TeleRadiofax n. 5/2018 – 9 marzo 2018

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Sommario

Sono 1.029 le domande per i contributi pubblici a tv e radio locali per l’anno 2018 pervenute al Mise
Consultazione pubblica Agcom sulle procedure per l’assegnazione e le regole per l’utilizzo frequenze nelle bande 700 Mhz, 3,6 Ghz e 27 Ghz agli operatori di larga banda in mobilità
Una recente indagine Ebu sui media europei evidenzia che radio e televisione sono i mezzi ritenuti più affidabili
Contributo Pro Agcom 2018: il versamento e l’inoltro della relativa comunicazione – per chi ne è tenuto – devono avvenire entro il 1° aprile 2018. I casi in cui non si deve versare il contributo e i casi in cui non si deve inviare la comunicazione
Il 22 marzo a Milano workshop Auditel sulla misurazione dei contenuti sui nuovi dispositivi digitali
In G.U. il Contratto Nazionale di Servizio tra il Mise e la Rai

SONO 1.029 LE DOMANDE PER I CONTRIBUTI PUBBLICI A TV E RADIO LOCALI PER L’ANNO 2018 PERVENUTE AL MISE

■ Sono stati resi noti i numeri delle domande presentate, ai sensi del DPR n. 146/2017, alla Dgscerp del Ministero dello Sviluppo economico, attraverso la procedura online Sicem, per i contributi pubblici a tv e radio locali per l’anno 2018 (i cui termini di presentazione sono scaduti il 28 febbraio u.s.). In totale, il numero delle domande è pari a 1.029, così suddivise:
n. 186 domande presentate da FSMA locali commerciali;
n. 238 domande presentate da FSMA locali comunitari;
n. 302 domande presentate da radio locali commerciali;
n. 303 domande presentate da radio locali comunitarie.
La tabella qui sotto illustra i dati delle domande presentate per le annualità 2016 (in azzurro), 2017 (in rosso) e 2018 (in verde) per le quattro tipologie possibili.
Evidenziamo che, rispetto alle due annualità precedenti, le domande presentate nel 2018 sono di più di quelle presentate nel 2016 (erano 1.001) e di meno rispetto a quelle del 2017 (erano 1.044). Per quanto riguarda le singole tipologie, per il 2018 (rispetto al 2017) risultano stabili le domande dei FSMA commerciali, sono in crescita quelle dei FSMA comunitari, mentre risultano in calo le domande delle radio locali, sia commerciali, sia comunitarie.
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CONSULTAZIONE PUBBLICA AGCOM SULLE PROCEDURE PER L’ASSEGNAZIONE E LE REGOLE PER L’UTILIZZO FREQUENZE NELLE BANDE 700 MHZ, 3,6 GHZ E 27 GHZ AGLI OPERATORI DI  LARGA BANDA IN MOBILITA’

■ Con delibera n. 89/18/CONS del 26 febbraio u.s., pubblicata il 5 marzo u.s., l’Agcom ha avviato la consultazione pubblica sulle procedure per l’assegnazione e le regole per l’utilizzo delle frequenze disponibili nelle bande 694-790 MHz, 3600-3800 MHz e 26.5-27.5 GHz per sistemi terrestri di comunicazioni elettroniche al fine di favorire la transizione verso la tecnologia 5G, ai sensi della legge 27 dicembre 2017, n. 205. Si tratta del primo atto, tra quelli di competenza dell’Agcom, previsti dalla legge di bilancio 2018, relativamente alla liberazione della banda 700 Mhz.
L’Agcom deve, infatti, definire, entro il 30 aprile p.v., le procedure di gara per l’assegnazione dei diritti di uso delle frequenze (banda 700 e bande pioniere 3,6-3,8 e 26,5-27,5 Ghz) agli operatori di comunicazione mobile di larga banda. Indi, entro il 31 maggio p.v., l’Agcom dovrà adottare il nuovo piano nazionale di assegnazione delle frequenze da destinare alla tv digitale terrestre (PNAF 2018) considerando le codifiche o standard più avanzati per consentire un uso più efficiente dello spettro ed utilizzando per la pianificazione in ambito locale il criterio delle aree tecniche. Sempre nel 2018, il calendario prevede, in capo all’Agcom, la definizione (entro il 30 settembre del corrente anno) dei criteri per la nuova assegnazione delle frequenze della banda 470-694 (corrispondente ai canali dal 21 al 48 Uhf) a operatori di rete nazionali.

UNA RECENTE INDAGINE EBU SUI MEDIA EUROPEI EVIDENZIA CHE RADIO E TELEVISIONE SONO I MEZZI RITENUTI PIU’ AFFIDABILI

■ Si intitola “Trust in media 2018” l’indagine che l’Ebu ha presentato nei giorni scorsi e che evidenzia come, mentre la fiducia nei media a livello globale è giunta ai minimi storici, cresce la fiducia dei cittadini europei nei c.d. “media tradizionali” (emittenza radiofonica e televisiva e carta stampata). I media di tipo broadcast (radio e tv) sono i più affidabili, con il 59% delle persone che tendono a fidarsi della radio (dato equivalente al 2017) e il 51% che si fida della TV nell’UE (con un aumento di un punto percentuale sul 2017).
Il livello di fiducia nella stampa è lentamente cresciuto negli ultimi 5 anni e raggiunge ora un livello del 47% di cittadini UE che ritiene attendibile il mezzo. Al contrario, la fiducia delle persone in Internet e nei social media ha subito un duro attacco dalla diffusione di fake news; solo il 34% dei cittadini dell’UE si fida di Internet e solo il 20% si fida dei social network (in calo rispetto al 2017, dove tale livello di fiducia corrispondeva, rispettivamente, al 36% e al 21%).
Scendendo nel dettaglio dei dati pubblicati dall’indagine, risulta che la popolazione tenda a fidarsi della radio in ben 28 Paesi sui 33 monitorati, mentre in circa due terzi dei Paesi monitorati vi è stata una significativa crescita della percezione di affidabilità del mezzo radio negli ultimi 5 anni.
Lo studio evidenzia, infine, che la fiducia nei media tradizionali è in aumento. Il crescente numero di notizie false e informazioni inaffidabili diffuse online crea, infatti, una importante opportunità di riscatto per i mezzi di comunicazione tradizionali (c.d. “mainstream”) e questo pare decisamente il momento più propizio, per radio e televisione nonché per la carta stampata, di riconquistare appieno la fiducia del pubblico.

CONTRIBUTO PRO AGCOM 2018: IL VERSAMENTO E L’INOLTRO DELLA RELATIVA COMUNICAZIONE – PER CHI NE E’ TENUTO – DEVONO AVVENIRE ENTRO IL 1° APRILE 2018. I CASI IN CUI NON SI DEVE VERSARE IL CONTRIBUTO E I CASI IN CUI NON SI DEVE INVIARE LA COMUNICAZIONE

 

■ La delibera Agcom n. 426/17/CONS (pubblicata in G.U. n. 22 del 27 gennaio 2018), stabilisce “Misura e modalità di versamento del contributo dovuto all’Autorità  per l’anno 2018 dai soggetti che operano nei settori delle comunicazioni elettroniche e dei servizi media”, in attuazione della legge 23 dicembre 2005, n. 266 che ha modificato il sistema di entrate dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni  disponendo che le spese di funzionamento non garantite dal finanziamento statale, vengano finanziate dal mercato di competenza.
L’Agcom ha previsto, al fine del versamento del contributo, due diverse aliquote, una  per i soggetti di cui all’art. 34 del Codice delle Comunicazioni Elettroniche (cioè per i soggetti che corrispondono diritti amministrativi allo Stato quali titolari di autorizzazione generale e/o di diritti di uso di frequenze), con aliquota pari all’1,35 per mille dei ricavi; l’altra per i soggetti operanti nei restanti mercati, cioè dei soggetti operanti nei settori dei servizi media, con aliquota pari all’1,9 per mille dei ricavi.
Sono tenuti ad inviare, entro e non oltre il 1° aprile 2018, il modello “Contributo SCM – anno 2018”, debitamente compilato, i soggetti in possesso al 1° gennaio 2018 di un’autorizzazione generale o di una concessione di diritti d’uso di cui all’art. 34 del Codice delle comunicazioni elettroniche e i soggetti che operano nel settore dei servizi media (radio-televisione, editoria, pubblicità, etc.).
Rientrano tra i soggetti obbligati alla presentazione del modello anche le società iscritte al Registro degli Operatori di Comunicazione (R.O.C.) al 1° gennaio 2018.
In ogni caso, la comunicazione annuale al R.O.C. è un adempimento distinto da quelli connessi al sistema di finanziamento dell’Autorità, indicati nella delibera n. 426/17/CONS, del 6 novembre 2017. In tal senso si precisa, pertanto, che le società non obbligate ad iscriversi al R.O.C., o comunque non iscritte, se svolgono attività che rientrano nei settori delle comunicazioni elettroniche e dei servizi media, sono in ogni caso tenute a inviare il modello “Contributo SCM – anno 2018”.
Sono esentati dall’obbligo di presentazione del modello “Contributo SCM – anno 2018” le imprese che hanno iniziato la loro attività nell’anno 2017 e i soggetti che hanno conseguito, nell’esercizio finanziario 2016 (oppure 2016-2017 per le imprese che redigono il bilancio secondo i principi contabili IAS/IFRS), ricavi delle vendite e delle prestazioni in misura pari o inferiore a euro 500.000,00, come risultante dalla voce A1 del conto economico  del bilancio o (per i soggetti non tenuti alla redazione del bilancio) da equipollente voce di altra scrittura contabile equivalente.
Sono tenuti al pagamento del contributo all’Autorità per l’anno 2018 i soggetti sopracitati che hanno conseguito, nell’esercizio finanziario 2016, ovvero nell’esercizio oggetto dell’ultimo bilancio o (per i soggetti non tenuti alla redazione del bilancio) di altra scrittura contabile equivalente approvati alla data del 6 novembre 2017, ricavi imponibili – come risultanti dalla compilazione del modello “Contributo SCM – anno 2018” – superiori a euro 500.000,00 (cinque-centomila/00).
Sono esentati dall’obbligo di corrispondere il contributo i soggetti il cui imponibile – come risultante dalla compilazione del modello “Contributo SCM – anno 2018” – sia pari o inferiore a euro 500.000,00, le imprese che, al 1° gennaio 2018, versano in stato di crisi avendo attività sospesa, le imprese in liquidazione, le imprese sottoposte a procedure concorsuali, le imprese che hanno iniziato la loro attività nell’anno 2017.
Con riferimento a quanto illustrato sopra, relativamente al volume dei ricavi si configurano, pertanto, i seguenti casi:
a) le imprese i cui ricavi delle vendite e delle prestazioni (Voce A1 del proprio conto economico del bilancio 2016 o di altra scrittura contabile equipollente) siano pari o inferiori a 500 mila euro, non sono tenute alla trasmissione del modello “Contributo SCM – anno 2018” e non sono tenute al versamento del contributo;
b) le imprese i cui ricavi complessivi delle vendite e delle prestazioni (voce A1) siano superiori a 500 mila euro, ma che abbiano conseguito ricavi nei settori delle comunicazioni elettroniche e dei servizi media inferiori a 500 mila euro sono tenute alla trasmissione del modello “Contributo SCM – anno 2018”, mentre non dovranno pagare alcun contributo;
c) le imprese i cui ricavi delle vendite e delle prestazioni, nonché i ricavi conseguiti nel settore delle comunicazioni elettroniche e dei servizi media (ricavi imponibili) siano superiori a 500 mila euro sono tenute alla trasmissione del modello “Contributo SCM – anno 2018” e al pagamento del contributo;
d) le imprese che versano in stato di crisi aventi attività sospesa, le imprese in liquidazione, le imprese sottoposte a procedure concorsuali, le imprese che hanno iniziato la  loro attività  nell’anno 2017 sono esentate dall’obbligo di corrispondere il contributo, e qualora i relativi ricavi delle vendite e prestazioni (Voce A1 del proprio conto economico del bilancio 2016 o di altra scrittura contabile equipollente) siano  pari o inferiori a euro 500 mila, non sono tenute alla trasmissione del modello “Contributo SCM – anno 2018”.
Il termine per il versamento del contributo da parte delle imprese tenute allo stesso e la trasmissione del relativo modello “Contributo SCM – anno 2018”, scade il 1° aprile 2018.
Le istruzioni operative per il versamento del contributo 2018 e il relativo modello telematico per la comunicazione dei dati anagrafici ed economici da parte di ciascun contribuente sono  disponibili nel sito web dall’Agcom.

IL 22 MARZO A MILANO WORKSHOP AUDITEL SULLA MISURAZIONE DEI CONTENUTI SUI NUOVI DISPOSITIVI DIGITALI

■ Si svolgerà a Milano, il prossimo giovedì 22 marzo, il 4° workshop di Auditel sulla misurazione dei contenuti televisivi sui nuovi devices digitali. La sede dell’incontro, che avrà inizio alle ore 10.30, è la Sala Falck di Assolombarda, in via Chiaravalle 8 a Milano.
L’incontro sarà dedicato a un aggiornamento sullo stato di avanzamento del progetto per implementare la rilevazione dei contenuti televisivi visti attraverso smart tv, smartphone, tablet e pc.
Come noto, infatti, Auditel ha annunciato, a inizio settembre 2017, l’intenzione di rilevare e misurare i contenuti televisivi e pubblicitari non solo sulla televisione tradizionale – come già avviene oggi – ma anche su tutti i devices digitali.

IN G.U. IL CONTRATTO NAZIONALE DI SERVIZIO TRA IL MISE E LA RAI

■ E’ pubblicato in G.U. n. 55 del 7 marzo u.s. il comunicato del MiSe di approvazione del Contratto Nazionale di  Servizio  tra  il  Ministero dello sviluppo economico e la Rai – Radiotelevisione italiana  S.p.A. – 2018-2022. Il relativo schema è stato deliberato nella riunione di Consiglio dei Ministri del 22 dicembre 2017 ed è entrato in vigore l’8 marzo 2018 (giorno successivo alla pubblicazione in G.U.).
Il Contratto di servizio fissa, tra l’altro, all’art. 15 (infrastrutture, impianti e diffusione) l’impegno al rispetto, da parte della Rai, delle “scadenze della tabella  di  marcia nazionale per la liberazione della banda 700MHz,  tramite  l’ammodernamento  ed estensione  delle  reti  e  le  modifiche  frequenziali   necessarie, stabilite dal Ministero, sia per il  necessario  periodo  transitorio dal 2020 al 2021, sia per il  completamento  delle  operazioni  volte alla liberazione della banda 700MHz entro il termine  del  30  giugno 2022, nonché secondo il Master Plan delle attività che il Ministero stesso prevede per ciascuna delle aree tecniche in cui è  ripartito il  territorio  nazionale.” Inoltre, si legge sempre all’art. 15, che la Rai è tenuta a realizzare: “una rete nazionale  per  la  radiodiffusione  televisiva  in tecnica digitale ad  articolazione  regionale,  in  banda  III  (VHF) secondo le frequenze coordinate ai sensi dell’accordo di Ginevra 2006 (GE06) pianificate dall’Autorità ed  assegnate  dal  Ministero,  in modalità MFN (Multi Frequency Network)  o  k-SFN  (Single  Frequency Network) con copertura in ciascuna  area  tecnica  al  momento  dello switch off non inferiore a quella  precedentemente  assicurata  dagli impianti  eserciti  per  la  rete  del  multiplex  regionale  per  la trasmissione di programmi in ambito locale. La rete così realizzata sarà messa a disposizione di fornitori di servizi media  audiovisivi in ambito locale, riservando il 20 per cento di capacità trasmissiva alla  diffusione  dei  programmi  di  servizio  pubblico   contenenti l’informazione a livello regionale. In via transitoria e comunque non oltre il 30 giugno 2022, la concessionaria può utilizzare fino al 40 per  cento della capacità trasmissiva del multiplex per la trasmissione di programmi di servizio pubblico.”
Il testo del nuovo contratto di servizio con la Rai è pubblicato nel sito www.aeranticorallo.it, sezione “Normativa”, sottosez. “Normativa relativa alla concessionaria per il servizio pubblico radiotelevisivo RAI”