TeleRadioFax n.12/2000 – 17 Giugno 2000

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Sommario


IL COORDINAMENTO AER-ANI-CORALLO ESPRIME UNA FORTE CRITICA IN MERITO ALLA DECISIONE DELL’AUTORITA’ RELATIVA ALL’ACCERTAMENTO DI POSIZIONI DOMINANTI DI RAI E MEDIASET A TUTELA DEL SETTORE RADIO E TV LOCALE RICORSO AL TAR LAZIO

■ Il Coordinamento Aer-Anti-Corallo, al fine di tutelare le imprese radiofoniche e televisive locali, ricorrerà al Tar Lazio per ottenere l’annullamento della decisione, assunta dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, di non applicare misure deconcentrative a Rai e Mediaset per il superamento della soglia del 30 per cento delle risorse di mercato. Ricordiamo che le posizioni dominanti nel settore radiotelevisivo sono vietate ai sensi dell’art. 2, comma 9, della L. 249/97.

Questo è oggi un mercato che vede quattro quinti delle risorse assorbite da Rai e Mediaset, mentre le restanti 700 imprese televisive locali operanti devono spartirsi il complessivamente solo il 5,7% delle risorse.
La circostanza che i due principali operatori controllino la quasi totalità dell’offerta e delle risorse economiche, mentre le altre imprese televisive in chiaro occupano posizioni marginali sul mercato, è una condizione che nuoce gravemente al pluralismo e alle possibilità di un reale sviluppo del settore locale.
In tal modo si limita la possibilità di piena realizzazione di quel potenziale di informazione e comunicazione su scala territoriale a servizio del pubblico, con grave danno, oltre che alle imprese interessate, anche agli stessi cittadini.

 

CONCESSIONI TV LOCALI: RIEPILOGHIAMO LE RAGIONI PER LE QUALI L’APPLICAZIONE DELL’ATTUALE ITER NORMATIVO NON PORTERA’ AD ALTRO CHE ALLA PARALISI DEL SISTEMA TELEVISIVO NAZIONALE E LOCALE E NUOCERA’ GRAVEMENTE ALLA TRANSIZIONE VERSO LE NUOVE TECNOLOGIE DIGITALI

 

■ E’ confermata, come ormai è noto, la scadenza del 30 giugno per la presentazione delle domande di concessione con la possibilità di integrare alcuni documenti entro il 3 agosto in base alla relativa Circolare ministeriale (nel sito www.coordinamento.it è disponibile tutta la normativa relativa al rilascio delle nuove concessioni televisive in ambito locale).

Il Coordinamento Aer-Anti-Corallo in ogni caso vuole schematicamente ribadire le numerose e oggettive ragioni a causa delle quali l’intero impianto procedimentale porterà alla totale paralisi del sistema televisivo italiano. La Commissione chiamata a vagliare le domande, nominata dal Ministero, sarà la stessa che si è già espressa sulle tv nazionali. I membri, scelti tra una rosa di 17 nomi selezionati dall’Authority, sono: l’avv. Alessandro Munari, avv. Fabio Bassan, prof Armando Lamberti, prof Mario Mandarini, prof. Gianfranco Meucci, prof. Mario Morcellini, prof. Ferdinando Pinto, prof. Giuseppe Richeri e il consigliere di Stato Felice Serino. Vediamo questo gruppo di esperti quali problematiche si troverà a dover gestire.

 

1) Numero delle domande di concessione
Per ogni richiedente si può presumere una media di 20 domande (da circa 5 a 50 domande ciascuno) suddivise per diversi bacini geografici (regionali e provinciali corrispondenti, oltre ai provinciali limitrofi) e per tipologia di concessione (sono possibili 4 tipologie). I richiedenti corrispondenti alle imprese attualmente operanti saranno circa 700, pari quindi a un totale di 14.000 domande. Inoltre possiamo ipotizzare che circa 100 saranno i soggetti che, pur attualmente non gestendo emittenti, presenteranno regolare domanda: anche immaginando richieste territorialmente più mirate, avremo circa 10 domande per ciascuno, pari ad un altro gruppo di 1.000 domande. Morale: la commissione dovrà esaminare 15.000 domande di concessione.

 

2) Tempi di raccolta del materiale
Il 30 giugno scadono i termini per la presentazione delle domande (con proroga al 3 agosto per il deposito di alcuni documenti): poi deve seguire la raccolta e catalogazione del materiale, in pieno periodo di ferie estive.

 

3) Tempi di esame, teorici e reali
La commissione per legge ha tempo fino al 31 gennaio 2001 per esaminare e redigere le graduatorie, scadenza che rapportata ai numeri suddetti non lascia certo molto tempo a disposizione: tra tempi di protocollo e ferie estive, i giorni disponibili diminuiscono, fino ad arrivare alla conclusione che la Commissione dovrebbe riuscire ad esaminare, comparare ed inserire in graduatorie differenziate per ciascun bacino provinciale e regionale e per le emittenti comunitarie, circa 100 pratiche al giorno (considerando dieci ore lavorative al giorno compresi i sabato e le domeniche, una ogni sei minuti circa!). La complessità della procedura d’esame lascia piuttosto pensare che occorreranno alcuni anni per il rilascio delle concessioni.

 

4) Graduatorie: Come fare?
Sono previste diverse tipologie di emittenza, ma il regolamento dell’Authority non ha previsto graduatorie separate tra le emittenti informative, quelle esclusivamente commerciali e quelle monotematiche sociali. Come sarà possibile decidere sulle stesse?
Inoltre la commissione dovrà, preliminarmente alla redazione delle graduatorie, definire i criteri per determinare i punteggi. Il disciplinare infatti stabilisce il punteggio massimo per ogni area, ma non come si debbano ripartire le frazioni di tale punteggio tra il valore minimo e massimo. La questione è molto complessa, soprattutto nei casi di punteggi che sono poi utilizzati per emittenti che chiedono concessioni per i bacini di regioni limitrofe. In ogni area infatti le diverse caratteristiche di mercato e socio-economiche impongono criteri di valutazione che possono differire dalle altre aree.

 

5) Durata concessioni e digitale
Le concessioni di cui si sta discutendo avranno durata sino al 31 luglio 2005, ma se (per le ragioni sopra esposte) fossero rilasciate a ridosso o (addirittura) successivamente a tale data, che accadrebbe? Si finirebbe con l’aver percorso tutto questo iter per ottenere concessioni scadute o di imminente scadenza, che avrebbero però quale unico effetto pratico quello di interferire con il ben più importante rilascio delle nuove concessioni per le trasmissioni digitali.

 

6) Tempi di attuazione del Piano
Redatte le graduatorie e assegnate le concessioni, si aprirebbe il fronte rappresentato dalla materiale applicazione del Piano delle frequenze: canali che andrebbero assegnati ai concessionari, con corollario di traslochi di impianti ed enormi costi e disagi per le emittenti, ma anche per i cittadini (che dovrebbero risintonizzare la maggior parte dei programmi tv). Si creerebbe una confusione strutturale abnorme, che produrrebbe oltretutto il solo risultato pratico di interferire col passaggio al digitale.

 

7) Contenzioso
Su tutto, infine, va evidenziato che è probabile che ogni fase dell’iter sarà oggetto di ricorsi alla magistratura da parte di chi sarà escluso o non adeguatamente valorizzato in graduatoria. Stiamo parlando di migliaia di ricorsi sia in fase di redazione graduatorie, che assegnazione concessione che, infine, di obbligo di trasloco impianti.

 

Conclusioni
Nel settore la preoccupazione è molta: il ddl 1138, nonostante le ripetute dichiarazioni di esponenti della maggioranza, non decolla, la riforma non si vede, il duopolio rimane, lo scenario pertanto non induce certo a investire nuove risorse nelle proprie imprese. L’unica strada apparentemente percorribile resta quella di una completa e immediata disapplicazione dell’iter procedimentale, ribadendo che soprattutto per il settore radiofonico (dove oltretutto operano ben 1.100 soggetti) non ha alcun senso nemmeno avviare, sulle stesse basi della tv, una simile pretesa di pianificazione. Quello che chiedono oggi le imprese radio e tv locali sono certezze e la possibilità di operare con una dovuta serenità.

 

RADIOFONIA: NO AL PIANO FREQUENZE

 

■ In base alla Legge 78/99, il Piano delle frequenze per la radiodiffusione sonora dovrebbe essere emanato dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni entro il prossimo 30 novembre e le relative concessioni dovrebbero essere rilasciate dal Ministero delle comunicazioni entro il 31 maggio 2001. La Legge non stabilisce il termine per la presentazione delle domande di concessione e ad oggi, peraltro, non è neppure noto lo stato dei lavori presso l’Authority in merito all’elaborazione del Piano delle Frequenze radiofoniche.

Tutta la corrispondente vicenda televisiva relativa al rilascio delle concessioni, attualmente in corso, non può che incidere profondamente anche sulle valutazioni relative all’ambito radiofonico. Al riguardo il Coordinamento Aer-Anti-Corallo ribadisce che il giudizio sull’ipotesi di pianificazione radiofonica è totalmente negativo, ancor più di quanto non lo sia per l’ambito tv, per le seguenti, fondamentali motivazioni:
1) se si applicasse anche alla radiofonia la stessa “logica” che nella tv ha prodotto gli effetti di cui abbiamo detto, ci si troverebbe inevitabilmente nelle stesse condizioni, ma con l’aggravante che nella radio i soggetti interessati sarebbero oltre 1.100, contro i circa 700 televisivi, e dunque raddoppierebbe di fatto su tutto il fronte la quantità e complessità dei problemi evidenziati;
2) in questi anni nel comparto radiofonico si è assistito ad un naturale e molto concreto processo di spontanea razionalizzazione (tramite fusioni, accorpamenti e compravendite), e ad una forte riduzione della
situazione interferenziale (questo grazie alla Legge 122/98, che ha permesso la compatibilizzazione di moltissime situazioni);
3) un Piano delle frequenze radiofonico fatto, come quello tv, su basi puramente teoriche e senza tenere conto dell’esistente causerebbe una drastica riduzione degli spazi per tutte le emittenti radio, alimentando la conflittualità tra emittenza locale e nazionale, senza nessun vantaggio per il settore o per l’utenza;
4) anche per la radio si affaccia la necessità di avere sostegno e giuste regole (e non intralci) per il necessario passaggio alla nuova tecnologia DAB di trasmissione digitale, fondamentale per tenere il passo col resto d’Europa;
5) il settore radiofonico sta vivendo una positiva fase congiunturale economica di crescita e dunque qualsiasi intervento penalizzante avrebbe ripercussioni molto negative sulle imprese operanti, che invece proprio in questo periodo vanno sostenute in termini di incentivi allo sviluppo e all’occupazione.
Per queste ragioni il Coordinamento fin d’ora dice un chiaro “NO!” alla riproposizione in ambito radiofonico delle logiche di pianificazione televisiva ed ha allo studio una serie di azioni di protesta e sensibilizzazione nei confronti delle forze politiche e dell’opinione pubblica, anche mobilitando le proprie 922 imprese radiofoniche associate per campagne di protesta in autunno.

 

LA GIUNTA REGIONALE LAZIO CHIEDE NULLAOSTA SANITARIO PER IMPIANTI

 

■ Sul Bollettino Ufficiale n. 16, del 10 giugno 2000, della Regione Lazio è stata pubblicata la Deliberazione del 4 aprile 2000, n. 1138, della Giunta Regionale Lazio, recante disposizioni per l’installazione, la modifica e l’esercizio di impianti di radiocomunicazioni. Ai sensi dell’art.7 di tale delibera, per gli impianti già installati e funzionanti nel territorio della regione Lazio (come quelli delle imprese radiofoniche e televisive), ai titolari di concessione è assegnato termine fino al 9 agosto 2000 per presentare richiesta di nullaosta sanitario. Il testo della delibera è pubblicato nel sito www.coordinamento.it alla sezione “Normativa regionale in materia radiotelevisiva”.

 

 

SCADENZE & AGENDA

 

L’informativa di sistema va inoltrata entro il 31 luglio
■ Il 31 luglio 2000 scadono i termini a disposizione delle emittenti radiofoniche e televisive per l’inoltro all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni dell’informativa di sistema (dati relativi alle compagini societarie, dati contabili e extra-contabili dei bilanci d’esercizio). In base alla delibera n.237/00/CONS (in G.U. del 28 aprile) emanata lo scorso 21 aprile, sarà possibile utilizzare, da parte di tutti i soggetti interessati i modelli della serie “ridotto” per l’invio dei dati contabili. Il testo della delibera è pubblicato nel sito del Coordinamento (www.coordinamento.it), nella sezione “Normativa”, sottosezione “Norme attuative in materia di disciplina del sistema radiotelevisivo pubblico e privato”.

 

Assemblea Generale Confcommercio
■ Il 21 giugno è in programma l’assemblea generale della Confcommercio, nell’Aula Magna del Palazzo dei Congressi dell’Eur, con inizio alle ore 10. I lavori verranno aperti dal presidente Sergio Billè. Sarà presente l’Avv. Marco Rossignoli in rappresentanza del Coordinamento Aer-Anti-Corallo e quale membro del Consiglio Generale di Confcommercio. Dal 22 al 23 febbraio seguirà poi, a Fiuggi, il “Meeting Organizzativo”, in cui si affronteranno temi quali l’associazionismo, l’organizzazione aziendale e l’e-commerce.