Relazione introduttiva dell’avv. Marco Rossignoli, presidente AERANTI e coordinatore AERANTI-CORALLO all’incontro organizzato da AERANTI-CORALLO e FNSI il 22 aprile 2009 a Roma sul tema “Emittenza locale e normativa sull’Editoria: un sistema che garantisce l’informazione sul territorio e l’occupazione giornalistica nel comparto”

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Relazione introduttiva dell’Avv. Marco Rossignoli, Presidente AERANTI e Coordinatore AERANTI-CORALLO all’incontro organizzato da AERANTI-CORALLO e FNSI il 22 aprile 2009 a Roma sul tema “Emittenza locale e normativa sull’Editoria: un sistema che garantisce l’informazione sul territorio e l’occupazione giornalistica nel comparto.

AERANTI-CORALLO e FEDERAZIONE NAZINALE DELLA STAMPA hanno organizzato questo incontro degli editori radiofonici e televisivi locali e dei giornalisti delle imprese radiofoniche e televisive locali per richiamare l’attenzione sul tema delle provvidenze editoria per il comparto.

C’è infatti grande preoccupazione nel settore in quanto nel contesto della revisione della normativa in materia non pare prevista una copertura  finanziaria adeguata per questo sistema di provvidenze che ha contribuito negli anni all’affermazione del ruolo dell’emittenza locale nell’informazione sul territorio e allo sviluppo dell’occupazione giornalistica nel comparto.

I microfoni e le telecamere dell’emittenza locale da oltre trenta anni  hanno creato un continuo contatto tra i cittadini e il loro territorio  affrontando tutti i temi di attualità, di politica, di cronaca, di sport legati al contesto locale.

Anche in momenti drammatici come quelli del recente terremoto che ha colpito la provincia di L’Aquila le emittenti locali  hanno saputo rappresentare, con l’immediatezza necessaria per una efficiente informazione, un importante  punto di riferimento per la popolazione di quelle aree dando così concretezza agli impegni assunti nel 2004 con la sottoscrizione  della convenzione  con la Presidenza del Consiglio per la partecipazione al circuito dell’informazione di emergenza.

Ma vediamo nel dettaglio i termini del problema.

Innanzitutto in cosa consistono le provvidenze e poi alcuni dati al riguardo.

Le provvidenze prevedono in particolare:

– le riduzioni tariffarie del 50% sulle utenze telefoniche;

– il rimborso del 60% dei costi di abbonamento delle agenzie di informazione (originariamente era l’80%);

– il rimborso del 40% dei costi di energia elettrica (originariamente era il 50%);

– il rimborso del 50% dei costi dei collegamenti satellitari di servizio (cioè per il trasferimento dei segnali ai ripetitori).

Le provvidenze vengono richiesta alla Presidenza del Consiglio, Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria che le concede o meno a seguito di una istruttoria finalizzata a verificare la sussistenza  o meno dei requisiti  di legge in capo al richiedente.

Questi requisiti  sono legati, in particolare, alla realizzazione  da parte dell’emittente di informazione  autoprodotta  nelle fasce di maggiore audience.

– Per le tv: almeno 1 ora giornaliera di informazione autoprodotta tra le ore 7.00 e le ore 23.00.

– Per le radio: almeno 195 minuti (3 ore e 15 minuti) oppure 117 minuti (poco meno di 2 ore) di informazione autoprodotta tra le ore 7.00 e le ore 20.00.

Le emittenti che richiedono le provvidenze sono circa 480 tv (tra locali e satellitari) su circa 600 tv locali e 50 satellitari.

Le radio locali che richiedono le provvidenze sono circa 750 su circa 1100 operanti.

Le emittenti  che non richiedono  le provvidenze sono quelle che realizzano un prodotto editoriale poco orientato  sull’informazione.

Vediamo ora cosa produce questo sistema in termini di occupazione giornalistica:

Al 31 dicembre 2008 i giornalisti dipendenti sono circa 2000 di cui 1421 disciplinati con il CCNL tra Aeranti-Corallo e Fnsi (di questi almeno 1421, n. 1256 sono stati assunti dopo la stipula del CCNL tra Aeranti-Corallo e Fnsi nell’ottobre 2000).

Gli altri rapporti sono disciplinati dal CCNL tra Fnsi e Fieg (si tratta nella quasi totalità dei casi di assunzioni  avvenute prima della stipula del CCNL tra Aeranti-Corallo e Fnsi), o con altri CCNL.

Esaminando la relazione annuale al 31dicembre 2007 del Presidente dell’INPGI si legge testualmente:

“l’aumento più significativo dei rapporti di lavoro si è registrato nel settore dell’emittenza  radio televisiva e nella P.A.”

“… sono cresciuti, in particolare, nel settore dell’emittenza radiotelevisiva  locale dove trova applicazione il contratto differenziato siglato dalla Fnsi e dall’Aeranti-Corallo.”

E vediamo i dati numerici contenuti nella relazione INPGI.

A fine 2007, secondo l’INPGI, risultavano in essere 1554 rapporti di lavoro giornalistico  presso le radio e le tv locali, con una crescita pari al 10,60% rispetto all’anno precedente.

Ma quello che è interessantissimo e che forse non tutti sanno,  dalla relazione INPGI  emerge che al 31 dicembre 2007 a fronte dei citati 1554 rapporti di lavoro giornalistico in essere presso emittenti locali vi erano 1215 rapporti di lavoro presso le radio e tv nazionali, mentre 2020 erano i rapporti di lavoro presso la RAI e 1049 presso le agenzie di stampa.

Insomma la normativa sull’editoria ha generato un circolo virtuoso in base al quale le provvidenze destinate al comparto sono state reinvestite per la creazione continua di posti di lavoro giornalistico che sono per lo più disciplinati dal CCNL stipulato tra Aeranti-Corallo e Federazione Nazionale della Stampa il 3 ottobre 2000, rinnovato a dicembre 2005 e, attualmente in trattativa  per l’ulteriore rinnovo, che è un CCNL  che recepisce tutte le specificità del settore.

E allora vediamo quali sono i motivi di preoccupazione  dell’emittenza locale e dei giornalisti dell’emittenza locale.

Negli ultimi anni vi è stata una progressiva riduzione delle provvidenze.

Per meglio comprendere la situazione vediamo la copertura finanziaria.

I fondi relativi alle provvidenze editoria sono iscritti al bilancio della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Attualmente lo stanziamento è suddiviso in due capitoli del bilancio della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Si tratta del CAP 465, affidato dal Dipartimento per l’Informazione  e l’Editoria e del CAP 468, sempre affidato al medesimo Dipartimento. Tali fondi vengono stanziati dal Ministro dell’Economia alla Presidenza del Consiglio nella Tabella C della Legge Finanziaria; la Presidenza del Consiglio ripartisce successivamente le somme secondo i capitoli di spesa del proprio bilancio interno.

Il CAP 465 riguarda i contributi concernenti il rimborso  per le agenzie  di informazione (che riguarda non solo l’emittenza locale ma anche altri settori come l’emittenza  di partito); negli ultimi anni, il fondo è sempre stato insufficiente rispetto alle necessità, ma i fondi sono stati comunque recuperati nel corso dell’anno. Così, lo scorso anno era disponibile inizialmente un fondo di circa 20 milioni di euro (su una necessità di circa 36); la dotazione è stata poi portata a circa 30 milioni (apri all’83 per cento circa).

L’anno precedente, la dotazione  era di circa 15 milioni (su circa 30 milioni necessari); nel corso dell’anno sono quindi stati recuperati  ulteriori 5 milioni (portando la dotazione  a circa 20 milioni, pari a circa il 66,6 per cento).

Quest’anno la situazione appare più complessa in quanto a oggi necessiterebbero circa 35-36 milioni a fronte di una disponibilità di appena 14 milioni (pari al 40 per cento circa). Ciò significa che solo il 40% del citato 60% potrebbe, allo stato, essere rimborsato.

Il CAP 468 riguarda, invece, i contributi per il rimborso dei costi per le utenze di energia elettrica e per i collegamenti satellitari. Qui la situazione   è molto più complessa, in quanto sino al 2006 i pagamenti  venivano effettuati “in differita”, cioè i rimborsi venivano effettuati direttamente  dagli enti gestori  delle utenze elettriche  e satellitari che, successivamente, ricevevano tali rimborsi dallo  Stato. Quindi, la normativa è stata modificata, introducendo il principio che i rimborsi devono essere fatti direttamente  dalla Presidenza del Consiglio alle imprese radiofoniche e televisive locali richiedenti.

Ad oggi tuttavia  sorgono due problematiche:

– le imprese radiofoniche e televisive locali vantano crediti per circa 20 milioni di euro (per quanto riguarda i rimborsi per i consumi elettrici) e per circa 10 milioni di euro (per quanto riguarda i collegamenti satellitari). Tuttavia, sarebbero disponibili sul citato capitolo di bilancio  solamente 4 milioni di euro (pari a solo il 13,3 per cento circa  delle somme richieste); inoltre, la c.d. “legge mille proroghe”  (d.l. 207/2008, convertito dalla legge 14/2009) ha introdotto  una norma che stabilisce che, fermi restando gli stanziamenti  complessivi che costituiscono tetto di spesa, le erogazioni sono destinate prioritariamente ai contributi diretti e, per le residue disponibilità, alle  altre tipologie di agevolazioni, da ricondurre nel limite delle stesse possibilità (….)”.

Conseguentemente se i contributi relativi alle utenze elettriche e satellitari dovessero essere qualificati indiretti, le relative somme potranno essere rimborsate solo in via residuale.

In ogni caso i 4 milioni di euro del CAP 468 costituiscono una disponibilità ben al di sotto del fabbisogno.

Da ultimo lo schema del nuovo  Regolamento  per disciplinare  la materia, predisposto  dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, introduce  alcune norme che rischiano di penalizzare ulteriormente  l’accesso alle provvidenze  creando dei limiti molto stringenti  al rimborso dei canoni di abbonamento alle agenzie di informazione che corrisponde a ridurre drasticamente l’attuale percentuale di rimborso del 60%.

In conclusione, le richieste.

Riteniamo indispensabile:

– un adeguamento della  copertura finanziaria all’effettivo fabbisogno del comparto;

– la previsione di un capitolo di spesa specifico per il comparto che permetta di scorporare le provvidenze editoria per l’emittenza locale da altre forme di provvidenze come quelle previste per le emittenti di partito (per le quali dovrebbe essere previsto uno specifico diverso capitolo di bilancio);

– il recupero della operatività dei rimborsi per i costi di energia elettrica  e per i collegamenti satellitari (eventualmente, ritornando al precedente meccanismo del rimborso a posteriori, se ritenuto più efficiente).