TeleRadioFax Edizione Straordinaria – 01 Aprile 2000

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Sommario:



ORMAI IN GRAVE RITARDO IL DISCIPLINARE PER LE CONCESSIONI TV LOCALI

Il Coordinamento ha chiesto un rinvio per la presentazione delle domande

■ Il Ministero delle comunicazioni avrebbe dovuto emanare il disciplinare entro il 31 marzo 2000, sulla base della proposta formulata dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, ai sensi della legge 249/97. Ma tale proposta è stata deliberata solamente nella riunione del consiglio dell’Authority del 29 marzo e conseguentemente il Ministero non potrà emanare il disciplinare entro il 31 marzo. Sulle problematiche dello stesso il Ministero aveva già convocato martedì 28 marzo il secondo comitato istruttorio della commissione per il riassetto del sistema radiotelevisivo, di cui fanno parte le principali associazioni nazionali, tra cui l’Aer, l’Anti e il Corallo. In quella sede il Coordinamento ha chiesto che il Ministero non proceda all’emanazione del disciplinare, sia perché non potrà rispettare il termine del 31 marzo, previsto dalla L. 5/2000 (e tale circostanza è inaccettabile, poiché le emittenti devono comunque presentare improrogabilmente le domande di concessione entro il 30 giugno ed ogni riduzione dei tempi utili ad una accurata redazione delle stesse produrrebbe notevoli danni alle imprese stesse), sia perché le ragioni per le quali il disciplinare in questione non venne emanato, come previsto dalla legge, prima del novembre del 1999 e che hanno portato alla proroga del termine del 17 novembre per la presentazione della domanda di concessione, sono rimaste del tutto inalterate. Se all’epoca il Ministero non ha ritenuto possibile adottare il disciplinare e se ha ritenuto di promuovere un decreto legge, poi convertito in legge, per prorogare tale termine, dovrebbero essere intervenuti fatti nuovi ed eclatanti per giustificare il fatto che adesso il disciplinare si faccia. Ma tali fatti non sussistono, poiché anche l’ultima integrazione del Piano delle frequenze, effettuata dall’Authority, conferma le precedenti problematiche.

 

Ma questa non è l’unica ragione, infatti bisogna ricordare anche che:

 

– deve essere ancora assegnata l’ottava concessione nazionale;

 

– è stato respinto l’appello del Ministero delle comunicazioni proposto al Consiglio di Stato contro la sospensiva del diniego di concessione pronunciato dal TAR Campania a favore di Rete Capri – e la stessa dunque può operare legittimamente;

 

– le reti nazionali operanti in Italia assentite dal Ministero sono in numero superiore a quelle previste dal piano, in quanto Rete 4 e Tele+ Nero dovevano essere computate nelle otto reti previste per i privati e non, come è stato fatto, in più e quindi questo significa che in questo momento operano 12 reti concessione (3 Rai, 7 concessionari privati e 2 autorizzati privati) – che diventeranno 13 quando verrà rilasciata l’ottava concessione;

 

– Europa 7 è senza canali, ma essendo concessionaria li rivendica.

 

Posizioni dominanti

 

Su tutto incombe la verifica della sussistenza di posizioni dominanti, elemento cruciale se si pensa che le concessioni nazionali possono essere rilasciate dal Ministero delle comunicazioni solo previa verifica da parte dell’Autorità dell’insussistenza di posizioni dominanti in base all’art 2 comma 9 della legge 249/97 (ai fini della verifica da compiere prima della data di rilascio ovvero di rinnovo delle concessioni e delle autorizzazioni l’Autorità invita i soggetti interessati a dimostrare, entro i termini prefissati, mediante idonea documentazione la insussistenza di una posizione dominante vietata perché la quota raggiunta è inferiore ai limiti di cui al comma 8 – 30% delle risorse – ovvero perché, pur essendo stati superati i limiti di cui al comma 8 nel mercato di riferimento, individuati tenendo conto, tra l’altro, dell’esistenza o meno di vincoli tecnici, economici o giuridici all’ingresso nel mercato di riferimento, della possibilità di accesso ai fattori di produzione, delle dimensioni e del numero dei concorrenti o della struttura degli stessi, non si configura una posizione dominante vietata .

 

Rinvio di rigore

 

Il Coordinamento ha fatto presente queste problematiche nel corso della citata riunione del 28 marzo, insistendo nelle richieste di rinvio. A questo punto procedere nel disciplinare significherebbe dare avvio all’iter procedimentale per il rilascio delle concessioni, con meccanismi inaccettabili.

 

“Per questo – ha dichiarato l’avv. Marco Rossignoli, coordinatore Aer-Anti-Corallo – il Coordinamento ha chiesto che il Ministero si astenga dall’emanare il disciplinare, attraverso un nuovo rinvio, in attesa dell’emanazione del disegno di legge 1138 che, questo sì è un fatto nuovo, dovrà realmente concludersi in tempi brevi”.

 

Nell’ipotesi in cui le richieste di rinvio non fossero accolte, sarebbe comunque necessario che il disciplinare chiarisse da una parte i numerosi aspetti interpretativi del regolamento dell’Autorità per il rilascio delle concessioni (la deliberazione 78/98 dell’Autorità necessita di una serie di precisazioni in ordine alla documentazione da produrre e alle modalità di produzione) e dall’altra parte valorizzasse al massimo le imprese attualmente operanti (spesso da molti anni) e non, come era avvenuto per il disciplinare delle tv nazionali, premiando “impegni futuri” ed astratti.

 

NUOVO PIANO NAZIONALE RIPARTIZIONE FREQUENZE IN VIGORE DAL 2 APRILE

 

Confermata la soppressione del canale tv Uhf 69, entro la fine del 2000. Emittenza privata fortemente discriminata: sono stati riservati spazi inadeguati per gli impianti di collegamento

■ Il Ministero delle comunicazioni, con decreto del 28.2.2000, ha approvato il nuovo Piano Nazionale di Ripartizione delle Frequenze (da non confondersi con il Piano di Assegnazione), poi pubblicato sul Supplemento Ordinario n. 45 alla G.U. n. 65 del 18.3.2000. Il piano nazionale di ripartizione delle frequenze (da non confondersi con il piano di assegnazione) suddivide le varie porzioni di spettro radioelettrico fra i vari utilizzatori e dunque indica su quali frequenze si possa operare. Questo decreto introduce aspetti rilevanti e, per certi aspetti, inaccettabili. Ecco una breve sintesi degli aspetti più rilevanti per il settore radiotelevisivo.

 

La banda 87.5 – 108 MHz viene confermata per la radiodiffusione sonora.

 

La banda fra 87.5 e 88 MHz è attribuita anche al servizio mobile terrestre con statuto secondario.

 

L’utilizzo della sottobanda 104 – 108 MHz deve essere coordinata con il Ministero della difesa e con le Autorità Aeronautiche preposte al controllo del traffico aereo, al fine di assicurare l’assenza di disturbi pregiudizievoli al servizio di radionavigazione aeronautica funzionanti nella banda adiacente, al di sopra dei 108 MHz.

 

L’impiego dello spettro compreso tra 81 e 88 MHz (Canale C) è limitato agli impianti tv attualmente esistenti nelle località di Torino e Staletti (tale utilizzazione dovrà cessare non appena saranno rese disponibili le frequenze per la copertura delle aree interessate). La radiodiffusione tv – pubblica e privata – può essere effettuata nelle bande di frequenza comprese fra 52,5-68 MHz; 174-223 MHz e 470-854 MHz . No allachiusura del Uhf 69

 

La banda 854-862 MHz ( corrispondente al canale 69 UHF) potrà essere utilizzata solo fino al 31 dicembre 2000 per la radiodiffusione televisiva: questo significa che a decorrere dal 1 gennaio 2001 dovranno essere disattivati tutti gli impianti attualmente operanti su tale canale, confermando le precedenti disposizioni al riguardo. In considerazione del fatto che numerosissime emittenti private stanno operando su quella banda, è evidente che è inaccettabile un termine così breve e soprattutto l’eventuale dismissione del canale 69 deve comportare necessariamente l’obbligo per l’amministrazione di attribuire alle emittenti interessate un canale alternativo: in mancanza di certezza su questo punto, le emittenti non possono certo dismettere il canale rischiando poi di non avere alcuna soluzione operativa.

 

Problema impianti di collegamento radiofonici

 

Tutti gli impianti di collegamento delle emittenti radiofoniche operanti nelle bande Tv 52,5-68 MHz, 174-230MHz e 470-854 MHz devono essere trasferiti entro il più breve tempo possibile nelle bande di frequenza destinate allo scopo degli impianti di collegamento e fino a tale trasferimento tali utilizzazioni non godono di protezione e non devono creare disturbi ai servizi previsti nelle tabelle per quelle bande di frequenza. Gli impianti da utilizzarsi per ponti radio di collegamento a sussidio delle emittenti radiofoniche private, devono essere allocati su 2368-2372 MHz , 2440-2450 MHz e 2468-2483,5 MHz con canalizzazione a passi di 200 Kilohertz.

 

Tutto ciò significa che sono a rischio tutti i ponti radio delle emittenti radiofoniche che non operano in queste ultime bande e che eventuali interventi amministrativi potrebbero imporre anche tempi brevissimi per il trasferimento sulle bande previste, che però (per essere impiegate) necessitano di tutt’altri impianti, molto più onerosi, e con problematiche tecniche anche complesse.

 

Impianti di collegamento Tv

 

Parliamo ora di tv: la banda di frequenza compresa fra 14,25 e 14.5 GHz è utilizzata per collegamenti per il trasporto di segnali tv a sussidio della radiodiffusione privata: tale utilizzazione gode di priorità rispetto alle stazioni terrene del servizio fisso via satellite, fatta eccezione per quelle di grosse dimensioni. Nella banda 11,7 -12.5 GHz le utilizzazioni del servizio fisso sono limitate ai collegamenti per il trasporto dei segnali tv e per ponti radio temporanei, per le riprese televisive in ausilio al servizio di radiodiffusione, mentre quelle del servizio mobile sono limitate ai collegamenti per riprese esterne tv. Nella porzione di banda 12,1-12,5 GHz le utilizzazioni per il servizio pubblico godono di priorità rispetto alle analoghe utilizzazioni per il servizio privato di radiodiffusione.

 

E’ utilizzabile anche dalle emittenti private, sia radiofoniche che tv, con statuto secondario, la banda di frequenza 5250-5450 MHz.

 

Conclusioni

 

Il Coordinamento Aer-Anti-Corallo chiederà al più presto un incontro con il Ministero delle comunicazioni per discutere tutte le problematiche interpretative del Piano di Ripartizione e ricercare delle soluzioni di passaggio transitorio della disciplina, al fine di evitare di causare gravi ed irreparabili danni alle imprese radiotelevisive locali.

 

PUBBLICITA’ COMPARATIVA IN GAZZETTA UFFICIALE

 

■ Il decreto sulla pubblicità comparativa (Dlgs n. 67 del 25 febbraio 2000) è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 27 marzo2000, in attuazione della direttiva 84/450/Cee. Tale norma autorizza anche in Italia l’effettuazione di pubblicità attraverso la comparazione di marchi e prodotti, ma naturalmente nel rispetto di regole al fine di non ledere altrui diritti e di non essere ingannevole. Sarà l’Autorità garante della concorrenza e del mercato a dirimere eventuali contestazioni di concorrenza sleale.

MINISPOT: DECISIONE ENTRO APRILE

■ L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni definirà la materia dei minispot all’interno delle trasmissioni sportive, secondo le dichiarazioni del commissario Paola Manacorda, nel Regolamento sulla pubblicità, che sarà completato entro la fine di aprile.

PAR CONDICIO: IL COORDINAMENTO AER-ANTI-CORALLO RICORRE AL TAR LAZIO

 

■ Forti difficoltà applicative hanno caratterizzato la prima fase operativa della nuova normativa sulla par condicio (per le prossime elezioni regionali del 16 aprile) in conseguenza di ritardi burocratici, unitamente ad alcune disparità di opinioni tra Co.Re.Rat. e Autorità in merito al riparto degli spazi da assegnare per i messaggi politici autogestiti.

 

Si ribadisce che tale normativa è gravemente lesiva del diritto del cittadino a ricevere una corretta informazione politica, avendo (e i dati consuntivi l’hanno dimostrato) scoraggiato la gran parte delle imprese radiotelevisive locali (oltre l’80% del totale) a non fare comunicazione elettorale.

 

E anche le imprese che avevano scelto di sottostare a tali norme, sono poi state costrette ad adeguarsi a regole che le hanno scoraggiate e in alcuni casi indotte a presentare rinuncia rispetto alla prima domanda effettuata.

 

Infine, come detto, per via di ritardi burocratici nell’espletamento dell’iter previsto, ci sono state alcune regioni in cui anche le emittenti intenzionate a fare nei termini di legge la trasmissione di messaggi politici autogestiti sono state impossibilitate a farlo per molti giorni: questo con conseguente grave danno e ingiustificabile discriminazione tra elettori di differenti regioni.

 

Il Coordinamento Aer-Anti-Corallo ha proposto ricorso al Tar Lazio contro il Regolamento dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni relativo alle elezioni del 16 aprile.

 

DISEGNO DI LEGGE 1138: NUOVI EMENDAMENTI DEL GOVERNO

 

■Scaduto il termine per la presentazione degli emendamenti al Ddl 1138 (ne sono stati presentati circa 3000) , la questione è ora all’esame del comitato ristretto dell’VIII Commissione del Senato (la prossima seduta è fissata per lunedì 3 aprile). Anche il Governo ha presentato i suoi emendamenti, con cui ha sostanzialmente riformulato, come questioni di maggior interesse, l’articolo 3 sulle trasmissioni digitali, gli articoli 5 (sull’emittenza locale e commerciale) e 6 (sull’emittenza non profit), nonché l’articolo 10 sul diritto di cronaca.

 

Questi emendamenti tuttavia non risolvono molti problemi posti dalle emittenti.

 

Per esempio, per le trasmissioni digitali non sono state recepite proposte importantissime, quali quelle relative alla possibilità di effettuare la sperimentazione anche attraverso intese fra le emittenti e non soltanto con consorzi e neppure è stato introdotto il concetto di poter effettuare la sperimentazione anche con riferimento a solo una parte del bacino di utenza già servito con sistema analogico.

 

Per quanto riguarda poi le licenze, per l’emittenza televisiva locale commerciale (per quanto riguarda i soggetti con obblighi di informazione) si registra un sostanziale peggioramento della situazione, perché si prevede di adeguare i requisiti a quelli originariamente previsti dall’art. 5 del Regolamento dell’Autorità per il rilascio delle nuove concessioni, con un aumento dei tempi relativi all’informazione.

 

COMUNICAZIONE PUBBLICA: EMENDAMENTI RECEPISCONO RICHIESTE COORDINAMENTO

 

■ E’ scaduto martedì 28 marzo il termine per la presentazione degli emendamenti al Disegno di legge sulla Comunicazione Pubblica (A.S. 4217), già approvato dalla Camera, attualmente all’esame della Commissione Affari Costituzionali del Senato (che avvierà la discussione sulla questione la prossima settimana). Al riguardo il Coordinamento Aer-Anti-Corallo aveva denunciato che tale norma prevedeva, tra l’altro, l’abrogazione dell’art. 9 della L. 223/90 (tale articolo è quello che impone alle amministrazioni pubbliche di riservare quote di pubblicità all’emittenza locale. Diversamente le analoghe misure previste per la carta stampata non sarebbero abrogate.

 

Il Coordinamento, anche nel corso del convegno del 22 marzo, ha chiesto che il Senato cancelli tale abrogazione, ripristinando questa importante misura a favore dell’emittenza locale e che il ddl 1138, inoltre, contribuisca a valorizzarla, introducendo precise norme atte a garantirne l’applicazione cosa che invece, sino ad oggi, è stata debole e saltuaria.

 

Inoltre era stata inviata una lettera a tutti i Senatori della Commissione Affari Costituzionali del Senato, chiedendo agli stessi di intervenire con un emendamento. Il Governo, nel corso del convegno, si era espresso favorevolmente su tali posizioni e, anche a seguito di tali richieste, molti senatori di diverse forze politiche hanno presentato emendamenti che recepiscono le proposte di Aer, Anti e Corallo. Precisamente: il sen. Besostri (Ds) relatore del disegno di legge, il sen. Di Pietro (I Democratici), i sen. Bornacin, Magnalbò e Pasquali (AN), i sen. Andreolli e Diana (PPI). Ora si deve attendere l’avvio della discussione in Commissione.

 

POSIZIONI DOMINANTI RAI-MEDIASET: L’ISTRUTTORIA E’ STATA PROROGATA

 

■ L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha prorogato di 30 giorni l’istruttoria per l’accertamento di posizioni dominanti vietate nel settore televisivo ai sensi dell’art. 2, comma 9 della L. 249/97, avviata ai sensi dell’art. 4, comma 3, del Regolamento in materia di costituzione e mantenimento di posizioni dominanti nel settore delle comunicazioni. Nel contesto di tale procedimento, il Coordinamento Aer-Anti-Corallo è intervenuto, per sostenere le ragioni delle emittenti radiotelevisive locali. All’incontro svoltosi lunedì 27 marzo, presso la sede di Roma dell’Autorità l’avvocato Marco Rossignoli, coordinatore delegato di Aer Anti e Corallo, ha sostenuto che “La ripartizione delle quote di mercato tra le imprese del settore radiotelevisivo è molto squilibrata. Quattro quinti delle risorse vengono acquisiti da Rai e Mediaset ( 49,3% da Rai compresa Sipra e 36,7% da Mediaset compresa Publitalia). Le 650 imprese televisive locali operanti in Italia acquisiscono complessivamente solo il 5,7% delle risorse. Pertanto i due principali operatori controllano la quasi totalità dell’offerta e delle risorse economiche, mentre le altre imprese televisive in chiaro occupano posizioni marginali sul mercato”. “Le posizioni di Rai e Mediaset peraltro – ha proseguito Rossignoli – sono volte ad un ulteriore consolidamento a seguito delle alleanze strategiche Rai-Canal+ (per la pay-tv in Italia) e Mediaset-Gruppo Kirch (per creare un polo europeo di produzioni audiovisive)”. “L’Autorità – ha concluso l’avv. Rossignoli – deve pertanto intervenire prontamente per porre termine alle posizioni dominanti acquisite da Rai e Mediaset, ripristinando quindi il pluralismo”.

 

Il Coordinamento Aer-Anti-Corallo ha quindi chiesto che vengano adottati tutti gli opportuni provvedimenti, compreso l’ordine di dismissione di intere reti.

 

 

GIOVEDÌ 13 APRILE 2000 – ore 10 VICENZA – ENTE FIERA in occasione della manifestazione “COM 2000” INCONTRO DEL COORDINAMENTO AER-ANTI-CORALLO CON LE EMITTENTI DI VENETO, FRIULI V.G., TRENTINO ALTO ADIGE, LOMBARDIA ED EMILIA ROMAGNA

 

“Disegno di Legge 1138, nuove concessioni,trasmissioni digitali”

 

Apertura dei lavori: Fabrizio Berrini (Segretario Generale AER)
Interventi: – Avv. Marco Rossignoli (Coordinatore AER – ANTI – CORALLO e Pres. AER)
Avv. Eugenio Porta (Presidente ANTI)
Dott. Luigi Bardelli (Presidente CORALLO).
Moderatore: Elena Porta – Segretario Generale ANTI

 

Il Coordinamento Aer-Anti-Corallo avrà anche un suo spazio espositivo per l’intera durata della manifestazione, dal 13 al 15 aprile 2000.