Teleradiofax Edizione Straordinaria – 2 luglio 2011

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Sommario

 
Disattivazione coattiva degli impianti delle tv locali operanti sui canali 61-69; limitazioni ai poteri del Tar sulle controversie in materia; indennizzi irrisori alle imprese: sono queste le misure assolutamente inaccettabili contenute nella manovra finanziaria varata giovedì scorso dal Governo Berlusconi. Le iniziative di protesta delle imprese televisive locali.
Pienamente condivisibile la proposta del Prof. Sassano di destinare alcune delle frequenze del beauty contest alle tv locali
Ricorsi al Tar contro la modifica al piano di ripartizione delle frequenze
La Dgscer del Ministero avvia oltre 100 procedimenti di revoca di numerazioni Lcn di fornitori di contenuti locali. Numerosissime emittenti contestano le verifiche operate dal Ministero tramite gli Ispettorati Territoriali evidenziando il regolare uso delle numerazioni
Su Famiglia Cristiana, in edicola in questi giorni, intervista al coordinatore Aeranti-Corallo Marco Rossignoli
Radiofonia: aggiornamenti dalla Dgscer del Ministero
L’Agcom modifica i criteri generali del Pnaf DVB-T

 


 

 

 

DISATTIVAZIONE COATTIVA DEGLI IMPIANTI DELLE TV LOCALI OPERANTI SUI CANALI 61-69; LIMITAZIONI AI POTERI DEL TAR SULLE CONTROVERSIE IN MATERIA; INDENNIZZI IRRISORI ALLE IMPRESE: SONO QUESTE LE MISURE ASSOLUTAMENTE INACCETTABILI CONTENUTE NELLA MANOVRA FINANZIARIA VARATA GIOVEDI’ SCORSO DAL GOVERNO BERLUSCONI. LE INIZIATIVE DI PROTESTA DELLE IMPRESE TELEVISIVE LOCALI

 

 

 

 

■ Dopo aver posto a carico del solo settore televisivo locale la riduzione delle nove frequenze (canali 61-69) destinate alla comunicazione mobile in larga banda e mentre sta per essere avviato il beauty contest che prevede l’assegnazione senza oneri di sei frequenze per trasmissioni televisive nazionali (di cui alcune frequenze assegnabili anche a soggetti già titolari di altri multiplex nazionali), il Governo, con la manovra finanziaria varata giovedì 30 giugno dal Consiglio dei Ministri, ha introdotto un’ulteriore serie di misure assolutamente inaccettabili per il settore televisivo locale. Il provvedimento (di cui si attende di conoscere il testo definitivo) stabilisce, tra l’altro, che in caso di mancata liberazione delle frequenze della banda 790-862 MHz (canali 61-69) entro e non oltre il 31 dicembre 2012, venga disposta la disattivazione coattiva degli impianti con l’ausilio della Polizia delle comunicazioni. Inoltre, per quanto riguarda l’eventuale contenzioso che dovesse svilupparsi in ordine all’assegnazione dei diritti di uso delle frequenze, alla gara e alle altre procedure di cui alla legge 220/10, nonché in ordine alla formazione delle graduatorie per lo svolgimento dell’attività di operatore di rete nelle diverse regioni, il provvedimento prevede la competenza esclusiva del Tar per il Lazio e stabilisce, in ragione del “preminente interesse nazionale” alla sollecita liberazione e assegnazione delle frequenze, (con una scelta che, a parere di AERANTI-CORALLO, presenta diversi profili di incostituzionalità), una limitazione dei poteri dello stesso Tar, con la conseguenza che l’annullamento di atti e provvedimenti adottati nell’ambito delle sopracitate procedure, non potrà comportare la reintegrazione in forma specifica delle frequenze di trasmissione, ma solo un eventuale risarcimento del danno. Inoltre, la richiesta del settore televisivo locale di prevedere maggiori importi per gli indennizzi per il rilascio delle frequenze, viene sostanzialmente disattesa. Il provvedimento, infatti, stabilisce che, fermo restando l’importo di 240 milioni di euro, in ipotesi di vendita a 2.4 miliardi, venga previsto un incremento del 10 percento sul 50 percento delle  eventuali maggiori entrate derivanti dalla gara (ad esempio, in caso di vendita a 3 miliardi, le maggiori entrate ammonterebbero a euro 600 milioni e, conseguentemente, il maggiore indennizzo ammonterebbe a euro 30 milioni, con la conseguenza che il relativo importo totale sarebbe di euro 270 milioni). L’irrisorietà di tale importo non consente, in molti casi, di riconoscere indennizzi sufficienti neppure per il recupero degli investimenti da ultimo effettuati dalle imprese per il passaggio al digitale.  Il provvedimento prevede infine che il 40 percento del 50 percento delle eventuali maggiori entrate derivanti dalla gara (euro 270 milioni nella sopracitata ipotesi di vendita a euro 3 miliardi) vengano assegnate al Ministero dello Sviluppo economico per misure di sostegno al settore (la norma non specifica se tali misure vengano destinate agli operatori di rete, ai fornitori di contenuti ovvero a entrambe le figure) da definire con apposito decreto ministeriale. Tali eventuali misure (sussistenti solo in caso di vendita a importi maggiori di euro 2,4 miliardi), che verrebbero erogate a valere sul triennio 2012-2014, andrebbero presumibilmente a sostituire le attuali misure  di sostegno statali di cui alla legge 448/98. In tal modo, verrebbe, peraltro,inaccettabilmente esclusa dalle misure di sostegno la radiofonia, alla quale spetta invece il 15 percento degli attuali contributi.
Gli organismi dirigenti di AERANTI-CORALLO stanno valutando in queste ore le iniziative di protesta del settore. E’ frattanto necessario che tutte le imprese televisive locali prendano immediati contatti con i parlamentari di maggioranza e di opposizione delle rispettive aree territoriali per illustrare la gravità della situazione e sollecitare una chiara presa di distanza dal decreto legge governativo affinché lo stesso non venga convertito in legge nel termine decadenziale di 60 giorni.

PIENAMENTE CONDIVISIBILE LA PROPOSTA DEL PROF. SASSANO DI  DESTINARE
ALCUNE DELLE FREQUENZE DEL BEAUTY CONTEST ALLE TV LOCALI

■ Nell’edizione di lunedì 27 giugno u.s. del Corriere Economia (l’inserto economico del Corriere della Sera), con riferimento alla assegnazione delle frequenze per i servizi di larga banda in mobilità e alla contestata necessità di liberazione di nove frequenze (canali 61-69) da parte delle tv locali, il prof. Antonio Sassano, consulente tecnico della Agcom, ha avanzato una interessante proposta, pienamente condivisa da AERANTI-CORALLO.
Secondo Sassano, sarebbe sufficiente eliminare dal prossimo beauty contest, che assegnerà agli operatori nazionali 6 frequenze (quelle del “dividendo interno”), il cosiddetto “lotto B” (costituito da due frequenze assegnabili a Rai e Mediaset).
In tal modo, verrebbe ridotto il sacrificio chiesto alle tv locali che, allo stato, debbono rinunciare a 9 delle 27 frequenze che sono state loro già assegnate nelle aree passate al digitale e, al contempo, verrebbe garantito l’introito per lo Stato previsto dalla legge di stabilità.

RICORSI AL TAR CONTRO LA MODIFICA AL PIANO DI RIPARTIZIONE DELLE FREQUENZE

■ Come già evidenziato nello scorso numero del TeleRadioFax, il Ministero dello Sviluppo economico, a seguito del-l’entrata in vigore della legge  13 dicembre 2010, n. 220 (legge di stabilità 2011) ha modificato, con decreto 4 maggio 2011 (pubblicato in G.U. n. 143 del 22 giugno 2011) il Piano nazionale di ripartizione delle frequenze (PNRF).
In particolare, il provvedimento prevede che l’intera banda di frequenza 790-862 MHz (canali 61-69 Uhf) venga destinata ai servizi di comunicazione mobile in larga banda in luogo dei servizi di radiodiffusione televisiva pubblica e privata come precedentemente previsto.
La norma, tuttavia, non tiene conto che le frequenze che verranno poste in gara per i servizi di comunicazione mobile in larga banda (delibere 282/11 CONS e 370/11/CONS della Agcom) non comprendono le frequenze 822-830 MHz, corrispondenti al canale 65 Uhf che, pertanto, a parere di AERANTI-CORALLO, potrebbe continuare a essere esercito per la radiodiffusione televisiva in condizioni di compatibilità interferenziale con i nuovi utilizzatori della banda a 800 MHz. In tal modo, come evidenziato dall’associazione nel corso del-l’audizione sulla problematica svoltasi nei mesi scorsi presso il Ministero dello Sviluppo economico, sarebbe stato possibile recuperare un canale alla radiodiffusione televisiva, limitando così l’impatto negativo per il comparto televisivo locale derivante dalla riduzione delle risorse radioelettriche imposto dalla legge 220/10.
Molte emittenti televisive locali stanno ora valutando di proporre ricorso al Tar Lazio per l’annullamento del sopracitato provvedimento nella parte in cui sottrae il canale 65 Uhf alla radiodiffusione televisiva.

LA DGSCER DEL MINISTERO AVVIA OLTRE 100 PROCEDIMENTI DI REVOCA DI
NUMERAZIONI LCN DI FORNITORI DI CONTENUTI LOCALI . NUMEROSISSIME
EMITTENTI CONTESTANO LE VERIFICHE OPERATE DAL MINISTERO TRAMITE GLI
ISPETTORATI TERRITORIALI EVIDENZIANDO IL REGOLARE USO DELLE NUMERAZIONI

■ Negli scorsi giorni, la Dgscer del Ministero dello Sviluppo economico ha inviato oltre 100 provvedimenti per la revoca delle numerazioni dell’ordinamento automatico dei canali (Lcn) della tv digitale terrestre relativi a fornitori di servizi di media audiovisivi in ambito locale. Tali procedimenti si fondano sul presupposto che le numerazioni Lcn oggetto di contestazione non verrebbero utilizzate dalle emittenti locali in quanto le stesse non avrebbero realizzato la diffusione televisiva del relativo programma nel termine di tre mesi previsto dai provvedimenti di attribuzione delle numerazioni stesse.
Gli accertamenti sulla corretta attivazione degli Lcn sono stati condotti negli scorsi mesi dagli Ispettorati territoriali del Ministero.
Numerose emittenti lamentano, tuttavia, errori tecnici nelle verifiche degli Ispettorati e hanno inviato note difensive alla Dgscer, evidenziando che le numerazioni Lcn contestate sono invece oggetto di trasmissione. E’ ora probabile che il Ministero esegua nuovi controlli su tutte le posizioni dove le emittenti hanno evidenziato il regolare uso della numerazione Lcn. AERANTI-CORALLO ritiene che, al fine di evitare errori e di permettere alle emittenti di esercitare i propri diritti difensivi, sia opportuno che le eventuali nuove verifiche vengano condotte in contraddittorio tra gli Ispettorati territoriali e le tv locali interessate.

SU FAMIGLIA CRISTIANA, IN EDICOLA IN QUESTI GIORNI, INTERVISTA
AL COORDINATORE AERANTI-CORALLO MARCO ROSSIGNOLI

■ Il settimanale Famiglia Cristiana, nel n. 27, in edicola in questi giorni, pubblica un’intervista di Francesco Anfossi al coordinatore AERANTI-CORALLO Marco Rossignoli sulle criticità della transizione  al digitale per le tv locali e sulla posizione di AERANTI-CORALLO al riguardo.

RADIOFONIA: AGGIORNAMENTI DALLA DGSCER DEL MINISTERO

■ Nei giorni scorsi AERANTI-CORALLO ha avuto un incontro con il dirigente a.i. del settore radio della Dgscer del Ministero dello Sviluppo Economico, Giovanni Gagliano, in ordine alle diverse problematiche del settore. Nel corso dell’incontro, il dott. Gagliano ha rassicurato AERANTI-CORALLO confermando che nella prima decade del mese di luglio dovrebbe essere completato l’invio alle emittenti delle autorizzazioni per fornitori di servizi di media radiofonici richieste dagli attuali concessionari analogici ai sensi della delibera n. 664/09/CONS. Non appena terminato l’invio delle determine, il Ministero provvederà a pubblicare l’elenco dei soggetti autorizzati.
Con riferimento alle misure di sostegno alla radiofonia per l’anno 2008, è ripreso in questi giorni il pagamento dei relativi contributi, dopo lo stop forzato delle scorse settimane dovuto a un disguido di carattere tecnico.

L’AGCOM MODIFICA I CRITERI GENERALI DEL PNAF DVB-T

 

■ Con delibera n. 330/11/CONS del 15 giugno u.s. l’Agcom ha modificato l’iter procedimentale per la definizione della pianificazione tecnica di dettaglio per ogni area tecnica prevista dalla delibera 300/10/CONS (criteri generali del Piano nazionale di assegnazione delle frequenze DVB-T).  In particolare, l’Agcom ha soppresso la consultazione delle emittenti attraverso i tavoli tecnici, sostituendola con la consultazione della concessionaria del servizio pubblico e delle associazioni a carattere nazionale dei titolari di emittenti o reti private.
Tale scelta non è in alcun modo condivisibile essendo preferibile, stante la delicatezza della problematica, la consultazione di tutte  le emittenti interessate.
L’audizione di AERANTI-CORALLO ai fini della pianificazione di dettaglio per le emittenti locali delle aree tecniche di cui è prevista la digitalizzazione nel corso del 2011 (regioni Liguria, Toscana, Umbria e Marche e provincia di Viterbo) è fissata per giovedì 7 luglio p.v. In tale sede, AERANTI-CORALLO evidenzierà, tra l’altro, l’esigenza di garantire al comparto televisivo locale frequenze coordinate con i Paesi esteri confinanti.