TeleRadiofax n. 11/2013 – 1 giugno 2013

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Sommario


RADIOTV FORUM 2013 DI AERANTI-CORALLO: OLTRE 3.000 PRESENZE. L’ASSOCIAZIONE CHIEDE SGRAVI DI IMPOSTA PER LE AZIENDE CHE ACQUISTANO SPAZI  PUBBLICITARI SU TV E RADIO LOCALI

■ Anche l’edizione 2013, l’ottava, del RadioTv Forum di AERANTI-CORALLO si è conclusa con una notevolissima partecipazione di imprese radiofoniche e televisive e di operatori del settore, per un totale di 3.180 presenze nell’arco dei due giorni. L’evento, svoltosi a Roma il 28 e 29 maggio u.s. si è articolato, come di consueto, in incontri, convegni, seminari e workshop e con un’ampia area expo, con oltre 70 enti e aziende del settore broadcast, audio e video. L’inaugurazione è avvenuta la mattina di martedì 28, con il taglio del nastro da parte del Viceministro dello Sviluppo economico Antonio Catricalà insieme al Commissario dell’Agcom Antonio Preto.
Dopo una visita all’area expo, accompagnati dal coordinatore AERANTI-CORALLO e presidente AERANTI Marco Rossignoli e dal componente dell’esecutivo AERANTI-CORALLO e presidente CORALLO Luigi Bardelli, ha preso il via l’incontro di apertura.
Allo stesso hanno presenziato, tra gli altri, l’on. Alessia Rotta del PD; il Presidente della Fub Alessandro Luciano; i presidenti di diversi Corecom: Paolo Francia (Friuli Venezia Giulia), Enrico Paissan (Trento), Felice Blasi (Puglia), Bruno Geraci (Piemonte) Pietro Colonnella (Marche); il presidente della ARD e a.d. Rai Way Stefano Ciccotti; il direttore della Frt Rosario Donato; il Segretario della Rna Sergio Natucci; il Direttore generale della Dgscer del Ministero, Francesco Saverio Leone; il dirigente della div. III televisiva della Dgscer Marina Verna; il dirigente della div. I della Dgscer del Ministero, Donatella Proto; il dirigente della div. IV  radiofonia della Dgscer Giovanni Gagliano; il dirigente della div. V della Dgscer Alessandro Caroselli; il Vicedirettore generale della Siae Manlio Mallia e il responsabile dell’Ufficio emittenti radiotelevisive della Siae Maria Cristina d’Harmant François.
Nella propria relazione annuale, Marco Rossignoli ha evidenziato che tutto il comparto radiofonico e televisivo tradizionale sta affrontando un periodo di fortissima crisi derivante dalla recessione in atto, nonché dalla concorrenza operata dalle nuove piattaforme, le quali stanno anche modificando le abitudini e le preferenze degli utenti nella scelta e nelle modalità di fruizione dei contenuti, mettendo in discussione il modello di trasmissione generalista e la diffusione a carattere lineare. Tutto ciò ha generato — ha affermato Rossignoli — crescenti difficoltà del mercato pubblicitario, con una rilevante contrazione dei relativi ricavi, che rappresentano, da sempre, la principale fonte di finanziamento dell’attività aziendale. In questo contesto — ha proseguito Rossignoli — al fine di evitare un drastico ridimensionamento del comparto, che dà occupazione a circa diecimila lavoratori dipendenti e ad altrettanti collaboratori, sono necessarie forti iniziative a livello governativo per la ripresa del mercato pubblicitario e per favorire l’accesso al credito bancario da parte delle imprese. Proprio parlando di risorse per il settore, Rossignoli ha affermato che sono assolutamente necessarie, nell’immediato, norme di indirizzo del mercato pubblicitario come sgravi di imposta per le aziende che acquistano spazi pubblicitari sulla emittenza locale, in quanto la pubblicità attraverso radio e tv locali rappresenta uno dei principali mezzi per la conoscenza dei prodotti e dei servizi delle piccole e delle medie imprese, sicché un sostegno statale a tale tipologia di investimento pubblicitario non è solo un sostegno alle imprese radiotelevisive, ma costituisce anche un elemento propulsivo per la ripresa dei consumi.  Rossignoli ha, inoltre, affermato che le emittenti locali devono  avviare strategie di sviluppo sulle nuove piattaforme tecnologiche, affiancando alla trasmissione terrestre tradizionale, la diffusione via internet, anche tramite tablet e smartphone, e integrando la propria offerta  attraverso l’uso  sinergico dei social network. Con riferimento alla questione dell’ordinamento automatico dei canali della tv digitale (Lcn), Rossignoli ha rilevato che la nuova disciplina adottata dall’Agcom penalizza fortemente l’emittenza locale, riducendo drasticamente le relative numerazioni dei primi due archi che passano da 78 a 26. Inoltre, la riserva di alcune numerazioni alle tv locali  facenti parte di syndication penalizza proprio tali emittenti, in quanto le stesse, in caso di cessazione del rapporto  di consorzio  o di intesa, perderebbero il diritto alla numerazione ottenuta. In relazione  a tutto ciò, molte tv locali di AERANTI-CORALLO hanno proposto ricorso al Tar Lazio per chiedere l’annullamento della nuova regolamentazione.
Rossignoli ha quindi chiesto che le frequenze di almeno una delle tre reti del cosiddetto “ex-beauty contest” (che, in base alla delibera n. 277/13/CONS della Agcom, non verranno più poste all’asta), vengano utilizzate per risolvere le numerose problematiche  interferenziali che affliggono il comparto televisivo locale, a seguito della transizione alle trasmissioni digitali terrestri. Rossignoli ha poi aggiunto che occorre definire al più presto i tempi e le modalità per le modifiche di destinazione della banda 700 Mhz (canali 49-60 Uhf), in modo tale da non recare ulteriori disagi al comparto televisivo locale. Infine, con riferimento alla destinazione  dei canali  61-69  ai  servizi  di  comunicazione  mobile  di  larga  banda, Rossignoli ha sollecitato attenzione  al tema  della compatibilità  tra  gli  impianti  di  trasmissione  televisiva  e quelli  dei  servizi   LTE. Sul fronte radiofonico, Rossignoli ha ricordato che il Ministero ha rilasciato  i diritti  di uso  delle frequenze per il progetto pilota in provincia di Trento alla concessionaria pubblica e a tre società consortili private costituite da soggetti  autorizzati alla fornitura di contenuti radiofonici digitali, sulla base del regolamento per le trasmissioni radiofoniche digitali approvate dall’Agcom nel dicembre 2009. In particolare, le emittenti radiofoniche locali, ha proseguito Rossignoli,  partecipano al progetto pilota con due multiplex (blocchi 12D e 10A) attraverso i quali verrà realizzata una diffusione complessiva, nell’area di Trento, di 22 programmi (commerciali e comunitari) di cui 12 già attivi  e 10 che verranno attivati  nei prossimi giorni. Rossignoli ha quindi evidenziato che l’avvio delle trasmissioni  radiofoniche digitali in altre aree del Paese dovrà  essere possibile solo in presenza di una quantità di risorse frequenziali e di una pianificazione  che permettano ad ogni soggetto  interessato, locale e nazionale, avente titolo, di poter effettivamente  accedere alla nuova tecnologia trasmissiva, a parità di condizioni,  con tutti gli altri operatori. Rossignoli ha quindi affermato che ai fini dello sviluppo della nuova tecnologia è dunque indispensabile acquisire ulteriori risorse frequenziali come il canale 13, attualmente   attribuito  ad altri servizi dal Pnrf.
Luigi Bardelli, componente dell’esecutivo AERANTI-CORALLO e presidente CORALLO, ha evidenziato l’importanza che venga acquisita una mentalità che veda l’emittenza locale come un polo importante nell’assetto radiotelevisivo italiano. L’emittenza locale — ha proseguito Bardelli — rappresenta una valore per tutto il Paese; nel comparto operano migliaia di lavoratori, vi sono oltre 2000 giornalisti e tutto il settore garantisce il pluralismo informativo. Le imprese radiofoniche e televisive locali, ha affermato Bardelli, raccontano ogni giorno i fatti dei territori e rappresentano una specificità italiana, non  mutuata dall’Europa. Dare dignità al comparto significa, ad esempio, che nel riassetto dell’assegnazione delle frequenze non si può pensare che l’emittenza locale non esista. Considerare l’emittenza locale significa — ha proseguito Bardelli — che, nel predisporre i bandi di gara per la riassegnazione dei numeri Lcn, occorre tener conto del valore intrinseco e specifico di chi opera nel settore.
Bardelli ha poi ringraziato i funzionari del Ministero che nei vari uffici si prodigano per cercare di risolvere le numerose problematiche quotidiane delle emittenti. Bardelli ha quindi affermato che le emittenti hanno il dovere di ricercare la qualità, il che significa che da un lato occorre operare in un sano rapporto con i lavoratori e dall’altro che occorre attrezzarsi per realizzare palinsesti che rispondano alla mission originale, di servizio al territorio. Bardelli, infine, si è detto ottimista, in quanto crede nell’insostituibile ruolo di servizio alle comunità svolto dalle radio e tv locali. C’è bisogno di riscoprire il legame con l’identità locale, e questo è certamente il futuro del settore.
E’ quindi intervenuto il Viceministro dello Sviluppo economico, Antonio Catricalà, che innanzitutto si è impegnato a garantire un continuo confronto con il settore e con le associazioni di categoria. Il Viceministro ha poi affermato che ci sono spazi per la  semplificazione degli adempimenti amministrativi a carico delle imprese e per l’incentivazione del mercato pubblicitario. L’intervento del Viceministro  Catricalà ha poi toccato un tema particolarmente sensibile per le emittenti locali, quello dei contributi: in riferimento al bando per le misure di sostegno tv locali per il 2013, ha affermato che lo stesso sarà firmato quanto prima e ha poi promesso il proprio interessamento per dare soluzione alla problematica dei fondi arretrati. Ha assicurato, infine, maggiore attenzione alle problematiche della radiofonia.
Il Commissario Agcom Antonio Preto ha sottolineato, nel proprio intervento, due macrotendenze in atto: la convergenza e la globalizzazione dell’offerta dei contenuti. Le emittenti locali — ha proseguito Preto — hanno gli spazi per individuare e rafforzare i propri vantaggi competitivi. La vicinanza con il territorio e il peso del contesto linguistico e locale sulle abitudini di consumo degli utenti italiani sono il presente e anche il futuro cui devono guardare le emittenti locali, tutto ciò anche in considerazione del declino della televisione generalista e del boom dell’offerta tematica. Le tv locali, a fronte della globalizzazione dei contenuti diventano il baluardo della tradizione locale, della promozione della diversità e del pluralismo. E questo ruolo — ha proseguito Preto — devono mantenere, perché permette loro al tempo stesso di rivestire una funzione sociale, promuovere il territorio e differenziarsi sul mercato. Con riferimento alla questione Lcn, il Commissario Preto ha affermato di aver segnalato al Consiglio alcune sue perplessità circa la  compatibilità della scelta fatta con il quadro normativo vigente; infatti, a suo parere, la  decisione di  assegnare una riserva di numerazione a consorzi di emittenti locali, poiché non espressamente prevista dal legislatore, potrebbe porsi  in contrasto con lo spirito della normativa del settore ed  esporre l’Autorità al rischio di un nuovo contenzioso giurisdizionale.
Il Commissario ha concluso affermando, con riferimento ai nuovi scenari, che occorre un generale ripensamento delle tradizionali forme di gestione dei contenuti audiovisivi che valorizzi il patrimonio dei broadcaster locali  in un ambiente multipiattaforma.
Il Presidente del Coordinamento nazionale dei Corecom Filippo Lucci ha affermato che le  emittenti locali forniscono un servizio prezioso per l’informazione locale, e che, pertanto, diventa fondamentale salvaguardare tale patrimonio. Si è poi soffermato sul lavoro svolto dai Corecom che, negli ultimi anni, hanno ridotto i componenti, hanno ridimensionato la burocrazia, hanno formato i dipendenti e che, oggi, chiedono una interlocuzione ancora più incisiva con il Ministero per poter velocizzare il proprio lavoro nei confronti dell’emittenza locale. Sulla questione delle misure di sostegno, Lucci ha poi affermato che entro il mese di giugno tutti i Corecom saranno pronti con le graduatorie relative alle misure di sostegno per le tv locali.
In conclusione del convegno di apertura è intervenuto il Segretario generale della Fnsi Franco Siddi, il quale ha affermato che ognuno è chiamato, per la propria parte, a salvaguardare e sviluppare un sistema che fa parte della vita di tutti, quello delle emittenti locali. Questo sistema — ha proseguito Siddi — deve essere tutelato perché rappresenta un elemento strategico per la vita pubblica. Riferendosi al nuovo regolamento per i contributi all’emittenza locale,  a parere di Siddi, lo stesso deve andare in favore dello sviluppo della capacità delle imprese di produrre informazione e anche attività culturale, con un maggior peso al ruolo dei giornalisti. Riferendosi alla proposta formulata da AERANTI-CORALLO di sgravi fiscali per chi investe in pubblicità sulle emittenti locali, Siddi ha detto di condividerla, in quanto concedere tali sgravi significa incentivare la ripresa economica e produttiva sul territorio.
Tra i numerosi incontri dell’evento, molto interessante è stato l’appuntamento nel pomeriggio del giorno 28, con il seminario sugli scenari evolutivi per radio e tv locali, nuovi modelli di business e nuove piattaforme. Moderato da Marco Mele de Il Sole 24 Ore, ha fornito una serie di spunti e suggestioni sulle possibili evoluzioni di radio e tv locali attraverso le nuove piattaforme tecnologiche. Dopo l’intervento introduttivo di Marco Rossignoli, Paolo Alagia, dell’Ufficio studi e osservatorio della Direzione Analisi dei mercati, concorrenza e studi dell’Agcom, ha illustrato il rapporto SCREEN realizzato dall’Agcom; è stata poi la volta di Enrico Menduni (Ordinario al Dams dell’Università Roma 3) che si è soffermato sulle opportunità per le emittenti televisive e radiofoniche locali offerte dai nuovi scenari digitali, mentre Gianni Celata (Docente di economia dell’informazione e della comunicazione all’Università La Sapienza di Roma) ha affrontato l’interazione con i social network e YouTube. Indi, Bruno Zambardino (coordinatore operativo Istituto di Economia dei Media  Fondazione Rosselli) ha analizzato le nuove tendenze in atto e i possibili modelli di sviluppo per le tv locali. Luigi Bardelli ha concluso la prima parte del seminario tirando le fila sugli esiti del dibattito. Nella seconda parte del seminario è intervenuto Francesco Miceli (YouTube Strategic Partnerships Manager – Italy) che ha illustrato le modalità per le diffusione attraverso la piattaforma YouTube dei contenuti delle tv locali di AERANTI-CORALLO; Marco Pellegrinato, Vicepresidente di HD Forum Italia ha invece parlato della piattaforma digitale italiana e delle sue possibili implementazioni per la tv di domani. In conclusione, Maurizio Gugliotta (Xdevel) e Lorenzo Di Ciaccio (Meway) hanno illustrato l’uso delle app radiofoniche e di quelle televisive per smartphone e tablet.
Molto interessante nella mattina del giorno 29, un seminario per le imprese radiofoniche, moderato da Gildo Campesato, direttore del Corriere delle Comunicazioni, cui hanno partecipato Marco Rossignoli, con un intervento di scenario sulle prospettive per il mercato della radiofonia; Vincenzo Lobianco (Direttore reti e servizi di comunicazione elettronica dell’Agcom) che ha illustrato il progetto pilota per la radiofonia digitale in provincia di Trento; Stefano Ciccotti (Presidente ARD e Amministratore delegato Rai Way) ha parlato delle fasi di avvio del digitale radiofonico e del ruolo della Associazione per la Radiofonia Digitale in Italia. Jurg Bachmann (membro della Aer – Association Européenne des Radios e presidente della  Associazione Svizzera delle Radio Private) è invece intervenuto sulla radiofonia digitale in Europa e Augusto Preta (a.d. di IT Media Consulting) ha analizzato le prospettive della radio digitale. Di rilevazione degli indici di ascolto radiofonici si è parlato nella seconda parte del seminario, con Paola Ricciuti (Agcom) che ha illustrato i lavori del tavolo tecnico, costituito presso l’Autorità, sugli indici di ascolto radiofonici e Giorgio Licastro (Media measurement managing director di GfK Eurisko), che ha fornito un’analisi sui dati sulla radiofonia italiana come emergono dalla ricerca Radio Monitor. Le conclusioni sono state svolte da Fabrizio Berrini.
Altro importante appuntamento il pomeriggio del 29 maggio per un seminario dedicato alle imprese televisive nel quale Marco Rossignoli, ha affrontato approfonditamente  la disciplina della nuova regolamentazione sull’ordinamento automatico dei canali LCN della tv digitale terrestre di cui alla delibera n. 237/13/CONS Agcom. A seguire, vi è stato l’intervento di Massimo Triolo (Operations director Nielsen TAM) che ha illustrato il funzionamento della rilevazione degli indici di ascolto tv di Auditel. Ha concluso i lavori Mario Frullone (Vicedirettore generale della Fondazione Ugo Bordoni), che ha spiegato, con riferimento alla problematica delle interferenze dei segnali LTE con la tv digitale terrestre, la situazione attuale, il ruolo della FUB e le azioni intraprese per la mitigazione di tali interferenze.
Tutto il materiale audiovisivo e documentale relativo al convegno di apertura del RadioTv Forum 2013 di AERANTI-CORALLO è disponibile nel sito www.aeranticorallo.it, sezione “Galleria eventi”, sottosezione “RadioTv Forum 2013 di Aeranti-Corallo – L’incontro di apertura – (Roma, 28 maggio 2013)”. Sul canale Twitter @aeranticorallo è, inoltre, disponibile una ampia galleria fotografica relativa a entrambe le giornate dell’evento.
Nei prossimi giorni verrà inserito nel sito www.aeranticorallo.it anche il materiale audiovisivo, fotografico e le slide degli interventi relativi ai seminari tenutisi nel pomeriggio del 28 maggio e nell’intera giornata del 29 maggio.
L’edizione 2014 del RadioTv Forum di AERANTI-CORALLO si svolgerà nei giorni martedì 27 e mercoledì 28 maggio 2014.

L’OCCUPAZIONE GIORNALISTICA NEL COMPARTO

■ Al 31 dicembre 2012, i dipendenti giornalisti in forza presso le emittenti radiofoniche e televisive locali erano circa 2.000, di cui oltre 1.500 inquadrati con il Ccnl AERANTI-CORALLO/Fnsi, così suddivisi: oltre 800 professionisti, circa 70 pubblicisti e circa 640 praticanti.

L’AGCOM PUBBLICA DUE DELIBERE IN MATERIA DI MINORI

■ In data 31 maggio, l’Agcom ha pubblicato nel proprio sito due delibere in materia di rapporti tra minori e tv. La prima è la delibera n. 51/13/CSP del 3 maggio u.s., che reca il regolamento in materia di accorgimenti tecnici da adottare per l’esclusione della visione e dell’ascolto da parte dei minori di trasmissioni rese disponibili dai fornitori di servizi di media audiovisivi a richiesta che possono nuocere gravemente al loro sviluppo fisico, mentale e morale. Il regolamento entra in vigore il sessantesimo giorno successivo a quello della pubblicazione della delibera nel sito web dell’Agcom (e quindi il 31 luglio p.v.).
La seconda, la n. 52/13/CSP del 3 maggio u.s., reca il regolamento in materia di criteri di classificazione delle trasmissioni televisive che possono nuocere gravemente allo sviluppo fisico, mentale o morale dei minori. L’entrata in vigore di questa delibera è il giorno successivo a quello della pubblicazione nel sito web dell’Agcom (e, quindi, il 1° giugno).
I testi di entrambe le delibere sono pubblicati nel sito www.aeranticorallo.it, sezione “Normativa”, sottosezione “Norme relative ai rapporti tra minori e tv”