TeleRadiofax n. 9/2019 – 3 maggio 2019

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 Sommario   

 

Contributi pubblici alle emittenti televisive e alle emittenti radiofoniche locali: la situazione
La comunicazione annuale all’Agcom ai fini del ROC
Pubblicate dall’Agcom le linee guida attuative dell’art. 9 del “Decreto dignità” relativo alla pubblicità di giochi e scommesse con vincite in denaro
In scadenza le consultazioni pubbliche del MiSE sui provvedimenti di cui alla Legge di bilancio 2019
Parere dell’Agcom sulla trasmissione di messaggi politici autogestiti a pagamento da parte di emittenti radiofoniche locali che diversificano la programmazione tra le diverse aree territoriali servite
Stati generali dell’editoria: dal 28 maggio gli incontri con gli operatori
Contributi annuali dovuti dagli operatori di rete per la tv digitale terrestre: entro il 31 maggio l’invio delle dichiarazioni di diritto agli sconti

 

CONTRIBUTI PUBBLICI ALLE EMITTENTI TELEVISIVE E ALLE EMITTENTI RADIOFONICHE LOCALI: LA SITUAZIONE

 

■ E’ in corso in questi giorni la liquidazione del 50% degli importi dei contributi statali spettanti alle tv locali commerciali per l’anno 2017 (pari a € 44.442.001,5). Rammentiamo che il totale delle risorse complessivamente disponibili per le tv locali commerciali per l’anno 2017 è pari a € 88.884.003.
Frattanto, dovrebbe essere imminente la pubblicazione delle graduatorie definitive per i contributi 2017 a  tv e radio comunitarie (entrambe le graduatorie provvisorie sono state pubblicate lo scorso 12 marzo).
Per quanto riguarda la graduatoria definitiva per i contributi 2017 alle radio locali commerciali, deve invece ancora decorrere il termine di  trenta giorni per eventuali osservazioni (la graduatoria provvisoria è stata, infatti, pubblicata solo il 18 aprile u.s.).
Nel frattempo, la Sezione VI del Consiglio di Stato dovrà esaminare, il prossimo 9 maggio, l’appello cautelare avverso l’ordinanza con la quale il Tar del Lazio ha respinto l’istanza di sospensiva del provvedimento della Dgscerp del 25 febbraio u.s., che dispone il pagamento di un secondo acconto (pari al 40% del totale) sui contributi per le tv locali commerciali per l’anno 2016.
Tale provvedimento del Tar Lazio è stato così motivato testualmente:
“Ritenuto che, dopo il vaglio collegiale del gravame, non possa trovare accoglimento la domanda cautelare della società ricorrente, tendente a negare la distribuzione alle imprese legittimate di un ulteriore 40% delle risorse economiche disponibili, secondo l’ordine della graduatoria approvata (e oggetto di impugnazione);
Considerato che, nel contemperamento degli opposti interessi, si debbano tenere in debito conto le aspettative di centinaia di imprese televisive che hanno beneficiato dei nuovi criteri di assegnazione delle sovvenzioni e che, dal 2015, sono in attesa dell’erogazione delle somme derivanti dai precedenti provvedimenti non sospesi;
Considerato che, con riguardo al decreto gravato con motivi aggiunti e in merito alla contestata insufficienza dell’accantonamento ivi disposto di un residuo pari al 10% delle risorse totali per l’anno 2016 (€ 7.870.668), la ricorrente, nell’ultimo anno di erogazione dei contributi pubblici previsti in favore delle emittenti locali (e cioè il 2015), ha percepito un contributo pari a euro 224.360,82 sulla base di una regolamentazione che la stessa ricorrente ritiene più favorevole;
Considerato che il predetto accantonamento si aggiunge all’accantonamento annuale dell’1% delle risorse complessivamente gravanti sul Fondo, ai sensi dell’art. 2, comma 2 del d.P.R. n. 146/2017 (pari al momento a € 974.696,00 che saranno incrementati dagli stanziamenti gravanti sul Fondo per gli anni successivi al 2016);
Considerato, in merito all’assenza del “periculum”, oltre a quanto già sopra evidenziato, che, in ogni caso, l’interesse azionato ha contenuto economico e la società ricorrente non allega alcun profilo di pregiudizio irreversibile derivante dalla mancata sospensione dell’erogazione; Ritenuto, quanto al fumus, che il decreto ministeriale oggetto dei motivi aggiunti, fornisce in realtà plurimi supporti alla determinazione di liberare parte delle risorse già accantonate, rinvenibili: – nel fisiologico allungamento dei tempi processuali di definizione dell’instaurato giudizio avverso il d.P.R. n. 146/2017; – nell’esistenza di una serie di iniziative assunte da alcune emittenti televisive controinteressate, al fine di ottenere l’erogazione dell’intero contributo dovuto e momentaneamente congelato, correlato all’obbligo previsto dall’art. 5, comma 7 del d.P.R. n. 146/2017 di corrispondere i contributi gravanti sul Fondo “in un’unica soluzione entro i successivi sessanta giorni”; – nella piena efficacia, finora mai sospesa, del d.P.R. n. 146/2017 e dell’obbligo di pagamento previsto dal citato art. 5, comma 7; – nel rischio di perenzione degli importi non spesi.”
 
 

LA COMUNICAZIONE ANNUALE ALL’AGCOM AI FINI DEL ROC

 

■ I soggetti iscritti al R.O.C. (Registro degli operatori di comunicazione), ai sensi dell’art. 11 della delibera Agcom n. 666/08/CONS e s.m.i., devono inviare la comunicazione annuale all’Agcom. Tali soggetti, ai sensi dell’art. 2 di detta delibera, sono: operatori di rete; fornitori di servizi di media audiovisivi o radiofonici; fornitori di servizi interattivi associati o di servizi di accesso condizionato; soggetti esercenti l’attività di radiodiffusione; imprese concessionarie di pubblicità; imprese di produzione o distribuzione di programmi radiotelevisivi; agenzie di stampa a carattere nazionale; editori di giornali quotidiani, periodici o riviste; soggetti esercenti l’editoria elettronica; imprese fornitrici di servizi di comunicazione elettronica. I soggetti iscritti al R.O.C. costituiti in forma di società di capitali (Spa, Srl, Società in accomandita per azioni) o cooperative devono trasmettere la comunicazione annuale, entro trenta giorni dalla data di deposito del bilancio presso il Registro Imprese tenuto dalla competente Camera di Commercio, aggiornata alla data dell’assemblea che approva il bilancio. Tutti gli altri soggetti diversi da società di capitali o cooperative devono, invece, trasmettere la comunicazione annuale entro il 31 luglio di ogni anno, aggiornata a tale data. Ricordiamo che tale comunicazione annuale deve essere effettuata attraverso i servizi telematici su www.impresainungiorno.gov.it, mediante l’uso della Cns (Carta nazionale dei servizi).

PUBBLICATE DALL’AGCOM LE LINEE GUIDA ATTUATIVE DELL’ART. 9 DEL “DECRETO DIGNITA’” RELATIVO ALLA PUBBLICITA’ DI GIOCHI E SCOMMESSE CON VINCITE IN DENARO

 

■ L’Agcom con  delibera n. 132/19/CONS del 18 aprile 2019, pubblicata nel proprio sito web il 26 aprile u.s., ha emanato le linee guida sulle modalità attuative dell’art. 9 del decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87, recante “Disposizioni urgenti per la dignità dei lavoratori e delle imprese”, (c.d. “Decreto dignità”) convertito con modificazioni dalla legge 9 agosto 2018, n. 96. Come noto, l’art. 9 del succitato decreto reca il divieto di pubblicità, sponsorizzazioni e tutte le altre forme di comunicazioni a contenuto promozionale relative a giochi o scommesse con vincita in denaro. Tale divieto è entrato in vigore il 14 luglio 2018 e dal 1° gennaio 2019 si applica anche alle sponsorizzazioni (il tutto con esclusione fino al 14 luglio 2019 di pubblicità e sponsorizzazioni previste da contratti stipulati prima del 14 luglio 2018). Le linee guida redatte dell’Agcom si pongono in attuazione dell’art. 9 del suddetto decreto e si propongono, in particolare, entro la cornice normativa primaria di riferimento, di coordinare le nuove regole con la complessa disciplina di settore e con i principi costituzionali e dell’Unione europea. Inoltre, tali linee guida forniscono chiarimenti interpretativi in ordine agli ambiti di applicazione soggettivo, oggettivo e temporale del già citato art. 9. L’art. 5 delle Linee guida Agcom (Ambito di applicazione oggettivo) stabilisce, tra l’altro, i casi che non rientrano nell’ambito di applicazione della normativa e quelli che sono esclusi dalla normativa stessa. Per lo svolgimento dell’attività di vigilanza, l’Agcom si avvale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, e nel corso dell’istruttoria dei procedimenti sanzionatori, si avvale della collaborazione della Guardia di Finanza.
Il testo della delibera Agcom n. 132/19/CONS è disponibile nel sito internet  www.aeranticorallo.it, nella sezione “Normativa”, sottosezione “Norme attuative”
 
 

IN SCADENZA LE CONSULTAZIONI PUBBLICHE DEL MISE SUI PROVVEDIMENTI DI CUI ALLA LEGGE DI BILANCIO 2019

■ Come noto, la Dgscerp del Ministero dello Sviluppo economico ha avviato lo scorso 29 marzo due consultazioni pubbliche relative, rispettivamente, alle linee guida finalizzate a illustrare i criteri e le modalità che verranno adottati per la selezione dei Fornitori di servizi di media audiovisivi (Fsma) per la tv digitale terrestre in ambito locale (cioè dei soggetti che potranno essere diffusi tramite le nuove frequenze televisive assegnate in ambito locale), nonché alle linee guida per illustrare criteri e modalità che verranno adottati per l’assegnazione agli operatori di rete dei diritti d’uso delle frequenze in ambito locale.
Tali due consultazioni scadranno il prossimo 7 maggio.
La Dgpgsr del Ministero ha, inoltre, avviato una consultazione  pubblica  per  l’aggiornamento  del  decreto  8  agosto 2018 recante “Fissazione di un calendario  nazionale  che  individua  le  scadenze  della  tabella  di  marcia  ai  fini dell’attuazione degli obiettivi della decisione (UE) 2017/899”, ai sensi dell’art. 1, comma 1032 della legge 27 dicembre  2017,  n.  205,  come  modificato dall’art. 1, comma 1106 della legge 30 dicembre  2018,  n.  145  (cosiddetta “Roadmap”).
Il termine di presentazione dei contributi a tale ultima consultazione è stato prorogato al 9 maggio p.v. (rispetto alla originaria scadenza del 3 maggio).
PARERE DELL’AGCOM SULLA TRASMISSIONE DI MESSAGGI POLITICI AUTOGESTITI A PAGAMENTO DA PARTE DI EMITTENTI RADIOFONICHE LOCALI CHE DIVERSIFICANO LA PROGRAMMAZIONE TRA LE DIVERSE AREE TERRITORIALI SERVITE
■ Nei giorni scorsi, la Direzione contenuti audiovisivi dell’Agcom ha risposto a un quesito, formulato da AERANTI-CORALLO, con cui veniva chiesto se “un’emittente radiofonica che diversifica la propria programmazione (nei limiti previsti dall’art. 26, comma 1 del TUSMAR) tra le diverse aree territoriali servite” possa trasmettere “messaggi politici autogestiti a pagamento in alcune aree territoriali servite e, allo stesso tempo, non trasmettere messaggi politici a pagamento in altre aree territoriali servite”, in riferimento “ad una determinata consultazione elettorale”. Nella propria risposta, l’Agcom ha evidenziato, tra l’altro, che “la trasmissione di programmazioni differenziate nella fase di attuazione del piano nazionale di assegnazione delle frequenze radiofoniche in tecnica digitale è prevista per i “programmi ovvero messaggi pubblicitari” e rapportata ad aree diverse, comprese in bacini di utenza autorizzati”. Sottolineando che per la diffusione dei messaggi autogestiti a pagamento, la normativa postula l’esigenza di assicurare la parità di trattamento di tutti i soggetti politici, nonché la necessaria trasparenza e, in particolar modo, riconoscibilità, l’Agcom ha affermato che “allorquando la consultazione interessi un unico bacino territoriale (nazionale come per le elezioni europee, politiche e/o per i referendum o anche regionale) si ritiene che la diffusione dei messaggi autogestiti a pagamento non possa essere articolata per i diversi bacini di utenza autorizzati.
Diversamente si può ritenere in caso di elezioni amministrative, in quanto la differente propaganda elettorale all’interno di diversi bacini di utenza autorizzati troverebbe la sua giustificazione nella diversificazione dei candidati”.
Il testo del parere Agcom reso ad AERANTI-CORALLO è consultabile nel sito www.aeranticorallo.it, sezione “Normativa”, sottosezione “Circolari e pareri dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni”
 

 

STATI GENERALI DELL’EDITORIA: DAL 28 MAGGIO GLI INCONTRI CON GLI OPERATORI

■ Dopo l’avvio degli Stati generali dell’editoria, lo scorso 25 marzo, con la cerimonia di apertura svoltasi a Roma con il Presidente del Consiglio Conte e il Sottosegretario con delega all’informazione ed editoria, sen. Vito Claudio Crimi (si veda il TeleRadioFax n. 7/2019 del 5 aprile u.s.), prenderà il via dal prossimo 28 maggio, sino al 4 luglio, la seconda fase del percorso di consultazione, con incontri, tavoli di lavoro e dibattiti pubblici aperti a operatori e categorie del settore.
Gli incontri, che si terranno a Roma, presso la Presidenza del Consiglio, nonché presso la nuova Aula dei gruppi parlamentari della Camera dei Deputati, prevedono un fitto calendario finalizzato a coinvolgere tutti gli anelli della catena dell’informazione. Nel frattempo, la Fnsi – Federazione nazionale della Stampa italiana, ha organizzato per il 14 maggio, presso il Cinema Adriano di Roma, la Conferenza nazionale dei Comitati e dei fiduciari di redazione, per discutere i temi e le proposte di riforma del settore da approfondire nel corso degli Stati generali dell’editoria.
Sullo stesso tema, il Corecom Lombardia ha convocato quattro tavoli tecnici su stampa, radio, web e televisioni locali, il cui fine sarà quello di raccogliere contributi finalizzati alla presentazione di una proposta di legge in materia al Consiglio regionale della Lombardia.  Le relative riunioni sono organizzate secondo il seguente calendario: martedì 14 maggio (la mattina, Tavolo emittenti radiofoniche locali; il pomeriggio, Tavolo editoria locale cartacea) e mercoledì 15 maggio (la mattina, Tavolo editoria locale online; il pomeriggio, Tavolo emittenti televisive locali). Gli incontri si terranno presso la sede del Corecom Lombardia a Milano, Palazzo Pirelli.
Anche il Corecom Sicilia intende avviare un Tavolo tecnico in materia di informazione locale, finalizzato all’elaborazione di proposte di azione in materia di informazione locale, da sottoporre al Governo regionale e all’Assemblea legislativa, la cui prima riunione è prevista per il prossimo 29 maggio presso la sede del Corecom Sicilia.

CONTRIBUTI ANNUALI DOVUTI DAGLI OPERATORI DI RETE PER LA TV DIGITALE TERRESTRE: ENTRO IL 31 MAGGIO L’INVIO DELLE DICHIARAZIONI DI DIRITTO AGLI SCONTI

 

■ Come noto, il DM 13 aprile 2017 ha, tra l’altro, determinato l’ammontare dei contributi dovuti dagli operatori di rete per i diritti di uso delle frequenze della tv digitale terrestre per l’anno 2019.
In particolare, gli operatori di rete per la tv digitale terrestre in ambito locale possono usufruire di riduzioni (sconti) sui suddetti contributi, qualora abbiano ceduto, nell’ultimo biennio (anni 2017 – 2018), capacità trasmissiva a terzi non riferibili allo stesso gruppo imprenditoriale.
Lo sconto applicabile viene calcolato come segue:
a) 20% per cessione di capacità trasmissiva tra il 30% e il 50%;
b) 40% per cessione di capacità trasmissiva tra il 50% e il 75%;
c) 60% per cessione di capacità trasmissiva tra il 75% e il 100%.
Il contributo dovuto dagli operatori di rete locali è altresì scontato del 20% per ciascuna rete in caso di fornitura e/o gestione di una rete con tecnologie innovative in modalità DVB-T2, in misura superiore all’80 % della propria capacità trasmissiva.
Inoltre, ai sensi dell’art. 2, comma 8 del DM 4 agosto 2016 (richiamato dal DM 13 aprile 2017), le associazioni riconosciute o non riconosciute, le fondazioni o le cooperative, prive di scopo di lucro, titolari di diritto di uso in ambito locale che utilizzano la frequenza esclusivamente per la trasmissione di programmi da parte di tv a carattere comunitario, ai sensi dell’art. 2, comma 1, lettera n) del D.Lgs n. 177/2005 e s.m.i., sono esonerate dal pagamento dei suddetti contributi.
I soggetti interessati devono inviare, entro il 31 maggio 2019, a mezzo Pec, al Ministero dello Sviluppo economico, all’indirizzo dgscerp.entratetv@pec.mise.gov.it dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà unitamente alla documentazione probatoria che giustifichi lo sconto.