – 460,7375 MHz;
459,2750 – 469,2750 MHz.
Coppie di frequenze per la realizzazione di reti regionali, provinciali, interprovinciali o per aree omogenee (art. 3, numeri 2 e 3).
VHF:
159,6250 – 164,2250 MHz;
159,6500 – 164,2500 MHz;
159,6875 – 164,2875 MHz;
159,7500 – 164,3500 MHz;
159,7625 – 164,3625 MHz;
159,8000 – 164,4000 MHz;
159,8250 – 164,4250 MHz;
159,9125 – 164,5125 MHz;
159,3750 – 163,9750 MHz;
159,4250 – 164,0250 MHz;
159,5000 – 164,1000 MHz;
159,5250 – 164,1250 MHz;
159,5375 – 164,1375 MHz;
159,5500 – 164,1500 MHz;
159,5625 – 164,1625 MHz;
159,7875 – 164,3875 MHz.