TeleRadiofax n. 24/2014 – 6 dicembre 2014

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Sommario


LA PROTESTA DELLE TV LOCALI CONTRO LE INACCETTABILI RECENTI SCELTE GOVERNATIVE CHE PENALIZZANO FORTEMENTE IL COMPARTO TELEVISIVO LOCALE. IN ONDA TRECENTOMILA SPOT PER CHIEDERE AL GOVERNO DI DECIDERE SE VUOLE ANCORA LE TV LOCALI 

 

■ Il disegno di legge di stabilità 2015 è stato approvato la scorsa domenica 30 novembre alla Camera dei Deputati, con il voto di fiducia. Il provvedimento è ora passato all’esame della Commissione bilancio del Senato. Come ampiamente riportato sulla scorsa edizione del TeleRadioFax (n. 23 del 29 novembre 2014), in fase di discussione alla Commissione bilancio della Camera, è stato approvato un emendamento del Governo che  prevede alcune norme relative alla problematica delle asserite interferenze con i Paesi esteri confinanti, nonché rivoluziona in modo molto negativo la disciplina del comparto televisivo locale.
Tale emendamento, che è stato presentato senza alcun preventivo confronto con il settore, se non verrà modificato nella lettura al Senato, rischia di penalizzare fortemente tutto il settore televisivo locale, già particolarmente provato dalla crisi economica tuttora in atto. Per tale ragione, le imprese televisive locali AERANTI-CORALLO hanno iniziato lo scorso mercoledì 3 dicembre a programmare la trasmissione di 300mila spot di protesta contro le inaccettabili recenti scelte  governative, al fine di far conoscere all’opinione pubblica che 144 operatori di rete locali dovranno a breve dismettere le relative frequenze di trasmissione, con ogni evidente ripercussione sul piano occupazionale, in relazione ad asserite problematiche interferenziali con i paesi esteri confinanti, nonostante che tali frequenze siano state assegnate dallo Stato alle imprese,  negli anni 2011 – 2012, per la durata di venti anni, a seguito di specifiche gare.
Lo spot evidenzia inoltre altre criticità che riguardano il settore, quali la recente definizione, da parte dell’Agcom, di criteri per la determinazione dei canoni dovuti per lo svolgimento delle attività di operatore di rete
televisivo, che comportano un enorme aumento degli importi dovuti dalle tv locali e  quali il citato emendamento proposto dal Governo nella legge di stabilità 2015, che rimette, ancora una volta, in di-scussione, le numerazioni del telecomando.
Lo spot termina con una chiara richiesta: “Il Governo deve decidere se vuole ancora le tv locali”.
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A questo indirizzo è possibile visionare lo spot: http://bit.ly/1vFUMKD
Segnaliamo, inoltre, che lunedì 1° dicembre, nella trasmissione del talk show “Funamboli” condotta da Leandro Diana sul circuito 7Gold, sono state analizzate le problematiche del settore televisivo locale e le ripercussioni sull’intero comparto dell’emen-damento introdotto dal Governo alla legge di stabilità.
Al programma sono intervenuti il coordinatore AERANTI-CORALLO, Marco Rossignoli, l’on. Vinicio Peluffo, Capogruppo PD in Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi, l’on. Davide Caparini, segretario dell’Ufficio di Presidenza della Camera e responsabile comunicazione della Lega Nord, il presidente del Corecom Lombardia Federica Zanella, il componente della Giunta Fnsi (Federazione nazionale della Stampa italiana) Guido Besana nonché la giornalista di 7Gold Simona Arrigoni.
Nel corso del programma è stata, tra l’altro, trasmessa una intervista al Sottosegretario allo Sviluppo economico con delega alle comunicazioni, on. Antonello Giacomelli.
La trasmissione è stata, inoltre, diffusa, a partire da martedì 2 dicembre, da oltre duecento televisioni locali di tutta Italia.
Riassumiamo in breve alcune delle criticità dell’emendamento del Governo al ddl di stabilità 2015.
Le frequenze attribuite a livello internazionale all’Italia e non assegnate a operatori di rete nazionali verranno attribuite in base ad un beauty-contest (gara senza oneri) a operatori di rete dotati di particolari requisiti tecnici e patrimoniali.
Tali operatori di rete dovranno destinare la capacità trasmissiva delle frequenze loro assegnate esclusivamente a fornitori di servizi di media audiovisivi in ambito locale.
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Secondo il tenore della norma, sembrerebbe che possano partecipare al beauty-contest anche soggetti proprietari di infrastrutture di trasmissione su base nazionale e soggetti che hanno dismesso volontariamente le frequenze; ciò potrebbe vanificare la possibilità per le tv locali che dovranno cessare le frequenze e che intendano proseguire l’attività di operatore di rete, di ottenere nuove assegnazioni frequenziali alternative. E’ stato, inoltre, introdotto l’obbligo per gli operatori di rete in ambito locale titolari di diritti di uso di frequenze attribuite a livello internazionale all’Italia di mettere a disposizione la relativa capacità trasmissiva (con tariffe stabilite dall’Agcom) a fornitori di servizi di media audiovisivi sulla base di una graduatoria redatta con riferimento agli indici di ascolto Auditel, al numero dei dipendenti a tempo indeterminato, al costo del personale giornalistico. Tale norma limita fortemente la libertà imprenditoriale sia dei soggetti che sono assegnatari delle citate frequenze, sia dei fornitori di servizi di media audiovisivi interessati. La norma prevede altresì che l’Agcom, nell’adottare il piano Lcn, debba stabilire, con un proprio ulteriore regolamento, le modalità di attribuzione dei numeri ai fornitori di servizi di media audiovisivi autorizzati alla diffusione di contenuti in tecnica digitale terrestre in ambito locale sulla base della posizione in graduatoria di cui sopra.
Ciò comporterebbe la modifica di quasi tutti gli attuali posizionamenti Lcn, con evidenti ripercussioni estremamente negative per ogni emittente che, in tal modo, perderà la propria ricevibilità tecnica da parte di ogni decoder fino alla relativa risintonizzazione.
Occorre, altresì, rilevare che la previsione di ulteriori gare per assegnare reti e graduare i fornitori di contenuti contribuirà al mantenimento di una situazione di incertezza permanente, con ulteriori appesantimenti burocratici per le imprese.
Vi è, infine, da rilevare che le misure compensative previste per coloro che intendano dismettere volontariamente i propri canali sono ancora inadeguate, in quanto le stesse  garantiscono solo 0.30 euro per abitante e non 0,55 euro, come era stato previsto per la dismissione dei canali 61-69.
Inoltre, tali misure compensative sono soggette a imposizione fiscale.
AERANTI-CORALLO si è già attivata per chiedere che il Senato, in sede di esame del provvedimento, modifichi le suddette norme, emendando il testo del Governo.

AL VIA L’INDAGINE DEGLI ASCOLTI RADIOFONICI RADIOMONITOR 2015 DI GfK EURISKO

 

■ L’indagine RadioMonitor per il 2015, svolta da GfK Eurisko, partirà il 7 gennaio 2015 e sarà costituita da un totale di 120.000 interviste telefoniche effettuate a un campione rappresentativo della popolazione italiana dai 14 anni in su. Tale indagine prevede 4 consegne trimestrali e si concluderà a dicembre. Quest’anno i dati riguarderanno, oltre alle emittenti nazionali, circa 230 emittenti radiofoniche locali. Le tempistiche prevedono quattro rilasci. Il primo, relativo ai dati di gennaio – febbraio – marzo, avverrà (solo agli editori) a fine aprile. I dati del primo semestre (pubblici) verranno rilasciati sottoforma di anticipazioni a luglio 2015 e sottoforma di “volumi” a settembre 2015. I dati relativi ai mesi di giugno – luglio – settembre verranno rilasciati (solo agli editori) a novembre 2015, mentre i dati del secondo semestre e quelli completi di tutto il 2015 (pubblici) verranno rilasciati a febbraio 2016.
Ricordiamo che l’indagine Radio Monitor, come da tempo chiarito dall’Agcom, non rientra nel campo di applicazione di cui alla propria delibera n. 130/06/CSP, non è sottoposta alla vigilanza della stessa Autorità e non rappresenta una committenza universale del settore radiofonico, ma costituisce libero esercizio di attività professionale.

IL SOTTOSEGRETARIO GIACOMELLI IN AUDIZIONE ALLA COMMISSIONE LAVORI PUBBLICI, COMUNICAZIONI DEL SENATO

 

■ Lo scorso martedì 2 dicembre, presso la Commissione VIII (Lavori pubblici, comunicazioni) del Senato, (presieduta dal Sen. Altero Matteoli di Forza Italia), il Sottosegretario di Stato per lo Sviluppo economico Antonello Giacomelli ha svolto comunicazioni sulle questioni legate alla riassegnazione delle frequenze radiotelevisive e alla rideterminazione dei relativi canoni di concessione.
Nel corso della seduta, Giacomelli, affrontando il tema dei nuovi criteri di calcolo dei canoni annuali di concessione delle frequenze, stabiliti dalla recente delibera dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, ha evidenziato che “il Governo ritiene che sarebbe stato preferibile adottarla dopo che si fosse fatta una riforma generale del settore, per tenere conto della nuova realtà di mercato affermatasi nel frattempo.” Per tali ragioni, il Sottosegretario ha preannunciato  che il Ministero dello sviluppo economico sta valutando la possibilità di un intervento normativo ad hoc (da inserire eventualmente nel disegno di legge di stabilità durante l’esame in seconda lettura presso il Senato), che differisca di almeno un anno l’entrata in vigore della delibera e consenta il tempo necessario per porre mano al riordino del settore.
Il Sen. Paolo Romani (Forza Italia) ha chiesto al Sottosegretario perché il problema delle frequenze interferenti non sia stato affrontato attraverso accordi bilaterali con i Paesi confinanti interessati, come è avvenuto in passato, quando il sistema analogico era più equilibrato, anziché ricorrere alla mediazione dell’ITU, considerando anche che il sistema digitale determina minore affollamento.
Giacomelli, nella propria replica, ha osservato che le trattative bilaterali con i Paesi confinanti per risolvere il problema delle frequenze interferenti non sono più possibili in questa fase, tranne pochi casi che verranno comunque perseguiti.
Sulla questione delle frequenze, rispondendo a una domanda del Sen. Lello Ciampolillo (Movimento 5 Stelle), il Sottosegretario Giacomelli ha assicurato che “il Governo intende modificare nel passaggio in Senato la norma del disegno di legge di stabilità relativa alla gara per l’assegnazione delle frequenze libere, per escludere le reti nazionali”.
Sono, inoltre, intervenuti, ponendo questioni al Sottosegretario, i senatori Maurizio Rossi (Scelta Civica), Raffaele Ranucci e Marco Filippi (Partito Democratico) e Andrea Cioffi (Movimento 5 Stelle).

LE PRINCIPALI PROPOSTE DI AERANTI-CORALLO PER UNA MODIFICA DA PARTE DEL SENATO DELL’EMENDAMENTO APPROVATO ALLA CAMERA

 

a) Differimento dei termini dal 30 aprile al 31 dicembre 2015 per la dismissione dei canali interferenti l’estero.
b) Aumento a circa 91,5 milioni di euro per lo stanziamento delle misure compensative destinate a coloro che intendano dismettere volontariamente i propri canali, in modo da avere una misura compensativa per abitante di circa euro 0,55 e, quindi, analoga a quanto era stato a suo tempo previsto per la dismissione dei canali 61-69.
c) Esclusione dalla possibilità di assegnazione delle frequenze attribuite a livello internazionale all’Italia e non assegnate a operatori nazionali, agli stessi operatori di rete nazionali, a soggetti proprietari di infrastrutture di trasmissione su base nazionale e ai soggetti che hanno dismesso volontariamente le frequenze con riferimento alla rete cui tali frequenze appartenevano.
d) Conferma delle attuali numerazioni Lcn, con conseguente soppressione della norma che prevede nuove numerazioni sulla base di nuove graduatorie.
e) Determinazione per gli anni 2014 e 2015 del canone, dovuto dagli operatori locali per l’esercizio dell’attività televisiva nella misura dell’1 per cento del fatturato con il limite massimo di euro 17.776 (come era previsto nel contesto analogico).