Stop alla duplicazione dei marchi radiofonici. presentati dal “coordinamento aer anti corallo” esposti all’autorita’ e agli ispettorati del ministero delle comunicazioni, contro la violazione da parte di stazioni locali con marchio “rtl” della l. 78 del 29.03.99 che vieta l’uso in ambito locale dei marchi radiofonici nazionali.

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CS 32/99

COMUNICATO STAMPA

                                COORDINAMENTO AER ANTI CORALLO                              

Roma, 7 maggio 1999

 

STOP ALLA DUPLICAZIONE DEI MARCHI RADIOFONICI

Presentati dal “Coordinamento Aer Anti Corallo” esposti all’Autorità e agli Ispettorati del Ministero delle Comunicazioni, contro la violazione da parte di stazioni locali con marchio “Rtl” della L. 78 del 29.03 99 che vieta l’uso in ambito locale dei marchi radiofonici nazionali.

Il Parlamento il 29 marzo scorso ha varato la legge 78 che, tra l’altro, all’art. 2 comma 2 bis, vieta l’uso in ambito locale di marchi radiofonici nazionali.
“Si tratta di una norma importante- ha dichiarato l’avvocato Marco Rossignoli, coordinatore delegato di Aer Anti e Corallo- a tutela delle imprese radiofoniche locali, che evita conseguenze gravissime in termini di sottrazione di risorse di mercato necessarie alla loro attività. Infatti la confusione derivante da un uso “replicato” dei nomi e dei marchi delle emittenti radiofoniche nazionali da parte di emittenti locali creerebbe distorsioni nella rilevazione dell’audience, generando il cosiddetto fenomeno di “duplicazione degli ascolti”, con conseguenti, inevitabili ricadute sulla distribuzione delle risorse pubblicitarie”.
In effetti l’indagine d’ascolto della radio in Italia si basa su interviste telefoniche in cui viene chiesto all’intervistato di ricordare quali, tra un elenco di emittenti che gli viene letto, siano quelle che egli ha ascoltato. E’ evidente la confusione che possa crearsi nell’ascoltatore in caso di omonimia di marchi.
“La norma prevede-ha proseguito Rossignoli-, per le emittenti che alla data del 30.11.93 hanno ottenuto il rilascio della concessione con un marchio che richiama in tutto o in parte uno nazionale, che il divieto si applichi solo dopo un anno dall’entrata in vigore della legge di conversione del decreto. Sebbene quest’ultima eccezione non riguardi il caso, è invece proseguito (in aperta violazione alla norma) il progetto di sviluppo di un circuito di svariate emittenti locali a marchio “Rtl”, che addirittura utilizzano una grafica per il proprio marchio sostanzialmente identica a quella della rete nazionale e che hanno persino inserito il marchio “Rtl” nei rispettivi segnali rds, così da farlo comparire sui display delle autoradio. Infine sono state pianificate vere e proprie campagne promozionali, sulla stampa specializzata per pubblicitari, a conferma dei timori che queste iniziative abbiano come obiettivo principale la raccolta della pubblicità a scapito delle altre imprese locali”.
Il Coordinamento Aer Anti Corallo, che rappresenta oggi 918 imprese radiofoniche locali delle circa 1150 attualmente operanti, sta ora presentando esposti al riguardo all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (cui spetta il potere sanzionatorio) e agli Ispettorati del Ministero delle comunicazioni di Milano, Roma, Firenze, Bologna e Torino, ai quali s’è chiesto di effettuare gli opportuni accertamenti in merito nei rispettivi territori.
Le sanzioni, in caso di verificata elusione della norma, vanno da 20 a 500 milioni di lire.
Infine è stata sollecitata l’Audiradio srl ad escludere dall’indagine in corso l’eventuale di emittenti locali iscritte con i suddetti marchi.
“Il Coordinamento Aer Anti Corallo-ha concluso l’avvocato Rossignoli- è da sempre impegnato a promuovere e favorire qualunque iniziativa atta al riordino, alla razionalizzazione e allo sviluppo del sistema radiotelevisivo locale italiano e dunque non possiamo assolutamente ignorare una simile situazione, dannosa per le imprese che operano correttamente nel rispetto delle norme”.
L’avvocato Marco Rossignoli nei prossimi giorni chiederà un incontro con le Autorità competenti ai fini di conoscere lo stato dell’attività istruttoria relativa ai procedimenti conseguenti gli esposti.
Molte imprese radiofoniche associate ad Aer Anti e Corallo interessate dal problema stanno per presentare esposti analoghi nelle rispettive aree di attività.

 

 

                                        Il Coordinamento Aer Anti Corallo rappresenta oggi
                             1300 imprese radiotelevisive italiane sulle circa 1800 operanti