TeleRadiofax n. 4/2020 – 21 febbraio 2020

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 Sommario 

Ascolti della radio: l’indagine RadioTER 2019 conferma l’importante ruolo delle emittenti locali
La Dgscerp del Ministero ha chiarito il carattere non vincolante della comunicazione di rilascio anticipato delle frequenze delle emittenti televisive locali. Aggiornati anche gli elenchi dei diritti di uso
Contributi statali Dpr 146/17: pubblicate le graduatorie provvisorie per i contributi anno 2019 alle tv locali e alle radio locali commerciali
Radiofonia digitale Dab+: novità sul coordinamento europeo
L’Agcom definisce il valore del SIC 2018, in crescita sul 2017
Mariano Fiorito è il nuovo Direttore Generale Scf
Pubblicità sui media: il 2019 si chiude in negativo, la radio è in controtendenza

ASCOLTI DELLA RADIO: L’INDAGINE RADIOTER 2019 CONFERMA L’IMPORTANTE RUOLO DELLE EMITTENTI LOCALI

■ I dati di ascolto RadioTER anno 2019, pubblicati nelle anticipazioni del 28 gennaio u.s., confermano ancora una volta la grande forza dell’emittenza radiofonica locale nel nostro Paese. La somma degli ascoltatori lordi nel giorno medio di tutte le emittenti locali rilevate è, infatti, di 21.513.000 (ovviamente ogni utente, nel periodo, può ascoltare più radio).
Analizzando nel dettaglio i dati RadioTER relativi al giorno medio, emerge che delle 247 radio locali rilevate nel 2019, 10 totalizzano oltre 500mila ascoltatori; 9 ne hanno tra 200mila e 500mila; 23 hanno tra 100mila e 200mila ascoltatori.
In cinque regioni italiane (Emilia Romagna, Umbria, Marche, Puglia e Basilicata), la radio più ascoltata è una radio locale (rispetto a tutte le radio nazionali e a tutte le radio locali rilevate nella relativa regione).
Vi sono, inoltre, sei regioni dove l’insieme di tutte le radio locali ha un ascolto complessivo lordo maggiore dell’insieme di tutte le radio nazionali; tali regioni sono il Veneto, il Lazio, la Campania, la Puglia, le Marche e la Basilicata.
Tali dati confermano l’importante ruolo dell’emittenza radiofonica locale nella comunicazione di massa del nostro Paese.

 

LA DGSCERP DEL MINISTERO HA CHIARITO IL CARATTERE NON VINCOLANTE DELLA COMUNICAZIONE DI RILASCIO ANTICIPATO DELLE FREQUENZE DELLE EMITTENTI TELEVISIVE LOCALI. AGGIORNATI ANCHE GLI ELENCHI DEI DIRITTI DI USO

■ Nei giorni scorsi, a seguito della pubblicazione da parte della Dgscerp del Ministero dello Sviluppo economico dell’avviso pubblico in materia di rilascio anticipato delle frequenze, non era chiaro, sul piano interpretativo, se la comunicazione che gli interessati possono effettuare entro il 28 febbraio p.v. costituisse un impegno vincolante al rilascio anticipato ovvero una semplice manifestazione di interesse non vincolante.
La Dgscerp del Ministero aveva, quindi, reso noto che si trattava di una manifestazione di interesse e, successivamente, in data 14 febbraio u.s., ha riformulato il testo del facsimile per le imprese televisive locali interessate al rilascio anticipato delle frequenze chiarendo, definitivamente, che, come richiesto da AERANTI-CORALLO, l’istanza  eventualmente presentata (entro il citato termine del 28 febbraio p.v.) costituisca una manifestazione di interesse non vincolante.
Il testo del nuovo facsimile, pubblicato sul sito web del MiSe, è consultabile a questo link. La Dgscerp, inoltre, accogliendo la richiesta di AERANTI-CORALLO, ha pubblicato sul sito web del Ministero, gli elenchi aggiornati al 14 febbraio dei diritti di uso delle frequenze.
E’ possibile, pertanto, prendere  visione di  tali  elenchi, suddivisi per regione (disponibili a questo link) e segnalare eventuali, ulteriori, elementi mancanti.

 

CONTRIBUTI STATALI DPR 146/17: PUBBLICATE LE GRADUATORIE PROVVISORIE PER I CONTRIBUTI ANNO 2019 ALLE TV LOCALI E ALLE RADIO LOCALI COMMERCIALI

■ La Dgscerp del Ministero dello Sviluppo economico ha pubblicato lo scorso 10 febbraio, con due decreti direttoriali, la graduatoria provvisoria e l’elenco degli importi dei contributi statali di cui al DPR n. 146/2017 da assegnare alle tv locali commerciali e alle radio locali commerciali per l’anno 2019 (i decreti e le graduatorie relativi a tv locali comunitarie e radio locali comunitarie sono stati pubblicati in data 4 febbraio u.s.). In particolare, le emittenti televisive locali a carattere commerciale ammesse ai contributi 2019 sono 137 (su 151 domande presentate), di cui 3 con riserva. Per quanto riguarda le emittenti radiofoniche locali a carattere commerciale ammesse ai contributi 2019 sono 172 (su 217 domande presentate), di cui 1 con riserva.
Lo stanziamento complessivo per le tv locali ammonta a Euro 43.018.800,40, mentre quello per le radio locali ammonta ad Euro 5.993.331,33. Entrambi gli stanziamenti non comprendono, al momento, tutte le risorse previste per l’anno 2019 (non prevedono, infatti, l’extragettito del canone Rai) che saranno, quindi, oggetto di una successiva ulteriore ripartizione. Conseguentemente, gli importi dei contributi indicati per ogni emittente dovranno essere integrati in prosieguo con gli importi relativi al riparto dell’extragettito Rai.
Sia le tv locali commerciali, sia le radio locali commerciali che hanno presentato domanda per i contributi 2019, possono formulare, entro l’11 marzo 2020, richiesta di rettifica del punteggio o di riammissione della domanda, utilizzando la funzione “reclamo” (icona arancione in basso a destra) all’interno della propria posizione nella piattaforma telematica Sicem (Sistema Informativo per i Contributi alle Emittenti Locali). A questo link la pagina con il decreto direttoriale, la graduatoria provvisoria e l’elenco degli importi dei contributi (fascia A e fascia B) relativi alle tv locali commerciali per il 2019.
A questo link la pagina con il decreto direttoriale, la graduatoria provvisoria e l’elenco degli importi dei contributi relativi alle radio locali commerciali per il 2019.

 

RADIOFONIA DIGITALE DAB+: NOVITA’ SUL COORDINAMENTO EUROPEO

■ Nell’ambito dei lavori del RSPG (Radio Spectrum Policy Group), l’organismo che, nell’ambito della Commissione europea (Direzione generale per le reti di comunicazione, contenuti e tecnologia), si occupa di problematiche relative allo spettro radioelettrico, si è riunito nei giorni scorsi a Roma il sottogruppo “Good offices” che si occupa precipuamente di coordinamento transfrontaliero.
Nel report, si legge, tra l’altro, (con riferimento al T-Dab), che la possibilità per Agcom di emanare un piano di assegnazione delle frequenze pienamente conforme con i diritti internazionali dell’Italia (corri-spondenti alle frequenze coordinate con il piano di Ginevra 06 e agli accordi bilaterali e multilaterali di coordinamento) dipende dal successo dei risultati relativi alle trattative in corso, finalizzate a ottimizzare l’iniziale piano GE-06, tenendo conto che tale pianificazione è stata a volte basata sugli allotment e sul Dvb e non sul Dab.
Una volta sviluppato il piano, l’Italia sarà in grado di spostare le attuali utilizzazioni Dab – che non rispettano i diritti internazionali – sulle frequenze assegnate a livello internazionale al nostro Paese.
Ciò dovrebbe, tra l’altro, consentire di risolvere le interferenze lamentate da Slovenia e Croazia. Nella riunione è stato rilevato che i negoziati sul fronte adriatico non stanno procedendo con la dovuta rapidità ed è stato, a tal fine, proposto di prevedere un incontro con i Paesi affacciati sul Mare Adriatico il più presto possibile – possibilmente entro la fine del corrente mese di febbraio.
Nella precedente riunione del gruppo di lavoro “Good offices” era stato fatto il punto sui lavori di Agcom e sulla possibilità che l’Autorità italiana preveda un piano con 3 blocchi t-dab nazionali e 3 blocchi t-dab locali (questi ultimi diversificati tra regioni confinanti, al fine di evitare reciproche interferenze)..

 

L’AGCOM DEFINISCE IL VALORE DEL SIC 2018, IN CRESCITA SUL 2017

■ Con delibera n. 25/20/CONS del 27 gennaio 2020, pubblicata nel proprio sito internet il 12 febbraio u.s., l’Autorità per le Garanzie nelle comunicazioni ha chiuso il procedimento per la determinazione del valore del SIC (il Sistema Integrato delle Comunicazioni) per l’anno 2018. Il valore complessivo è pari a 18,4 miliardi di euro (1,04% del Pil nazionale), in crescita rispetto ai 17,5 miliardi di euro (1,01% del Pil) rilevati nel 2017. Il settore dei servizi di media audiovisivi e radio (anche sul web) conferma il primato per incidenza sul totale (49%). In particolare, l’Agcom ha considerato, nel valorizzare tale comparto, i ricavi relativi al finanziamento del servizio pubblico, alla pubblicità nazionale e locale anche in forma diretta, alle televendite, alle sponsorizzazioni sui canali televisivi e radiofonici, alle convenzioni con soggetti pubblici a carattere continuativo, alle provvidenze pubbliche, nonché alle offerte televisive a pagamento. Il computo dei ricavi di quest’area è stato realizzato dall’Agcom mediante i dati dichiarati dai soggetti obbligati alla compilazione dell’Informativa Economica di Sistema e le informazioni a carattere consolidato comunicate dai principali gruppi societari.
L’utilizzo degli stessi ha consentito un’analisi censuale dei ricavi conseguiti sia dagli operatori attivi (in ambito nazionale e locale) nella fornitura di servizi di media audiovisivi e radiofonici sulle diverse piattaforme, sia dalle concessionarie operanti nella raccolta di pubblicità su tali mezzi.
La parte ampiamente maggioritaria degli introiti dell’intera area si riferisce al comparto televisivo.
Nello specifico, oltre la metà dei ricavi (53%) deriva dal settore dei servizi di media audiovisivi in chiaro, mentre il 39% degli stessi è ascrivibile ai servizi di media audiovisivi a pagamento.
Una quota sensibilmente inferiore (pari al 7%) è riconducibile al mezzo radiofonico (nazionale e locale). Il peso del comparto editoriale rappresentato da quotidiani, periodici, agenzie di stampa ed editoria annuaristica assomma al 21% del totale del SIC. Editoria elettronica e pubblicità online crescono ancora, raggiungendo nel 2018 il valore del 18% del totale (nel 2017 tale valore era il 14%, mentre nel 2016 era il 12%).
Nessuno dei soggetti presenti nel SIC, infine, ha realizzato nel 2018 ricavi superiori al limite del 20% previsto dall’art. 43, comma 9, del Testo Unico dei Servizi di Media Audiovisivi e Radiofonici (TUSMAR). A questo link è pubblicata la delibera Agcom n. 25/20/CONS;  qui è disponibile il relativo allegato.

 

MARIANO FIORITO E’ IL NUOVO DIRETTORE GENERALE SCF

■ Il Cda della Scf, presieduto da Enzo Mazza, società che gestisce in Italia, per conto delle principali case discografiche italiane e internazionali, la raccolta e la distribuzione dei compensi per i diritti connessi dovuti ad artisti e produttori discografici per la riproduzione e la comunicazione al pubblico di fonogrammi, ha nominato quale nuovo Direttore generale Mariano Fiorito. Laureato in ingegneria informatica, Fiorito ha iniziato la propria carriera lavorativa in Microsoft, ricoprendo diversi incarichi nel settore marketing e vendite. E’ entrato in Scf nel 2011, dove ha ricoperto il ruolo di direttore commerciale. Il coordinamento dell’area commerciale e licensing è stato, frattanto, affidato a Francesco Cusolito, in precedenza responsabile delle relazioni con le associazioni, incarico che mantiene.
AERANTI-CORALLO esprime le proprie congratulazioni per tali nomine.

 

PUBBLICITA’ SUI MEDIA: IL 2019 SI CHIUDE IN NEGATIVO, LA RADIO E’ IN CONTROTENDENZA

■ Il mercato degli investimenti pubblicitari in Italia, come rilevato da Nielsen, chiude il mese di dicembre 2019 a -1,9% rispetto allo stesso mese del 2018.
La raccolta globale sull’anno chiude in negativo dello 0,9%. Escludendo dalla raccolta web la stima effettuata da Nielsen sui comparti search, social, classified (cioè gli annunci sponsorizzati) e sugli “Over The Top”, il 2019 chiude in negativo a -5,1%.
Con riferimento ai singoli mezzi, la televisione conclude il mese di dicembre con un dato a – 7,8%, mentre l’intero anno 2019 si attesta a -5,3%.
La radio, uno dei mezzi classici che ha fatto meglio, pur chiudendo il mese di dicembre con segno negativo (-4,3%), mantiene il segno positivo sull’anno, con un dato totale a +1,7%.
Sempre male la carta stampata: i quotidiani a dicembre segnano -14,2%, e chiudono l’anno 2019 a -10%.
I periodici perdono a dicembre -12,6% e chiudono l’anno 2019 a -13,9%.
Il dato totale dell’anno 2019 su tutti i mezzi è disponibile a questo link. Nella pagina “Mercato pubblicità” del sito www.aeranticorallo.it, a questo link, sono disponibili anche tutte le serie storiche di tali dati.