TeleRadioFax n. 6/2000 – 25 Marzo 2000

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Sommario:



DDL 1138, NUOVE CONCESSIONI, TRASMISSIONI DGITALI: QUESTI I TEMI RILEVANTI DEL MOMENTO DISCUSSI NEL CONVEGNO NAZIONALE AER-ANTI-CORALLO SVOLTOSI A ROMA MERCOLEDI’ 22 MARZO

Chiesta dal Coordinamento la disapplicazione del Piano frequenze e che si dia massimo impulso al ddl 1138. E’ stato anche chiesto che il Senato cancelli l’abrogazione della norma che garantisce all’emittenza radiotelevisiva locale quote di pubblicità pubblica.

■ Circa 300 rappresentanti delle imprese radiotelevisive locali hanno partecipato al Convegno Nazionale organizzato il 22 marzo a Roma dal Coordinamento Aer-Anti-Corallo presso la sede della Confcommercio, cui il Coordinamento aderisce. All’incontro sono intervenuti l’avv. Marco Rossignoli, il dr. Luigi Bardelli, Elena Porta e Fabrizio Berrini per il Coordinamento, il dr. Sergio Billè e l’ Ing. Vincenzo Gervasio per la Confcommercio e l’on. Vincenzo Vita per il Governo. Sono intervenuti inoltre, in rappresentanza delle forze politiche: il sen. Massimo Baldini (FI), l’on. Sergio Rogna Manassero (I democratici), il sen. Francesco Bosi (CCD), il sen. Sergio Bornacin (AN), Sergio Bellucci (RC) e l’on. Davide Caparini (Lega Nord). Il Convegno è stato organizzato per evidenziare la posizione degli editori radiofonici e televisivi locali relativamente al Disegno di legge 1138 di riforma del settore, all’iter procedimentale per il rilascio delle nuove concessioni, al passaggio al digitale. In apertura dei lavori è intervenuto Sergio Billè, sottolineando come : “Il settore dell’emittenza locale è uno dei capisaldi della democrazia. È una funzione importante che i legislatori devono tutelare, ma nella sostanza e non con illusori artifizi come, in molti casi, fino ad ora s’è fatto”. Tra le molte testate presenti, oltre ad una ventina di troupe di radiotv locali, anche Tg2, Sat2000, Italia9, ReteNews e Odeon Tv per le nazionali, Avvenire ed Italia Oggi per i quotidiani, Agi, Ansa, Adn Kronos e Aga per le agenzie, Millecanali, Broadcast&Production, Pubblicità Italia, Pubblico per le specializzate.
Una rivoluzione inutile

Innanzitutto è stato evidenziato che il rilascio delle nuove concessioni sulla base del Piano di assegnazione delle frequenze per la trasmissione in tecnica analogica si presenta sia per il settore tv (relativamente al quale il piano è stato già emanato) sia per il settore radio (relativamente al quale il piano dovrebbe essere emanato entro il 30 novembre), assolutamente anacronistico ed estremamente dannoso per le imprese, senza alcun effettivo vantaggio per la collettività. In particolare Rossignoli ha ricordato che “se tali concessioni fossero rilasciate sulla base dell’iter definito dalle leggi 78/99 e 5/2000, tutti coloro che le otterranno saranno costretti a modificare, con enormi investimenti, tutti i propri impianti (per adeguarli al piano delle frequenze per le trasmissioni in tecnica analogica) per poi doverli, subito dopo, nuovamente modificare per adeguarli alla tecnica digitale (trasmissioni numeriche previste per il 2006 dal ddl 1138). Oltretutto con il rilascio delle concessioni basate sul piano delle frequenze per le trasmissioni in analogico verrebbe completamente azzerato l’esistente, e la maggior parte degli impianti dovrebbe essere allocata su nuovi siti, con conseguente vanificazione di tutti gli investimenti legittimamente operati dalle imprese ai sensi delle leggi 422/93 e 650/96. Infine l’eventuale attuazione del piano, anziché comportare vantaggi per gli utenti, causerebbe a questi ultimi oneri e disagi, poiché (a causa degli spostamenti degli impianti di trasmissione per l’adeguamento al piano) gli stessi, per continuare a ricevere le trasmissioni, dovrebbero modificare le proprie antenne e i relativi orientamenti, nonché le sintonizzazioni dei ricevitori”.

Un sistema polverizzato
A questi problemi si aggiunge poi quello del tipo di sistema che il piano delle frequenze televisive ha, alla fine, disegnato: un sistema polverizzato in una miriade di tante piccolissime emittenti e quindi relegato ai margini del settore e incapace di competere sul mercato o, in alternativa un sistema di emittenti di dimensione più ampia, ma drasticamente ridotte nel numero, rispetto all’attuale.
“Infatti – ha aggiunto Rossignoli – l’ultima integrazione del piano (la terza in ordine di tempo nell’arco di circa 16 mesi) adottata dall’Autorità prevede la possibilità di rilasciare 1628 concessioni di cui 126 relative ad una sola regione e 1502 relative ad un solo ambito provinciale (oltre a 391 concessioni relative ad aree limitate, con esclusione dei capoluoghi di provincia). L’eventuale scelta di procedere ad aggregazioni di più province per ogni emittente porterebbe ad una immediata rilevante contrazione del numero delle concessioni assentibili.
Anche gli spazi per le emittenti regionali sono fortemente ridotti rispetto alla situazione attuale. Infatti a fronte di circa 180 emittenti (tra regionali e pluriregionali) ad oggi operanti, potranno ottenere la concessione solo 126 emittenti, con copertura di una sola regione. Pertanto circa 60 di tali emittenti sono destinate a chiudere o comunque ad essere fortemente ridimensionate. Una diversa soluzione comporterebbe invece una forte riduzione degli spazi per le emittenti provinciali”. In questo contesto appare dunque assolutamente illogico il rilascio delle nuove concessioni, in quanto tutto il sistema radiotelevisivo italiano deve essere riscritto attraverso il disegno di legge 1138.
Ed è contraddittorio, da una parte rilasciare le concessioni per ben sei anni sulla base del piano per le trasmissioni in analogico e delle attuali regole, e da altra parte (tramite il ddl 1138) prevedere, per le emittenti locali, il rilascio di licenze, in luogo delle concessioni, basate su requisiti diversi rispetto a quelli attuali.
Peraltro per quanto riguarda il comparto radiofonico il piano delle frequenze rischia di essere emanato addirittura dopo l’approvazione del Disegno di legge 1138.”Riteniamo pertanto – ha dichiarato Rossignoli – che inevitabilmente la strada che debba essere percorsa sia quella di una approvazione rapida del ddl 1138 con conseguente disapplicazione dell’iter per il rilascio delle concessioni previsto dalle leggi 78/99 e 5/2000, sia per il settore televisivo che per quello radiofonico”.

 

No alle concentrazioni del mercato pubblicitario
Compito del ddl deve essere poi quello di valorizzare il ruolo delle emittenti locali in modo tale che le stesse possano trovare una adeguata collocazione nel mercato. A tal fine devono essere previste norme per riequilibrare il mercato pubblicitario, evitando che la raccolta sia concentrata esclusivamente nelle mani delle due grandi concessionarie di pubblicità.
Il Coordinamento, in tal senso, verrà sentito dall’Autorità lunedì 27 marzo nell’ambito del procedimento istruttorio in corso avanti la stessa per accertamento di posizioni dominanti nel settore delle comunicazioni.

Altri punti salienti
Il ddl deve inoltre definire il diritto di cronaca; deve riservare la possibilità di stipulare convenzioni di servizio con gli enti locali anche da parte delle emittenti locali commerciali; deve chiarire definitivamente che la diffusione territoriale della concessionaria pubblica sia possibile solo a livello regionale e può rappresentare anche l’occasione per ripensare la disciplina dell’emittenza locale nell’ambito della normativa sulla cosiddetta par condicio.
Al riguardo è stato chiesto che vengano applicate nei confronti dell’emittenza locale le stesse norme previste per la carta stampata.
“Se esiste un problema rispetto alle reti televisive nazionali -è stato puntualizzato-, lo stesso non può coinvolgere le emittenti locali che, per il loro numero, e, il diverso orientamento sono di per sé garanzia di pluralismo”.
E’ infatti inaccettabile che la normativa possa intervenire in qualche misura sull’attività informativa delle emittenti anche al di fuori delle campagne elettorali.
È l’aspetto più delicato del problema, in quanto inerisce profondamente sulle scelte editoriali delle imprese. L’Autorità, a breve, dovrà emanare il regolamento applicativo della legge 28/2000 anche relativamente ai periodi non afferenti le campagne elettorali. In quella sede ci sarà la possibilità di conoscere quali siano in concreto i limiti informativi per gli editori radiotelevisivi.

Non devono essere abrogate le quote di comunicazione pubblica riservate alle locali
Nell’occasione è anche stato denunciato che il Disegno di legge sulla Comunicazione Pubblica, approvato dalla Camera e attualmente all’esame del Senato, prevede tra l’altro l’abrograzione dell’art. 9 della L. 223/90 (e succ. mod.) relativo alle quote di pubblicità pubblica riservate all’emittenza locale.
Diversamente le analoghe misure previste per la carta stampata non vengono abrogate. Tale articolo è quello che impone alle amministrazioni pubbliche di riservare quote di pubblicità all’emittenza locale. Peraltro le analoghe misure a favore della carta stampata non vengono abrogate”. Il Coordinamento ha chiesto che il Senato cancelli tale abrogazione, ripristinando questa importante misura a favore dell’emittenza locale e che il ddl 1138, inoltre, contribuisca a valorizzarla, introducendo precise norme atte a garantirne l’applicazione cosa che invece, sino ad oggi, è stata debole e saltuaria.
Il Sottosegretario alle comunicazioni, On. Vincenzo Vita, a fronte di tali sollecitazioni, ha replicato che “effettivamente questa norma è da ripensare” ed ha invitato i Senatori a intervenire per sopprimere questa ipotesi di abrogazione.

Futuro digitale
È stata anche richiamata l’attenzione sulla importanza di un corretto passaggio al digitale (DAB radiofonico e DVB televisivo) da parte dell’intero sistema.
La problematica è di grande importanza per il futuro delle imprese radiotelevisive e pertanto è indispensabile che vengano create le condizioni politiche e tecnologiche per tale passaggio da parte delle emittenti locali.
Tuttavia per garantire un effettivo accesso delle emittenti locali è necessario che il ddl 1138 sciolga una serie di nodi politici e precisamente:
– devono essere individuate frequenze libere sulle quali sia possibile avviare da parte di tutte le emittenti trasmissioni digitali contemporaneamente alle trasmissioni analogiche; deve essere svolta una politica industriale finalizzata alla vendita in tempi brevi dei ricevitori digitali a tutti coloro che sono attualmente in possesso di ricevitori analogici;
– devono essere individuate soluzioni normative che permettano di risolvere il problema della titolarità degli impianti e delle relative concessioni (ogni trasmettitore digitale deve essere utilizzato in comune tra più soggetti);
– devono essere individuate soluzioni operative per l’esercizio degli impianti digitali da parte di diverse emittenti locali che hanno obiettivi di copertura territoriale diversi . E’ necessario trovare una soluzione che permetta di conciliare l’esigenza di utilizzo di impianti in comune tra diversi soggetti, con la contestuale esigenza di sviluppare coperture differenziate, senza allo stesso tempo penalizzare in alcun modo l’emittenza locale.
Infatti mentre tale utilizzazione comune non crea particolari problematiche alle emittenti nazionali che non hanno esigenze di copertura differenziate, diversamente è un problema molto serio per l’emittenza locale.
Una soluzione potrebbe essere rappresentata anche da “carrier” che operino in regime di liberalizzazione;
– devono essere definiti criteri per la pianificazione preventiva delle risorse digitali in modo tale che vengano previsti adeguati spazi di trasmissione per l’emittenza locale, e in modo tale che non si verifichino situazioni di occupazione delle frequenze non regolamentate

 

SERVIZI DI ASTROLOGIA E CARTOMANZIA: IL COORDINAMENTO AER-ANTI-CORALLO NON CONDIVIDE LA POSIZIONE DELL’AUTORITHY

■ Il quotidiano La Repubblica del 16 marzo e alcune agenzie di stampa hanno riportato la notizia che alcune emittenti locali avrebbero ricevuto contestazioni formali da parte della Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni per avere trasmesso servizi di astrologia e cartomanzia tra le ore 7.00 e le ore 24.00. Il Coordinamento Aer-Anti-Corallo ribadisce di non condividere la posizione assunta dall’Autorità, ritenendo che la trasmissione di servizi di astrologia e cartomanzia, nonché la pubblicizzazione dei servizi audiotex relativi alla astrologia e cartomanzia non sia vietata nelle fasce di ascolto tra le ore 7.00 e le 24.00. Infatti il Decreto 26 maggio 1998 del Ministro delle Comunicazioni (Disposizioni sui servizi audiotex) ha ampliato le voci della tabella del decreto 28 febbraio 1996 dello stesso Ministro, comprendendo tra i servizi sociali – informativi anche i servizi di astrologia e quelli di cartomanzia. Per questo molte emittenti si opporranno alle contestazioni ricevute (presentando le proprie controdeduzioni nel termine di trenta giorni previsto dalla normativa) e eccependo peraltro che l’art. 1, comma 26 della legge 249/97 non prevede la competenza in materia dell’Autorità.

 

AUTORITA’: CONSULTAZIONE PUBBLICA PER UN’INDAGINE SULLA PUBBLICITA’ RADIOTV

■ L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, ai sensi della propria delibera n. 278/99 (“Procedura per lo svolgimento di consultazioni pubbliche nell’ambito di ricerche e indagini conoscitive”) ha avviato una consultazione pubblica finalizzata ad acquisire utili informazioni per la definizione dei regolamenti attuativi delle norme in materia di pubblicità e televendite sui mezzi tv e radio (art. 1, comma 6, lett. b), n. 5, della legge 31 luglio 1997, n. 249).
Sono interessate le emittenti radio e tv, le concessionarie ed agenzie di pubblicità e le rispettive associazioni di categoria. Le comunicazioni dovranno essere inviate, entro e non oltre il 12 aprile 2000, tramite lettera raccomandata con avviso di ricevimento, all’indirizzo dell’Autorità a Napoli, con la dicitura “consultazione pubblica in materia di pubblicità radiotelevisiva”, oppure in formato elettronico a sagc@agcom.it.  Una sintesi dei risultati della consultazione sarà pubblicata, al termine dell’esame delle varie comunicazioni pervenute, sul Bollettino ufficiale e sul sito web dell’Autorità. Copia della sintesi è altresì inviata ai soggetti che hanno aderito alla consultazione. Il documento completo è pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 58 del 10 marzo 2000 ed è disponibile al sito www.agcom.it.

 

GIOVEDÌ 13 APRILE 2000 – ore 10 VICENZA – ENTE FIERA in occasione della manifestazione”COM 2000″ INCONTRO DEL COORDINAMENTO AER-ANTI-CORALLO CON LE EMITTENTI DI VENETO, FRIULI V.G., TRENTINO ALTO ADIGE, LOMBARDIA ED EMILIA ROMAGNA

“Disegno di Legge 1138, nuove concessioni, trasmissioni digitali”

Apertura dei lavori:
Fabrizio Berrini (Segretario Generale AER)
Interventi:
Avv. Marco Rossignoli (Coordinatore AER – ANTI – CORALLO e Presidente AER)
Avv. Eugenio Porta (Presidente ANTI)
Dott. Luigi Bardelli (Presidente CORALLO)
Moderatore: Elena Porta – Segretario Generale ANTI
Giunta alla sua seconda edizione, “Com” è la fiera nazionale della comunicazione.La presenza del Coordinamento a “Com 2000” è finalizzata ad una valorizzazione del ruolo delle imprese radiotelevisive locali nello scenario complessivo della comunicazione e dei media, con particolare riferimento ai rapporti con il mondo della pubblicità e alle pianificazioni areali.

 

Il Coordinamento Aer-Anti-Corallo avrà anche un suo spazio espositivo per l’intera durata della manifestazione, dal 13 al 15 aprile 2000.

 

TRIBUNALE DI ROMA: UNA RECENTE SENTENZA CONFERMA LA LEGITTIMITA’ DEGLI SPLITTAGGI PUBBLICITARI DA PARTE DELLE EMITTENTI RADIOFONICHE LOCALI

 
 

■ Dopo la sentenza (n. 6867 del 1996) del pretore di Roma e poi confermata della Corte Suprema di Cassazione, Sezione I Civile (con sentenza n. 12388 del 9 dicembre 1998) anche il Tribunale di Roma, sezione settima civile, è intervenuto in materia di splittaggi radiofonici locali, confermando la legittimità degli stessi. La giurisprudenza è quindi unanimemente orientata sulla possibilità per le emittenti radiofoniche locali di differenziare le emissioni pubblicitarie tra i vari ripetitori.

 

CONSIGLIO NAZIONALE DEGLI UTENTI COSTITUITO PRESSO L’AUTORITA’

■ A tre anni dall’istituzione formale, si è giunti il 21 marzo alla effettiva nomina (delibera 310/99) degli 11 membri del Consiglio nazionale degli utenti radiotelevisivi, come anche riportato da Roberto I. Zanini sul quotidiano Avvenire.
I neo-incaricati sono: Paolo Bafile (Acli e Aiart), Giovanni Cocco (Age, Famiglie Nuove, Unione cattolica insegnanti e In medio media), Mara Colla (Confconsumatori), Marina D’Amato (Unione italiana sport per tutti), Ettore Gallo (Centro studi per l’evoluzione umana), Alvido Lambrilli (Ass. It. Mutilati e invalidi civili) PierGiorgio Liverani (Ac, Movimento per la Vita, Ucsi), Flavio Manieri (Codacons), Marisa Musu (Coord. Genitori democratici) e Laura Sturlese (Confconsumatori).

 

 

AGENDA

 

27 marzo: lunedì audizione del Coordinamento Aer-Anti-Corallo avanti l’Authority, in merito al procedimento per la verifica di eventuali posizioni dominanti nel settore radiotelevisivo.
31 marzo: è la scadenza del termine per la presentazione alla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per l’Editoria – delle domande per le provvidenze per l’anno 1999.
31 marzo: scadenza del termine per l’emanazione del Disciplinare di Gara per la definizione delle graduatorie per le nuove concessioni televisive locali.
31 marzo: entro fine mese l’Autorità deve avviare le procedure per la regolamentazione della comunicazione politica sui Referendum di maggio, secondo le regole dettate dalla nuova norma sulla par condicio.