TeleRadiofax n. 1/2021 – 1° gennaio 2021

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Sommario

Radiofonia digtale Dab+: occorre una soluzione ponte fino all’attuazione del nuovo Piano delle Frequenze. Aeranti-Corallo ha chiesto all’Agcom un intervento regolamentare
Bonus pubblicità: posticipato il periodo per l’invio delle dichiarazioni relative agli investimenti pubblicitari nel 2020
Selezione nuovi Fsma locali. Occorre individuare soluzioni che garantiscano la continuità aziendale in tutte le aree tecniche
Approvata il 30 dicembre dal Senato, in via definitiva, la legge di bilancio 2021. Le norme per il settore radiotelevisivo
Regione Lombardia: nel collegato alla finanziaria regionale 2021 istituito fondo pluralismo informazione locale. Un milione per radio e tv locali e testate online locali della regione
Elezioni regionali Calabria del 14 febbraio 2021: l’Agcom ha emanato le disposizioni per la par condicio

 

RADIOFONIA DIGITALE DAB+: OCCORRE UNA SOLUZIONE PONTE FINO ALL’ATTUAZIONE DEL NUOVO PIANO DELLE FREQUENZE. AERANTI-CORALLO HA CHIESTO ALL’AGCOM UN INTERVENTO REGOLAMENTARE

■ La radio digitale Dab+ rappresenta, al momento, per l’emittenza locale, un elemento di preoccupazione. Il processo di avvio del digitale radiofonico è, di fatto, congelato in diverse importanti aree del Paese.
Quali sono le soluzioni ipotizzabili per risolvere questa empasse?
L’Agcom, con la propria delibera n. 39 del 2019, ha avviato il procedimento per l’adozione del nuovo piano di assegnazione delle frequenze in banda III per la radiofonia digitale Dab+.
Tale procedimento è finalizzato a dare attuazione a quanto disposto dalla legge di bilancio 2018, come modificata dalla legge di bilancio 2019. In particolare, tale norma stabilisce che le frequenze nella banda III Vhf debbano essere pianificate, sulla base degli accordi di Ginevra 2006, per la radiofonia digitale terrestre Dab+ e, ove necessario, per il servizio televisivo digitale terrestre. Il nuovo emanando piano sostituirà, a decorrere dal luglio 2022, l’attuale pianificazione e dovrebbe consentire alla emittenza radiofonica locale di operare da tale data in Dab+ sull’intero territorio nazionale.
Attualmente l’emittenza radiofonica locale può operare solo in 10 bacini sui 39 pianificati: Trento; Bolzano; Aosta; Torino e Cuneo; Firenze, Pistoia, Prato, Arezzo e Siena; Perugia e Terni; L’Aquila; Cagliari, Nuoro, Ogliastra e Carbonia-Iglesias; Napoli e Caserta; Potenza e Matera. Inoltre, è attivo un impianto a Roma, ed è attivo un impianto in Emilia Romagna in virtù di provvedimento della Magistratura amministrativa.
L’emittenza nazionale privata e la Rai hanno attivato reti operanti in Dab+ su tutto il territorio nazionale e, nel frattempo, si sta sviluppando il mercato dei ricevitori. In particolare, molte delle autoradio installate sulle autovetture vendute negli ultimi due anni sono dotate di interfaccia Dab. Inoltre, la legge di bilancio 2018 ha previsto che, al fine di favorire l’innovazione tecnologica, dal 1° gennaio 2020 gli apparecchi venduti ai consumatori nel territorio nazionale devono integrare almeno una interfaccia che consenta all’utente di ricevere i servizi della radio digitale. Il c.d. “decreto sblocca cantieri” ha limitato l’applicazione della norma ai ricevitori autoradio venduti singolarmente o integrati in un veicolo nuovo della categoria M e N nonché ai ricevitori con sintonizzatore radio che operino nelle bande destinate al servizio di radiodiffusione.
In considerazione che l’emittenza radiofonica locale non può operare in circa 2/3 del territorio nazionale, qualora non venga individuata una soluzione ponte fino all’emanazione e all’attuazione del nuovo piano di assegnazione delle frequenze (che non potrà trovare attuazione prima di luglio 2022), la stessa verrà fortemente penalizzata, in quanto si svilupperà un ascolto radiofonico digitale dove l’emittenza locale sarà sostanzialmente assente. Ciò comporterà un profondo stravolgimento del mercato radiofonico, dove l’emittenza locale (che nel contesto analogico ha circa il 40% degli ascolti e circa il 40% della raccolta pubblicitaria) rischierà di rimanere emarginata.
Occorrerebbe pertanto, a parere di AERANTI-CORALLO, prevedere una modifica del Regolamento di cui alla delibera Agcom n. 664/09/CONS e s.m.i., dando la possibilità di attivare (fino all’attuazione del nuovo piano delle frequenze), nelle regioni dove l’emittenza radiofonica locale non può, attualmente, trasmettere in tecnologia digitale Dab+, impianti provvisori, su base non interferenziale. In concreto si tratterebbe di consentire l’attivazione provvisoria di non più di 15-20 impianti sull’intero territorio nazionale, previa verifica che gli stessi non cagionino interferenze di alcun genere. Una soluzione di tal genere consentirebbe all’emittenza locale di poter continuare a competere anche nei nuovi scenari digitali, superando il periodo da qui all’attuazione del nuovo piano di assegnazione delle frequenze.
AERANTI-CORALLO ha formulato una proposta in tal senso nell’ambito degli incontri che ha avuto nelle scorse settimane con il Presidente Agcom Lasorella e con i Commissari Aria, Giacomelli, Giomi e Mandelli.

 

BONUS PUBBLICITA’: POSTICIPATO IL PERIODO PER L’INVIO DELLE DICHIARAZIONI RELATIVE AGLI INVESTIMENTI PUBBLICITARI NEL 2020

■ Il Dipartimento per l’Informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri ha reso noto che a causa di alcuni aggiornamenti in corso alla piattaforma telematica, sono stati posticipati i termini per la presentazione, da parte degli investitori pubblicitari, della dichiarazione sostitutiva relativa agli investimenti pubblicitari effettuati, tra l’altro, su radio e tv locali, nel corso dell’anno 2020. I nuovi termini per l’inoltro della dichiarazione sostitutiva da parte dei soggetti che hanno presentato la “comunicazione per l’accesso” al bonus per l’anno 2020 sono, pertanto, dall’8 gennaio all’8 febbraio (anziché, come previsto originariamente, dal 1° gennaio al 31 gennaio 2021).
Il DIE specifica, inoltre, che rimane invariata la modalità per la presentazione del modello di dichiarazione sostitutiva, che deve essere inviato tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate (si veda a questo indirizzo), attraverso l’apposita procedura disponibile nella sezione dell’area riservata “Servizi per” alla voce “Comunicare”, accessibile con le credenziali SPID, Entratel e Fisconline, o Carta Nazionale dei Servizi (CNS).
Evidenziamo che il primo elenco (provvisorio) reso dalla Presidenza del Consiglio, e relativo agli inserzionisti che avevano presentato la comunicazione telematica per l’accesso al credito di imposta 2020, aveva fatto emergere che il grande numero di domande pervenute ha generato un fabbisogno ampiamente superiore agli stanziamenti previsti.
Pertanto, la percentuale provvisoria di riparto è stata determinata come segue: agli inserzionisti pubblicitari su radio e televisioni (locali e nazionali) viene riconosciuta una percentuale di riparto del 6,5 per cento, agli inserzionisti pubblicitari sulla stampa una percentuale pari al 14,8%, mentre agli inserzionisti che hanno investito su entrambi i canali (radio-tv e stampa), la percentuale riconosciuta è compresa tra il 6,5% e il 14,8%.

 

SELEZIONE NUOVI FSMA LOCALI. OCCORRE INDIVIDUARE SOLUZIONI CHE
GARANTISCANO LA CONTINUITA’ AZIENDALE IN TUTTE LE AREE TECNICHE

■ A partire da settembre 2021, come previsto dalla road map di cui al DM 19 giugno 2019, le tv locali dovranno dismettere le rispettive frequenze di trasmissione e proseguire la relativa attività – qualora siano utilmente collocate nelle graduatorie per la selezione dei nuovi Fsma e qualora siano destinatarie di nuova numerazione Lcn – acquistando capacità trasmissiva dai nuovi operatori di rete assegnatari dei diritti di uso delle frequenze nelle aree tecniche ove ogni tv locale sarà legittimata a proseguire l’attività.
Nella fase transitoria (decorrente da settembre 2021 a giugno 2022), le trasmissioni televisive dovrebbero avvenire quasi esclusivamente con tecnologia Mpeg-4 in quanto la maggior parte dell’utenza non sarà ancora dotata di ricevitori (tv o decoder) in grado di ricevere le trasmissioni con tecnologia Dvbt-2 -Hevc. In conseguenza di ciò, AERANTI-CORALLO ritiene che le graduatorie relative alla selezione dei Fsma per ciascuna area tecnica delle regioni del Nord e del Centro Italia (dove le frequenze dovranno essere dismesse entro marzo 2022) debbano essere realizzate tenendo conto della reale quantità di Fsma che potranno essere collocati in un mux in Mpeg-4 (le reti di primo livello possono veicolare un massimo di 18 programmi in SD con multiplazione statistica, mentre le reti di secondo livello possono veicolare circa la metà di tali programmi).
Qualora, infatti, le graduatorie dovessero essere realizzate considerando mux in Dvbt-2 Hevc (che possono diffondere nelle reti di primo livello fino a 37 programmi in SD e 15 in HD e circa la metà nelle reti di secondo livello), una parte dei Fsma utilmente collocati nelle graduatorie stesse nelle aree tecniche delle regioni del Nord e del Centro Italia potrebbe trovarsi nelle condizioni di non poter trasmettere in un mux in Mpeg-4.

 

APPROVATA IL 30 DICEMBRE DAL SENATO, IN VIA DEFINITIVA, LA LEGGE DI BILANCIO 2021. LE NORME PER IL SETTORE RADIOTELEVISIVO

■ Nella seduta di mercoledì 30 dicembre u.s., il Senato, dopo aver rinnovato la fiducia al Governo, ha approvato definitivamente il Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2021 e bilancio pluriennale per il triennio 2021-2023, nel testo identico a quello approvato nei giorni precedenti dalla Camera dei Deputati.
Tra le norme approvate, è stato stabilizzato il c.d. “extragettito del canone Rai”. In particolare, all’art. 1, comma 616, viene previsto che, a decorrere dal 2021, le entrate versate a titolo di canone di abbonamento alla televisione sul pertinente capitolo dell’entrata del bilancio dello Stato, come risultanti dal rendiconto dell’anno precedente a quello di accredito, siano destinate (c.d. “extragettito del canone Rai”) nella misura di 55 milioni di euro (cioè di una quota del 50 per cento del totale di 110 milioni di euro) al Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione di pertinenza del Ministero dello Sviluppo Economico. Nel medesimo fondo confluiscono anche le risorse iscritte nello stato di previsione del Ministero dello Sviluppo economico relative ai contributi in favore delle emittenti radiofoniche e televisive in ambito locale. La nuova norma stabilizza il c.d. “extragettito del canone Rai”, superando il meccanismo attraverso il quale tale extragettito viene calcolato dal Ministero dell’economia e delle finanze l’anno successivo a quello di competenza e, quindi, una volta attribuito in quota parte al MiSe, da quest’ultimo versato alle emittenti radiofoniche e televisive locali che percepiscono il contributo statale di cui al Dpr n. 146/17.
Un’altra norma inserita nella legge di bilancio che potrebbe interessare il comparto radiotelevisivo è quella contenuta all’art. 1, comma 109 e seguenti. In particolare, viene istituito il “Fondo per le piccole e medie imprese creative”, con una dotazione di 20 milioni di euro per ciascuno degli anni 2021 e 2022. Tale Fondo è destinato alla copertura di spese per investimenti e attività in generale di utilità pluriennale in tale settore. Un successivo decreto del Ministero dello Sviluppo Economico dovrà definire i criteri di ripartizione delle risorse e delle modalità e i criteri per la concessione dei finanziamenti.
La norma specifica che nel “settore creativo” rientrano, tra le varie attività, anche quelle legate all’audiovisivo (compresa la televisione e la radio).

 

REGIONE LOMBARDIA: NEL COLLEGATO ALLA FINANZIARIA REGIONALE 2021 ISTITUITO FONDO PLURALISMO INFORMAZIONE LOCALE. UN MILIONE PER RADIO E TV LOCALI E TESTATE ONLINE LOCALI DELLA REGIONE

■ E’ stato approvato all’unanimità dal Consiglio della Regione Lombardia un emendamento al collegato alla finanziaria regionale 2021 che istituisce il “Fondo regionale per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione radiotelevisiva locale e testate giornalistiche online”. Per l’anno 2021 è stato stabilito un finanziamento di un milione di euro. L’emendamento modifica, integrandola, la legge regionale n. 8/2018 recante “Misure di sostegno a favore delle emittenti radiotelevisive locali”. Nel dettaglio, viene previsto per il 2021 che 500mila euro vengano assegnati alle emittenti radiofoniche e televisive locali inserite nelle graduatorie definitive per l’annualità 2019 approvate dal Ministero dello Sviluppo Economico ai fini dell’erogazione dei contributi del Fondo Statale per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione di cui all’art. 1 comma 1, della legge 26 ottobre 2016, n. 198 in misura proporzionale al punteggio assegnato ad ognuna di esse nella graduatoria stessa e sulla base dei criteri di ripartizione del fondo previsti dal Dpr n. 146/17. Ulteriori 250mila euro vengono assegnati alle emittenti che non rientrano nelle graduatorie di cui al Dpr n. 146/17, mentre altri 250mila euro vengono assegnati alle testate giornalistiche locali online.
Le modalità di definizione degli importi e di attribuzione delle risorse alle singole emittenti verranno definite con successivi provvedimenti della Regione Lombardia. Per poter fruire del contributo, le emittenti devono avere almeno una sede operativa nella Regione Lombardia e produrre e diffondere informazione locale con frequenza quotidiana.
L’emendamento è stato presentato dal Presidente del Consiglio regionale della Lombardia Alessandro Fermi, unitamente ai Vice Presidenti Francesca Brianza e Carlo Borghetti e al Consigliere Segretario Giovanni Malanchini, e raccoglie le indicazioni e i contributi forniti dal Corecom Lombardia, presieduto da Marianna Sala.

 

ELEZIONI REGIONALI CALABRIA DEL 14 FEBBRAIO 2021: L’AGCOM HA EMANATO LE DISPOSIZIONI PER LA PAR CONDICIO

■ L’Agcom, con delibera n. 686/20/CONS, pubblicata nel proprio sito web in data 23 dicembre 2020, ha emanato le disposizioni di attuazione della disciplina in materia di comunicazione politica e di parità di accesso ai mezzi di informazione (c.d. “par condicio”) relative alle campagne per le elezioni del Presidente della Giunta regionale e del Consiglio regionale della Regione Calabria.
La delibera ha stabilito, di dare attuazione al dettato della legge 22 febbraio 2000, n. 28 e s.m.i. (legge sulla par condicio), rinviando al regolamento contenuto nella delibera n. 464/19/CONS del 27 novembre 2019, stante l’identità della natura della competizione elettorale che postula l’applicazione delle medesime disposizioni.
A questo link è pubblicata la nuova delibera Agcom.