TeleRadioFax Edizione Straordinaria – 15 Maggio 1999

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Sommario:

 


 
L’AUTORITA’ HA DATO I NUMERI: (QUASI) TUTTI A CASA!

Impossibile prevedere in sede di pianificazione di secondo livello spazi per l’emittenza locale come risultanti dalla comunicazione preventiva. Dovranno chiudere inoltre almeno tre reti tv nazionali private. Previste iniziative di protesta.

 

■ Si è svolto venerdì 14 maggio a Roma l’incontro tra i rappresentanti del Coordinamento Aer Anti Corallo e l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. L’audizione aveva come scopo quello di sentire le rappresentanze dell’emittenza locale in merito al Piano delle frequenze, che è nella fase di definizione del cosiddetto “piano di secondo livello” o “di integrazione”. Prima dell’incontro sono stati finalmente resi noti da parte dell’Autorità i dati riguardanti la quantità di comunicazioni (rese entro il primo marzo, ai sensi del DL. 15/99) presentate da parte delle imprese televisive locali e dei rispettivi bacini in cui queste intendono svolgere l’attività. Le cifre (che riportiamo a lato), se raffrontate con le dichiarazioni preliminari relative alle intenzioni dell’Autorità, lasciano sconcertati: a fronte di ipotesi di scenario tra le 21 e le 126 concessioni regionali (con le provinciali conseguentemente variabili tra 600 e zero), si sono candidate ben 687 imprese, per un complessivo cumulo di 672 bacini regionali, 578 sub-regionali (corrispondenti complessivamente a oltre 5.000 bacini provinciali). Il dato, considerato anche in ragione degli impianti ad oggi previsti pari a 2922 contro gli 8176 in esercizio, dà la misura della falcidie annunciata nel proseguire con questa logica di pianificazione: la maggioranza delle imprese dovrebbe chiudere e molte tra le restanti si vedrebbero drasticamente ridimensionate. Neppure le nazionali sfuggono a tale destino: ripensando alle 8 concessioni nazionali private decise, che pure da subito devono comprendere le nazionali destinate al satellite e i canali di televendite, si capisce che delle attuali reti, assegnate 3 concessioni a Mediaset, 2 a Montecarlo e 2 a Telepiù, non ne resta che una da assegnare tra Retemia, Rete A, TeleMarket, Retecapri e, come previsto per legge lo prevede, eventuali nuovi soggetti outsider. Presenti alla riunione di ieri erano l’avvocato Marco Rossignoli e Fabrizio Berrini per l’Aer, l’avvocato Eugenio Porta ed Elena Porta per l’Anti e il dr. Luigi Bardelli e il dr. Pietro Putti per il Corallo.

 

Per l’Autorità era presente l’ing. Mario Lari, commissario relatore del piano delle frequenze, il prof. Antonio Sassano, consulente per l’Autorità per il Piano delle frequenze, l’ing. Giorgio Guidarelli, direttore generale della pianificazione delle frequenze del Ministero delle comunicazioni, oltre ad alcuni funzionari. In questa sede l’Autorità ha informato che i lavori per la pianificazione di secondo di livello non sono ancora iniziati e peraltro è stato detto che tale pianificazione sarà effettuata senza tenere conto delle comunicazioni preventive giunte e riassunte nella tabella qui pubblicata, sostenendo che tali dati sono enfatizzati rispetto alla realtà. Da un anno il Coordinamento Aer Anti Corallo sostiene che il progetto dell’Autorità si prospetta esercizio teorico di pianificazione, come peraltro già accaduto in passato, lontanissimo dalla realtà dell’esistente. L’Autorità, a seguito della ricognizione, ha raccolto dati che confermano appieno i timori del Coordinamento.

 

Solo che ora, di fronte a tale evidenza, va assumendo una posizione di rifiuto del dato di fatto: alla riunione è stato infatti sostenuto che tali cifre siano esagerate e che l’intenzione è quella di effettuare l’integrazione del piano non assumendo come riferimento questa comunicazione preventiva, poiché fornisce dati troppo elevati rispetto alle disponibilità previste.

 

Diversamente il Coordinamento ritiene che i dati non facciano che rispecchiare la complessità inevitabile della realtà, con situazioni assolutamente normali e logiche di emittenti, per esempio, che servono aree a cavallo di più regioni e dunque, necessariamente, richiedono i relativi bacini. Oltretutto va evidenziato, per stessa dichiarazione dell’Autorità, che delle 682 domande presentate, la quasi totalità (tranne poche unità) è stata presentata da soggetti esistenti: il che fa di tali dati un vero e attendibile spaccato della situazione attuale.

 

Il paradosso dunque è che, di fronte alla evidenza di un dato troppo elevato rispetto alle disponibilità prestabilite, l’obiettivo dichiarato dall’Autorità è quello di realizzare il massimo numero di possibilità per le emittenti secondo il suo progetto teorico e senza tenere in alcun conto il dato che emerge dalla comunicazione preventiva. Il Coordinamento Aer Anti Corallo, di fronte a questo atteggiamento, ribadisce che è assolutamente necessario evitare quello che si è verificato in sede di pianificazione di primo livello. Le associazioni devono essere consultate sistematicamente in via preliminare, ma anche in sede di procedimento si dovrà poter esprimere il parere sullo schema di piano di integrazione, che anche se non vincolante, per legge è previsto obbligatorio. Non è poi accettabile che dati come il numero di impianti, di siti e di emittenti siano esplicitati, come affermato in una comunicazione dell’Autorità, solo a pianificazione conclusa: tali dati vanno esplicitati in corso di elaborazione.

 

Alternativamente non è da escludere che il Coordinamento si rivolga all’autorità giudiziaria per poter ottenere i dati necessari per esprimere adeguatamente il proprio parere. In generale il Coordinamento Aer Anti Corallo ritiene che debbano essere previsti criteri di pianificazione per garantire la sopravvivenza delle emittenti e degli impianti esistenti.

 

L’esecutivo del Coordinamento si è riunito subito dopo l’incontro per valutare la situazione, per elaborare le indicazioni tecniche da fornire all’Autorità nei prossimi giorni e decidere le iniziative da intraprendere, poiché, indubbiamente, va prevista una mobilitazione: la pianificazione di secondo livello, è nei fatti confermato, non potrà garantire gli 8176 impianti dell’emittenza locale, con le effettive coperture attualmente in esercizio.

 

Bacini Regionali, sub-regionali e provinciali nei quali si intende svolgere attività televisiva da parte dei soggetti interessati.

 
 

 

 

(Comunicazioni ai sensi del D.L. 15/99)

     Regioni            Bacini   
  Regionali 
       Bacini   
  Sub-regionali 
 
    Tot. Bacini 
   Provinciali (1)
 
 Abruzzo       35          22          174
 Basilicata       28            8            64
 Calabria       35          32          226
 Campania       47          77          361
 E. Romagna      42          37          500
 F.V. Giulia      36            2          146
 Lazio      59          40          373
 Liguria      35          16          163
 Lombardia      49          45          691
 Marche      26          16          132
 Molise      28            8            63
 Piemonte      38          20          365
 Puglia      39          31          256
 Sardegna      10            5            48
 Sicilia      28          99          588
 Toscana      47          24          529
 Umbria      34          10            78
 V.d’Aosta      15           –            15
 Veneto      41          31          355
 Bolzano (2)       –          27            27
 Trento (2)       –          28            28
 TOTALE   672        578      5.182

 

 
 
 
 

Nota 1) comprensivo anche dei bacini provinciali inclusi in quelli regionali e sub-regionali

Nota 2) provincia autonoma