Radiodays Europe 2024: la radio è mobilità e news

(12 aprile 2024) Con questo terzo report, focalizzato sull’ascolto in mobilità, concludiamo il nostro resoconto dedicato ai Radiodays Europe”, quest’anno a Monaco di Baviera; possiamo già anticipare che l’edizione 2025 è già stata annunciata e vedrà l’evento ospitato nella città di Atene, in Grecia, tra il 9 e l’11 marzo 2025.

Riprendendo il filo dei dibattiti, numerosissimi, dell’edizione da poco conclusa, stavolta approfondiamo un aspetto cruciale per la radiofonia: l’ascolto in mobilità e, più specificamente, in auto. Pur restando lo spazio fisico privilegiato per l’ascolto radiofonico, anche nell’abitacolo delle autovetture e dei mezzi di trasporto su strada in genere, la radio è chiamata ad affrontare una competizione per mantenere la sua primazia.

Una radio è suono e metadati

Un tempo l’autoradio era il solo device di intrattenimento disponibile in auto, ma oggi la tendenza è quella di trasformare una gran parte del cruscotto in una dashboard dedicata ai servizi digitali audiovisivi (navigatori in primis) e, in particolare, una parte rilevante di tale piattaforma tecnologica si va aprendo sempre più ai servizi di infotainment in mobilità.

All’interno di questo scenario, sempre più ricco di offerte, alternative tra loro, la radio sta combattendo per tutelare la propria prominence, e il tema è stato ben sviscerato nell’incontro che ha visto impegnati Tomas Granryd di Swedish Radio,  Gwendolin Niehues di ARD e Christian Winter di Cariad SE.

In sintesi, il concetto chiave emerso dalla sessione è stato: per creare un’esperienza soddisfacente in macchina, la radio deve essere semplice. 

Solo la semplicità di accesso permette di mantenere gli automobilisti in sintonia con la radio, durante la guida. Che tale rapporto sia consolidato lo dimostrano le ricerche: ben l’80% dei clienti di auto in UE ha dichiarato che non acquisterebbe un’auto se questa non avesse la radio a bordo. 

Un conducente può controllare la radio, mentre guida, tramite comandi posti sul volante, oppure grazie ad un touchpad o anche direttamente con dei comandi vocali; questi ultimi oggi promettono i migliori vantaggi, poiché implicano meno distrazioni e sono intuitivi.

Questo fa si che, per esempio, una radio abbia un nome facile da pronunciare e che non possa essere confuso con quello di un’altra stazione. Questo aspetto oggi è prioritario anche se si pensa, fuori dall’auto, agli smart speaker domestici, quali Alexa o Google, che sono in grado di riprodurre la radio tramite una richiesta vocale.

Tornando all’auto e alla mobilità in genere, quanto detto mette in evidenza che non solo l’audio di una radio è importante, ma altrettanto rilevante è una corretta presenza di metadati associati al flusso sonoro. 

La stessa industria automobilistica sollecita le stazioni radio a dedicare alla gestione dei metadati un impegno analogo a quello che dedicano alla creazione dei programmi. Ogni emittente radiofonica dovrebbe avere un esperto dedicato a verificare e  garantire che il programma trasmesso sia del tutto adatto anche all’ascolto in auto e in mobilità.

Tendenze pericolose

Tomas Granryd ha puntato il dito sul fatto che oggi alcuni produttori di automobili hanno iniziato a limitare de facto l’accesso alla radio sui loro nuovi modelli; lo scopo è quello di rendere più semplice l’accesso ai servizi a pagamento (coi quali fare co-marketng), rispetto all’ascolto dei programmi radio free-to-air. In questi casi la radio non viene ‘rimossa’ dalla dashboard, ma trovarla, tra videate più rilevanti, risulta molto più complicato rispetto all’accedere ai servizi premium, spesso accessibili subito, con un click.

Per arginare tale fenomeno negativo, l’industria radiofonica europea ha anche prodotto uno studio, il “The EBU Connected Car Playbook”, volto a recuperare e rafforzare il legame storico tra le emittenti radiofoniche e le case automobilistiche. Questo, però, può avvenire solo se le radio rendono tale relazione più moderna e reciprocamente proficua.

Christian Winters di Cariad SE ha illustrato una serie di opportunità volte a modernizzare le trasmissioni radiofoniche, così da aumentarne il valore agli occhi dei manager delle case automobilistiche. 

Una radio, oggi, sopratutto per il mobile, deve fornire una grafica moderna, con un’interfaccia personalizzata e in grado di monitorare i flussi e dunque generare anche statistiche. Il problema di fondo è che, tendenzialmente, le imprese radiofoniche lavorano indipendentemente l’una dall’altra e motivare tutte a stare al passo con queste nuove aspettative risulta essere abbastanza problematico.

Il cruscotto è il campo di battaglia

Ascoltare la radio durante la guida rimane un’esperienza fondamentale, ma oggi la concorrenza non viene solo dai servizi audio in streaming, ma anche dalle piattaforme video e dai giochi. Questo accade, soprattutto, per la famiglia in viaggio. Se è vero che l’autista può solo ascoltare, mentre guida, è altresì vero che a bordo il coniuge o i figli possono dedicarsi ad attività ricreative che impegnano anche la vista.

Per mantenere, come è sempre stato, gli occupanti dell’abitacolo allineati e attenti alla radio, serve che quest’ultima arricchisca la propria offerta, così da poter soddisfare meglio le aspettative.

Iris Rothkirch, che si occupa di Connected Radio in BMW, ha sostenuto che per migliorare il coinvolgimento è necessario fornire informazioni aggiuntive  direttamente sugli schermi del cruscotto dell’auto.  Analoga posizione è stata espressa da Kai-Michael Gutjahr, di BMW. 

Ecco perché è importante che una radio, nella sua sede, disponga di un emulatore di ricevitore automobilistico; perché solo così può rendersi esattamente conto, in tempo reale, di come il pubblico in movimento stia effettivamente ascoltando e vedendo l’emittente.

Con questa consapevolezza una radio può ottimizzare il proprio servizio per il mobile, compresi i tempi e il posizionamento della musica, con il suo corollario di metadati, ma anche gli spazi pubblicitari, le sponsorizzazioni e l’auto-promozione. Solo con questo livello di attenzione è davvero possibile migliorare l’esperienza di ascolto della radio in auto.

Le notizie sono un driver potente

Particolarmente interessante l’incontro “40 anni dopo: la radio e il suo ruolo nel futuro del consumo dei mezzi di informazione”, durante il quale s’è discusso di come il consumo di notizie si sia evoluto nei decenni e di come la radio abbia mantenuto un vero primato in quanto a credibilità nell’informazione.

Questo aspetto è stato evidenziato da Stefan Möller, presidente dell’AER, per il quale la radio, essendo sempre più in competizione con altri contenuti informativi, deve impegnarsi a garantire sempre uno standard di alta qualità.

Christian Schalt, di RTL Radio Deutschland, ha dato suggerimenti su come integrare efficacemente le notizie nei programmi radiofonici. Per farlo ha anche presentato una ricerca, la quale indica che una maggioranza significativa di giovani apprezza le notizie, che però esse devono essere rilevanti, significative e coinvolgenti. 

Schalt ha fatto notare che nelle radio locali dove c’è una forte presenza di notizie territoriali c’è più impatto. Ha anche fatto presente che l’integrazione delle notizie radiofoniche sulle piattaforme social dell’emittente possono creare ottime sinergie. 

Interessante spunto di riflessione è stato quello suscitato da Vanessa Bitter, coordinatrice del progetto “Year of the News“ e partner del progetto #UseTheNews; quest’ultima è un’iniziativa che mira a monitorare e comprendere le modalità di consumo dell’informazione da parte dei giovani e che intende favorirne il coinvolgimento, educando a distinguere tra fonti affidabili e divulgatori di fake news.

#UseTheNews identifica una community, chiamata NewZee, nella quale è possibile scambiare idee sul giornalismo e sulle offerte di notizie tra appassionati di media di età compresa tra 16 e 22 anni. Inoltre si rivolge ai giornalisti, ai quali suggerisce lo sviluppo di nuovi formati di notizie e offerte multimediali per la Generazione Z, e agli educatori, cui offre informazioni sull’insegnamento all’uso consapevole dei media.

Una nota specifica relativa alle radio locali è venuta da Carsten Hoyer, di Antenne Niedersachsen, il quale ha sottolineato che le radio private territoriali, pur dovendo fare i conti con un equilibrio finanziario non facile da consolidare, ancora rappresentano un punto di riferimento informativo per le proprie comunità; egli ha anche ribadito che un interessante opportunità per mettere maggiormente a frutto lo sforzo profuso nella produzione di contenuti locali, dunque unici, è rappresentata dalla trasformazione di alcuni di questi in podcast, fruibili on demand. (AR)

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