TeleRadioFax n.08/99 – 22 Maggio 1999

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Sommario:


 
DDL 1138: TRA IL DIRE E IL FARE……
La legge attesa prima del rilascio delle nuove concessioni radio e tv viene frenata dal prevalere di interessi nazionali. Abbiamo raccolto opinioni di maggioranza e opposizione, da cui risulta evidente che lo stralcio è l’unica strada concretamente percorribile per salvare le imprese locali.

 

■ Passano le settimane e ancora tentenna il riavvio dell’iter parlamentare del ddl 1138. Il Parlamento ha chiaramente indicato la necessità di giungere al varo di una legge di riordino complessivo del sistema prima del rilascio delle nuove concessioni, per non trovarsi a infliggere alle imprese locali le conseguenze di norme risultanti da logiche anacronistiche rispetto alle attuali possibilità tecnologiche digitali. Invece sta accadendo che le imprese locali patiscono dell’impasse causata dal temporeggiare politico provocato dalla complessa contrapposizione di posizioni relative a interessi nazionali delle reti (il riassetto Rai e gli affollamenti pubblicitari). A conferma di questa situazione abbiamo raccolto dal “Palazzo” alcune dichiarazioni, sia di maggioranza che di opposizione, che rappresentano i contrastanti umori del momento sul tema.
Dr. Sergio Bellucci (Rifondazione): “Noi siamo sempre stati favorevoli allo stralcio delle norme per le emittenti locali, anche perché pensiamo che questa maggioranza non abbia le energie per affrontare un progetto complessivo di riforma del sistema, soprattutto rispetto alla capacità di aggredire il problema delle risorse pubblicitarie. Dovremmo comunque smettere di parlare di emittenza locale, che è un concetto degli anni ’70 che non ha più ragione di esistere. Un sistema della comunicazione deve prevedere una divisione tra servizio pubblico e tutte le aziende private, che coesistono in un sistema misto. Stiamo entrando nell’era digitale con tutto nuovo, dai linguaggi agli strumenti: vale la pena che il governo di questo sistema sia il governo della trasformazione: la 249 è stata l’ultima legge del vecchio e la 1138 deve essere la prima del nuovo corso. In questa situazione l’Autorità ha un atteggiamento duplice: a volte, parlando, sembra anticipare scelte che sono di competenza parlamentare, dall’altra parte poi non fustiga, come pure dovrebbe, Parlamento e Governo ad affrontare la nuova scelta. Insomma è forte solo nei confronti delle imprese. In realtà questa discussione sul 1138 che tiene dentro tutto di tutto, è così complicata e densa di interessi da sembrare finalizzata a che nulla cambi, incanalandosi in un iter interminabile. Come peraltro dimostra questo avvio… che non comincia. Se si inizia a settembre, il dibattito va a incardinarsi con la Finanziaria e da lì in poi…”.
Sen. Francesco Bosi (CCD): “Il Governo ha detto che avrebbe preparato aggiustamenti su cui discutere. Noi chiediamo e abbiamo sempre chiesto di completare questo esame prima delle concessioni. C’è stata l’opportunità della conversione del DL 15/99, ma s’è risolta in un’occasione perduta. In ogni caso si sarebbe potuto fare quasi nulla rispetto a quello che si sarebbe dovuto. Noi saremmo ben disponibili a votare norme per le locali anche a stralcio dell’attuale 1138, così da poter dare la giusta attenzione alle problematiche specifiche delle locali, ma il prevalere di altri interessi in maggioranza e in parte dell’opposizione rende l’ipotesi difficile”.
On. Giorgio Merlo (PPI): “Noi vogliamo che vada avanti presto questo ddl 1138 per due ragioni fondamentali: primo perché la materia deve essere disciplinata, secondo perché è sconcertante che manchi ancora una regolamentazione nel settore capace di guardare al futuro. L’iter va accelerato, contemporaneamente prevenendo una contrapposizione tra Rai e locali, che non giova certo al pluralismo dell’informazione. L’attuale atteggiamento dell’Autorità neppure giova, ma siamo certi che esprimendo presto chiare posizioni in sede parlamentare l’Autorità bene capirà che per via regolamentare non può certo annullare la novità legislativa che stiamo per introdurre”.
On. Sergio Rogna (Democratici): “Riteniamo politicamente rilevante il fatto che il 1138 sia discusso. Per le nuove tecnologie, per lo scenario nazionale e per le regole nuove per le locali che garantiscano il riequilibrio del mercato, anche perché oggi si dà per naturale un duopolio che invece naturale non è. In questo momento Mediaset e Rai sono diffidenti verso il 1138. Per le locali il discorso è diverso: il terremoto delle concessioni le spaventa, ma pure bisogna uscire da questa situazione di eccessivo affollamento che nuoce anche allo sviluppo del digitale. Certo non bisogna fare una strage per riordinare, accompagnando questo atto con una vera ripartizione di risorse”.
On. Paolo Romani (FI): “Innanzitutto va detto che il 1138 non inizierà il suo iter parlamentare prima di settembre. Al di là degli affollamenti, c’è il problema della Rai: con l’Iri che non esisterà più, occorrerà un progetto che prevenga parcellizzazioni e privatizzazioni selvagge. Non si può fare poi un provvedimento tecnologicamente arretrato proprio ora, con la tecnologia che è elemento strategico e che imporrà ritmi diversi alle solite logiche. L’emittenza locale in questo scenario dovrà trovare un ruolo diverso, definibile anche grazie alla possibilità dell’accesso a programmi e alle risorse mediati dalle nazionali”.
Sen. Stefano Semenzato (Verdi): “Come noto c’è stata una nostra insistenza perché il ddl fosse portato in discussione al Senato. Certo va fatto un riordino in generale del sistema delle comunicazioni, anche per nuovi rinvii che diventerebbero necessari se si passasse la scadenza di dicembre. E questa legge deve essere emanata presto per non dover ricominciare daccapo il processo delle frequenze. Sono elementi che impongono che l’iter inizi subito. Per ora lo stralcio per le locali non lo vediamo praticabile: sarebbe incoerente con la logica di riordino complessivo”.
Conclusioni
Queste affermazioni, anche se “a campione”, ben rispecchiano la contraddizione politica in atto che “inchioda” il 1138: il disegno di legge giace sospeso tra una logica naturale di contrasto maggioranza-opposizione parlamentare, sovrastata dalla ben più potente e trasversale contrapposizione tra partito-Rai e partito-Mediaset.
In un simile clima è purtroppo chiaro che il ddl 1138 non andrà avanti in tempi brevi e ciò in piena violazione degli ordini del giorno parlamentari approvati contestualmente alla L. 78/99. La sola strada che si prospetta è quindi quella di una massiccia mobilitazione di protesta delle emittenti. Occorre infatti scongiurare la riduzione drammatica delle emittenti, del tutto ingiustificata in relazione alle risorse tecniche e commerciali attualmente disponibili.
Negli ultimi anni la spontanea razionalizzazione e compatibilizzazione del sistema ha portato ad un sostanziale equilibrio, quindi oggi va sfatato il mito secondo cui le emittenti “sono troppe”: un’affermazione certo vera anni fa, ma ormai superata sotto ogni profilo.
Adesso esiste un numero di spazi tecnici e commerciali che, anche se non ancora ottimale, è già adeguato a garantire uno spontaneo equilibrio tra le imprese. Non c’è motivo vero per giustificare una drastica riduzione delle imprese radio e tv: allora perché, ci si consenta la provocazione su cifre documentate, non ridurre con logica analoga il numero di testate della stampa periodica e quotidiana (complessivamente ben più numerose)?
Superando la facile demagogia, l’ipotesi dello stralcio diventa pertanto la sola vera strada per dare all’emittenza locale un futuro imprenditoriale, svincolato dalle problematiche dell’estenuante contrapposizione Rai-Mediaset.
Il Governo, tramite il Sottosegretario Vita, s’era espresso nei giorni scorsi contro l’ipotesi dello stralcio: una posizione con una sua logica rispetto all’esigenza di riforma organica del settore.
Alle luce dell’attuale situazione, confermata anche nelle dichiarazioni qui pubblicate, è evidente invece che la strada dello stralcio sembri rappresentare l’unica via concretamente percorribile per evitare la falcidia delle emittenti locali. L’auspicio è che al più presto Ministero e Governo lo comprendano.

 

 

IAP: NUOVO PRESIDENTE E VIA LIBERA ALLA PUBBLICITÀ COMPARATIVA DIRETTA

 

■ Il 18 maggio l’IAP – Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria, del cui consiglio direttivo fa parte anche l’avvocato Marco Rossignoli, presidente dell’Aer, ha eletto il nuovo presidente del Giurì: il dr. Umberto Loi, già Procuratore Generale presso la Corte d’Appello di Milano, che è subentrato al prof. Antonio Baldassarre. Nella stessa giornata è anche entrato in vigore il nuovo art. 15 del Codice dell’Autodisciplina (vedi Teleradiofax n. 4 del 27 marzo 1999), che ha aperto la possibilità di effettuare, seppur a certe condizioni non lesive dell’immagine aziendale, la pubblicità comparativa diretta.

 

 

CONVEGNO CORALLO IL 27 E 28 MAGGIO

 

■ “Identità e globalizzazione” è il titolo del convegno nazionale del Corallo che si terrà il 27 e 28 maggio a Roma presso la Lumsa, in Borgo S. Angelo,13. Il 28 alle 11.30 in particolare sono previsti gli interventi dei rappresentanti del Coordinamento Aer Anti Corallo, anche per valutare le iniziative da intraprendere in relazione al prossimo Piano delle Frequenze.