TeleRadiofax n. 5/2016 – 11 marzo 2016

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Sommario

La proposta di legge istitutiva del nuovo fondo editoria è stata approvata alla Camera. Il provvedimento è ora passato al Senato
40 anni di emittenza radiofonica e televisiva locale: Aeranti-Corallo crea un archivio storico
Contributo pro Agcom: i soggetti che hanno conseguito nell’esercizio finanziario 2014 ricavi da vendite o da prestazioni in misura pari  o inferiore a 500.000 Euro sono esentati dal versamento del contributo annuale e dall’inoltro del relativo modello
Aeranti-Corallo chiede che l’Agcom emani un provvedimento per la definizione di linee guida e criteri per la tenuta della contabilità separata da parte delle tv locali che svolgono più attività
Il Ministero dello Sviluppo Economico  pubblica il listino per la cessione della capacità trasmissiva in Sicilia
Riorganizzazione degli uffici della DGSCERP del Ministero
Banda 700: secondo il Sottosegretario Giacomelli il termine per la relativa liberazione deve slittare al 2022. Anche la Commissione VIII del Senato  esprime parere analogo sulla proposta di decisione della Commissione Europea, ritenendo che il termine del 2022 sia congruo per la liberazione da parte degli impieghi televisivi
Referendum popolare del 17 aprile: l’Agcom emana il regolamento sulla par condicio. Il termine per gli adempimenti relativi ai messaggi politici autogestiti gratuiti scade il 15 marzo p.v.

 

LA PROPOSTA DI LEGGE ISTITUTIVA DEL NUOVO FONDO EDITORIA E’ STATA APPROVATA ALLA CAMERA. IL PROVVEDIMENTO E’ ORA PASSATO AL SENATO

■ Il 2 marzo u.s. la Camera dei Deputati ha approvato la proposta di legge di istituzione del fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione. Il testo è stato modificato, nel corso della discussione in Aula a Montecitorio, rispetto a quanto era stato approvato dalla Commissione VII (Cultura, Scienza e Istruzione) in sede referente.
Il testo è ora passato al Senato per il relativo esame. Il nuovo testo istituisce (all’art. 1) nello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze, il Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione. In tale fondo, come specificato dal comma 2, confluiscono (lettera a) le risorse statali destinate alle diverse forme di sostegno all’editoria quotidiana e periodica; (lettera b) le risorse statali destinate all’emittenza radiofonica e televisiva locale; (lettera c) una quota sino a un massimo di 100 milioni di euro derivante dall’extragettito del canone Rai; (lettera d) le somme derivanti da un contributo di solidarietà annuale pari allo 0,1 per cento dovuto dai concessionari della raccolta pubblicitaria sulla stampa quotidiana e periodica, sui mezzi di comunicazione radiotelevisivi e digitali, dalle società operanti nel settore dell’informazione e della comunicazione che svolgano raccolta pubblicitaria diretta, da altri soggetti che esercitino l’attività di intermediazione nel mercato della pubblicità attraverso la ricerca e l’acquisto, per conto terzi, di spazi sui mezzi di informazione e di comunicazione, con riferimento a tutti i tipi di piattaforme trasmissive, compresa la rete internet. Le somme di cui sopra vengono ripartite tra la Presidenza del Consiglio e il Ministero dello Sviluppo economico; in particolare, per le somme derivanti dalle lettere c) e d), la ripartizione viene effettuata al 50 per cento tra le due amministrazioni, mentre per le somme derivanti dalle lettere a) e b) si tiene conto delle proporzioni esistenti tra le risorse destinate al sostegno dell’editoria quotidiana e periodica e quelle destinate all’emittenza radiofonica e televisiva a livello locale. Il testo approvato dall’Aula di Montecitorio è peggiorativo rispetto a quello che era stato licenziato dalla Commissione VII della Camera. In particolare, il finanziamento tramite extragettito Rai viene limitato a solo tre anni; sono possibili interventi riduttivi annuali sul riparto del fondo previsto per radio e tv ai fini del finanziamento di progetti connessi (con la carta stampata) che incentivino l’innovazione dell’offerta informativa nel campo dell’informazione digitale attuando obiettivi di conver-genza multimediale; il contri-buto di solidarietà (anche se molto limitato in quanto determinato nella misura dello 0,1 per cento del reddito e non dei ricavi) viene esteso, tra l’altro, a tuttele imprese radiofoniche e televisive che svolgono raccolta pubblicitaria diretta. AERANTI-CORALLO auspica che, nell’esame del provvedimento al Senato, vengano introdotti miglioramenti allo stesso.

40 ANNI DI EMITTENZA RADIOFONICA E TELEVISIVA LOCALE: AERANTI-CORALLO CREA UN ARCHIVIO STORICO

■ Quarant’anni fa, nel luglio del 1976, con la sentenza n. 202 la Corte costituzionale pose fine al monopolio statale dell’etere, liberalizzando l’attività di radiodiffusione in ambito locale.
Per documentare tale ricorrenza, AERANTI-CORALLO sta creando un archivio storico dei primi anni di attività delle emittenti radiofoniche e televisive locali, che verrà reso disponibile per la consultazione in una apposita sezione del proprio sito internet www.aeranticorallo.it.
AERANTI-CORALLO invita, pertanto, tutte le emittenti associate a inviare all’associazione fotografie, marchi, adesivi, immagini e testi relativi ai primi anni di attività del comparto.

CONTRIBUTO PRO AGCOM: I SOGGETTI CHE HANNO CONSEGUITO NELL’ESERCIZIO FINANZIARIO 2014 RICAVI DA VENDITE O DA PRESTAZIONI IN MISURA PARI O INFERIORE A 500.000 EURO SONO ESENTATI DAL VERSAMENTO DEL CONTRIBUTO ANNUALE E DALL’INOLTRO DEL RELATIVO MODELLO

L’Agcom ha esentato i soggetti che hanno conseguito nell’esercizio finanziario 2014 ricavi complessivi dalle vendite e dalle prestazioni (compresi i ricavi per eventuali attività non rientranti nei settori di competenza della stessa Autorità) in misura pari o inferiore a 500.000 euro, non solo dal versamento del contributo, ma anche dall’inoltro del modello della relativa dichiarazione. I soggetti che, invece, pur avendo ricavi superiori  a 500.000 euro, hanno un imponibile pari o inferiore a tale importo (avendo anche ricavi non rientranti nei settori di competenza dell’Agcom), devono inoltrare il relativo modello (ma non devono pagare il contributo).
Il termine per l’inoltro (qualora dovuto) del modello di dichiarazione e per il pagamento del contributo (qualora dovuto) è fissato al 1° aprile p.v. AERANTI-CORALLO esprime una valutazione positiva sulla suddetta scelta dell’Agcom da tempo auspicata.
Le delibere Agcom in materia sono pubblicate nel sito www.aeranticorallo.it, sez. “Normativa”, sottosez. “Normativa in materia di contributo pro Authority.

AERANTI-CORALLO CHIEDE CHE L’AGCOM EMANI UN PROVVEDIMENTO PER LA DEFINIZIONE DI LINEE GUIDA E CRITERI PER LA TENUTA DELLA CONTABILITA SEPARATA DA PARTE DELLE TV LOCALI CHE SVOLGONO PIU’ ATTIVITA’

■ L’art 25, comma 2 della delibera Agcom n. 353/11/CONS stabilisce che l’operatore di rete in ambito locale che sia anche fornitore di servizi di media audiovisivi in ambito locale debba adottare un sistema di contabilità separata. Inoltre, i soggetti che siano titolari di più autorizzazioni per fornitori di servizi di media audiovisivi locali e quelli che svolgano anche altre attività non rientranti nel settore televisivo, devono, in alcuni casi, istituire un sistema di contabilità separata. La regolamentazione di settore, tuttavia, non stabilisce linee guida e criteri sulle modalità di tenuta di tale contabilità separata, con la conseguenza che tutte le scelte al riguardo devono essere assunte da ogni singola impresa. In tal modo, tuttavia, si rischia una situazione in cui ogni tv locale adotti criteri non comparabili con quelli delle altre emittenti. Al fine di dare certezza agli operatori ed evitare difformità nell’applicazione delle norme in materia di contabilità separata, è pertanto assolutamente  necessario, a parere di AERANTI-CORALLO, che l’Agcom emani linee guida e criteri in materia, come ha fatto sia con riferimento alla concessionaria pubblica del servizio radiotelevisivo, sia con riferimento agli operatori telefonici su linee fisse e mobili.

IL MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO PUBBLICA IL LISTINO PER LA CESSIONE DELLA  CAPACITA’ TRASMISSIVA IN SICILIA

■ Nei giorni scorsi il Ministero dello Sviluppo economico ha pubblicato nel proprio sito internet il listino relativo alle condizioni economiche per la cessione della capacità trasmissiva delle reti televisive locali per la regione Sicilia, ai sensi dell’art. 2, comma 1 della delibera n. 622/15/CONS dell’Agcom. Ricordiamo che l’obbligo di tale cessione di capacità trasmissiva (c.d. “must carry”) grava sui soggetti assegnatari dei diritti di uso delle frequenze in ambito locale; i beneficiari di tale cessione sono, invece, i soggetti che abbiano provveduto al volontario rilascio delle frequenze interferenti con i Paesi esteri confinanti o ai quali sia stato revocato il diritto di uso di tali frequenze interferenti e che intendano continuare a svolgere l’attività di fornitori di servizi di media audiovisivi.
Il Ministero deve, ora, pubblicare i listini relativi alle altre regioni.

RIORGANIZZAZIONE DEGLI UFFICI DELLA DGSCERP DEL MINISTERO

■ Nei  giorni scorsi è stata ultimata la riorganizzazione degli uffici della Direzione generale per i servizi di comunicazione elettronica, di radiodiffusione e postali (Dgscerp) del Ministero dello Sviluppo economico, di cui è direttore generale il dott. Antonio Lirosi.
Con il pensionamento della d.ssa Marina Verna, dirigente della divisione IV (tv), infatti, sono state riorganizzate le competenze delle Divisioni IV e V.
In particolare, la responsabilità della Divisione IV, cui afferiscono tutte le competenze sulla radiodiffusione televisiva e sonora e diritti d’uso, è stata affidata al dott. Giovanni Gagliano. La Divisione V, con competenze specifiche nell’area contributi (sia per le imprese televisive, sia per le imprese radiofoniche), è stata affidata alla responsabilità della d.ssa Lidia Giannotti.
AERANTI-CORALLO formula agli stessi i migliori auguri di buon lavoro.

BANDA 700: SECONDO IL SOTTOSEGRETARIO GIACOMELLI IL TERMINE PER LA RELATIVA  LIBERAZIONE DEVE SLITTARE AL 2022. ANCHE LA COMMISSIONE VIII DEL SENATO ESPRIME PARERE ANALOGO SULLA PROPOSTA DI DECISIONE DELLA COMMISSIONE EUROPEA, RITENENDO CHE IL TERMINE DEL 2022  SIA CONGRUO PER LA LIBERAZIONE DA PARTE DEGLI IMPIEGHI TELEVISIVI

■ Come noto, la Commissione europea ha presentato, lo scorso 2 febbraio, una proposta di decisione per il Parlamento europeo e per il Consiglio relativa all’uso della banda di frequenza 470-790 Mhz nella UE che, con riferimento alla c.d. “banda 700” (694-790 Mhz, corrispondente ai canali tv da 49 a 60 Uhf), prevede, entro il 30 giugno 2020, che le relative frequenze debbano essere liberate dall’attuale impiego televisivo  per essere destinate ai servizi di comunicazione elettronica a banda larga senza fili.
Tale proposta è in corso di esame anche da parte delle commissioni parlamentari italiane competenti per l’espressione del relativo parere.
Al riguardo, la Commissione VIII del Senato si è espressa, affermando che “il vincolo della realizzazione del cambio di destinazione entro il temine inderogabile del 2020 appare eccessivamente stringente, nella misura in cui non consente di tenere adeguatamente conto della situazione specifica del settore televisivo dei singoli Stati membri – spesso molto differenziata -, imponendo quindi oneri eccessivi e sproporzionati per l’adeguamento, che potrebbero invece essere evitati consentendo un più ampio margine di flessibilità per raggiungere gli obiettivi indicati”.
La stessa Commissione VIII ritiene opportuno che nella proposta di decisione europea venga mantenuta la possibilità per gli Stati membri di ritardare per un massimo di due anni, entro il 2022, per giustificati motivi, il suddetto processo di transizione, come proposto anche dal rapporto Lamy.
La proposta di decisione della Commissione europea è, altresì, all’esame della Commissione IX della Camera dei Deputati.
Frattanto, il Sottosegretario allo Sviluppo economico con delega alle Comunicazioni, Antonello Giacomelli, intervenendo in audizione al Senato, ha evidenziato che il percorso immaginato dal rapporto Lamy sia quello più ragionevole, perché consentirebbe all’Italia di far coincidere la riallocazione della banda dei 700 MHz con il passaggio al digitale terrestre di nuova generazione (DVB-T2). Il Sottosegretario ha altresì evidenziato come l’allineamento dei due passaggi eviterebbe di creare eccessivi disagi agli operatori televisivi e ai cittadini, i quali dovranno cambiare i loro apparecchi televisivi. I nuovi televisori abilitati a ricevere le trasmissioni in DVB-T2 dovranno essere, infatti,  obbligatoriamente messi in produzione dal 1° luglio 2016 e venduti dal 1° gennaio 2017.
Nella propria audizione, il Sottosegretario ha, quindi, confermato  l’intenzione del Governo di difendere con forza questa posizione verso le istituzioni europee confidando che, alla fine, possa prevalere il senso di ragionevolezza.

REFERENDUM POPOLARE DEL 17 APRILE: L’AGCOM EMANA IL REGOLAMENTO SULLA PAR CONDICIO. IL TERMINE PER GLI ADEMPIMENTI RELATIVI AI MESSAGGI POLITICI AUTOGESTITI GRATUITI SCADE IL 15 MARZO P.V.

■ Con delibera n. 73/16/CONS del 7 marzo 2016, pubblicata nella Gazzetta ufficiale n. 57 del 9 marzo u.s., l’Agcom ha emanato il regolamento recante le disposizioni di attuazione della disciplina in materia di comunicazione politica e di parità di accesso ai mezzi di informazione relative alla campagna per il referendum popolare avente ad oggetto l’abrogazione parziale del comma 17, terzo periodo, dell’articolo 6 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (norme in materia ambientale), come sostituito dall’articolo 1, comma 239, della legge 28 dicembre 2015, n. 208 (disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato – legge di stabilità 2016), indetto per il giorno 17 aprile 2016. In particolare, tale delibera disciplina al Capo II (articoli 10 e seguenti) le trasmissioni delle emittenti radiofoniche e televisive locali. Ricordiamo che gli adempimenti necessari per poter trasmettere i messaggi politici autogestiti a titolo gratuito (rimborsati dallo Stato) devono essere espletati entro e non oltre il 15 marzo 2016 (quinto giorno successivo alla data di entrata in vigore della delibera, cioè il 10 marzo 2016).
Per quanto concerne, inoltre, i messaggi politici autogestiti a pagamento, (disciplinati in particolare dal codice di autoregolamentazione in materia per l’emittenza locale, di cui al DM 8 aprile 2004), le emittenti radiofoniche e televisive locali dovranno assicurare parità di condizioni economiche a tutti i soggetti politici e dovranno altresì dare notizia dell’offerta dei relativi spazi mediante un avviso da trasmettere almeno una volta al giorno, nella fascia oraria di maggiore ascolto, per tre giorni consecutivi.
Il testo della delibera Agcom n. 73/16/CONS è pubblicato nel sito www.aeranticorallo.it, sezione “Normativa”; sottosezione “Normativa in materia di trasmissioni di propaganda elettorale”.