Rinnovo del contratto di servizio stato-rai. rossignoli: “va salvaguardato l’insostituibile ruolo dell’emittenza locale.”

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cs 52/2002

                                            COMUNICATO STAMPA

                                               AERANTI – CORALLO

                            Le imprese radiotelevisive locali italiane                            

 

Roma, lì 11/7/2002

 

RINNOVO DEL CONTRATTO DI SERVIZIO STATO-RAI. ROSSIGNOLI: “VA SALVAGUARDATO L’INSOSTITUIBILE RUOLO DELL’EMITTENZA LOCALE.”

 

Al convegno in corso a Gubbio, organizzato dal Corecom Umbria, sul tema “Rai: Servizio pubblico!/?”, l’avv. Marco Rossignoli, coordinatore AERANTI-CORALLO (la federazione aderente a Confcommercio che rappresenta oltre 1.000 imprese radiotelevisive locali) è intervenuto portando la posizione delle emittenti locali AERANTI-CORALLO. “Nel dibattito in corso relativo al rinnovo del contratto di servizio Stato-Rai per il biennio 2003-2004 – ha esordito Rossignoli –, va considerato che esiste un sistema radiotelevisivo misto pubblico-privato e, in tale ambito, è previsto uno specifico ruolo per l’emittenza locale. E’ necessario – sostiene Rossignoli – tenere in debito conto la posizione di tutti i soggetti del sistema e, in particolare, l’importante ruolo rivestito dall’emittenza locale che, storicamente, ha sempre avuto un contatto diretto con i cittadini e il territorio. D’altra parte – ha proseguito Rossignoli – esistono anche precisi obblighi normativi per l’emittenza locale di fare informazione locale. Stabilire nuove norme che prevedano la possibilità per la Rai di differenziare il proprio segnale su tutte le reti e per un numero di maggiore di ore rispetto a quanto attualmente previsto, significa sottrarre all’emittenza locale il ruolo informativo sul territorio, rendendo sostanzialmente inutile l’attività editoriale della stessa.” Nel corso del suo intervento, Rossignoli ha anche sollevato la questione della realizzazione di sinergie tra la Concessionaria pubblica e le emittenti locali: “In passato – ha dichiarato Rossignoli – le sinergie venivano identificate come la possibilità data alle emittenti locali di realizzare servizi giornalistici che venivano poi messi in onda dalla Rai. Riteniamo che tale metodo vada bocciato, e che debbano quindi essere trovate altre soluzioni in quanto chi ha investito tempo e denaro nel realizzare un’emittente locale dimostra di avere certamente vocazioni di tipo editoriale e non si vuole certo limitare al semplice ruolo di fornitore di contenuti in conto terzi. Tale discorso vale certamente per le produzioni in audio e in video, ma anche per le informazioni messe in onda da Televideo e, più in generale, tocca tutta l’attività di produzione di informazioni.”

Rossignoli ha anche toccato un importante aspetto regolamentato dal contratto di servizio Stato-Rai: la copertura territoriale del Servizio pubblico. “Nell’ambito del Servizio pubblico – ha spiegato Rossignoli – si rende spesso necessaria l’accensione di nuovi impianti di trasmissione al fine di garantire la massima copertura territoriale ai segnali della Rai. E’ evidente, – ha proseguito – che ciò debba avvenire senza creare pregiudizio e interferenze ai segnali delle emittenti private. Sono dunque necessarie precise norme che chiariscano il fatto che sia possibile per la Rai accendere nuovi impianti a condizione che non interferiscano con quelli delle emittenti private.”

Sul ruolo delle regioni nella discussione per il nuovo contratto Stato-Rai, Rossignoli ha evidenziato come sia interessante il contributo che le regioni  possono offrire al dibattito, ma, come ha chiarito il Ministro Gasparri, il contratto stesso deve essere definito dalla Rai e dal Ministero delle Comunicazioni. “Le regioni – ha concluso Rossignoli – possono portare le proprie idee; è però necessario che nella logica federalista si dia un effettivo spazio all’emittenza locale

Per informazioni: 348 4454981

 

                                                           AERANTI-CORALLO,

                                               aderente alla Confcommercio,

               rappresenta 1.046 imprese radiofoniche e televisive locali italiane