Studio Aeranti-Corallo su televisori, telecomandi e accessibilità DTT e LCN

(22 febbraio 2024) Aeranti-Corallo, sul finire del 2023, ha realizzato uno studio sui televisori presenti sul mercato al fine di verificare, in particolare, le modalità di ricezione delle trasmissioni digitali terrestri offerte dai diversi apparecchi.

L’obiettivo era quello di acquisire elementi di valutazione circa le prospettive della tv tradizionale rispetto alla tv in streaming, nonché in ordine alle scelte tecnologiche da operare per sviluppare la presenza anche sulle nuove piattaforme. Riportiamo qui una sintesi di tale studio.

Il testo integrale dello studio è stato reso disponibile agli associati Aeranti-Corallo, all’inizio del corrente anno.

Lo scenario del mercato della ricezione Tv al consumo

Attualmente ci sono, molte tipologie di televisori sul mercato, ognuno con le proprie caratteristiche e tecnologie.  In particolare, i modelli di televisori possono essere distinti in due grandi gruppi: Tv non connesse e Tv connesse (cosiddette Smart Tv); queste ultime sono poi classificabili in base ai differenti sistemi operativi adottati. I televisori tradizionali sono le Tv non connesse, cioè non dotate di un sistema operativo che permetta di accedere a contenuti online o a servizi di streaming. Ormai a questa categoria appartengono solo modelli di dimensioni inferiori ai 40” e, in genere, per ogni modello non connesso la relativa marca rende disponibile al mercato anche una versione connessa. Le Tv connesse possono essere dotate di differenti sistemi operativi. Android TV e Google TV sono i televisori basati sul sistema operativo Android, sviluppato da Google.  Poi esistono alcuni sistemi operativi proprietari, sviluppati dai singoli produttori; citiamo Tizen di Samsung, WebOS di LG e Vidaa U di Hisense.

Modalità e formati di ricezione Tv

Le modalità di ricezione, in Italia, oggi sono essenzialmente quattro: digitale on air, satellitare, via Internet (Smart TV) e  IPTV (Internet Protocol Television). Ormai molti televisori sono in grado di ricevere segnali da diverse fonti, combinando diverse modalità di ricezione. Ad esempio, una Smart TV, oltre che via Internet, può ricevere segnali via etere e via satellite.

Ci sono, poi, i diversi formati di trasmissione DVB utilizzati dai fornitori di contenuti audiovisivi per distribuire i propri programmi. Il Digital Video Broadcasting (DVB, appunto) è uno standard internazionale per la trasmissione digitale di televisione ed è disponibile in diversi formati; i più comuni includono: il DVB-T (Digital Video Broadcasting – Terrestrial), ampiamente adottato in molte regioni del mondo come Europa, Asia, Africa e Australia; il DVB-T2 (Digital Video Broadcasting – Second Generation Terrestrial), evoluzione del DVB-T, che offre una maggiore efficienza spettrale, consentendo la trasmissione di un maggior numero di canali televisivi ad alta definizione (HD) o un singolo canale con una risoluzione ancora più elevata. Il DVB-T2 è stato adottato in diversi Paesi come successore del DVB-T. In Italia, come è noto, vi è un ritardo nell’adozione di tale tecnologia, rispetto alle tempistiche originariamente previste; il DVB-S (Digital Video Broadcasting – Satellite) per la trasmissione digitale via satellite; il DVB-S2 (Digital Video Broadcasting – Second Generation Satellite), evoluzione del DVB-S, offre una maggiore efficienza spettrale; il DVB-H (Digital Video Broadcasting – Handheld), progettato per la trasmissione di contenuti televisivi digitali ai dispositivi portatili, come telefoni cellulari e lettori multimediali portatili, è stato adottato in modo molto limitato ed è stato surclassato da altre tecnologie per la trasmissione di contenuti mobili; il DVB-I (Digital Video Broadcasting – Internet), un nuovo standard di trasmissione televisiva che utilizza Internet come mezzo di trasporto. Offre una serie di vantaggi rispetto agli standard precedenti, tra cui maggiore efficienza energetica, flessibilità e resistenza alle interferenze. È ancora in fase di sviluppo, ma è già stato adottato da alcuni operatori televisivi.

App con hardware

Vanno poi ricordate le app associate ad uno specifico hardware; sono apparati abilitati alla ricezione di contenuti audiovisivi digitali che non sono necessariamente dei veri e propri “televisori”.  Ciascuno di questi apparati è collegato ad uno specifico bouquet di contenuti, organizzati all’interno di un’app. Tali apparati possono permettere anche la fruizione di cataloghi o programmi in aggiunta a quelli della app di riferimento. La fruizione dei canali televisivi tradizionali presuppone l’installazione di specifiche app e, comunque, la connessione avviene tramite Internet e non via etere terrestre.

In questa categoria lo studio ha preso in considerazione le seguenti soluzioni: Fire TV Stick 4K, a basso costo e di piccole dimensioni, che permette di trasformare un vecchio televisore in uno Smart TV o di aggiungere nuove app e funzionalità ad uno Smart TV più o meno recente (anche 4K); Apple TV, set-top-box, disponibile in varie versioni, che accede alla piattaforma di streaming Apple TV+, il servizio di streaming proprietario, e che si può collegare al proprio televisore; Sky Glass, un vero e proprio televisore LCD-QLED 4K-HDR disponibile in diversi formati che funziona tramite connessione internet e prioritariamente dedicato alla ricezione di programmi Sky (a seconda dei pacchetti a cui si è abbonati), sebbene disponga anche di ricezione diretta via antenna dei canali DTT e SAT.

Alcuni dati di mercato italiani

Tra i  sistemi operativi smart TV diffusi in Italia evidenziamo Tizen di Samsung, WebOS di LG, Android TV, Google TV, Fire TV OS, Linux e Roku OS.

Google TV è una versione aggiornata di Android TV. Fire TV OS è un sistema operativo sviluppato da Amazon e utilizzato sui dispositivi Fire TV, come Fire TV Stick e Fire TV Cube. Questi dispositivi sono venduti sia direttamente da Amazon, sia da altri canali commerciali. La diffusione dei sistemi operativi per la televisione in Italia è in costante crescita.

Nel 2022, la quota di mercato dei televisori smart rispetto al totale di quelli venduti è stata del 90%, rispetto al 70% del 2021. Questa crescita è dovuta alla crescente disponibilità di contenuti online e ai servizi di streaming, che richiedono un televisore smart per essere fruiti.

Le tipologie di schermi televisivi

Un altro aspetto caratterizzante l’industria dei ricevitori televisivi riguarda certamente la tipologia di schermo. Ecco una rassegna dei tipi più comuni di schermi disponibili sul mercato: LED (Light Emitting Diode), utilizzano diodi a emissione di luce per retroilluminare lo schermo, garantendo schermi sottili, leggeri e che consumano meno energia rispetto ai televisori LCD tradizionali; LCD (Liquid Crystal Display), utilizzano cristalli liquidi per creare immagini e la retroilluminazione può essere fornita da lampade al neon o LED; OLED (Organic Light Emitting Diod) utilizzano diodi organici per creare luce e colore, eliminando la necessità di retroilluminazione, con una qualità dell’immagine superiore, dai neri più profondi e dai colori più vividi; QLED (Quantum Dot LED) utilizzano nanocristalli chiamati quantum dot per migliorare la qualità del colore e la luminosità degli schermi LED; Plasma, sempre meno diffusi, utilizzano piccole celle contenenti gas ionizzati per produrre luce, il che offre ottimi angoli di visione e una buona qualità dell’immagine, ma meno efficienza dal punto di vista energetico; infine vanno ricordati i Proiettori TV, che se anche non sembrano veri e propri televisori, integrano un sistema di ricezione televisiva, via etere e via Internet, e proiettano l’immagine televisiva su uno schermo, offrendo un’esperienza analoga a quella televisiva, su ampia superficie.

La modalità HbbTv

HbbTV sta per Hybrid Broadcast Broadband TV ed è uno standard industriale sviluppato per migliorare l’esperienza televisiva integrando la trasmissione tradizionale (broadcast) con i servizi basati su Internet.  L’obiettivo principale di HbbTV è quello di offrire agli utenti una visione più interattiva della televisione, consentendo loro di accedere a contenuti aggiuntivi, servizi on-demand e funzionalità interattive tramite la connessione a Internet. Tra le caratteristiche della HbbTV possiamo ricordare: i servizi On-Demand per guardare contenuti archiviati o utilizzare funzionalità di pausa/ripristino durante la visione di programmi broadcast; l’integrazione di Broadcast e Broadband, per consentire agli utenti di accedere a servizi online mentre guardano la TV; l’interattività,attraverso l’uso del telecomando, per attivare funzionalità come il servizio di televideo, giochi, sondaggi o altri contenuti interattivi.

La maggior parte dei televisori moderni è progettata per essere compatibile con la codifica HbbTV. I televisori compatibili con HbbTV sono dotati di un’apposita funzione o menù che consente agli utenti di accedere ai servizi interattivi e alle applicazioni ibride e riportano un’etichetta con il logo HbbTV. Può accadere di possedere un televisore apparentemente non abilitato alla ricezione dei servizi HbbTv, ma in realtà è possibile attivarli attraverso opportuni aggiornamenti del firmware.

Le principali supportano tutte la versione più recente dello standard HbbTV, che è la 2.0.2.

I telecomandi (remote control)

La TV tradizionale è ancora prominente, tranne pochissime eccezioni, anche sui nuovi telecomandi televisivi.  Questo è vero anche nel caso di televisori moderni che offrono una vasta gamma di funzionalità, tra cui la connettività Internet, le funzionalità Smart TV e il supporto per i formati HDR.  Sono, tuttavia, disponibili funzionalità speciali nei telecomandi più complessi, che possono includere la presenza di un touchpad e/o di un microfono per abilitare i comandi vocali.

Nonostante i progressi in atto, le funzioni di base della TV tradizionale, come la selezione dei canali e il controllo del volume, sono ancora necessarie e la quasi totalità dei nuovi telecomandi televisivi include quindi dei pulsanti dedicati a queste funzioni.

Inoltre, i nuovi telecomandi televisivi sono spesso progettati per essere compatibili con più tipi di dispositivi, come set-top box, soundbar e console di gioco. Ciò significa che i consumatori possono utilizzare un unico telecomando per controllare tutti i loro dispositivi multimediali.

Ciò premesso, si rileva una tendenza da parte di alcuni produttori nel togliere il tastierino numerico dai telecomandi della tv.

Tale scelta (molto negativa per i broadcaster) viene motivata con la circostanza che la crescita dei servizi di streaming offrirebbe cataloghi di contenuti molto più ampi rispetto ai canali televisivi tradizionali, e pertanto gli utenti potrebbero trovare facilmente i programmi che desiderano guardare senza dover inserire manualmente i numeri LCN.

Inoltre, i telecomandi moderni che includono funzionalità avanzate, quali il touchpad o il microfono, renderebbero più facile e veloce navigare tra i canali e i contenuti.

In ogni caso, la maggior parte dei produttori di televisori non ha ancora adottato questa tendenza e continua ad includere il tastierino numerico sui propri telecomandi televisivi.

Tale tastierino rende più semplice e immediata la consultazione dei canali televisivi trasmessi in modalità DTT (Digital Terrestrial Television), che sono organizzati in base alla numerazione automatica LCN (Logical Channel Numbering).

I menu in home page tv

L’analisi di mercato dei nuovi schermi televisivi e delle loro home page ha mostrato che i canali televisivi tradizionali sono ancora molto presenti, ma che i canali in streaming vengono messi sempre in evidenza in questo specifico ambiente digitale.

I canali televisivi tradizionali, in genere, sono collocati in posizione centrale e sono per lo più facilmente accessibili, ma non sono sempre adeguatamente evidenti, per scelta cromatica o grafica ‘minimalista’, soprattutto se confrontata con le icone molto grafiche e colorate dei servizi in streaming. Da un lato, i canali televisivi tradizionali sono spesso integrati con altre funzionalità della home page, come la ricerca canali e la guida TV, il che rende più facile per gli utenti trovare i programmi  televisivi tradizionali da visionare. Dall’altro lato, i canali in streaming sono sempre più numerosi e dunque anche sempre più presenti sulle home page dei nuovi schermi televisivi. In genere, sono collocati in posizione prominente, e sono spesso evidenziati con colori vivaci o immagini accattivanti. Anche i canali in streaming sono spesso integrati con altre funzionalità della home page, come la ricerca e le raccomandazioni. Ciò rende facile per gli utenti trovare nuovi contenuti on demand da guardare.

In generale, i canali televisivi tradizionali (quelli diffusi via etere terrestre e in modalità lineare) hanno ancora una presenza significativa sulle home page dei nuovi schermi televisivi; i canali in streaming (diffusi via Internet e che possono pure avere una programmazione di tipo lineare, ovvero offrire un catalogo di contenuti consultabili on demand) stanno, tuttavia,  progressivamente aumentando la loro evidenza sulle home page dei televisori, rispetto ai primi.

Le marche di schermi televisivi che hanno un menu che dà meno importanza alla tv tradizionale sono quelle che, a livello industriale, si stanno concentrando maggiormente sui servizi di streaming e sul contenuto on demand e che sono state realizzate nel contesto on line e digitale.

Un’ipotesi in prospettiva

Immaginare l’evoluzione dei prossimi anni è alquanto complesso, poiché dipende da una serie di fattori, tra cui: la crescita della diffusione di Internet e della banda larga; la crescente popolarità dei servizi di streaming , tra cui serie TV, film, documentari e programmi sportivi; l’aumento della domanda di contenuti personalizzati e on demand.  Questi fattori hanno contribuito alla crescita della popolarità dei servizi di streaming, a scapito della tv tradizionale. Tuttavia, la tv tradizionale riuscirà a mantenere una propria significativa presenza sul mercato.

In primo luogo, la tv tradizionale continua a offrire una serie di vantaggi che i servizi di streaming non possono replicare.

Ad esempio, la tv tradizionale offre un’esperienza di visione condivisa, che può essere importante per le famiglie.

Inoltre, la tv tradizionale offre un accesso a contenuti live, come le notizie e gli eventi sportivi.

In secondo luogo, la tv tradizionale continua a essere popolare tra alcune fasce demografiche, in particolare gli anziani e le persone con un reddito basso.

Previsioni di mercato

Raccogliendo una serie di dati provenienti da alcuni tra i più noti istituti specializzati in ricerche di mercato nel settore dei media (quali Ampere Analysis, Deloitte, eMarketer e Statista), se pure si rilevi qualche inevitabile discrepanza al riguardo dei valori attributi, emerge con chiarezza la tendenza complessiva, in base alla quale la Tv tradizionale va perdendo quote di mercato a favore della Tv in streaming. La tv tradizionale viene data, per il 2024, con una market share tra il 43 e il 47%, a fronte della Connected Tv al 53-57%. In prospettiva, queste previsioni concordano sul fatto che anche nei prossimi anni la tv tradizionale perderà quote di mercato a favore della tv in streaming, ma che, tuttavia, continuerà a rappresentare una componente significativa del mercato televisivo globale. (AR)

 

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