TeleRadioFax n.10/99 – 19 Giugno 1999

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Sommario:


 
PIANO FREQUENZE: PRECISE DOMANDE ATTENDONO CHIARE RISPOSTE
Il Coordinamento Aer Anti Corallo chiede all’Autorità di conoscere lo schema di Piano di secondo livello per poter esprimere il proprio parere, come previsto dalla Legge 249/97.

■ La fase di definizione della pianificazione di secondo livello, a integrazione del Piano frequenze tv (la cui pubblicazione è prevista per il prossimo 30 giugno), è un passaggio fondamentale per assicurare alle imprese operanti la possibilità di continuare ad operare e di farlo in condizioni sufficienti a garantire lo sviluppo dell’attività basato su sane logiche di mercato. Per questo l’avvocato Marco Rossignoli, coordinatore delegato di Aer, Anti e Corallo, ha inviato all’ing. Mario Lari, commissario dell’Autorià relatore del Piano, una nota contenente una serie di osservazioni e richieste.
Nella nota si fa presente quanto sia assolutamente necessario che, ai fini della emanazione della integrazione del piano, si faccia riferimento alle comunicazioni rese dalle emittenti ai sensi dell’art. 1, comma 3 del DL 15/99, convertito con modificazioni dalla L. 78/99. Questo perché tali comunicazioni hanno reso un’informativa molto concreta sulle esigenze dell’emittenza televisiva locale ai fini del rilascio delle nuove concessioni. Oltretutto le risultanze di tali comunicazioni possono essere messe a confronto con gli allegati tecnici dei decreti di concessione rilasciati dal Ministero alle tv locali (tabelle riassuntive degli impianti di diffusione e descrizioni grafiche delle strutture di rete) ai sensi dell’art.1 della L. 422/93. In particolare tali tabelle indicano per ogni impianto assentito in concessione: l’ubicazione, il canale di emissione e la potenza di trasmissione del relativo apparato.
Tutti gli impianti oggetto delle concessioni sono stati peraltro verificati dalla Amministrazione PT e costituiscono quindi un dato attendibile.
Obiettivo della pianificazione di secondo livello deve dunque essere quello di garantire almeno gli attuali spazi radioelettrici alle emittenti televisive locali ad oggi operanti (in base ai dati della DGCA del Ministero delle Comunicazioni, le televisioni locali eserciscono attualmente 8176 impianti).
La pianificazione di secondo livello dovrà stabilire, come previsto dalla L. 78/99, il numero delle emittenti che potranno operare in ciascun bacino, indicando per ogni emittente il numero dei canali che complessivamente potrà esercire e le relative ubicazioni.
Tali scelte dovranno essere operate tenendo conto che sono attualmente operanti circa 170 tv locali con copertura regionale (intendendosi per tale quella delle tv locali che servono almeno una regione), e circa 500 tv con copertura provinciale (intendendosi per tale quella delle tv locali che servono almeno una provincia).
E ancora: prima dell’emanazione del provvedimento di integrazione del piano, il Coordinamento Aer-Anti-Corallo dovrà formulare il proprio parere sullo schema di tale provvedimento (ai sensi dell’art. 1, comma 6, lettera A) n.2 della legge 249/97). Tale schema andrà quindi sottoposto al Coordinamento per un esame preventivo. E’ stato infine chiesto di conoscere i dati relativi alle comunicazioni preventive, con particolare riferimento a:
– numero di soggetti che hanno effettuato la comunicazione che sono già titolari di imprese televisive locali;
– numero di soggetti che hanno effettuato la comunicazione che non sono titolari di imprese televisive locali;
– numero di bacini provinciali nei quali si intende svolgere attività televisiva da parte dei soggetti interessati, con esclusione dei bacini provinciali inclusi in quelli regionali e sub-regionali.
Prossime iniziative
In attesa di verificare la disponibilità dell’Autorità al riguardo delle questioni poste, e alla luce anche delle dichiarazioni recentemente rilasciate a mezzo stampa dal Ministro Cardinale (vedi articolo a pagina 2 di questo stesso Teleradiofax) il Coordinamento Aer Anti Corallo sta organizzando per le prossime settimane un programma articolato di iniziative e la conseguente mobilitazione delle imprese radiotelevisive locali, al fine di intraprendere azioni verso l’opinione pubblica e le forze politiche, così da far valere in modo inequivocabile le ragioni dell’emittenza locale .

 

SIGNOR MINISTRO, PER FAVORE…..NIENTE LUOGHI COMUNI SULLE LOCALI

 

Cardinale, dopo mesi di silenzio, pare proprio che abbia iniziato ad occuparsi di emittenza locale. Bisogna però esprimere preoccupazione verso certi progetti che sono molto lontani dall’essere risolutivi delle problematiche del settore. Occorre piuttosto un costruttivo confronto preventivo.

 

■ Prima Italia Oggi del 3 e 5 giugno, poi Il Mattino di Napoli, hanno pubblicato dichiarazioni del Ministro Cardinale relativi al futuro assetto dell’emittenza locale. In entrambi i casi il Ministro ha prospettato una prossima, drastica riduzione dell’emittenza locale, in considerazione del fatto che non ci sarebbero spazi per tutti in presenza di un sistema analogico di trasmissione. Alle emittenti che continuerebbero ad operare dovrebbero poi andare i benefici di quella parte di risorse pubblicitarie a cui le reti nazionali dovranno rinunciare a seguito dell’inasprimento dei limiti di affollamento. Un tale atteggiamento (e conseguente ipotesi), oltre ad essere molto lontano dalla reale soluzione delle problematiche del settore, prospetta irreparabili conseguenze per centinaia di imprese radiotelevisive. Occorre infatti evidenziare che non possono essere leggi e graduatorie (un’esperienza analoga è infatti già fallita nel ’92) a decidere chi siano quelli meritevoli: mercato e ascoltatori sono oggi i soli possibili fattori discriminanti, sulla base del prodotto editoriale offerto. Le leggi semmai devono creare condizioni utili alla valorizzazione dell’emittenza locale, salvaguardando una logica pluralistica che preveda adeguati spazi radioelettrici e commerciali utili allo sviluppo: spazi che già oggi il settore ha cercato di creare spontaneamente e che, pur con i presenti limiti, già permettono quotidianamente l’operare delle imprese. Le leggi devono poi evitare l’abuso di posizioni dominanti da parte delle reti nazionali, ma se non si realizzerà una politica organica di settore, si creeranno soltanto i presupposti per una soluzione peggiore del presunto “problema” che si vorrebbe correggere. Infatti lasciando poche imprese privilegiate e permettendo l’introduzione del cosiddetto traino pubblicitario, i grandi gruppi manterranno inalterata la propria raccolta pubblicitaria, dirottando sulle emittenti locali sopravvissute al piano delle frequenze quegli spots che non potranno più irradiare a seguito della modifica dei limiti di affollamento. Con il risultato di nulla sottrarre alle imprese nazionali, ma di togliere a centinaia di imprenditori locali la propria attività, a migliaia di lavoratori un impiego e ai cittadini un coro pluralistico di informazione davvero libera. Invitiamo il Ministro ad abbandonare questa inaccettabile idea della drastica riduzione delle emittenti (anche attraverso l’attuazione del piano delle attuali frequenze analogiche, peraltro anacronistico visto l’avvento imminente del digitale) e a superare i preconcetti secondo i quali “non c’è lo spazio per tutti” ed esisterebbe una sorta di “far west”. Lo invitiamo invece a promuovere con urgenza un concreto confronto con l’emittenza locale al fine di progettare assieme un sistema che sappia essere rispettoso dei principi del pluralismo, ponendo le giuste basi per un’emittenza locale di qualità, ma in piena autonomia e libertà di impresa e non “trainata” e, conseguentemente, vassallizzata.

 

CONTRIBUTI ALLE TV LOCALI: PREOCCUPAZIONI, PIU’ CHE FONDATE

 

Lo schema di regolamento del Ministero per i finanziamenti atti all’adeguamento dei siti al Piano frequenze tv prescinde dalle reali finalità del legislatore. Inoltre i teleradioreporter nelle graduatorie risulterebbero penalizzati, senza alcuna logica, rispetto ai giornalisti Fnsi-Fieg.

 

■ Il Ministero delle comunicazioni ha pronto lo schema di regolamento (previsto dall’art. 45, comma 3, della legge 448/98 collegato alla finanziaria 1999) sui contributi alle televisioni locali finalizzati in particolare all’adeguamento dei siti al Piano di assegnazione delle frequenze televisive. Questo regolamento, che ha già ottenuto il parere favorevole del Consiglio di Stato e il concerto del Ministero del Tesoro (e deve ora passare all’esame delle competenti commissioni parlamentari), segue una logica che non tiene assolutamente conto delle finalità che hanno ispirato la norma. Ricordiamo infatti gli ordini del giorno parlamentari, approvati in occasione del dibattito di conversione del DL 15/99 (ora L. 78/99), in cui al riguardo si dava rilevanza al fatto che tali contributi dovessero specificamente riguardare “un ampio numero di imprese televisive, in quanto finalizzati a favorire l’attuazione del piano” e impegnavano il Governo e il Ministro, tra l’altro, a “disciplinare l’erogazione di detti contributi nella misura massima, per ogni impresa televisiva locale, dello 0,7% dello stanziamento complessivo”. Invece verifichiamo che tale schema di regolamento, lungi dall’essere strumento di sostegno per le emittenti effettivamente interessate dai costi derivanti dall’adeguamento degli impianti ai nuovi siti previsti dall’emanando Piano delle frequenze tv da parte dell’Autorità, si regge sostanzialmente su una ripartizione delle somme calcolata sulla base di graduatorie che, nell’assegnazione di ben quattro quinti del fondo stanziato, sono state redatte tenendo conto di tutt’altri, discutibili, criteri.
Tali criteri sono: media dei fatturati dell’ultimo triennio (fino a punti 200) e del numero dei dipendenti (60 punti per giornalista, 45 per teleradioreporter e 30 per ogni altro assunto, valutando al 50% i contratti di formazione e al 20% per ogni anno i contratti a tempo determinato).
Inoltre la norma prevede che lo stanziamento annuo andrà ripartito tra i vari bacini di utenza tv in proporzione al fatturato realizzato nel triennio precedente dalle emittenti operanti in quel bacino (con copertura non inferiore al 70%) e che abbiano chiesto di beneficiare delle misure di sostegno e che siano state ammesse con provvedimento adottato ai sensi del dpr 680/96 alle provvidenze ex art. 7 del d.l. 323/93 convertito con modificazioni dalla L.422/93.
In questo modo accade che emittenti anche di dimensioni medio-grandi, ma operanti in aree economicamente disagiate, (e quindi con possibilità di modesta raccolta pubblicitaria) anche se costrette dal Piano a rivoluzionare le proprie strutture, avranno maggiori difficoltà ad accedere alle provvidenze.
Che sia sollecitato l’impegno occupazionale è poi un principio corretto, ma è illogico il fatto di premiare le figure professionali inquadrate con contratto giornalistico Fnsi-Fieg (che è un contratto della carta stampata!), a scapito della figura del teleradioreporter, prevista dai CCNL di settore (come il CCNL stipulato dal Coordinamento Aer Anti Corallo con Cisal e Fenasalc Cisal). Nessun senso ha infine il fatto di premiare con soldi pubblici i maggiori fatturati.
Il Coordinamento aveva già manifestato le proprie preoccupazioni dopo aver preso atto dell’avvio dell’iter di questo Regolamento, che peraltro non è stato sottoposto all’esame della Commissione (ex art. 2 c. 4 della L. 422/93) di cui fanno parte anche le associazioni di categoria. Contro questi orientamenti il Coordinamento farà naturalmente sentire le proprie ragioni, in occasione della prossima discussione parlamentare del Regolamento, che (come prevede l’iter) sarà esaminato dalla Commissione VII alla Camera e dalla Commissione VIII al Senato.

 

DOPPI MARCHI: ISPETTORATI IN AZIONE

 

■ Procede l’iter conseguente gli esposti presentati dal Coordinamento Aer Anti Corallo all’Autorità e ad alcuni Ispettorati Territoriali del Ministero delle comunicazioni sulla questione dell’uso illegittimo di marchi radiofonici nazionali da parte di emittenti locali (ai sensi dell’art. 2 comma bis del DL 15/99 convertito con modificazioni dalla L 78/99), relativamente al marchio Rtl.
Negli Ispettorati è stata avviata la fase ricognitiva, per fornire all’Autorità gli elementi per una valutazione e un giudizio al riguardo.
Sulla problematica abbiamo interpellato l’ing. Federico Flaviano, direttore dell’Ispettorato Territoriale Lazio, il quale ci ha spiegato che “gli elementi che noi ora stiamo raccogliendo riguardano gli annunci dati verbalmente durante le trasmissioni, quelli dati tramite sistema rds e la documentazione inviata dalla stessa emittente come comunicazione del cambio di denominazione.
Poi si verifica la titolarità dell’emittente. Meno frequente è per noi l’eventualità di analizzare la comunicazione promozionale dell’emittente, sotto forma di volantini, annunci stampa o adesivi: questo aspetto esula sostanzialmente dal nostro ambito. Naturalmente va ribadito il fatto che il nostro è un ruolo strettamente di segnalazione: valutazione e giudizio sono di esclusiva competenza dell’Autorità”.

 

TAR DI CATANIA: MINISTERO INADEMPIENTE SU QUESTIONE FREQUENZE EX-TELEPIU’, DECISO COMMISSARIAMENTO

 

■ Facendo seguito all’istanza di un’emittente tv locale, che rivendicava diritti su canali ex-Telepiù, il Tar di Catania a gennaio aveva emesso un’ordinanza con la quale concludeva che la questione non fosse di sua pertinenza in quanto, essendo l’assegnazione di tali canali intesa come provvedimento temporaneo in attesa delle concessioni nazionali ed essendo queste ultime in fase di prossimo rilascio (con relativo regolamento già emanato), fosse di pertinenza del Ministero riesaminare la questione e pronunciarsi al riguardo. A distanza di mesi, in assenza di risposte dal Ministero, l’emittente ha ricorso nuovamente al medesimo Tar il quale, sulla questione, ha emesso nuova ordinanza con cui, rilevata l’inadempienza del Ministero, ha deciso di esercitare il proprio potere sostitutivo con la nomina di “commissario ad acta” (nelle persone di tre docenti de La Sapienza di Roma) per garantire l’esecuzione dell’ordinanza precedente. Questo provvedimento è molto importante e costituisce un precedente in base al quale potrà essere riaperta la questione dell’assegnazione delle frequenze ex-Telepiù.

 

GUARDIA DI FINANZA: ISTITUITO NUCLEO SPECIALE PER RADIODIFFUSIONE ED EDITORIA

 
 

■ Con decreto dello scorso 5 maggio, pubblicato il 4 giugno in Gazzetta Ufficiale, il Ministero delle Finanze ha istituito il “Nucleo speciale della Guardia di Finanza per la radiodiffusione e l’editoria”: organo inizialmente previsto a supporto dell’attività del Garante e successivamente, in base all’art.1, comma 13, L. 249/97, dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. Il Nucleo si compone di un ufficiale comandante, sei ufficiali, quaranta tra ispettori e sovrintendenti e dieci tra appuntati e finanzieri.

 

PUBBLICITA’ COMPARATIVA E INGANNEVOLE: NORME CHE DEVONO ESSERE COORDINATE

 

■ L’avv. Mauro Maiolini è intervenuto in rappresentanza dell’AER, alla riunione del gruppo di lavoro sulla pubblicità comparativa costituito presso il Ministero dell’Industria, del Commercio e dell’Artigianato e di cui l’Aer fa parte assieme a rappresentanti dello stesso Ministero, dell’Autorità antitrust, di Upa, Confapi, Confindustria, Confesercenti, Rai, Mediaset, Fieg e rappresentanti delle associazioni consumatori.
Motivo dell’incontro: la necessità di integrare le norme sulla pubblicità ingannevole (di cui al DLGS 74/92) con le nuove norme sulla pubblicità comparativa contenute nella direttiva 97/55/CE. Le parti hanno presentato emendamenti alla bozza di testo del decreto predisposto dal Ministero e, dopo ampia discussione (con riserva di presentare ulteriori note), si è deciso per la convocazione di un’ulteriore riunione, circa entro un mese, per predisporre il testo definitivo.

 

RIUNIONE DELL’AER A NAPOLI

 

■ Le imprese associate all’ Aer delle regioni Campania, Lazio, Basilicata, Abruzzo e Molise si incontreranno il 25 giugno mattina al Grand Hotel Terminus di Napoli con il presidente Marco Rossignoli e il segretario nazionale Fabrizio Berrini.

 

PROVVIDENZE EDITORIA: RIUNITE LE COMMISSIONI RADIO E TV

 

■ Venerdì 18 giugno si sono riunite le commissioni radio e tv costituite presso l’Ufficio per l’Editoria e la Stampa della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
La commissione radio ha, tra l’altro, concluso l’esame delle domande di provvidenze per l’anno 1997,
La commissione tv invece, di cui fanno parte Luigi Bardelli (presidente Corallo) Elena Porta (segretario generale Anti) e Fabrizio Berrini (segretario nazionale Aer) ha anche esaminato una nutrita serie di domande ancora in sospeso relative agli anni compresi tra il 1991 e il 1997.