TeleRadiofax n. 8/2011 – 23 aprile 2011

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Sommario

 
Il cambiamento dello scenario per la transizione al digitale allunga i relativi tempi e rischia di generre un enorme contenzioso.
La ARD – Associazione per la Radiofonia Digitale in Italia, ha attivato il proprio sito internet.
Approvato il “Decreto Omnibus” al Senato: respinti tutti gli emendamenti riguardanti l’emittenza locale. Accolti solo alcuni ordini del giorno. Il testo passa ora alla Camera.
Misure di sostegno tv per l’anno 2010: aggiornamento della situazione.
Modificato il regolamento sulla promozione della produzione e della distribuzione di opere europee da parte dei servizi di media audiovisivi a richiesta.
Fissata al 14 giugno la relazione annuale Agcom al Parlamento.
I commenti politivi al decreto omnibus.
Al Radiotv Forum di Aeranti-Corallo confermata la presenza del Ministro dello Sviluppo Economico Romani e del Presidente della Agcom Calabrò.

 

 

 

IL CAMBIAMENTO DELLO SCENARIO PER LA TRANSIZIONE AL DIGITALE ALLUNGA I RELATIVI TEMPI E RISCHIA DI GENERARE UN ENORME CONTENZIOSO

 

 

La legge 13 dicembre 2010, n. 220 (legge di stabilità 2011) e il decreto legge 31 marzo 2011, n. 34 (decreto omnibus), come è noto, hanno profondamente mutato lo scenario della transizione alla tv digitale terrestre per il settore televisivo locale.

Fino ad oggi, infatti, le tv locali delle dieci regioni già interamente digitalizzate sono diventate, tutte, operatori di rete, convertendo alla nuova tecnologia di trasmissione tutti gli impianti precedentemente eserciti in tecnica analogica.

Le nuove norme rimettono in discussione tutto ciò, in quanto riducono gli spazi frequenziali per le tv locali, destinando nove frequenze, nell’intero territorio nazionale (canali 61 – 69 Uhf), ai servizi di comunicazione mobile in larga banda. Ciò significa che nelle dieci regioni ancora da digitalizzare (Liguria, Toscana compresa Viterbo, Umbria, Marche, Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia), il passaggio al digitale avverrà con solo 18 frequenze assegnabili per le tv locali (in molte aree, peraltro, tali frequenze non sono compatibili con le trasmissioni operate nei paese esteri confinanti). Con tale ridotto numero di frequenze (peraltro, in molti casi, qualitativamente inadeguate, in relazione alla compatibilità con gli Stati esteri) non sarà possibile per tutte le tv locali attualmente operanti in tecnica analogica, diventare operatori di rete digitale e pertanto il Governo intende realizzare una selezione sulla base delle previsioni del decreto legge n. 34/2011. Nelle dieci regioni già interamente digitalizzate (Sardegna, Valle D’Aosta, Piemonte, Trentino Alto Adige, Lazio esclusa Viterbo, Campania, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia e Emilia Romagna) le assegnazioni frequenziali sui canali 61 – 69 Uhf non verranno confermate e pertanto le tv locali operanti su tali canali dovranno riallocarsi sulle frequenze residue. A seguito di ciò, anche in tali regioni verrà realizzata una selezione sulle basi dei criteri stabiliti dal decreto legge n. 34/2011. La selezione (sia nelle regioni da digitalizzare, sia nelle regioni digitalizzate) verrà effettuata sulla base di graduatorie. Tale scelta à inaccettabile in quanto tutti gli attuali concessionari analogici dovrebbero essere legittimati a transitare al digitale a parità di condizioni. La storia del settore ha anche insegnato che il meccanismo selettivo delle graduatorie, stante la relativa complessità, comporta tempi particolarmente lunghi e genera contenziosi estremamente ampi. D’altro canto, gli indennizzi (al netto delle imposte) previsti dalla legge n. 220/2010 (10% del ricavato della vendita dei canali 61 – 69, con un massimo di 240 milioni di euro), sono talmente irrisori da non incentivare certamente nessuna tv locale a cedere le frequenze attualmente esercite. Con tali indennizzi non verrebbero risarciti, in moltissimi casi, neppure gli investimenti da ultimo effettuati (nelle aree già digitalizzate) per realizzare lo switch off.

Il Ministro Romani, nell’ambito dell’ultima riunione del CNID – Comitato Nazionale Italia Digitale svoltasi il 14 aprile u.s. ha indicato (senza però ancora specificare le date di transizione) che, nel corso del secondo semestre 2011, verrà realizzato lo switch off delle regioni Liguria, Toscana, Umbria, Marche, Abruzzo, Molise e della provincia di Foggia. L’avv. Marco Rossignoli, rappresentante di AERANTI-CORALLO nel CNID, ha evidenziato, al riguardo, che il nuovo percorso normativo soprarichiamato imporrà tempi tecnici incompatibili con le date indicate dal Ministro. Occorre tenere conto, infatti, dei tempi per la conversione in legge del decreto legge n. 34/2011; per l’emanazione del provvedimento di revisione del regolamento sul digitale terrestre da parte della Agcom; per l’emanazione del disciplinare per la redazione delle graduatorie da parte del Ministro dello Sviluppo Economico. Occorre, inoltre, tenere conto dei tempi necessari per la presentazione delle domande per partecipare alla gara selettiva; dei tempi per la realizzazione dell’istruttoria relativa all’esame di tali domande e per la redazione delle graduatorie; dei tempi per l’assegnazione delle frequenze. In tale contesto, sarebbe pertanto certamente auspicabile l’individuazione di un percorso alternativo tale da consentire una digitalizzazione veloce al fine di evitare che per lungo tempo una parte dell’Itali operi in digitale e l’altra in analogico. A parere di AERANTI-CORALLO, occorrerebbe recuperare risorse frequenziali per l’emittenza locale destinando alla stessa una parte (almeno due) delle sei frequenze del cosiddetto dividendo interno (che verranno assegnate a operatori a carattere nazionale sulla base di un beauty contest); occorrerebbe inoltre mantenere il canale 65 per l’emittenza locale e, allo stesso tempo, prevedere indennizzi adeguati per coloro che intendono proseguire l’attività esclusivamente come fornitori di servizi di media audiovisivi, rilasciando le frequenze di trasmissione.

 

 

 

LA ARD – ASSOCIAZIONE PER LA RADIOFONIA DIGITALE IN ITALIA, HA ATTIVATO IL PROPRIO SITO INTERNET

 

 

E’ stato attivato in questi giorni il sito internet della ARD – l’Associazione per la radiofonia digitale in Italia di cui fanno parte, oltre ad AERANTI-CORALLO, Rai Way e Rna – Radio Nazionali Associate.

Il sito, consultabile all’indirizzo internet  www.arditalia.it, contiene una serie di utili informazioni sulla missione della ARD, nonché un’ampia rassegna sulle problematiche dello sviluppo della radiofonia digitale in Italia e sui ricevitori per la radio digitale.

Il sito contiene, inoltre, i documenti relativi alle procedure di certificazione dei ricevitori messe a punto dalla stessa ARD, nonché l’ARD Book, il libro bianco realizzato dalla associazione e contenente le indicazioni di carattere tecnico messe a punto dalla stessa sui requisiti dei ricevitori radio digitali in standard Eureka 147 per il mercato italiano.

 

 

 

 

APPROVATO IL “DECRETO OMNIBUS”  AL SENATO: RESPINTI TUTTI GLI EMENDAMENTI RIGUARDANTI L’EMITTENZA LOCALE. ACCOLTI SOLO ALCUNI ORDINI DEL GIORNO. IL TESTO PASSA ORA ALLA CAMERA

Il Senato ha respinto tutti gli emendamenti all’art. 4 del decreto legge 34/2011 (AS 2665) relativo alle nuove norme per la transizione al digitale da parte delle tv locali (si veda Teleradiofax n. 7/2011). Il decreto legge è quindi ora passato, senza alcuna modifica rispetto al testo originario, all’esame della Camera dei Deputati. Il Senato ha contestualmente approvato alcuni ordini del giorno che recepiscono alcune istanze del settore. Gli ordini del giorno, tuttavia, per loro natura, non hanno una valenza legislativa, ma costituiscono una semplice sollecitazione politica nei confronti del Governo.

Riportiamo di seguito il testo di tali ordini del giorno .

G4.8 (testo 2)

ZANETTA, MONGIELLO

Il Senato, in sede di esame del disegno di legge n. 2665, premesso che:

– l’articolo 4 del decreto-legge all’esame reca misure di razionalizzazione dello spettro radioelettrico tra cui l’anticipazione del termine dell’assegnazione dei diritti di uso definitivi relativi alle frequenze radiotelevisive al 30 giugno 2012;

– occorre identificare le emittenti locali di ispirazione religiosa individuando sia la forma giuridica (associazione, associazione non riconosciuta, fondazione eccetera), sia con un riferimento al tipo di attività svolta (“espressione di istanze religiose, ai sensi dei rispettivi statuti”), in modo tale da limitare il fenomeno delle televisioni false comunitarie o false religiose sorte negli ultimi anni;

– le emittenti espressione di istanze religiose sono quelle che svolgono un effettivo servizio al territorio sul quale insistono, che ormai la società civile riconosce come diritto di tutti, sia per gli aderenti alla Chiesa cattolica con la sua storia, con la sua tradizione, con la sua presenza largamente maggioritaria in Italia, sia alle altre confessioni religiose,

–  impegna il Governo ad assumere iniziative in sede regolamento volte a prevedere che alle associazioni riconosciute e non riconosciute, fondazioni e cooperative prive di scopo di lucro concessionarie analogiche in ambito locale o operatori di rete in ambito locale che siano espressione di istanze religiose, ai sensi dei rispettivi statuti, sia riconosciuta l’assegnazione del diritto di uso di almeno una frequenza per ogni regione, anche eventualmente condivisa tra diversi soggetti di tale tipologia di emittenti.

 

G4.15 (già em. 4.15)

D’AMBROSIO LETTIERI, AMORUSO, MAZZARACCHIO, LATRONICO, MORRA

 

Il Senato, in sede di esame del disegno di legge n. 2665,

–  impegna il Governo a valutare l’opportunità di far sì che siano attribuite ai fornitori di servizi di media in ambito locale che raggiungano una copertura pari ad almeno l’80 per cento del territorio nazionale, sia attraverso accordi con operatori di rete locali, sia in parte attraverso tali accordi e per la parte restante in forma di contenuti condivisi (syndacation), numerazioni automatiche dei canali della televisione digitale terrestre destinate ai canali nazionali.

 

4.32

GARAVAGLIA MASSIMO, VACCARI, PITTONI, MONTANI

Ritirato e trasformato nell’odg G4.32

Dopo il comma 1, aggiungere il seguente:

«1-bis. All’articolo 15 del testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici, di cui al decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177, e successive modificazioni, dopo il comma 6 è inserito il seguente:

“6-bis. Gli operatori di rete locali che d’intesa tra loro raggiungano una copertura non inferiore all’80 per cento della popolazione nazionale possono diffondere un solo programma di fornitori di servizi di media audiovisivi nazionali non integrati, anche con i soggetti di cui all’articolo 2, comma 1, lettera q). Un ulteriore programma di fornitori di servizi di media audiovisivi nazionali, così come definiti precedentemente, può essere trasmesso dagli stessi operatori locali a condizione che per la stessa capacità trasmissiva non vi sia richiesta da parte dei soggetti che hanno proceduto al volontario rilascio delle frequenze utilizzate in ambito locale. È in ogni caso possibile la diffusione di fornitori di servizi ad accesso condizionato non integrati”».

 

G4.32 (già em. 4.32)

GARAVAGLIA MASSIMO, VACCARI, PITTONI, MONTANI

 

Il Senato, in sede di esame del disegno di legge n. 2665, impegna il Governo ad affrontare e risolvere le problematiche di cui all’emendamento 4.32.

4.304

VITA, MERCATALI

Ritirato e trasformato nell’odg G4.304

Dopo il comma 1, aggiungere il seguente:

«1-bis. All’articolo 15 del testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici, di cui al decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177, e successive modificazioni, dopo il comma 6 è inserito il seguente:

“6-bis. Gli operatori di rete locali che d’intesa tra loro raggiungano una copertura non inferiore all’80 per cento della popolazione nazionale possono diffondere un solo programma di fornitori di servizi di media audiovisivi nazionali non integrati, anche con i soggetti di cui all’articolo 2, comma 1, lettera q). Un ulteriore programma di fornitori di servizi di media audiovisivi nazionali, così come definiti precedentemente, può essere trasmesso dagli stessi operatori locali a condizione che per la stessa capacità trasmissiva non vi sia richiesta da parte dei soggetti che hanno proceduto al volontario rilascio delle frequenze utilizzate in ambito locale. È in ogni caso possibile la diffusione di fornitori di servizi ad accesso condizionato non integrati”».

 

G4.304 (già em. 4.304)

VITA, MERCATALI

 

Il Senato, in sede di esame del disegno di legge n. 2665,

–  impegna il Governo ad affrontare e risolvere le problematiche di cui all’emendamento 4.304.

 

G4.100

BALDINI, GRILLO, BUTTI

 

Il Senato,

considerato che:

–  l’articolo 4 del decreto-legge n. 34 del 2011 differisce il termine per stabilire il calendario definitivo per la transizione alla trasmissione televisiva digitale terrestre, dettando altresì una nuova disciplina di assegnazione delle frequenze radio-televisive, anche in riferimento alla gara per i servizi di comunicazione elettronica mobili in banda larga;

–  nello specifico, il suddetto articolo 4 prevede l’anticipo del passaggio al digitale terrestre dell’intera penisola dal 31 dicembre 2012 al 30 giugno 2012. Ciò significa poter concentrare gli switch off di Liguria, Toscana, Umbria, Marche, Molise, Abruzzo, Calabria, Sicilia e della provincia di Viterbo in 9-10 mesi. Entro il 30 settembre prossimo, dovrebbe espletarsi l’asta sui canali 61-69, data entro la quale le compagnie telefoniche aggiudicatrici dovranno versare allo Stato il corrispettivo per l’aggiudicazione dei diritti di uso delle frequenze. Peraltro, la legge di stabilità per il 2011 prevede che il 10 per cento (fino al limite massimo di 240 milioni di euro) di tale corrispettivo dovrà poi essere retrocesso, a titolo di indennizzo, alle circa 150-180 televisioni locali espropriate;

– le emittenti locali nelle aree digitalizzate hanno investito, per la conversione degli impianti, importi decisamente superiori a quanto incasseranno con l’indennizzo. Gli editori locali temono, pertanto, di subire un ingente danno patrimoniale, oltre a quello economico determinato dal vistoso e generalizzato calo dei ricavi pubblicitari e, di conseguenza, il limite suddetto di 240 milioni di euro risulta insufficiente, atteso che le televisioni locali rischiano di essere i soggetti maggiormente penalizzati dall’asta delle frequenze,

– impegna il Governo:

a valutare la possibilità di incrementare l’entità delle misure compensative finalizzate a promuovere un uso più efficiente dello spettro destinato alla diffusione di trasmissioni in ambito locale.

 

G4.101

GARAVAGLIA MASSIMO, VACCARI, VALLI, BODEGA, MAZZATORTA, VALLARDI, MONTANI, MURA

 

Il Senato,

premesso che:

–  le emittenti televisive locali sono un presidio fondamentale per la garanzia del pluralismo informativo, sociale e culturale ed impiegano oltre 20.000 addetti;

–  le tv locali, considerata la copertura capillare su tutto il territorio nazionale, sono a pieno titolo soggetto di servizio pubblico e potrebbero rivestire un ruolo altrettanto determinante per colmare il digital divide anche attraverso il pieno e completo riconoscimento della loro prerogativa a svolgere il ruolo di operatore di rete in tecnica digitale in ambito locale consentendo gli di concedere la capacità trasmissiva ai fornitori di servizi di media, ai fornitori di servizi di media audiovisivi lineari, ai fornitori di servizi di media audiovisivi a richiesta, ai fornitori di contenuti audiovisivi e di dati ed ai fornitori di servizi media radiofonici autorizzati in ambito nazionale e locale;

– le concessionarie televisive sono impegnate nella conversione alla tecnica trasmissiva digitale terrestre con ingenti oneri finanziari aggravati dalla congiuntura economica e dalla recente diminuzione delle provvidenze previste dalla legge n. 448 del 1998;

–  la quantificazione delle misure economiche di natura compensativa, di cui al comma 9 dell’articolo 1 della legge 13 dicembre 2010, n. 220 (legge di stabilità 2011) destinate alle tv locali che eserciscono le frequenze che dovranno essere rese disponibili a favore degli operatori dei servizi mobili in larga banda da giugno 2012, non sembra essere proporzionata agli introiti derivanti dalla gara di cui al comma 8 della medesima legge,

impegna il Governo:

–  a valutare l’opportunità di prevedere incrementi delle misure economiche compensative a favore delle emittenti locali coinvolte nella liberazione delle frequenze di cui al comma 8 dell’articolo 1, della legge 13 dicembre 2010, n. 220, anche raddoppiando la percentuale e il limite di importo, previsti dal comma 9 del medesimo articolo.

 

 

 

MISURE DI SOSTEGNO TV PER L’ANNO 2010: AGGIORNAMENTO DELLA SITUAZIONE

 

 

Come riportato nello scorso numero del Teleradiofax (si veda il n. 7 del 9 aprile u.s.), non sono ancora state predisposte tutte le graduatorie dei Corecom per le misure di sostegno alle tv locali, previste dalla legge 448/98, per l’anno 2010.

In particolare, a oggi, devono essere ancora emanate le graduatorie relative alle Regioni Veneto, Campania e Sicilia.

I  tre relativi Corecom, all’uopo interpellati da AERANTI-CORALLO, hanno comunicato che è in fase di ultimazione l’istruttoria delle domande e che, nell’arco di alcuni  giorni, gli stessi dovrebbero poter emanare le relative graduatorie.

AERANTI-CORALLO auspica che l’iter procedimentale venga al massimo accelerato, in modo tale che la Dgscer del Ministero dello Sviluppo economico possa, a propria volta, emanare il decreto di riparto delle somme tra le diverse regioni e procedere conseguentemente al pagamento dei contributi alle televisioni locali aventi diritto.

 

 

 

MODIFICATO IL REGOLAMENTO SULLA PROMOZIONE DELLA PRODUZIONE E DELLA DISTRIBUZIONE DI OPERE EUROPEE DA PARTE DEI SERVIZI DI MEDIA AUDIOVISIVI A RICHIESTA

Con delibera n. 188/11/CONS del 6 aprile u.s. (pubblicata in Gazzetta ufficiale n. 91 del 20 aprile 2011), l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha modificato la propria delibera n. 66/09/CONS (recante il regolamento sulla promozione della produzione e della distribuzione di opere europee da parte di servizi di media audiovisivi a richiesta).

In particolare, sono state inserite le definizioni di “catalogo” e “catalogo tematico” e sono stati introdotti taluni obblighi per i fornitori di servizi di media audiovisivi a richiesta.

Il testo della delibera è consultabile nel sito www.aeranticorallo.it, sezione “Norme attuative in materia di disciplina del sistema radiotelevisivo pubblico e privato”.

 

 

 

FISSATA AL 14 GIUGNO LA RELAZIONE ANNUALE AGCOM AL PARLAMENTO

 

 

E’ stata fissata al prossimo martedì 14 giugno alle ore 11.00 la cerimonia di presentazione della Relazione annuale al Parlamento della Autorità per le garanzie nelle comunicazioni che, come negli scorsi anni, si terrà a Palazzo Montecitorio, nella Sala della Lupa.

 

 

 

I COMMENTI POLITICI AL DECRETO OMNIBUS

Dopo l’approvazione del provvedimento al Senato, abbiamo raccolto l’opinione di alcuni parlamentari di maggioranza e di opposizione sulle conseguenze che lo stesso potrà avere sull’emittenza locale.

Il sen. ALESSIO BUTTI (capogruppo PDL in Commissione di vigilanza Rai), ha espresso soddisfazione sull’accoglimento da parte del Governo dell’Odg presentato, insieme ai sen. Baldini e Grillo, che impegna lo stesso Governo ad incrementare le misure compensative a favore delle emittenti locali che, di fatto, saranno espropriate delle frequenze da 790 a 862 MHz a favore della banda larga mobile.

“E’ un fatto positivo, ha proseguito Butti, ma l’argomento non si esaurisce qui. Se il Governo intende portare a casa i 2,4 miliardi di euro, tanto è stimata la gara delle frequenze, come noi tutti ci auguriamo, deve trovare un accordo con il settore delle tv locali che, se non saranno equamente indennizzate, si rivolgeranno al TAR mettendo a repentaglio l’effettuazione della stessa gara. Se la gara fallisse gli obiettivi, ciò sarebbe mortificante per il Ministero delle Sviluppo Economico che si sta prodigando, e molto, per modernizzare il Paese in ordine alla diffusione della banda larga mobile e sarebbe una sciagura anche per il settore delle tv locali. Gli  stakeholders e le Telco, che stiamo ascoltando nell’ambito dell’indagine conoscitiva promossa dalla Commissione Trasporti del Senato, hanno chiaramente detto che in presenza di frequenze ancora occupate dalle tv locali il valore dell’asta cadrebbe vertiginosamente. Infine, sulla possibilità di recuperare un paio di frequenze tra quelle destinate al beauty contest, per limitare il “sacrificio” delle tv locali, rileviamo che il Piano dell’Agcom va a una “doppia velocità”, accontentando le tv nazionali e, ancora una volta, penalizzando le locali. Credo e spero che anche questo tema andrà a far parte di un’unica trattativa tra il Governo e il settore dell’emittenza locale.”

Il sen. VINCENZO VITA (PD, vicepresidente della VII Commissione del Senato), ha affermato: “Mi auguro che alla Camera dei Deputati si possa sanare un vulnus che il Governo non ha inteso risolvere nella prima lettura al Senato del decreto omnibus. Si tratta delle frequenze digitali sottratte da un precedente provvedimento all’emittenza locale, quando potevano essere per la gara del dividendo esterno, prese dalle frequenze eccedenti di Rai e Mediaset. Inoltre, sono stati dichiarati inammissibili gli emendamenti che perlomeno chiedevano un’adeguata remunerazione per l’emittenza privata dalle frequenze. Insomma, ha proseguito Vita, se passerà così questo testo, passerà alla storia dell’emittenza come un provvedimento sicuramente inaccettabile per le emittenti locali, in quanto ne riduce drasticamente il numero.”

L’on. DAVIDE CAPARINI (Lega Nord, Segretario della Commissione di vigilanza Rai), ha rilevato che la Lega “ha presentato una serie di emendamenti, successivamente trasformati in ordini del giorno che, nella sostanza, verranno certamente presi in considerazione dal Governo.

Soprattutto per l’incremento della quota di risarcimento alle tv locali che non avranno i diritti d’uso delle frequenze, tale incremento comporterà un notevole esborso per lo Stato; la questione è al momento oggetto di un fitto dialogo con il Ministro Tremonti. Resto comunque fiducioso, ha proseguito Caparini, in quanto l’approvazione degli ordini del giorno presentati conferma la volontà di trovare, anche per le altre questioni poste, soluzioni condivise tra il Ministero dello Sviluppo economico e le  emittenti locali.”

Critica l’on. ELISA MARCHIONI (PD, componente della X Commissione della Camera), che commenta così il non accoglimento degli emendamenti al decreto omnibus:  “Abbiamo sempre dovuto inseguire l’attenzione di questo Governo sull’emittenza locale e quello che è accaduto sinora testimonia una mancanza di attenzione verso quelle che sono le voci democratiche e plurali sul territorio. L’aspetto preoccupante, a mio avviso,  è che il Governo manca di politiche e visioni prospettiche su questo tema. Sono preoccupata, ha aggiunto l’on. Marchioni, perché non solo c’è una totale disattenzione, ma manca una progettualità che colga i bisogni del Paese.

Credo che, in termini generali, oltre a quella della crisi del lavoro, il tema della democrazia informativa sia una delle vere emergenze cui prestare la massima attenzione.”

 

 

 

AL RADIOTV FORUM DI AERANTI-CORALLO CONFERMATA LA PRESENZA DEL MINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO ROMANI E DEL PRESIDENTE DELLA AGCOM CALABRO’

Manca ormai solo un mese all’apertura della sesta edizione del RadioTv Forum di AERANTI-CORALLO, evento che si svolgerà a Roma nei giorni di martedì 24 e mercoledì 25 maggio 2011,presso il Centro Congressi dell’Hotel Melià Roma Aurelia Antica (via degli Aldobrandeschi n. 223, a Roma).

Al convegno di apertura del RadioTv Forum di AERANTI-CORALLO, la mattina del 24 maggio, dopo la relazione del coordinatore AERANTI-CORALLO e presidente AERANTI Marco Rossignoli e  l’intervento del componente dell’esecutivo AERANTI-CORALLO e presidente CORALLO Luigi Bardelli, interverranno il Ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani e il Presidente della Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, Corrado Calabrò.  L’evento ha come obiettivo di porre all’attenzione delle imprese radiofoniche e televisive locali, satellitari e via internet tutte le problematiche del settore di attualità politica, tecnica e aziendale. Inoltre, per tutta la durata del RadioTv Forum di AERANTI-CORALLO, verrà allestita una Area Expo con la partecipazione di circa 60 aziende broadcast, audio, video e produzione programmi che presenteranno, in appositi stand, le proprie novità relative a prodotti e servizi per il settore radiofonico e per il settore televisivo.

Nel sito www.radiotvforum.it tutte le informazioni aggiornate sull’evento e i moduli per la preregistrazione allo stesso.