TeleRadiofax n. 17/2013 – 31 agosto 2013

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Sommario

Il Decreto del fare è stato convertito in legge. Le misure per le imprese radiofoniche e televisive.
Raccolta pubblicitaria: i primi sei mesi dell’anno confermano un risultato negativo. Radio e tv hanno comunque perdite inferiori alla media complessiva
Misure di sostegno alle tv locali per l’anno 2013: pubblicato in G. U. l’avviso relativo al bando. Il termine per l’inoltro delle domande scade il prossimo mercoledì 25 settembre
In caso di mancata risposta alle istanze presentate al Ministero dello Sviluppo Economico è possibile ricorrere al Tar avverso il silenzio-inadempimento
Occorre adottare il modello organizzativo di cui al Dlgs 231/01 per evitare la responsabilità amministrativa di società, fondazioni e associazioni per i reati commessi dai relativi amministratori e dipendenti
I dossier sul tavolo del Ministero dello Sviluppo Economico e della Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni
Codice di condotta per l’uso delle numerazioni per servizi a sovrapprezzo offerti tramite sms/mms e trasmissione dati: le modalità per la pubblicità e promozione televisiva e radiofonica
Aeranti-Corallo su Facebook
Radiotv Forum 2014 di Aeranti-Corallo: la nona edizione a Roma nei giorni 27 e 28 maggio 2014

IL DECRETO DEL FARE E’ STATO CONVERTITO IN LEGGE. LE MISURE PER LE IMPRESE RADIOFONICHE E TELEVISIVE

■ Il 9 agosto u.s., in terza lettura alla Camera, è stato approvato il disegno di legge di conversione del Decreto legge 21 giugno 2013, n. 69, recante disposizioni urgenti per il rilancio dell’economia (c.d. “Decreto del fare”). Tale provvedimento è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale n. 194 del 20 agosto u.s. – S.O. n. 63 ed è ora la legge 98/2013.
Come riportato sul TeleRadioFax n. 15/2013 del 27 luglio u.s., la legge di conversione ha eliminato la riduzione degli stanziamenti per gli anni 2013 e 2014 per le misure di sostegno alle imprese radiofoniche e televisive locali, prevista dal decreto legge. Conseguentemente, tali stanziamenti restano confermati nella misura sussistente prima dell’emanazione del Decreto del fare.
Il provvedimento ha, inoltre, introdotto un trattamento fiscale più favorevole per le misure compensative relative alla dismissione dei canali televisivi 61-69, prevedendo testualmente che “le misure economiche compensative percepite dalle emittenti televisive locali a titolo risarcitorio a seguito del volontario rilascio delle frequenze di cui al decreto del Ministero dello Sviluppo Economico 23 gennaio 2012, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 50 del 29 febbraio 2012, sono da qualificare come contributi in conto capitale di cui all’articolo 88, comma 3, lettera b), del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, e come tali partecipano alla formazione del reddito nell’esercizio in cui sono stati incassati o in quote costanti nell’esercizio in cui sono stati incassati e nei successivi esercizi non oltre il quarto”.
Segnaliamo infine che, durante l’iter di approvazione del provvedimento, nella lettura al Senato, è stato accolto un Ordine del giorno, presentato dai Senatori Stefano (Sel), De Petris (Sel), Uras (Sel), Gambaro (Misto), De Pin (Misto), Petraglia (Sel), Barozzino (Sel), Cervellini (Sel), De Cristofaro (Sel) e sottoscritto, in corso di seduta, anche dai Senatori Scalia (PD), D’Ambrosio Lettieri (PDL), Scilipoti (PDL), Floris (PDL), Perrone (PDL) e Comaroli (Lega Nord), che impegna il Governo a varare, nella Legge di Stabilità 2014, norme a tutela del fondo per l’emittenza locale, recuperando tutti i tagli effettuati e riportando la sua capienza a 150 milioni l’anno a decorrere dal 2014, in linea con quanto già erogato negli anni 2008-2009.
RACCOLTA PUBBLICITARIA: I PRIMI SEI MESI DELL’ANNO CONFERMANO UN RISULTATO NEGATIVO. RADIO E TV HANNO COMUNQUE PERDITE INFERIORI ALLA MEDIA COMPLESSIVA
■ La rilevazione periodica effettuata da Nielsen sugli investimenti pubblicitari in Italia nei primi sei mesi del 2013, raffrontati ai primi sei mesi 2012, conferma un decremento sul totale dei media del 17,4%, per un ammontare totale di 3 miliardi e 355 milioni di euro, con un calo di poco più di 706 milioni di euro sui primi sei mesi dello scorso anno.
Rispetto al dato totale, l’analisi dei singoli mezzi (che riportano tutti il segno negativo) denota come la raccolta sulla tv (-16,4%) e sulla radio (-14,4%) sia leggermente migliore rispetto al dato medio complessivo.
Il mercato si aspetta per l’ultima parte dell’anno una leggera ripresa degli investimenti pubblicitari.

MISURE DI SOSTEGNO ALLE TV LOCALI PER L’ANNO 2013: PUBBLICATO IN G.U. L’AVVISO RELATIVO AL BANDO. IL TERMINE PER L’INOLTRO DELLE DOMANDE SCADE IL PROSSIMO MERCOLEDI’ 25 SETTEMBRE

■ Il Ministero dello Sviluppo economico ha pubblicato in data 26 settembre u.s. nel proprio sito internet il decreto del Viceministro dello Sviluppo economico 24 giugno 2013, registrato alla Corte dei Conti il 23 luglio 2013,  contenente il bando per l’attribuzione delle misure di sostegno alle tv locali relative all’anno 2013. In Gazzetta ufficiale n. 199 del 26 settembre u.s., è stato pubblicato il relativo avviso.
L’inoltro della relativa domanda deve avvenire entro mercoledì 25 settembre p.v., tramite raccomandata A/R, al Corecom competente per territorio.
Le imprese televisive locali associate hanno ricevuto nei giorni scorsi una dettagliata circolare sulla problematica.
Il testo del decreto del Viceministro dello Sviluppo economico contenente il bando per le misure di sostegno alle tv locali per l’anno 2013 è pubblicato nel sito www.aeranticorallo.it, sezione “Normativa”, sottosezione “Misure di sostegno alle tv locali”.

IN CASO DI MANCATA RISPOSTA ALLE ISTANZE PRESENTATE AL MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO E’ POSSIBILE RICORRERE AL TAR AVVERSO IL SILENZIO-INADEMPIMENTO

■ Nell’ipotesi in cui le Direzioni del Ministero dello Sviluppo economico (Dgscer e Dgpgsr) nonché gli Ispettorati territoriali non riscontrino, entro i termini stabiliti dalla legge, le istanze formulate dalle imprese radiotelevisive, è possibile proporre ricorso al Tar avverso il silenzio-inadempimento. E’ quanto previsto dalla lettura della normativa in materia di procedimento amministrativo.
In particolare, l’art. 2 della legge 241/90 e s.m.i. prevede, tra l’altro, che nei casi in cui il procedimento amministrativo consegua obbligatoriamente ad un’istanza, le pubbliche amministrazioni (come il Ministero dello Sviluppo Economico) abbiano il dovere di concluderlo mediante l’adozione di un provvedimento espresso; che i procedimenti amministrativi di competenza delle amministrazioni statali (come il Ministero dello Sviluppo Economico) debbano concludersi entro trenta giorni, salvo che vi siano disposizioni  che prevedano un termine diverso; che i termini per la conclusione dei procedimenti conseguenti ad istanza, decorrano dal ricevimento della istanza  stessa da parte dell’amministrazione statale interessata. Il medesimo art. 2 prevede, poi, che appositi decreti del Presidente del Consiglio individuino sia i termini non superiori a novanta giorni, sia i termini superiori a novanta giorni per la definizione dei procedimenti delle amministrazioni statali. Con due DPCM (n. 272 e n. 273, entrambi del 22 dicembre 2010) sono stati individuati tali termini.
Qualora, quindi, il Ministero dello Sviluppo economico non dia riscontro alle istanze formulate nei termini previsti, il nuovo Codice del processo amministrativo (di cui al Dlgs n. 104/2010) prevede, all’art. 117, che si possa proporre ricorso al Tar competente avverso il silenzio-inadempimento. Tale ricorso può essere proposto, anche senza previa diffida, al Ministero, fino a quando perdura l’inadempimento e, comunque, non oltre un anno dalla scadenza del termine di conclusione del procedimento.
Lo stesso art. 117 del citato Dlgs specifica inoltre che Il ricorso viene deciso con sentenza in forma semplificata e, in caso di totale o parziale accoglimento, il Tar ordina al Ministero di provvedere entro un termine non superiore, di norma, a trenta giorni.
Il Tar nomina, ove occorra, un commissario ad acta con la sentenza con cui definisce il giudizio o, successivamente, su istanza della parte interessata.

OCCORRE ADOTTARE IL MODELLO ORGANIZZATIVO DI CUI AL DLGS 231/01 PER EVITARE LA RESPONSABILITA’ AMMINISTRATIVA DI SOCIETA’, FONDAZIONI E ASSOCIAZIONI PER I REATI COMMESSI DAI RELATIVI AMMINISTRATORI E DIPENDENTI

■ Il Decreto legislativo n. 231/01 ha introdotto la responsabilità amministrativa per le società di qualsivoglia natura, degli enti forniti di personalità giuridica e delle associazioni anche prive di personalità giuridica, per i reati commessi dai relativi amministratori, dirigenti, dipendenti ecc.
L’ambito di applicazione di tale normativa, presente da anni nel nostro ordinamento, è stato recentemente esteso e la stessa normativa, sta trovando sempre più applicazione. In particolare, tra i reati che possono comportare la responsabilità amministrativa di società, associazioni e fondazioni che svolgono attività radiotelevisiva, sono previsti alcuni delitti in materia di diritto d’autore, alcuni reati in materia di contributi pubblici, alcuni delitti in materia di privacy, i delitti contro la pubblica amministrazione, alcune violazioni delle norme sulla tutela della salute e della sicurezza sul lavoro, i reati societari, i delitti contro l’industria e il commercio. La competenza a giudicare sulla suddetta responsabilità amministrativa appartiene al giudice penale competente per i reati da cui tale responsabilità dipende. Tra le sanzioni irrogabili sono previste, tra l’altro, sanzioni pecuniarie e sanzioni interdittive.
La responsabilità amministrativa di cui al Dlgs n. 231/01 può essere esclusa attraverso l’adozione di un adeguato modello organizzativo e gestionale idoneo a prevenire la commissione dei reati (c.d. “modello 231”) e la contestuale nomina di un organismo di vigilanza, che vigili sul suo funzionamento (i relativi compiti possono essere affidati al Collegio sindacale).

I DOSSIER SUL TAVOLO DEL MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO E DELLA AUTORITA’ PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI

■ Riportiamo un breve elenco delle problematiche che Ministero dello Sviluppo economico e Autorità per le Garanzie nelle comunicazioni si troveranno ad affrontare a partire dal prossimo mese di settembre.
MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO
TV: dovranno essere emanati i bandi relativi alla numerazione automatica della tv digitale terrestre (Lcn) di cui al nuovo regolamento Agcom (delibera n. 237/13/CONS). In tema di misure di sostegno alle tv locali, la Dgscer del Ministero dovrà procedere alla emanazione del riparto relativo alla seconda tranche per l’anno 2010 e al relativo pagamento agli aventi diritto. Inoltre, deve essere pubblicato il piano di riparto per le misure di sostegno tv per l’anno 2012 e si dovrà procedere ai relativi pagamenti.
RADIO: per quanto riguarda la radiofonia, entro il 30 ottobre le imprese dovranno inoltrare alla Dgscer del Ministero le domande relative alle misure di sostegno relative all’anno 2013.
La Dgscer deve, inoltre, provvedere al pagamento delle misure di sostegno alla radiofonia per l’anno 2011 e alla liquidazione della seconda tranche relativa all’anno 2010 (la prima tranche è stata liquidata lo scorso anno).
Infine, deve essere pubblicata la graduatoria relativa alle misure di sostegno per l’anno 2012.
AGCOM
L’Autorità per le Garanzie nelle comunicazioni ha attualmente in corso alcune consultazioni pubbliche, una delle quali riguarda lo schema di regolamento in materia di tutela del diritto d’autore sulle reti di comunicazione elettronica. Altre concernono gli schemi di modifiche e integrazioni al regolamento per l’esercizio del diritto di cronaca audiovisiva e a quello per l’esercizio del diritto di cronaca radiofonica. Da settembre proseguiranno, poi, i lavori del tavolo tecnico sulla rilevazione degli indici di ascolto radiofonici.
L’Autorità dovrà, inoltre, emanare un provvedimento per la definizione dei diritti amministrativi e dei contributi dovuti dagli operatori di rete per l’utilizzo delle frequenze televisive.
Dovrà essere altresì emanato un provvedimento per consentire la gestione del registro dei programmi da parte delle imprese in formato elettronico.

CODICE DI CONDOTTA PER L’USO DELLE NUMERAZIONI PER SERVIZI A SOVRAPPREZZO OFFERTI TRAMITE SMS/MMS E TRASMISSIONE DATI: LE MODALITA’ PER LA PUBBLICITA’ E PROMOZIONE TELEVISIVA E RADIOFONICA

■ Con delibera n. 47/13/CIR del 18 luglio 2013, l’Agcom ha preso atto del nuovo codice di autoregolamentazione con cui operatori telefonici e fornitori di contenuti hanno fissato, ai sensi della delibera Agcom n. 52/12/CIR, le tutele a favore dell’utenza nonché la definizione uniforme e comune tra i vari operatori di prassi per l’informazione sui prezzi dei servizi, sulle modalità di attivazione e disattivazione dei servizi stessi e della prestazione di blocco delle comunicazioni per quanto concerne i cosiddetti “servizi a sovrapprezzo”.
Tale codice prevede, tra l’altro, ai paragrafi 1.3 e 1.4, le modalità cui si debbono attenere gli operatori firmatari e tutti coloro che aderiranno al Codice, per la pubblicità e promozione televisiva e radiofonica.
Il testo della delibera n. 47/13/CR dell’Agcom è pubblicato nel sito www.aeranticorallo.it, sezione “Normativa”, sottosezione “Normativa in materia di pubblicità”.

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RADIOTV FORUM 2014 DI AERANTI-CORALLO: LA NONA EDIZIONE A ROMA NEI GIORNI 27 E 28 MAGGIO 2014