TeleRadioFax Edizione Straordianria – 05 Febbraio 2000

Sommario:


PAR CONDICIO DELUDENTE PER RADIO E TV LOCALI: BISOGNA CONTINUARE LA BATTAGLIA PER LA DIFESA DEL PIENO DIRITTO ALL’INFORMAZIONE

■ E’ stato approvato dalla Camera dei Deputati il disegno di legge sulla par condicio (320 voti favorevoli, 169 contrari, 9 astenuti). La norma è stata approvata con i voti favorevoli dei partiti della maggioranza e di Rifondazione comunista, contrari dei partiti di centrodestra e con l’astensione dei socialisti. Obiettivo evidente della maggioranza è di riuscire ad applicare queste nuove norme già alla campagna elettorale regionale del 16 aprile. Per essere approvata la norma necessita ora del voto favorevole del Senato, nel qual caso entrerà in vigore il giorno dopo la sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Il Coordinamento Aer-Anti-Corallo e le altre Associazioni che rappresentano l’emittenza locale (Frt e Terzo Polo), che nelle ultime settimane hanno condotto unitariamente la battaglia perché l’emittenza locale venisse regolamentata come la carta stampata, esprimono la loro forte delusione per la debole risposta della maggioranza di Governo. Pur prendendo atto dei passi avanti compiuti dal Parlamento, finalizzati ad una diversa considerazione dell’emittenza locale rispetto a quella nazionale, devono considerarsi assolutamente insufficienti gli spazi (due per lista) lasciati al libero rapporto “partiti-emittenti”, soprattutto considerato il nuovo vincolo che obbliga a pareggiare settimanalmente i tempi contrattati con quelli gratuiti (cosa che rende meno apprezzabile anche l’aumento quotidiano dei “contenitori” di propaganda elettorale, portati da due a sei). Senza considerare la conseguente complessità degli aspetti operativi, che vedranno impegnati emittenti, Authority e comitati regionali, non solo per le campagne elettorali, ma per la regolamentazione imposta a tutta l’informazione politica, che viene di fatto riservata quale patrimonio esclusivo della carta stampata.
Al riguardo, il coordinatore Aer-Anti-Corallo, avv. Marco Rossignoli, ha dichiarato che “l’emittenza locale deve sentirsi ancora, pienamente impegnata nella difesa del diritto all’informazione, come servizio pubblico da rendere quotidianamente al cittadino-utente, ma soprattutto in occasione delle campagne elettorali”.
Per esaminare e discutere la possibilità e le modalità di ulteriori iniziative unitarie, i rappresentanti del Coordinamento e quelli delle altre associazioni di categoria si incontreranno a Roma nei prossimi giorni.

 

LE NORME SULLA PAR CONDICIO

■ Vediamo quali sono, nella stesura definitiva, i principali contenuti del testo approvato dalla Camera

Messaggi autogestiti. Non potranno più essere realizzati spot pubblicitari, di fatto sostituiti dai “messaggi politici autogestiti” che durano da 1 a 3 minuti per le tv e da 30 a 90 secondi per le radio. Gli stessi dovranno contenere una “motivata esposizione di un programma o di un’opinione politica”. Tali messaggi vanno trasmessi in appositi contenitori, che non possono interrompere i programmi e non sono computati nei limiti di affollamento pubblicitario.
Comunicazione politica. Con questa definizione si indica la diffusione di programmi contenenti opinioni e valutazioni politiche. Sia nel periodo non elettorale che in quello elettorale, per la Rai e le radiotv nazionali è sempre obbligatoria e gratuita, mentre per le radiotv locali è pure gratuita, ma facoltativa. In periodo non elettorale dovrà essere assicurata parità di condizioni nelle tribune, nei dibattiti e nelle interviste (ma anche “in ogni altra trasmissione nella quale assuma carattere rilevante la comunicazione politica”) per la presentazione delle opinioni. Durante la campagna elettorale gli spazi sono invece ripartiti secondo precisi criteri.
Radio e tv locali. La trasmissione dei messaggi è sempre facoltativa: a pagamento in periodo non elettorale (con uno sconto del 50% sulle tariffe abituali), con un massimo di quattro contenitori al giorno e due messaggi per partito. In periodo elettorale le emittenti che decidono di trasmettere messaggi gratuiti saranno rimborsate dalle Regioni entro 90 giorni dalla conclusione delle operazioni elettorali, nei limiti delle risorse disponibili, in misura di 12 mila lire a messaggio per le radio e 40 mila lire per le tv, attingendo da un fondo che, per l’anno 2000, ammonta a lire 20 miliardi (alla radio è riservato almeno un terzo delle somme annue stanziate).
Tali messaggi potranno essere trasmessi all’interno di un massimo di sei contenitori al giorno, in ragione di un messaggio al giorno per ogni soggetto politico. Inoltre le emittenti potranno anche trasmettere a pagamento non più di altri 2 messaggi al giorno per partito, praticando lo sconto del 50%.
Nel periodo elettorale il tempo complessivamente destinato alla diffusione dei messaggi autogestiti da parte delle emittenti locali deve essere di norma pari, nell’ambito della medesima settimana, a quello destinato alla diffusione dei messaggi autogestiti a titolo gratuito. Fuori dal periodo elettorale, le emittenti locali che intendono trasmettere messaggi autogestiti a pagamento devono offrire spazi di comunicazione politica gratuiti, per un tempo pari a quello dei messaggi effettivamente diffusi.

Solo gratis i messaggi sulle reti nazionali. La Rai è obbligata a trasmettere i messaggi, mentre le reti nazionali private possono farlo facoltativamente, pur garantendo parità di accesso. In campagna elettorale i messaggi possono essere al massimo due al giorno per partito e sono trasmessi in non più di 4 contenitori al giorno. Gli spazi per i messaggi su radio e tv nazionali non devono superare il 25% della durata totale dei programmi di comunicazione politica.

Sondaggi d’opinione ed exit pool. Nei 15 giorni prima del voto è fatto divieto di dare diffusione o pubblicità a sondaggi sui previsti risultati elettorali e sugli orientamenti di voto.
Prima di tale periodo i sondaggi sono ammessi, ma a determinate condizioni e solo se sono integralmente inseriti in un sito informatico del Dipartimento per l’Editoria, presso la Presidenza del Consiglio.

Comunicazioni obbligatorie. Entro 30 giorni dalla consultazione elettorale per l’elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica ed anche nel caso di elezioni suppletive, i titolari di emittenti radiotelevisive, nazionali e locali, e gli editori di quotidiani e periodici comunicano ai Presidenti delle Camere nonché al Collegio regionale di garanzia elettorale di cui all’articolo 13 della legge 10 dicembre 1993, n. 515, i servizi di comunicazione politica ed i messaggi politici effettuati, i nominativi di coloro che vi hanno partecipato, gli spazi concessi a titolo gratuito o a tariffa ridotta, gli introiti realizzati ed i nominativi dei soggetti che hanno provveduto ai relativi pagamenti.

Sanzioni. L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni persegue d’ufficio e sanziona i casi di violazione della legge sulla par condicio. L’Autorità può anche ordinare all’emittente di trasmettere messaggi o programmi di comunicazione politica in favore dei soggetti danneggiati; essa può infine disporre l’immediata sospensione dei programmi che violano la legge.

Regole per la stampa. In campagna elettorale quotidiani e periodici devono garantire parità di condizioni nell’accesso ad eventuali messaggi politici, comunicandolo sulle testate (esclusi i giornali di partito).

Ambito di applicazione della legge. Questa legge disciplina l’accesso ai mezzi di informazione per la comunicazione politica in genere e in particolare durante le campagne per l’elezione al Parlamento europeo, per le elezioni politiche, regionali e amministrative e per ogni referendum.

Norme abrogate. Questa legge abroga l’articolo 1, commi 2, 3 e 4, nonché gli articoli 2, 5, 6 e 8 della legge 10 dicembre 1993, n. 515.

Testo integrale. Il testo integrale della presente norma (denominata Progetto di legge N. 6483) e disponibile integralmente nei siti Internet: www.aer.it, www.anti.it e www.corallo.it.

 

AUDIZIONE DEL COORDINAMENTO PRESSO L’AUTORITA’ SU PIANO FREQUENZE

■ Il giorno 11 febbraio i rappresentanti del Coordinamento Aer-Anti-Corallo parteciperanno all’audizione presso l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni: in quell’occasione presenteranno le proprie considerazioni in merito all’integrazione del Piano frequenze, previsto dal DL 433/99, convertito con modificazioni dalla L. 5/2000. Verranno fatte valere le giuste ragioni delle imprese televisive locali, al fine di evitare una drastica riduzione delle emittenti operanti. Il Coordinamento, in ogni caso, si batterà per il superamento del piano frequenze tv, attraverso l’assegnazione di concessioni provvisorie, che diano certezza alle imprese e impulso agli investimenti, in attesa del rapido varo del Ddl 1138, che regolerà il settore anche alla luce delle nuove opportunità offerte dalla tecnologia digitale