Riassetto tv: necessario switch off unico al 2022 per tv nazionali e locali in Dvbt-2/Hevc

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(29 giugno 2021)   Come noto, la legge di bilancio 2018, come modificata dalla legge di bilancio 2019 ha previsto un riassetto generale del sistema televisivo italiano ai fini della dismissione della banda 700 e del passaggio al digitale terrestre tv di seconda generazione (DVBT-2/HEVC) da completarsi entro giugno 2022.

Lo spegnimento delle attuali frequenze delle tv locali dovrebbe avere inizio il 1° settembre p.v. nelle regioni del nord Italia, mentre per le tv nazionali lo spegnimento della maggior parte delle attuali frequenze è previsto a partire dal 1° aprile 2022.

Il coordinatore Aeranti-Corallo, Marco Rossignoli, evidenzia, tuttavia, che non appare tecnicamente possibile attribuire le numerazioni LCN ai nuovi FSMA locali in tempo utile per l’avvio al 1° settembre p.v. della transizione del comparto televisivo locale nel Nord Italia. Infatti, anche qualora i bandi per la selezione dei nuovi FSMA venissero immediatamente emanati, è necessario tener conto dei tempi per la presentazione delle domande (almeno 30 giorni) e dei tempi per la formazione delle graduatorie. Occorre, quindi, considerare i tempi per gli ulteriori bandi per l’attribuzione delle nuove numerazioni LCN e i tempi per il completamento delle assegnazioni dei nuovi diritti di uso delle frequenze ai nuovi operatori di rete (che destineranno l’intera capacità trasmissiva dei propri mux alla diffusione di contenuti ai nuovi FSMA locali) e per la realizzazione materiale delle relative reti.

Per ovviare a tutte le suddette criticità si renderebbe opportuna, a parere di Aeranti-Corallo, una ridefinizione della roadmap.

Aeranti-Corallo ritiene che l’unica soluzione che appaia, allo stato, percorribile sia quella di prevedere un passaggio alla tecnologia DVBT-2/HEVC simultaneo sull’intero territorio nazionale, dell’emittenza televisiva locale e di quella nazionale tra aprile e giugno 2022, o addirittura, tra settembre e dicembre 2022, se ne emergesse in sede europea, la fattibilità.

In questo modo si realizzerebbe uno switch-off unico e, pertanto, l’utenza sarebbe incentivata all’acquisto dei nuovi televisori e dei nuovi decoder idonei alla ricezione DVBT2-HEVC, al fine di poter continuare a ricevere l’intera offerta televisiva terrestre.

“Contemporaneamente – argomenta Rossignoli – occorrerebbe prevedere ulteriori forme di contribuzione per il sostegno all’acquisto dei nuovi decoder e televisori. Riteniamo, comunque, imprescindibile che il passaggio avvenga direttamente al DVBT2 senza alcun passaggio intermedio alla tecnologia MPEG4. Sarebbe, infatti, incomprensibile un doppio passaggio tecnologico a distanza di poche settimane che genererebbe una riduzione degli spazi per l’emittenza locale, senza, peraltro, alcun vantaggio per l’utenza”.

Rossignoli sottolinea che, in ogni caso, sarebbe inaccettabile una prosecuzione delle trasmissioni con l’attuale tecnologia DVBT-MPEG2 in quanto in tal modo verrebbero disattesi gli obiettivi del riassetto del sistema televisivo e gli spazi trasmissivi per l’emittenza locale verrebbero ulteriormente ridotti in modo molto rilevante, con ogni evidente conseguenza.

L’auspicio di Aeranti-Corallo è che il Ministero dello Sviluppo Economico faccia al più presto chiarezza sulla tempistica e sulle modalità della transizione alla luce di tutte le suddette criticità al fine di permettere alle imprese televisive locali di organizzarsi al meglio per affrontare il passaggio al digitale televisivo terrestre di seconda generazione. (FC)

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