TeleRadiofax n.4/2010 -27 Febbraio 2010

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Sommario:


SOPPRESSE LE PROVVIDENZE EDITORIA PER LE RADIO E LE TV LOCALI: LA FORTE PROTESTA DELLE IMPRESE AERANTI-CORALLO NEI CONFRONTI DEL PARLAMENTO E DEL GOVERNO. LE REAZIONI DEL MONDO POLITICO E SINDACALE

■ Lo scorso 23 febbraio, in tarda serata, nel corso della discussione alla Camera dei Deputati del ddl di conversione del cosiddetto decreto “Milleproroghe”, è stato proposto un emendamento che prevede che le imprese radiofoniche e televisive locali non abbiano più diritto alle provvidenze editoria di cui all’art. 11 della legge n. 67/87, all’art. 8 della legge n. 250/90 e all’art. 23 della legge n. 422/93. Tale soppressione, proposta inaspettatamente senza alcun preventivo confronto con AERANTI-CORALLO e con il sindacato dei giornalisti Fnsi, avviene, peraltro, con efficacia retroattiva a decorrere dal 1° gennaio 2009, cagionando gravi problemi alle imprese, in un periodo di forte crisi delle vendite pubblicitarie, che confidavano su tali provvidenze cui avevano diritto in base alla legge.

L’emendamento è stato approvato a maggioranza, dopodiché, nella giornata successiva, il Milleproroghe è stato approvato, senza modificazioni, in via definitiva dal Senato. Vani sono stati i tentativi fatti in sede parlamentare di far modificare la norma; nella ultima lettura al Senato, è stato tuttavia approvato un ordine del giorno, a firma dei senatori Vita, Randazzo, Micheloni, Blazina, Legnini, Lusi, Ferrante e Vimercati, che impegna il Governo, tra l’altro, “a prevedere, anche al fine di garantire il pluralismo dell’informazione, l’inclusione delle imprese di radiodiffusione  sonora e televisiva di carattere locale fra i soggetti beneficiari  dei contributi all’editoria per l’annualità 2009 e per le annualità successive”.

La retroattività del provvedimento e la disparità di trattamento operata con le testate di partito, che conservano il diritto alle provvidenze, comporta, a parere di AERANTI-CORALLO, l’incostituzionalità della norma. E’ pertanto auspicabile che il Presidente della Repubblica rinvii il provvedimento alle Camere ai sensi dell’art. 74 della Costituzione.

AERANTI-CORALLO si è frattanto immediatamente attivata per ricercare, in tutte le sedi, soluzioni che possano consentire il ripristino di tale fondo. Frattanto, centinaia di imprese AERANTI-CORALLO hanno già inviato al Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’editoria, Paolo Bonaiuti lettere di protesta in cui si chiede il ripristino dei fondi. Nei prossimi giorni, inoltre, la  protesta delle imprese radiofoniche e televisive locali verrà attuata mediante  una campagna che prevede la messa in onda di centomila comunicati, (si veda articolo a lato).

Le reazioni del mondo politico e sindacale La rappresentanza sindacale della stampa è intervenuta a sostegno delle emittenti locali. A cominciare dal Segretario della Fnsi, Franco Siddi, che ha tra l’altro dichiarato: “Ciò che pesa di più in questo momento è la scelta politica di considerare figli minori, da discriminare, la stampa italiana all’estero e l’emittenza locale. Recuperare questa ingiustizia in uno dei primi provvedimenti straordinari utili (a cominciare da quello per lo sviluppo) è possibile se il Ministero dell’Economia compie uno sforzo di piena considerazione delle problematiche che si sono aperte e dei valori che sono in gioco.” L’Assostampa Romana ha espresso “La più ferma contrarietà al taglio dei contributi all’emittenza locale che il contratto Aeranti-Corallo ha faticosamente portato nell’ambito di un sistema di regole”, mentre l’Assostampa Puglia si è dichiarata “disponibile da subito a tutte le forme di mobilitazione annunciate dal segretario generale della Fnsi, Franco Siddi, per scongiurare che la pur necessaria riforma dell’editoria si riduca alla mera eliminazione per decreto di tante emittenti locali, realtà indispensabili per far crescere l’informazione e la coscienza critica del Paese” e l’Associazione Stampa Subalpina ha parlato di “tagli non accettabili”.

Solidarietà è stata espressa al settore dell’emittenza radiofonica e televisiva locale anche da parte dei Corecom. Roberto Pellegrini, presidente del Coordinamento nazionale Corecom, ci ha dichiarato: “Voglio pensare che si tratti di una svista, altrimenti si tratta di un grande errore, in quanto con questo provvedimento viene meno un importante servizio di informazione garantito dall’emittenza radiofonica e televisiva locale.  Al Sottosegretario Bonaiuti chiediamo di ripristinare una situazione a garanzia del servizio ai cittadini.” Gli fa eco Maria Luisa Sangiorgio, presidente del Corecom Lombardia, che dice: “In un momento difficile di cambiamento anche strutturale del settore, il taglio appare grave e occorre rimediarvi. E’ altrettanto urgente affrontare una riforma delle provvidenze perché le stesse vadano a soggetti che ne abbiano effettivamente bisogno.” Francesco Soro, presidente del Corecom Lazio, ritiene “il provvedimento intempestivo, viste le difficoltà che il settore sta attraversando, anche con riferimento, soprattutto per il comparto televisivo, alla transizione al digitale. Mi auguro ci sia un ripensamento.”

La soppressione delle provvidenze alle radio e tv locali ha prodotto anche numerose reazione del mondo della politica.

Paolo Gentiloni (responsabile informazione PD), ci ha dichiarato: “E’ gravissimo il taglio previsto dal Dipartimento Editoria che si aggiunge alla decurtazione dei fondi del Ministero dello sviluppo economico. E’ molto urgente che tali fondi vengano ripristinati.” Il presidente dei Senatori PDL, Maurizio Gasparri, ha affermato: “La Camera ha rimodulato alcuni fondi editoria per quanto riguardava giornali e altre iniziative e sono certo che, come nel passato, troveremo le migliori soluzioni per garantire a tutti mezzi adeguati.” Il senatore Vincenzo Vita (PD), che ha presentato l’Ordine del giorno approvato dal Senato, avrebbe preferito un taglio lineare su tutti i settori che beneficiano del sostegno all’editoria: “E’ sbagliato prendersela solo con le radio e le tv locali. IL PD si è battuto perché non venisse praticato il taglio attuato solo sul vostro settore. Tuttavia sono fiducioso e credo vi siano margini per un recupero.” Alessio Butti (senatore PDL), si è detto “perplesso per quanto accaduto alla Camera. E’ stato riparato un torto perpetrandone un altro. Faremo trasversalmente quanto possibile per far ripristinare i fondi.” Carlo Ciccioli, deputato PDL, si rammarica del fatto che, a fronte di un sostegno limitato alle imprese radiofoniche e televisive locali dato dal fondo sull’editoria, con il taglio perpetrato, “oggi vi sono 1.600 giornalisti, formati nelle aziende, che vengono sostanzialmente messi all’angolo.” Anche Luigi Vimercati (senatore PD) si è detto rammaricato per il taglio unilaterale alle provvidenze per le emittenti locali. “Abbiamo fatto tutto il possibile, ma non c’è stata possibilità di intervenire”.  Il segretario dell’UDC, Lorenzo Cesa, ha espresso solidarietà all’emittenza locale, affermando, come ripreso da alcune agenzie, che “le emittenti locali rappresentano una grande risorsa per il nostro Paese, per la capacità che hanno di raggiungere ogni cittadino d’Italia e per il successo che riscuotono in tutte le età e fasce sociali. Si faccia il possibile per evitare tagli che rischierebbero di privare alla lunga i cittadini di questi insostituibili punti di riferimento informativi e di intrattenimento.”

Elisa Marchioni (deputato PD), dichiara: “Abbiamo provato in tutti i modi a far modificare la scelta del Governo; ho consapevolezza dell’importanza di questi fondi, dato che provengo anch’io dal mondo dell’emittenza locale. Credo sia grave la penalizzazione delle emittenti, in quanto danno voce a realtà che altrimenti non ne avrebbero.” Per Antonino Minardo (deputato PDL), “Prendendo atto del fatto che anche nel settore editoria occorra fare una riforma, in questo momento il taglio fatto verso le tv e radio locali non ha trovato tutti d’accordo. Auspichiamo che il Governo riprenda questa situazione, sanando il danno oggi fatto a radio e tv locali.” Luciano Ciocchetti (deputato UDC), dichiara: “Riteniamo che sia stata fatta una scelta sbagliata, che ha tutelato solo i giornali e non tutela il grande sistema delle tv e radio private. Occorre dare a questo settore le stesse certezze date ai giornali per continuare a svolgere il servizio di democrazia e libertà per il nostro Paese.” Filippo Ascierto (deputato PDL), sostiene che i tagli “sono stati fatti per necessità di cassa, e non per dispetto al settore. Occorre capire per quale motivo sono stati fatti e che cosa si può dare all’emittenza locale come aiuti visto che vengono tolti altri contributi.” Per Margherita Mastromauro (deputato PD), “con questo decreto, dove si tagliano i finanziamenti alle emittenti locali, per salvare i giornali di partito, non è corretto spostare il danno su un solo settore. Le emittenti locali sono radicate sul territorio e sono molto seguite, più della carta stampata. Si fa un danno all’informazione e all’occupazione”. Per Luigi D’Ambrosio (senatore PDL), “l’emittenza locale svolge un ruolo di tutela della libertà di informazione e di tutela delle specificità del territorio per la promozione dei prodotti territoriali.  Ritengo che la decisione debba trovare una tempestiva risoluzione in un impegno del Governo a ripristinare una situazione di tranquillità per il settore. Occorre contemperare le legittime richieste dell’emittenza privata con le esigenze di bilancio.” Michele Scandroglio (deputato PDL), dice: “Siamo assolutamente consci di questa situazione, che ci preoccupa. Le preoccupazioni dell’emittenza locale sono inserite nelle preoccupazioni del Paese. Le emittenti locali sono una fonte importante di conoscenza, e quindi di democrazia. Con la coperta corta che abbiamo cercheremo di recuperare il recuperabile.” Gabriella Mondello (deputato UDC) afferma: “Siamo contrari al taglio sia come gruppo UDC, sia io personalmente, in quanto questa penalizzazione è contraria alla democrazia. Vedo un pericolo vero e proprio per la democrazia, si cerca di mettere a tacere le voci che esprimono pareri diversi.”  Gaetano Nastri (deputato PDL) dichiara: “Credo nel valore dell’informazione locale come espressione più vicina al territorio e come forma di partecipazione democratica in grado di avvicinare i cittadini alle istituzioni. Sono certo che pur nell’ambito di una situazione generale che vede ridursi la disponibilità di risorse pubbliche per molti settori si potranno trovare forme di compensazione per riconoscere il grande servizio svolto dalle emittenti locali a favore delle comunità.” Paola De Micheli (deputato PD) dice: “Purtroppo è stata fatta la scelta di privilegiare la carta stampata rispetto all’emittenza locale. Rispetto a questa scelta del Governo, mi sento in imbarazzo, in quanto ritengo che le radio e le tv locali facciano una informazione vera, meno condizionata dalle questioni politiche.” Teresa Bellanova (deputato PD) dichiara: “Il mantenimento delle risorse all’emittenza, poca cosa per il bilancio dello Stato, avrebbe garantito certezze a un settore oggi in crisi per il calo della pubblicità, con il rischio di pesanti riflessi sull’occupazione.”  Mario Tassone (deputato UDC) ritiene che il provvedimento attuato creerà, certamente per un po’ di tempo, problemi all’emittenza locale, almeno fino a quando non verranno attuate misure correttive. Carlo Monai (deputato IDV) ritiene che “la discussione parlamentare abbia partorito un topolino, in quanto ha salvato le testate giornalistiche dei partiti, che forse sono quelle che meno necessitano di tutela. A farne le spese sono state le emittenti radiofoniche e televisive locali che, nell’esperienza quotidiana, sono una voce libera e che, per ricevere le provvidenze, hanno anche l’obbligo di fare informazione. Siamo critici rispetto a questa scelta, e se fosse dipeso da noi, avremmo fatto l’opposto di quanto è stato votato alla Camera.” Daniele Marantelli (deputato del PD) sostiene che si è trattato di una decisione improvvida da parte del Governo, in quanto si va a impoverire una rete qualificata quale è quella delle radio e tv locali, indispensabile per conoscere notizie che non avrebbero possibilità di essere conosciute.

Solidarietà per il settore è stata espressa, tra gli altri, dal Presidente della Commissione attività produttive dell’Ars, Salvino Caputo (PDL), dal Segretario regionale del PD siciliano, Giuseppe Lupo, dalla Consigliera regionale sarda Maria Grazia Calligaris, nonché dei sindacati Slc-Cgil, Fistel-Cisl e Uilcom-Uil.

IL 2 MARZO, A ROMA, VERRA’ LANCIATA LA CAMPAGNA “CENTOMILA COMUNICATI DI PROTESTA”

■ Martedì 2 marzo 2010 alle ore 11,30 a Roma, presso l’Hotel Nazionale, Piazza Montecitorio n. 131, si svolgerà una conferenza stampa di AERANTI-CORALLO nel corso della quale il coordinatore
AERANTI-CORALLO Marco Rossignoli e il componente dell’esecutivo Luigi Bardelli presenteranno le iniziative delle imprese radiofoniche e televisive locali di AERANTI-CORALLO per protestare nei confronti del Parlamento e del Governo per la soppressione delle provvidenze editoria per il settore, operata nell’ambito della legge di conversione del decreto legge cosiddetto “Milleproroghe”.

In particolare verranno complessivamente trasmessi, nell’arco di dieci giorni, centomila comunicati attraverso i quali le emittenti radiofoniche e televisive locali manifesteranno tale protesta.

Il testo dei suddetti comunicati è pubblicato a pag. 2.

IL TESTO DELLA NORMA CHE AERANTI-CORALLO CHIEDE DI ABROGARE

■ (…) Per i contributi relativi agli anni a decorrere dal 2009 non si applicano l’articolo 3, comma 2, della legge 7 marzo 2001, n. 62, nonchè gli articoli 4, comma 3, e 8 della legge 7 agosto 1990, n. 250, e successive modificazioni, e l’articolo 11 della legge 25 febbraio 1987, n. 67, e successive modificazioni. Sono fatti salvi i rimborsi telefonici erogati dal Ministero dello sviluppo economico. Per i contributi relativi agli anni a decorrere dal 2009, ai soggetti di cui agli articoli 11 della citata legge n. 67 del 1987, e successive modificazioni, 23 della legge 6 agosto 1990, n. 223, e successive modificazioni, e 8 della citata legge n. 250 del 1990, e successive modificazioni, sono riconosciuti esclusivamente i contributi erogati dal Ministero dello sviluppo economico ai sensi dell’articolo 10 del decreto-legge 27 agosto 1993, n. 323, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 ottobre 1993, n. 422.

IL TESTO DEL COMUNICATO DI PROTESTA

■ Ecco il testo del comunicato: “Le imprese radiofoniche e televisive locali aderenti all’associazione Aeranti-Corallo esprimono forte protesta nei confronti del Parlamento e del Governo per la soppressione delle provvidenze editoria per il settore.

Tali provvidenze hanno contribuito negli anni allo sviluppo del ruolo dell’emittenza locale nell’informazione sul territorio e alla crescita dell’occupazione nel comparto. Se le provvidenze editoria non verranno immediatamente reintegrate, saranno a rischio l’informazione radiotelevisiva locale e l’occupazione del settore. Aeranti-Corallo rappresenta oltre 900 imprese radiofoniche e televisive locali.”

PNAF DVB-T: IL 9 MARZO AUDIZIONE DI AERANTI-CORALLO ALL’AGCOM

■ Come annunciato nella scorsa edizione del Teleradiofax, l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni sta predisponendo uno schema di piano nazionale di assegnazione delle freqyenze per la radiodiffusione televisiva in tecnica digitale, a completamento della attività di pianificazione già svolta per le aree tecniche ove è stato attuato lo switch off. L’audizione di AERANTI-CORALLO riguardo tale schema di provvedimento è fissata per il prossimo 9 marzo.

TAVOLA ROTONDA SUL DIGITALE AL DECENNALE DI RAI WAY

■ Nell’ambito della celebrazione per il decennale Rai Way, si terrà a Roma, il prossimo 2 marzo, una tavola rotonda sul digitale. All’introduzione del Presidente Rai Way Francesco De Domenico seguirà lo speech di Stefano Pileri,  indi la tavola rotonda, moderata dall’a.d. di Rai Way, Stefano Ciccotti, cui interverranno il coordinatore AERANTI-CORALLO Marco Rossignoli, il Presidente DGTVi, Andrea Ambrogetti, il Vicedirettore generale Rai Giancarlo Leone e l’esperto di comunicazione Tullio Camiglieri.

L’AGCOM EMANA UNA NUOVA DELIBERA SULLA PAR CONDICIO PER LE PROSSIME ELEZIONI AMMINISTRATIVE

■ Con delibera n. 25/10/CSP, del 24 febbraio u.s., l’Agcom ha reso note le disposizioni di attuazione della disciplina in materia di comunicazione politica e di parità ai mezzi di informazione per le elezioni regionali provinciali e comunali previste per i giorni 28 e 29 marzo 2010, nella fase successiva alla presentazione delle candidature. Tale provvedimento integra la delibera n. 24/10/CONS, che si riferiva al periodo compreso tra la data di convocazione dei comizi elettorali e il termine di presentazione delle candidature.