TeleradioFax n. 20/2006 – 04 Novembre 2006

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Sommario:


FINANZIARIA 2007: DA MARTEDI’ 7 NOVEMBRE IL PROVVEDIMENTO VA IN AULA ALLA CAMERA

■ Dovrebbe iniziare martedì 7 novembre la discussione in Aula alla Camera del Ddl sulla Finanziaria 2007 (Atto Camera n. 1746 bis). Sono alcune migliaia gli emendamenti presentati al testo base da parte della minoranza, ma anche della maggioranza e dello stesso Governo.

Diverse le novità, non sempre positive, per il settore radiotelevisivo. Salvo ulteriori e auspicabili modifiche nel corso dell’iter legislativo del provvedimento, un emendamento presentato dal Governo introduce una riduzione ai capitoli di spesa di tutti i ministeri, compreso quello delle comunicazioni; in caso di approvazione dello stesso, subirebbe quindi una riduzione di oltre il 10 percento il contributo relativo alle misure di sostegno alle imprese televisive e radiofoniche locali previsto dalla legge 23 dicembre 1998, n. 448 e successive modificazioni. Tale contributo, che viene attribuito per il 90 percento alle televisioni locali e per il restante 10 percento alla radiofonia, dovrebbe dunque ammontare (considerato anche l’incremento di 30 milioni dello stesso contributo previsto nell’originaria formulazione del disegno di legge) a circa 115 milioni di euro per l’anno 2007, anziché a circa 128 milioni di euro come in precedenza previsto.
Al momento resta invece confermata l’istituzione del cosiddetto “Fondo per il passaggio al digitale” di 40 milioni di euro annui (dal 2007 al 2009) presso il Ministero delle comunicazioni. Per l’anno 2007, è stato poi presentato dal Relatore del provvedimento un emendamento che prevede un’integrazione di 40 milioni di euro della dotazione relativa alla legge n. 67 del 1987 recante disciplina delle imprese editrici e provvidenze per l’editoria.
E’ stato infine inserito un emendamento finalizzato a incentivare l’acquisto di televisori dotati di sintonizzatore digitale mediante un’agevolazione fiscale relativa all’Irpef sottoforma di possibilità di detrazione di una parte del costo dell’apparecchio comprato sino ad un determinato tetto massimo di 200 euro.

I NUOVI IMPIANTI DELLE RADIO NAZIONALI COMUNITARIE NON DEVONO CAUSARE INTERFERENZE E NON POSSONO ESSERE CEDUTI A TERZI

■ L’art. 74 comma 2 della legge 448 del 2001, stabilisce che “fino all’attuazione del piano nazionale di assegnazione delle frequenze radiofoniche in tecnica analogica, i soggetti titolari di concessione radiofonica comunitaria in ambito nazionale sono autorizzati ad attivare nuovi impianti, su base non interferenziale con altri legittimi utilizzatori dello spettro radioelettrico e nel rispetto delle normative vigenti in materia di emissioni elettromagnetiche, sino al raggiungimento della copertura di cui all’articolo 3, comma 5, della legge 31 luglio 1997 n. 249. Decorsi novanta giorni dalla comunicazione di attivazione degli impianti al Ministero delle comunicazioni ed in mancanza di segnalazioni di interferenze, la frequenza utilizzata si intende autorizzata”. Ai fini dell’applicazione di tale norma, si ritiene pertanto:
– che siano legittimati ad attivare nuovi impianti solo i soggetti titolari di concessione radiofonica comunitaria in ambito nazionale che alla data di entrata in vigore della legge 448 del 2001 avevano una copertura complessiva inferiore al 60 percento del territorio e a tutti i capoluoghi di provincia;
– che i nuovi impianti attivati non debbano causare interferenze di sorta agli impianti di diffusione e/o di collegamento di tutte le altre imprese radiofoniche legittimamente operanti;
– che l’insussistenza delle interferenze debba essere verificata accertando il rispetto del rapporto S/N, secondo le raccomandazioni CCIR, con i segnali irradiati su frequenze adiacenti entro +/- 400 kHz;
– che gli impianti autorizzati ai sensi della suddetta norma non possano essere oggetto di compravendita in quanto gli stessi possono essere attivati al solo fine del raggiungimento della sopracitata copertura di almeno il 60 percento del territorio e di tutti i capoluoghi di provincia da parte delle imprese radiofoniche nazionali a carattere comunitario che non hanno tale copertura. E’ quindi evidente che i nuovi impianti delle radio nazionali comunitarie non debbano causare interferenze di sorta e non possano essere ceduti a terzi. Tale impostazione è stata recepita anche dalla Commissione per l’assetto del sistema radiotelevisivo del Ministero delle comunicazioni in un documento approvato il 5 novembre 2002.
AERANTI-CORALLO si attiverà per sostenere, in tutte le sedi, la posizione dei propri associati laddove venisse riscontrato il mancato rispetto della suddetta normativa.

DDL FISCALE: LA CAMERA VOTA LA FIDUCIA; IL PROVVEDIMENTO PASSA ORA AL SENATO

 

■ Nel passaggio al Senato ha ricevuto il numero AS 1132 il provvedimento di conversione del decreto legge 262/06 (c.d. “decreto fiscale”) che la Camera (con il numero AC 1750) ha licenziato in via definitiva lo scorso 27 ottobre, ponendo la questione di fiducia. Il provvedimento contiene tra l’altro, come anticipato nello scorso numero di TeleRadiofax, alcune norme in tema di provvidenze editoria. Rispetto al testo originario del decreto legge, nel testo approvato dalla Camera è scomparsa la norma in cui veniva previsto che, in caso di insufficienza di risorse, i contributi per le provvidenze editoria venissero erogati nei limiti delle risorse finanziarie a tal fine presenti nel bilancio di previsione della Presidenza del Consiglio dei Ministri con riferimento all’anno di presentazione delle domande, applicando, in caso di insufficienza di risorse, il criterio del riparto percentuale dei contributi.
Il testo del provvedimento è ora all’esame delle competenti commissioni del Senato, che inizieranno la discussione già nel corso della settimana entrante.

 

E’ PUBBLICATA IN GAZZETTA UFFICIALE LA DELIBERA DELL’AGCOM SUL VOLUME DEGLI SPOT RADIOTELEVISIVI


■ E’ pubblicata sulla Gazzetta ufficiale n. 249 del 25 ottobre u.s. la delibera n. 157/06/CSP con cui l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha fissato i limiti sonori provvisori per la diffusione di messaggi pubblicitari da parte delle emittenti radiofoniche e televisive.
La delibera, di cui si è data notizia nel numero 19/2006 di TeleRadioFax, entrerà in vigore il 24 novembre p.v. (30 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta ufficiale).
In attesa di una delibera che fissi i parametri tecnici definitivi nonché le relative metodologie di rilevamento dei livelli sonori, l’Agcom ha emanato questo provvedimento temporaneo che avrà efficacia sino all’emanazione del provvedimento definitivo. La delibera dell’Agcom specifica che le emittenti radiotelevisive pubbliche e private operanti su frequenze terrestri, via satellite o via cavo, non possano diffondere messaggi pubblicitari e televendite con una potenza superiore a quella ordinaria dei programmi; in un apposito allegato alla delibera vengono definite le metodologie e i parametri tecnici di rilevamento. In particolare, si specifica che viene misurata la differenza tra il livello medio del segnale audio relativo a un campione di programma e il livello medio del segnale relativo a un campione di pubblicità estratti dalla stessa trasmissione. Le verifiche vengono effettuate nell’orario dalle 7.00 alle 24.00 e consistono nella misura del livello efficace medio del segnale audio su campioni di 30 secondi; il confronto tra livello del segnale audio dei programmi e dei messaggi pubblicitari e televendite è ottenuto come differenza del livello RMS, espresso in decibel, misurato su due campioni successivi relativi, rispettivamente, a programma e messaggio pubblicitario o televendita.
Il superamento del livello sonoro avviene quando, sulla base di un insieme di 30 misure, risulta accertato che almeno il 30 percento delle misure presenta una differenza tra il livello dei programmi e quello delle pubblicità superiore a 0,6 dB (corrispondente a un incremento del 15 percento). In caso di violazione della delibera si applica quanto previsto dall’art. 51, comma 1, lettera c) e comma 2, lettera b), del dlgs 31 luglio 2005, n. 177.
Si evidenzia infine che mentre l’art. 2 della delibera prevede che le disposizioni della stessa debbano essere rispettate dalle emittenti radiotelevisive pubbliche e private operanti sulle diverse piattaforme diffusive, diversamente l’allegato A alla stessa delibera, richiamato espressamente dal suddetto art. 2, nel prevedere i parametri tecnici e le metodologie di rilevamento del livello sonoro dei messaggi pubblicitari, fa riferimento esclusivamente alla programmazione televisiva. Ciò comporta che a livello interpretativo, stante la palese contraddittorietà delle norme, non è chiaro se il provvedimento trovi o meno applicazione nei confronti delle imprese radiofoniche.
Il testo della delibera dell’Agcom e del relativo allegato è disponibile nel sito www.aeranticorallo.it, sezione “”Normativa”, sottosezione “Norme attuative”.

 

LA COMMISSIONE EUROPEA SUL DDL DI RIFORMA DEL SETTORE TELEVISIVO

■ Nei giorni scorsi il quotidiano La Repubblica ha riportato la notizia dell’apprezzamento informale che sarebbe stato riservato in sede di Commissione europea al disegno di legge di riforma del settore televisivo recentemente presentato dal Ministro delle comunicazioni. Tale apprezzamento sarebbe giunto nell’ambito di una riunione tra rappresentanti del Ministero delle comunicazioni italiano e i tecnici del commissario Ue alla concorrenza Neelie Kroes.
In particolare, evidenzia il quotidiano, primo elemento positivo contenuto nel ddl Gentiloni sarebbe, nella valutazione dei tecnici europei, quello di riportare all’interno del diritto comunitario le norme sulla redistribuzione delle frequenze che si libereranno con il passaggio alla tv digitale previsto per il 2012. Positiva, per la Commissione, sarebbe anche l’eliminazione della norma per cui solo agli operatori attualmente presenti nell’analogico viene consentito di passare al digitale, chiudendo la possibilità di ingresso a nuovi operatori.
L’articolo di Repubblica segnala poi che, secondo i tecnici del Commissario alla concorrenza, sarebbe necessario rendere più incisivo il meccanismo relativo al limite della raccolta pubblicitaria (fissato al 45 percento), introducendo norme più efficaci che non consentano a Rai e Mediaset di mantenere la propria posizione dominante sul mercato pubblicitario.