TeleRadiofax n. 19/2014 – 4 ottobre 2014

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Sommario

Lcn: il Commissario ad acta fissa le audizioni. Aeranti-Corallo ritiene necessaria e urgente una soluzione legislativa per evitare il rischio di un contenzioso infinito in materia
Misure di sostegno radio: il 30 ottobre scade il termine per presentare le domande 2014. Il Ministero ha, frattanto, iniziato i pagamenti 2012
Contributi per l’uso delle frequenza: l’Agcom emana il regolamento. Qualora non venga approvato un provvedimento legislativo immediato, che ripristini la vecchia contribuzione, appare probabile lo sviluppo di un ampio contenzioso al Tar Lazio
Misure di sostegno alle tv locali: emanato il bando per l’anno 2014, il termine per l’inoltro delle domande scade il 23 ottobre p.v. A breve dovrebbe essere pubblicato il riparto relativo all’anno 2013
L’Agcom ha approvato la modifica del piano delle frequenze Dvb-T: giudizio fortemente critico di Aeranti-Corallo
Regolamento sul diritto d’autore online: il Tar Lazio rimette alla Corte Costituzionale le norme poste alla base della delibera Agcom n. 680/13/CONS

 

LCN: IL COMMISSARIO AD ACTA FISSA LE AUDIZIONI.AERANTI-CORALLO RITIENE NECESSARIA E URGENTEUNA SOLUZIONE LEGISLATIVA PER EVITARE IL RISCHIODI UN CONTENZIOSO INFINITO IN MATERIA 

 

■ Come riportato sullo scorso numero di TeleRadioFax (n. 18 del 20 settembre 2014), a seguito della sentenza n. 4541/2014 del Consiglio di Stato, con cui è stata dichiarata l’inammissibilità del ricorso dell’Agcom e del Ministero dello Sviluppo economico per la revocazione della sentenza dello stesso Consiglio di Stato n. 6021/2013 (con la quale era stata dichiarata la nullità “in parte qua” della delibera Agcom n. 237/13/CONS, relativa al 2° piano Lcn), è ripresa l’attività del Commissario ad acta, prof. Marina Ruggieri, precedentemente sospesa in sede cautelare.
Con propria determinazione n. 4/2014, il Commissario ad acta ha, quindi, dichiarato la prosecuzione del procedimento per l’esecuzione della sentenza del Consiglio di Stato, Sez. III, n. 4660/2012 e ha fissato la nuova data entro la quale dovrà concludersi il procedimento, cioè il 23 ottobre 2014, salvo proroga da chiedere prima della scadenza (si evidenzia peraltro  che il 9 ottobre p.v. si svolgerà un’udienza avente ad oggetto l’esecuzione della suddetta sentenza del Consiglio di Stato).
E’ conseguentemente ripresa la consultazione pubblica sullo schema di nuova regolamentazione Lcn e, in tale ambito, con determinazione n. 5/2014, il Commissario ad acta ha fissato il calendario delle audizioni, concentrandole tutte nella data di venerdì 3 ottobre.
AERANTI-CORALLO ha presentato in tale sede le osservazioni e le proposte del comparto televisivo locale in ordine allo schema di nuovo piano di numerazione predisposto dal Commissario ad acta.
Lo schema di piano di numerazione posto a consultazione contiene molti aspetti positivi in quanto recupera la quantità (39) di numerazioni prevista, nel primo arco, per l’emittenza locale, dalla delibera Agcom n. 366/10/CONS (rispetto alle sole 13 previste dalla delibera Agcom n. 237/13/CONS) e recupera le numerazioni 75 – 84 per le emittenti locali che diffondono i propri programmi in più di due regioni; inoltre elimina la possibilità di attribuire il numero 10 ad una syndication (scelta che, di fatto, avrebbe spogliato le emittenti locali facenti parte della syndication stessa, della titolarità di tale numerazione). I criteri per la redazione delle graduatorie appaiono, tuttavia, molto complessi.
A causa dell’elevato rischio di un contenzioso infinito (oltre alla sopracitata istanza, che verrà discussa il 9 ottobre, il provvedimento che verrà emanato dal Commissario ad acta potrebbe, infatti, essere oggetto di ulteriori ricorsi al Tar Lazio) diviene quantomai opportuna, a parere di AERANTI-CORALLO, l’adozione di provvedimenti legislativi in materia, finalizzati a recepire in una norma di rango primario il primo piano di numerazione di cui alla delibera n. 366/10/CONS, quantomeno fino a quando la maggior parte della popolazione non sia in grado di ricevere le trasmissioni televisive con la nuova tecnologia Dvb-t2.

MISURE DI SOSTEGNO RADIO: IL 30 OTTOBRE SCADE IL TERMINE PER PRESENTARE LE DOMANDE 2014. IL MINISTERO HA, FRATTANTO, INIZIATO I PAGAMENTI 2012

■ Rammentiamo che il Regolamento di cui al Decreto 1° ottobre 2002, n. 225 del Ministro delle Comunicazioni di concerto con il Ministro dell’Economia, relativo al riconoscimento delle misure di sostegno per le imprese radiofoniche locali previste dall’art. 52, comma 18 della legge 448/2001, stabilisce che le domande per il riconoscimento delle suddette misure di sostegno debbano essere inoltrate al Ministero delle Comunicazioni (ora Ministero dello Sviluppo Economico) entro il 30 ottobre dell’anno relativo. Conseguentemente l’inoltro delle domande relative all’anno 2014 deve avvenire entro giovedì  30 ottobre 2014. Rammentiamo che le misure di sostegno alle radio locali relative all’anno 2014 verranno attribuite per 3/12, in identica misura, alle emittenti radiofoniche locali commerciali, per 3/12, in identica misura, alle emittenti radiofoniche locali comunitarie e per 6/12 alle emittenti commerciali e comunitarie, sulla base di una graduatoria redatta dal Ministero con riferimento alla media dei fatturati conseguiti nel biennio 2012-2013 e al personale applicato all’attività radiodiffusiva alla data di presentazione della domanda. Nel frattempo, la Dgscerp del Ministero dello Sviluppo economico ha iniziato la predisposizione dei mandati relativi ai pagamenti, agli aventi diritto, delle misure di sostegno relative all’anno 2012.

CONTRIBUTI PER L’USO DELLE FREQUENZE: L’AGCOM EMANA IL REGOLAMENTO. QUALORA NON VENGA APPROVATO UN PROVVEDIMENTO LEGISLATIVO IMMEDIATO, CHE RIPRISTINI LA VECCHIA CONTRIBUZIONE, APPARE PROBABILE LO SVILUPPO DI UN AMPIO CONTENZIOSO AL TAR LAZIO

■ Nella riunione di Consiglio del 30 settembre u.s., l’Autorità per le Garanzie nelle comunicazioni ha assunto la delibera, precedentemente sospesa, relativa ai criteri generali per la fissazione, da parte  del Ministero dello Sviluppo Economico, dei contributi annuali per l’utilizzo delle frequenze nelle bande televisive terrestri.
Il provvedimento, non ancora pubblicato nel sito Agcom, è stato votato a maggioranza (contrario il Presidente Cardani, astenuto il Commissario Nicita).
Ricordiamo che l’Agcom aveva già discusso e definito, nel Consiglio del 6 agosto u.s., i criteri generali per la fissazione, da parte  del Ministero dello Sviluppo Economico, dei contributi annuali per l’utilizzo delle frequenze nelle bande televisive terrestri, ma non aveva proceduto all’emanazione della delibera “alla luce dell’intendimento del Governo, comunicato dal Sottosegretario di Stato allo Sviluppo Economico, di adottare modifiche al vigente assetto legislativo della materia nel prossimo mese di  settembre”.
Su tale schema di provvedimento avevano, inoltre, avanzato rilievi, lo scorso 18 luglio, anche la direzione Informazione, Comunicazione e Media e la direzione Reti e Servizi di Comunicazione Elettronica della Commissione Europea, evidenziando che i nuovi contributi potrebbero rappresentare un’ulteriore barriera all’accesso dei nuovi entranti.
L’Agcom, con un comunicato stampa del 30 settembre, successivo all’emanazione del regolamento, ha reso noto che “la delibera prevede un incremento del contributo per ogni multiplex addizionale in funzione anticoncentrativa; un incentivo per l’utilizzazione di tecnologie innovative; un trattamento differenziato per gli operatori locali in ragione della peculiarità del settore.” Inoltre, si legge nel comunicato dell’Autorità, “L’approvazione del provvedimento è stata preceduta da un’interlocuzione con il sottosegretario Antonello Giacomelli, il quale ha preannunciato l’intendimento del Governo di procedere a un riordino complessivo della disciplina in materia di frequenze, contributi e canoni, nell’ambito di un disegno di riforma unitario e coerente. Il Consiglio ha preso atto con interesse di questa prospettiva, ma ha ritenuto tuttavia ineludibile, allo stato, adempiere i compiti assegnati all’Autorità dalla vigente normativa primaria, restando ovviamente riservata ogni successiva determinazione agli organi titolari della funzione di indirizzo politico, con i quali proseguirà la proficua collaborazione istituzionale instauratasi nel rispetto delle reciproche attribuzioni.”
Il nuovo provvedimento, seppure modificato rispetto allo schema originario, dovrebbe essere particolarmente penalizzante per le tv.
AERANTI-CORALLO ha chiesto che l’intervento legislativo preannunciato dal Governo sia finalizzato alla previsione di un regime di contribuzione per le tv locali, basato sul  pagamento complessivo (diritti amministrativi + diritti per la concessione delle frequenze) di importi analoghi a quelli che venivano corrisposti dalle emittenti nel contesto analogico. Nelle more di tale intervento, AERANTI-CORALLO ha chiesto, inoltre, che il regime previsto sino ad oggi (che prevedeva un contributo pari all’uno percento del fatturato, con il limite di 17.776 euro per le tv locali) venga mantenuto anche per l’anno in corso. Qualora tale provvedimento legislativo non dovesse essere emanato, appare probabile lo sviluppo di un ampio contenzioso, con impugnazione della delibera Agcom al Tar Lazio.

MISURE DI SOSTEGNO ALLE TV LOCALI: EMANATO IL BANDO PER L’ANNO 2014, IL TERMINE PER L’INOLTRO DELLE DOMANDE SCADE IL 23 OTTOBRE P.V. A BREVE DOVREBBE ESSERE PUBBLICATO IL RIPARTO RELATIVO ALL’ANNO 2013

 

■ E’ pubblicato in Gazzetta ufficiale n. 221 del 23 settembre 2014 il Decreto del Sottosegretario di Stato allo Sviluppo Economico in data  7 agosto 2014 relativo al bando per l’attribuzione delle misure di sostegno alle tv locali relative all’anno 2014, previste dall’art. 45, comma 3 della legge 23 dicembre 1998, n.448 e dal Regolamento di cui al Decreto del Ministro delle Comunicazioni 5 novembre 2004, n. 292.
L’inoltro delle domande deve essere effettuato a mezzo raccomandata A/R entro giovedì 23 ottobre 2014, al Comitato Regionale per le Comunicazioni (Corecom), competente per territorio.
Le imprese televisive locali associate hanno ricevuto nei giorni scorsi una dettagliata circolare sulla problematica.
Dovrebbe, frattanto, essere imminente la pubblicazione, dopo la registrazione alla Corte dei Conti, del decreto di riparto relativo alle misure di sostegno alle tv locali per l’anno 2013.
Il testo del decreto del Sottosegretario allo Sviluppo economico contenente il bando per le misure di sostegno alle tv locali per l’anno 2014 è pubblicato nel sito www.aeranticorallo.it, sezione “Normativa”, sottosezione “Misure di sostegno alle tv locali”.

L’AGCOM HA APPROVATO LA MODIFICA DEL PIANO DELLE FREQUENZE DVB-T: GIUDIZIO FORTEMENTE CRITICO DI AERANTI-CORALLO

 

■ Nella riunione di Consiglio del 23 settembre u.s., l’Autorità per le Garanzie nelle comunicazioni ha approvato la modifica del Piano di assegnazione delle frequenze per la tv digitale terrestre.
Con un comunicato stampa, pubblicato nel proprio sito il giorno 24 settembre, l’Agcom ha reso noto che il provvedimento “rappresenta la prima fase di attuazione della legge n. 9 del 2014: in particolare individua le frequenze assegnate ad operatori italiani che devono essere escluse dalla pianificazione, in quanto riconosciute e utilizzate dai Paesi confinanti e oggetto di accertate interferenze verso gli operatori esteri. Si tratta – continua l’Autorità –  di un primo passo di un percorso intrapreso in collaborazione con il Ministero dello sviluppo economico (MISE) per il riordino complessivo delle frequenze dello spettro radioelettrico assegnate alla televisione digitale terrestre.”
In attesa dell’esame del provvedimento finale, sulla base dei contenuti dei documenti sottoposti a consultazione da parte dell’Agcom, AERANTI-CORALLO esprime un giudizio  fortemente critico su tale piano, in quanto è inaccettabile la soppressione di frequenze appena assegnate agli operatori per venti anni, a seguito di gare. Inoltre, in molte zone, il numero delle frequenze delle tv locali potrebbe scendere al di sotto di un terzo, riservato per legge al settore.
Ricordiamo, altresì, che  nel 2010, a fronte di una pianificazione che prevedeva l’assegnazione di frequenze coordinate con gli Stati esteri quasi esclusivamente alle emittenti nazionali, l’allora Viceministro dello Sviluppo economico, Paolo Romani,  rassicurava il comparto, con una nota in cui affermava testualmente che “si farà in modo che le assegnazioni dei canali alle tv locali possano realizzarsi, anche nelle zone di confine, senza restrizioni e/o limitazioni rispetto alle caratteristiche tecniche degli impianti attualmente eserciti” e impegnava il Ministero “a garantire la massima protezione del segnale delle emittenti locali nel caso di attivazioni isofrequenziali negli Stati esteri confinanti”.
AERANTI-CORALLO esprime, inoltre, un giudizio fortemente critico sulle modalità operative con cui si intenderebbe dar luogo alla procedura di esclusione delle frequenze e alla dismissione delle stesse da parte delle emittenti locali.
Non è, infatti, pensabile che a meno di tre mesi dal termine previsto dalla legge 9/2014 (il 31 dicembre 2014) non siano ancora state trovate soluzioni tecniche e normative per garantire la continuità delle trasmissioni delle circa ottanta imprese televisive che operano sulle frequenze che si vorrebbero dismettere.
A parere di AERANTI-CORALLO, occorrerebbe da una parte assegnare alle imprese interessate frequenze alternative per continuare le proprie trasmissioni (in particolare i canali 54, 58 e 60, nonché i canali 6, 7 e 11, non richiesti nella gara ex beauty contest) e dall’altra parte occorrerebbe aumentare l’importo delle misure compensative da attribuire a coloro che intendano dismettere le frequenze, in modo tale da pervenire a valori analoghi a quelli resi disponibili per la dismissione dei canali 61-69.

REGOLAMENTO SUL DIRITTO D’AUTORE ONLINE: IL TAR LAZIO RIMETTE ALLA CORTE COSTITUZIONALE LE NORME POSTE ALLA BASE DELLA DELIBERA AGCOM N. 680/13/CONS

 

■ Con ordinanza pubblicata lo scorso 26 settembre, il Tar Lazio, Sezione Prima, ha rimesso alla Corte Costituzionale gli atti relativi ai ricorsi proposti contro il regolamento Agcom di cui alla delibera n. 680/13/CONS del 12 dicembre 2013 recante il “Regolamento in materia di tutela del diritto d’autore sulle reti di comunicazione elettronica e procedure attuative” (c.d. “Dda online”).
Sulla questione, i Giudici amministrativi hanno ritenuto “non manifestamente infondata” la questione di costituzionalità relativa al corpus normativo su cui si basa la delibera Agcom impugnata.
Nello specifico, si legge nell’ordinanza, “il Collegio ritiene necessario sottoporre alla Corte Costituzionale la seguente questione incidentale di legittimità costituzionale, rilevante ai fini della definizione del giudizio a quo, ovvero ai fini della eventuale declaratoria di illegittimità del regolamento dell’Agcom impugnato con il ricorso in epigrafe e del suo conseguente annullamento in sede giurisdizionale, volta ad ottenere una pronuncia pregiudiziale circa la possibile illegittimità costituzionale dell’art. 5, comma 1, e degli artt. 14 comma 3, 15 comma 2 e 16 comma 3, del decreto legislativo 9 aprile 2003, n. 70, nonché del comma 3 dell’art. 32 bis del testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici approvato con decreto legislativo n. 117 dei 2005, come introdotto dall’art. 6 del decreto legislativo n. 44 del 2010, sulla cui base è stata adottata la impugnata “Delibera n. 680/13/CONS del 12 dicembre 2013” recante il “Regolamento in materia di tutela del diritto d’autore sulle reti di comunicazione elettronica e procedure attuative” e l’ “Allegato A” alla predetta Delibera, per la violazione dei principi di riserva di legge e di tutela giurisdizionale in relazione all’esercizio della libertà di manifestazione del pensiero e di iniziativa economica, sanciti dagli articoli 2, 21, I comma, 24 e 41 della Costituzione, nonché per la violazione dei criteri di ragionevolezza e proporzionalità nell’esercizio della discrezionalità legislativa e per la violazione del principio del giudice naturale, in relazione alla mancata previsione di garanzie e di tutele giurisdizionali per l’esercizio della libertà di manifestazione del pensiero sulla rete almeno equivalenti a quelle sancite per la stampa, con la conseguente violazione degli articoli 21, commi 2 e seguenti, 24 e 25, comma 1, della Costituzione.”