TeleRadiofax n. 19/2017 – 6 ottobre 2017

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Sommario

Liberazione della banda 700: prosegue l’attività di coordinamento avviata dall’Italia con i Paesi esteri confinanti
Il 31 ottobre scade il termine per il pagamento del canone di concessione radio
Approvato dal Governo, il 2 ottobre u.s., lo schema di D.Lgs che incrementa gli obblighi di programmazione e investimento delle tv nazionali nelle produzioni italiane ed europee. Da tali obblighi sono escluse le tv locali
I risultati del 14° rapporto Censis sui media: la tv e la radio continuano ad essere i mezzi di comunicazione prevalenti degli italiani
Agcom avvia l’Osservatorio permanente sul giornalismo
Il Prof. Antonio Sassano Presidente Fub

LIBERAZIONE DELLA BANDA 700: PROSEGUE L’ATTIVITA’ DI COORDINAMENTO AVVIATA DALL’ITALIA CON I PAESI ESTERI CONFINANTI

■ Come noto, il Ministero dello Sviluppo economico ha avviato, negli scorsi mesi, un’intensa attività di coordinamento con i Paesi esteri confinanti per la liberazione della banda 700 Mhz. Infatti, in base alla decisione del Consiglio UE assunta la scorsa primavera, entro il 31 dicembre del corrente anno dovranno essere conclusi gli accordi di coordinamento transfrontaliero delle frequenze all’interno dell’Unione europea. Inoltre, entro il 30 giugno 2018, gli Stati membri dell’UE dovranno adottare e rendere pubblici i relativi piani nazionali per la liberazione della banda 700 Mhz (canali televisivi da 49 a 60 Uhf).
Attualmente, come reso noto nel corso della riunione tenutasi presso la Dgpgsr del Ministero lo scorso 27 settembre, sono in corso tavoli di coordinamento con tutti i Paesi radioelettricamente confinanti (circa una ventina). Al momento si sono praticamente conclusi gli accordi con la Francia e con la Spagna e sarebbero in fase di conclusione quelli con i Paesi della fascia adriatica. L’accordo con la Francia prevederebbe una suddivisione paritetica delle frequenze Uhf tra Italia a Francia (delle 28 disponibili nelle bande IV e V, 14 sarebbero di competenza dell’Italia e altrettante della Francia). A queste 14 verrebbe aggiunta una rete Vhf (portando così il totale a 15, con un terzo delle stesse riservato alle tv locali). L’accordo con la Spagna riveste una portata limitata, in quanto interessa marginalmente solo alcune aree della Sardegna che dovrebbero essere coordinate con le Isole Baleari.
Per quanto riguarda la fascia adriatica, l’obiettivo è di arrivare a 14 frequenze Uhf (+ 1 Vhf) riservate all’Italia e 14 riservate ai Paesi posti sulla sponda orientale del mare Adriatico (rispetto alla situazione del piano di Ginevra 06, dovrebbe essere recuperata una ulteriore frequenza a favore dell’Italia, posto che al momento, l’Italia dispone di soli 13 canali).
A Nord del Paese, i tavoli di coordinamento con Svizzera e Austria sono in fase avanzata di definizione, mentre rimarrebbe ancora aperto il “fronte Sud”, con una serie di azioni di coordinamento che dovrebbero ancora essere compiute con i Paesi della sponda meridionale del Mediterraneo. Allo stato attuale, devono essere ancora definite le procedure per la dismissione delle frequenze in questione.
AERANTI-CORALLO ritiene, comunque, che debbano essere previste misure economiche compensative per gli operatori di rete che rilasceranno le frequenze della banda 700 Mhz.
Al fine di conoscere tempestivamente l’evoluzione della problematica, è auspicabile che la stessa venga affrontata nella prossima manovra di bilancio che il Consiglio dei Ministri dovrebbe approvare a breve e, quindi, sottoporre all’esame del Parlamento.

IL 31 OTTOBRE SCADE IL TERMINE PER IL PAGAMENTO DEL CANONE DI CONCESSIONE RADIO

■ Ricordiamo che martedì  31 ottobre p.v. scade il termine per il pagamento del canone di concessione 2017 per la radiodiffusione sonora via etere terrestre in tecnica analogica.
L’importo da corrispondere è pari all’uno per cento del fatturato 2016 riferibile all’esercizio dell’attività radiotelevisiva, con un massimo di euro 11.850,00 per le emittenti radiofoniche locali e di euro 82.952,00 per le emittenti radiofoniche nazionali.
Le modalità di comunicazione all’Agcom del pagamento del suddetto canone  sono disciplinate dalla delibera Agcom n. 235/16/CONS.
Si rammenta che tale comunicazione deve essere effettuata (ai sensi dell’art. 4 della stessa delibera) avvalendosi esclusivamente dei servizi telematici del ROC esposti nel portale www.impresainun-giorno.gov.it.

APPROVATO DAL GOVERNO, IL 2 OTTOBRE U.S., LO SCHEMA DI DLGS CHE INCREMENTA GLI OBBLIGHI DI PROGRAMMAZIONE E INVESTIMENTO DELLE TV NAZIONALI NELLE PRODUZIONI ITALIANE ED EUROPEE. DA TALI OBBLIGHI SONO ESCLUSE LE TV LOCALI

■ La legge n. 220 del 2016 (c.d. “Legge cinema”) prevede, all’art. 34, una specifica delega al governo per adottare uno o più decreti legislativi per la riforma e la razionalizzazione delle disposizioni legislative di disciplina degli strumenti e delle procedure attualmente previsti dall’ordinamento in materia di promozione delle opere italiane ed europee da parte dei fornitori di servizi di media audiovisivi, sia lineari, sia non lineari. Attualmente il Testo unico dei Servizi di media audiovisivi e radiofonici (Tusmar) prevede, all’art. 44, l’obbligo di riservare alle opere europee specifiche quote di tempo di diffusione e di investimento sugli introiti. Tale obbligo non si applica alle emittenti televisive operanti in ambito locale.
Nel Consiglio dei Ministri dello scorso 2 ottobre è stato approvato, in esame preliminare, lo schema di decreto legislativo che modifica le precedenti norme in materia di obblighi di programmazione di opere europee in capo ai fornitori di servizi di media audiovisivi in ambito nazionale.
Tale schema di provvedimento conferma, comunque, che tali obblighi non si applicano ai fornitori di servizi di media audiovisivi in ambito locale. Il provvedimento passa ora all’esame delle Commissioni parlamentari competenti, al Consiglio di stato e alla Conferenza Stato-Regioni per l’espressione dei prescritti pareri di merito.

I RISULTATI DEL 14° RAPPORTO CENSIS SUI MEDIA: LA TV E LA RADIO CONTINUANO AD ESSERE I MEZZI DI COMUNICAZIONE PREVALENTI DEGLI ITALIANI

 

■ Lo scorso 4 ottobre è stato presentato il 14° rapporto Censis-Ucsi sui consumi mediatici degli Italiani. Da tale rapporto si evidenzia, tra l’altro, come la televisione, in tutte le sue forme di trasmissione e di fruizione, con il 95,5% di spettatori rispetto al totale della popolazione, occupa il primo posto tra i media degli italiani, pur avendo perso 2 punti percentuali di utenza rispetto allo scorso anno. La tv tradizionale (digitale terrestre) cede qualche telespettatore, confermando però un seguito elevatissimo (il 92,2% di utenza complessiva, con una riduzione del 3,3% rispetto al 2016). Stabile la tv satellitare (con un’utenza pari al 43,5% degli Italiani, nel 2017), mentre cresce la tv via internet (web tv e smart tv hanno il 26,8% di utenza, in crescita del 2,4% in un anno) e decolla la tv su dispositivi mobili, che in un anno ha raddoppiato la propria penetrazione (passando dal 1,2 al 22,1%).
La radio mantiene un livello di penetrazione molto elevato, con una utenza complessiva (su tutte le piattaforme) dell’82,6% degli Italiani.
Perde un po’ l’ascolto “tradizionale” (-4%, con una utenza complessiva del 59,1%), mentre guadagna quello tramite internet (con una utenza al 18,6%, che cresce in un anno del 4,1%). L’autoradio rimane sempre lo strumento preferito dagli italiani per ascoltare le trasmissioni che vanno in onda in diretta (con una utenza stimata al 70,2%).

AGCOM AVVIA L’OSSERVATORIO PERMANENTE SUL GIORNALISMO

■ L’iniziativa, presentata lo scorso 4 ottobre in un evento svoltosi a Napoli, prevede l’avvio di un Osservatorio permanente sul giornalismo, nell’ambito delle competenze del Servizio Economico-Statistico dell’Agcom (diretto da Marco Del Mastro). Scopo di tale Osservatorio è quello di analizzare le prospettive della professione giornalistica e il futuro del sistema dei media. L’iniziativa è finalizzata, tra l’altro, a promuovere nuove attività di monitoraggio e studio riguardanti l’evoluzione della professione giornalistica, avvalendosi del supporto di istituzioni e centri di ricerca universitari specializzati nell’analisi dei fenomeni comunicativi e dei media.
Introducendo i lavori della giornata, il Commissario Agcom Mario Morcellini ha evidenziato: “Agcom deve continuare nel suo lavoro di recensione critica dei processi di interazione reciproca tra comunicazione, reti e giornalismo, nell’obiettivo di difendere sia le professioni del comparto che il bene comune dell’informazione, strategico per una democrazia e una partecipazione competente, contro le tentazioni del populismo e delle fake.”

IL PROF. ANTONIO SASSANO PRESIDENTE FUB

■ E’ stato recentemente rinnovato il Consiglio di amministrazione della Fub, la Fondazione Ugo Bordoni, ente ben conosciuto dalle imprese operanti nel settore radiotelevisivo in quanto lo stesso collabora, in virtù di una convenzione, a numerose attività del Ministero dello Sviluppo economico.
In particolare, il nuovo Consiglio di amministrazione della Fondazione è così composto: Antonio Sassano (Professore Ordinario alla Facoltà di Ingegneria della “Sapienza”), nominato Presidente, designato dalla Presidenza del Consiglio; Giorgio Ventre (Professore di Sistemi di elaborazione delle informazioni all’Università Federico II di Napoli) e Loredana Ficarelli (Prorettore vicario del Politecnico di Bari e docente presso il Dipartimento di Scienze dell’Ingegneria civile e dell’architettura), indicati da Agcom e MiSE.
Il prof. Sassano, ingegnere, è  già stato, in precedenza, Direttore generale della Fondazione nella primavera del 2007, durante la Presidenza del prof. Maurizio Decina. Sotto la sua direzione, per la prima volta, la Fondazione Bordoni  si candidò ad assumere il ruolo di advisor tecnico della pubblica amministrazione in materia di telecomunicazioni, strutturandosi in aree di competenza tecnica finalizzate a supportare specifici progetti commissionati dal Ministero delle Comunicazioni. La scelta inaugurata da Sassano è stata confermata in seguito dalla legge 69/2009, che ha conferito alla Fub lo status di ente terzo e indipendente preposto allo svolgimento di una funzione di supporto a tutta la pubblica amministrazione.
AERANTI-CORALLO formula al prof. Sassano e ai nuovi componenti del CdA i migliori auguri di buon lavoro.