TeleRadiofax n. 24/2011 – 17 dicembre 2011

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Sommario

 
Inaccettabile ulteriore riduzione degli indennizzi previsti per la dismissione dell’attività di operatore di rete da parte delle imprese televisive locali. Il Ministro Passera annuncia la prossima emanazione del regolamento attuativo in materia.
Consiglio di Stato: rinviata a febbraio la discussione nel merito degli appelli Agcom e Mse contro l’annullamento del regolamento LCN
Durante l’approvazione del DDL “Salva Italia” alla Camera, accolti ordini del giorno che impegnano il Governo ad annullare il beauty contest: ora è necessario che una parte delle frequenze venga recuperata al sistema televisivo locale.
Testo dell’ordine del giorno, relativo al beauty contest, presentato dal PD nell’ambito del dibattito del Decreto “Salva Italia”
Misure di sostegno alla radiofonia: scatta la perenzione per i fondi 2009, il Ministero si impegna a trovare soluzioni
Domande editoria 2011 delle radio e tv locali: il termine per la relativa presentazione scade il prossimo 31 gennaio 2012
L’Autorità Garante per la Concorrenza e il Mercato sanziona Auditel per abuso di posizione dominante
Nominate task force per il passaggio alla tv digitale in Puglia-Basilicata e in Calabria-Sicilia

 


 

INACCETTABILE ULTERIORE RIDUZIONE DEGLI INDENNIZZI PREVISTI PER LA DISMISSIONE DELL’ATTIVITA’ DI OPERATORE DI RETE DA PARTE DELLE IMPRESE TELEVISIVE LOCALI.
IL MINISTRO PASSERA ANNUNCIA LA PROSSIMA EMANAZIONE DEL REGOLAMENTO ATTUATIVO IN MATERIA
■ E’ tornata in questi giorni di stretta attualità la questione degli indennizzi alle emittenti locali che dismetteranno l’attività di operatore di rete (canali 61-69 Uhf). Originariamente previsti in 240 milioni di euro dall’art. 1, comma 9 della legge 220/10, tali indennizzi erano divenuti circa 400 milioni (il 10 percento di quanto ricavato dall’asta delle frequenze cedute agli operatori telefonici) grazie alle modificazioni introdotte dalla legge 111/11.
La legge di stabilità 2012 ha, di fatto, cancellato l’aumento previsto dalla legge 111/11, ripristinando il limite di 240 milioni. Inoltre, l’articolo 1, comma 61, della citata legge n. 220 ha previsto che  45 milioni di euro per l’anno 2011 siano destinati alle misure di sostegno per l’emittenza locale (prelevandoli dallo stesso fondo di 240 milioni).
Peraltro, in base alla sopravvenuta normativa, il Ministro dell’economia e delle finanze ha provveduto alla riduzione lineare, fino alla concorrenza dello scostamento finanziario riscontrato, delle dotazioni finanziarie iscritte, a legislazione vigente, nell’ambito delle spese rimodulabili delle emissioni di spesa di ciascun Ministero. In base a tutto ciò, l’importo disponibile per la dismissione dell’attività di operatori di rete delle tv  locali si quindi ridotto a soli € 174.684.709.
La cifra è stata comunicata negli scorsi giorni dal Ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera che, rispondendo a una interrogazione parlamentare presentata dall’on. Di Pietro dell’IDV, ha anche annunciato la prossima emanazione del decreto interministeriale (Sviluppo Economico e Economia) per definire i criteri e le modalità per l’attribuzione di tali misure. Alla luce di detto importo di 174,6 milioni di euro, è evidente che il Governo debba riconsiderare, con estrema urgenza, l’intera problematica. E’, infatti, impensabile, che vi siano televisioni locali disposte a rinunciare alle frequenze di trasmissione di cui hanno legittimamente ricevuto l’assegnazione a fronte di indennizzi assolutamente irrisori che non solo non risarcirebbero l’emittente della rinuncia frequenziale, ma non consentirebbero, neppure, nella quasi totalità dei casi, il recupero dei costi, da ultimo sostenuti, per il passaggio al digitale.
CONSIGLIO DI STATO:
RINVIATA A FEBBRAIO LA DISCUSSIONE NEL MERITO DEGLI APPELLI AGCOM E MSE CONTRO
L’ANNULLAMENTO DEL REGOLAMENTO LCN

■ E’ stata rinviata al prossimo mese di febbraio la discussione nel merito dei due giudizi di appello avanti il Consiglio di Stato promossi dall’Agcom e dal Ministero dello Sviluppo economico, avverso le sentenze con le quali il Tar Lazio aveva annullato la delibera 366/10/CONS dell’Agcom in materia di numerazione dell’ordinamento automatico dei canali della tv digitale terrestre (cosiddetto Lcn).   Come noto, AERANTI-CORALLO è intervenuta ad adiuvandum in tali giudizi per sostenere la legittimità della suddetta delibera 366/10/CONS e per evidenziare che una eventuale nuova regolamentazione in materia (che dovrebbe essere adottata dall’Agcom nel caso venissero confermate le decisioni del Tar del Lazio) richiederebbe tempi di emanazione molto lunghi, con conseguente rischio di caoticità nella ricezione dei programmi televisivi da parte dell’utenza.

DURANTE L’APPROVAZIONE DEL DDL “SALVA ITALIA” ALLA CAMERA, ACCOLTI TRE ORDINI DEL GIORNO CHE IMPEGNANO IL GOVERNO AD ANNULLARE IL BEAUTY CONTEST: ORA E’ NECESSARIO  CHE UNA PARTE DELLE FREQUENZE VENGA RECUPERATA AL SISTEMA TELEVISIVO LOCALE
■ Nel pomeriggio di giovedì 16 dicembre la Camera ha approvato a larghissima maggioranza il cd “Decreto salva-Italia”, che ora passa all’esame del Senato e dovrebbe essere licenziato prima di Natale. Nel corso del dibattito sono anche stati accolti dal Governo, e quindi non posti in votazione, tre ordini del giorno  presentati rispettivamente da Deputati del PD, della Lega Nord e dell’IDV, che impegnano il Governo ad annullare il beauty contest per l’assegnazione, a titolo gratuito, di sei frequenze televisive a operatori di rete nazionali e a procedere a una asta competitiva. Molto interessante, in particolare, l’ordine del giorno presentato dal PD (primo firmatario l’on. Paolo Gentiloni), che rileva come “gli evidenti squilibri a danni di operatori tv minori e locali realizzati con la transizione al digitale possono essere risolti con una porzione molto limitata delle frequenze inserite nel beauty contest” (Il testo di tale Ordine del giorno è pubblicato in calce al presente articolo).
La questione del beauty contest, negli ultimi giorni, è divenuta di stretta attualità e si è così sviluppato un ampio dibattito sull’opportunità di annullare tale beauty contest.
Sul tema, AERANTI-CORALLO ha chiesto già da tempo al Governo e al Ministro dello Sviluppo economico di fermare il beauty contest e di recuperare due delle relative sei frequenze (pari a un terzo del totale, percentuale corrispondente a quella che, per legge, spetta alle tv locali nell’assegnazione delle frequenze) al sistema televisivo locale per porre rimedio alle esclusioni dalle trasmissioni già intervenute in Toscana e che si verificheranno presumibilmente nei prossimi mesi in molte altre regioni. A parere di AERANTI-CORALLO, le altre quattro frequenze potrebbero invece essere oggetto di una asta competitiva riservata a soggetti che non sono già titolari di altri multiplex di trasmissione.
Interessante anche la posizione espressa al riguardo dal prof. Antonio Sassano e dal prof. Carlo Cambini, che in una lettera aperta indirizzata al Ministro Passera hanno ipotizzato che due frequenze (una Vhf e una Uhf) vengano destinate all’emittenza locale, mentre le restanti quattro siano assegnabili, mediante asta competitiva, esclusivamente a operatori di rete “puri” (cioè non verticalmente integrati).

TESTO DELL’ORDINE DEL GIORNO, RELATIVO AL BEAUTY CONTEST, PRESENTATO DAL PD NELL’AMBITO DEL DIBATTITO DEL DECRETO “SALVA ITALIA”

La Camera, premesso che:
lo spettro elettromagnetico rappresenta una risorsa pubblica scarsa e di crescente valore; lo sviluppo di internet e in particolare dell’accesso a internet da reti mobili è sempre più veloce nel mondo e in Italia; il valore delle frequenze è stato confermato appena quattro mesi fa da un’asta pubblica in cui ciascuna frequenza è stata assegnata per un valore di circa 350 milioni; il beauty contest lanciato su analoghe frequenze consentirebbe agli aggiudicatari di disporre gratuitamente dello stesso bene pubblico salvo poterlo rivendere dopo appena cinque anni; il meccanismo del beauty contest in atto finisce per non aprire nemmeno il mercato tv a nuovi ingressi, ma per consolidare le posizioni dominanti; gli evidenti squilibri a danni di operatori tv minori e locali realizzati con la transizione al digitale possono essere risolti con una porzione molto limitata delle frequenze inserite nel beauty contest; tutto ciò è incompatibile con l’attuale fase di estrema difficoltà della finanza pubblica,
impegna il Governo
a procedere ad un’attenta e sollecita verifica degli effetti giuridici ed economici dell’adozione di un diverso processo di assegnazione delle frequenze televisive, nell’interesse generale della collettività sia con riguardo agli aspetti finanziari sia per quanto riguarda il rafforzamento del pluralismo del settore televisivo e dell’informazione.
9/4829/164. Gentiloni Silveri, Boffa, Bonavitacola. Cardinale, Fiano, Gasbarra, Meta, Ginefra, Laratta, Lovelli, Pierdomenico Martino, Merlo, Tullo, Velo.

MISURE DI SOSTEGNO ALLA RADIOFONIA: SCATTA LA PERENZIONE PER I FONDI 2009, IL MINISTERO SI IMPEGNA A TROVARE SOLUZIONI

■ La Dgscer del Ministero dello Sviluppo economico ci ha comunicato che i fondi relativi alle misure di sostegno alla radiofonia per l’anno 2009 cadranno in perenzione a fine 2011. Ciò avverrà in quanto, con un recente intervento normativo (art. 10, comma 8 del DL 98/2011), sono stati ridotti i termini di perenzione (da tre a due anni), mentre, a causa dei ritardi ministeriali, non sono ancora stati emanati gli elenchi e la graduatoria relativi ai contributi per l’anno 2009.
La Dgscer, a seguito delle richieste di chiarimenti di AERANTI-CORALLO, ha assicurato che, per cercare di attenuare gli effetti negativi di tale ritardo nella predisposizione di elenchi e graduatoria, si adopererà per emanare rapidamente gli elenchi e le graduatorie relativi sia all’anno 2009, sia all’anno 2010, procedendo, quindi, prima alla liquidazione delle somme spettanti per l’anno 2010, in attesa della reiscrizione in bilancio delle somme perenti relative all’anno 2009. E’ comunque inaccettabile che le imprese radiofoniche vengano penalizzate con un differimento dei pagamenti 2009.
E’ quindi indispensabile che la Dgscer adotti le opportune misure organizzative per garantire il rispetto dei termini previsti dalla normativa per l’emanazione degli elenchi e delle graduatorie annuali. Ricordiamo in particolare che, ai sensi dell’art. 4, comma 2 del decreto del Ministero delle comunicazioni 1 ottobre 2002, n. 225,  i contributi alle emittenti radiofoniche locali devono essere erogati entro i sei mesi successivi alla presentazione delle relative domande.

 

DOMANDE EDITORIA 2011 DELLE RADIO E TV LOCALI: IL TERMINE PER LA RELATIVA PRESENTAZIONE SCADE IL PROSSIMO 31 GENNAIO 2012

■ Come noto, il DPR 25 novembre 2010, n.223, ha modificato le modalità di presentazione delle domande per le provvidenze editoria delle imprese radiofoniche e delle imprese televisive locali. In base all’art. 8, comma 2 del nuovo regolamento, tali domande dovranno essere inoltrate al Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri tra il 1° e il 31 gennaio 2012 per via telematica e con firma digitale secondo le modalità  che verranno pubblicate nel sito internet della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Dobbiamo purtroppo constatare che, a pochissimi giorni dal 1° gennaio, tale pubblicazione non è ancora avvenuta.
AERANTI-CORALLO auspica che per evitare disagi alle imprese, la Presidenza del Consiglio proceda tempestivamente a far conoscere tali modalità di presentazione. Evidenziamo, infine, che, ai sensi dello stesso art. 8, comma 2, qualora per giustificati motivi l’impresa sia impossibilitata ad utilizzare lo strumento informatico, la domanda potrà essere presentata entro lo stesso termine (tra il 1° e il 31 gennaio p.v.) anche mediante raccomandata postale.

L’AUTORITA’ GARANTE PER LE CONCORRENZA E IL MERCATO SANZIONA
AUDITEL PER ABUSO DI POSIZIONE DOMINANTE

■ Lo scorso 14 dicembre l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Agcm) ha emanato un provvedimento con cui ha irrogato alla Auditel srl (la società che rileva gli ascolti televisivi in Italia) una sanzione amministrativa pecuniaria per abuso di posizione dominante.
Riportiamo di seguito il comunicato diffuso al riguardo dalla stessa Autorità garante.
TV: ANTITRUST SANZIONA AUDITEL PER ABUSO DI POSIZIONE DOMINANTE. MULTA DI OLTRE 1,8 MILIONI DI EURO
I comportamenti anticoncorrenziali della società, denunciati da Sky, hanno causato un pregiudizio significativo alle dinamiche competitive nei mercati della raccolta pubblicitaria su mezzo televisivo, dell’offerta dei servizi televisivi a pagamento e dell’offerta all’ingrosso di canali televisivi.
Sanzione di 1.806.604 euro ad Auditel per abuso di posizione dominante. Lo ha deciso l’Antitrust, nella riunione del 14 dicembre 2011. Secondo l’Autorità la società, che detiene una posizione dominante nel mercato della rilevazione degli ascolti televisivi in Italia, ha posto in essere tre abusi in grado di causare un pregiudizio significativo alle dinamiche competitive dei mercati della raccolta pubblicitaria su mezzo televisivo, dell’offerta dei servizi televisivi a pagamento e dell’offerta all’ingrosso di canali televisivi, avvantaggiando i suoi principali azionisti, Rai e Mediaset.
In particolare Auditel ha:
a) ingiustificatamente ostacolato, a partire dalla seconda metà del 2009 e fino al mese di ottobre 2010, la pubblicazione giornaliera dei dati di ascolto televisivi relativi a ciascun canale, distinti per ciascuna piattaforma di trasmissione (analogica, digitale, satellitare e Tv via internet);
b) ostacolato, dalla seconda metà del 2008 e fino al mese di gennaio 2010, la pubblicazione giornaliera dei dati relativi alla voce ‘ALTRE DIGITALI TERRESTRI’;
c) erroneamente attribuito i dati di ascolto rilevati nel panel, nella fase della loro elaborazione, anche alla popolazione non dotata di apparecchi televisivi.
Relativamente a quest’ultimo abuso Auditel dovrà comunicare entro tre mesi all’Autorità le misure adottate per la cessazione dell’infrazione.
Secondo l’Antitrust, che aveva avviato l’istruttoria alla luce di una denuncia di Sky, le condotte di Auditel hanno avuto un duplice effetto: da un lato hanno limitato fortemente le possibilità di crescita delle emittenti televisive che intendevano attuare strategie di erosione degli ascolti delle emittenti generaliste, anche diversificando le scelte di programmazione in funzione dei diversi comportamenti televisivi degli spettatori; dall’altro hanno protetto i canali delle principali emittenti generaliste dagli effetti negativi che sarebbero loro derivati dalla diffusione di informazioni sui dati di audience dei canali che si stavano significativamente riducendo a causa dei cambiamenti in corso. In questo modo Auditel ha garantito un vantaggio ai suoi maggiori azionisti (RAI e Mediaset), editori delle principali emittenti generaliste: non avendo consentito una corretta valorizzazione delle diverse piattaforme di trasmissione ne ha pregiudicato le potenzialità di crescita e frenato lo sviluppo di nuove offerte televisive. L’erronea attribuzione dei dati di ascolto anche alle famiglie non dotate di apparecchi televisivi ha inoltre sovrastimato l’audience soltanto delle emittenti non trasmesse sul satellite, beneficiando in tal modo le tv dei principali azionisti di Auditel.

NOMINATE TASK FORCE PER IL PASSAGGIO ALLA TV DIGITALE IN  PUGLIA-BASILICATA
E IN CALABRIA-SICILIA

■ Il Ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera ha nominato nei giorni scorsi i componenti delle due task force per il passaggio alla tv digitale terrestre nelle regioni Puglia-Basilicata e Calabria-Sicilia.
Le due task force avranno il compito di operare a livello locale un raccordo tra il Ministero dello Sviluppo economico-Dipartimento delle Comunicazioni, le Regioni coinvolte nello switch off, le Autorità e le autonomie locali, proponendo le iniziative utili ad accelerare il processo di transizione e di sensibilizzazione dell’utenza.
Le task force riferiranno sull’andamento delle attività svolte al Comitato nazionale Italia digitale.
Per AERANTI-CORALLO sono stati nominati, in entrambe le task force, Fabrizio Berrini e Alessia Caricato.

Auguri di Buone Feste da

Aeranti-Corallo