SIC 2019: l’Agcom ne ha definito il valore. Leggero calo sul 2018

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(23 gennaio 2021)   Con delibera n. 13/21/CONS del 14 gennaio 2021, (pubblicata nel proprio sito internet il 21 gennaio u.s.), l’Autorità per le Garanzie nelle comunicazioni ha chiuso il procedimento per la determinazione del valore del SIC (Sistema Integrato delle Comunicazioni) per l’anno 2019.

Il valore complessivo del SIC è pari a 18,1 miliardi di euro (1,01% del Pil nazionale), una riduzione dell’1,4% rispetto al 2018, che segnala una tendenza opposta rispetto a quella rilevata per l’intera economia nazionale.

Il settore dei servizi di media audiovisivi e radio conferma il proprio primato per incidenza sul totale, con un peso pari al 48% delle risorse economiche.
Nella valorizzazione di tale comparto, l’Agcom ha considerato i ricavi relativi al finanziamento del servizio pubblico, alla pubblicità nazionale e locale anche in forma diretta, alle televendite e alle sponsorizzazioni sui canali televisivi e radiofonici, alle convenzioni con soggetti pubblici a carattere continuativo, alle provvidenze pubbliche, nonché alle offerte televisive a pagamento.

Il computo dei ricavi di quest’area è stato realizzato dall’Agcom mediante i dati dichiarati dai soggetti obbligati alla compilazione dell’Informativa Economica di Sistema (IES) e le informazioni a carattere consolidato comunicate dai principali gruppi societari. Mediante l’impiego di tali dati. l’Agcom ha svolto un’analisi censuale dei ricavi conseguiti sia dagli operatori attivi (in ambito nazionale e locale) nella fornitura di servizi di media audiovisivi e radiofonici sulle diverse piattaforme, sia dalle concessionarie operanti nella raccolta di pubblicità su tali mezzi.

Il processo di valutazione ha permesso di appurare che, nel 2019, le risorse complessive dell’area radiotelevisiva, ammontano a 8,7 miliardi di euro, con una contrazione del 3,1% rispetto al 2018.

La parte ampiamente maggioritaria degli introiti dell’intera area afferisce al comparto televisivo. Nello specifico, oltre la metà dei ricavi (55%) deriva dal settore dei servizi di media audiovisivi in chiaro, mentre il 37% degli stessi è ascrivibile ai servizi di media audiovisivi a pagamento. Una quota sensibilmente inferiore (pari all’8%) è riconducibile alla radiofonia.

I servizi di media audiovisivi in chiaro (considerando entrambi i segmenti, nazionale e locale) hanno, nel 2019, un valore di quasi 4,8 miliardi, in leggera flessione rispetto al 2018. Cala la raccolta pubblicitaria (-3,9% rispetto al 2018) e crescono il canone (1,7 miliardi) e contributi pubblici (convenzioni e provvidenze) agli operatori del settore contabilizzati nell’anno, pari a 175 milioni.

Per quanto riguarda la radiofonia, le fonti di finanziamento del settore raggiungono nel 2019 i 692 milioni, mostrando un incremento del 4,1% sull’anno precedente. Il 77% delle stesse è costituito da quanto ricavato attraverso la raccolta pubblicitaria, pari a 533 milioni, mentre gli introiti generati dalla riscossione del canone, che valgono 106 milioni, rappresentano il 15% del totale. In crescita, inoltre, l’ammontare dei contributi pubblici (convenzioni e provvidenze), pari a 54 milioni di euro (8% del comparto).

Il valore del comparto editoriale rappresentato da quotidiani, periodici e agenzie di stampa scende a 3,6 miliardi di euro, segnando una flessione del 7,7% sull’anno precedente.

L’editoria elettronica e pubblicità online (settore che comprende i ricavi relativi alla vendita di prodotti e servizi di editoria elettronica anche per il tramite di internet, alle convenzioni e provvidenze pubbliche, e alla pubblicità online anche in forma diretta, incluse le risorse raccolte da motori di ricerca, da piattaforme sociali e di condivisione) segna nel 2019 una sostenuta crescita rispetto al 2018, raggiungendo i 3,5 miliardi di euro. Sul valore complessivo incide in maniera preponderante (per il 95%) la raccolta pubblicitaria online (che raggiunge un totale di 3,4 miliardi di euro).

Nessuno dei soggetti presenti nel SIC, infine, ha realizzato nel 2019 ricavi superiori al limite del 20% previsto dall’art. 43, comma 9, del Testo Unico dei Servizi di Media Audiovisivi e Radiofonici (Tusmar).

A questo link è disponibile la delibera Agcom n 13/21/CONS; a questo link è pubblicato il relativo allegato. (FC)

(In figura: i ricavi complessivi dell’area “servizi di media audiovisivi e radio” nel 2019. Fonte: elaborazione Agcom su dati aziendali)

Vedi anche:

L’Agcom avvia il procedimento per la valutazione delle dimensioni economiche del SIC per il 2019

L’Agcom definisce il valore del SIC per il 2018, in crescita sul 2017

Valutazione SIC 2018, l’Agcom avvia il procedimento