Rossignoli, aeranti-corallo: le tv di strada sono illegittime

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Cs 50/2003

                                    COMUNICATO STAMPA

                                     AERANTI – CORALLO

                   Le imprese radiotelevisive locali italiane                  


Roma, lì 25/09/2003

 

ROSSIGNOLI, AERANTI-CORALLO: LE TV DI STRADA SONO ILLEGITTIME

 

Sulla problematica delle cosiddette tv di strada, l’avv. Marco Rossignoli, coordinatore AERANTI-CORALLO, che rappresenta oltre 1.000 imprese radiotelevisive locali, ha dichiarato:

“Sulla problematica delle tv di strada occorre fare alcune riflessioni. In particolare, sarebbe corretto sostenere che si possa guidare un’auto senza patente? Sarebbe corretto sostenere che si possa edificare un palazzo senza concessione edilizia? Sarebbe corretto sostenere che un intervento chirurgico possa essere effettuato da chi non è un medico? Al di là delle diverse qualificazioni giuridiche dei suddetti esempi, se la risposta è, come credo che tutti ritengano, che in nessuna delle suddette ipotesi sussisterebbe correttezza, allora occorre domandarsi perché in un sistema televisivo dove per operare è previsto che si debba possedere una concessione o una autorizzazione (rilasciata ai sensi della legge 66/2001 emanata all’epoca del precedente Governo di centrosinistra), dovrebbe essere corretto operare anche senza concessione o autorizzazione.

E ancora: sarebbero corretti interventi urbanistici senza il rispetto delle previsioni del piano regolatore? Certamente no, e allora come si può pensare di accendere impianti di trasmissione senza tener conto delle problematiche interferenziali che possono essere causate agli impianti esistenti eserciti dai titolari di concessione?

E ancora, sarebbe corretto che le tv di strada possano raccogliere pubblicità in concorrenza con chi è titolare di concessione e che, come tale,. corrisponde allo Stato il relativo canone e le relative tasse per poter operare?”

“E allora – ha proseguito Rossignoli – è necessario che chi vuole intraprendere una nuova impresa televisiva accetti le regole in materia chiedendo la concessione nei modi, nei tempi e con i limiti previsti dalla legge. Chi non seguirà questa strada è evidente – ha aggiunto Rossignoli – che eserciterà un’attività illegittima sanzionabile penalmente ai sensi dell’art. 195 del Codice postale con la reclusione da 6 a 18 mesi.”

“Credo – ha concluso Rossignoli – che gli esponenti politici che sostengono le iniziative delle tv di strada debbano valutare che tali iniziative, oltre ad essere illegittime, recano grave danno alle 600 imprese televisive locali operanti nel Paese.”

 

Per informazioni: 348 4454981

 

                                                   AERANTI-CORALLO,

                                            aderente alla Confcommercio,

          rappresenta 1.040 imprese radiofoniche e televisive locali italiane