TeleRadiofax n.6/2010 – 27 marzo 2010

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AERANTI-CORALLO ASSOLUTAMENTE CONTRARIA ALL’IPOTESI DI EMANZIONE DI UN NUOVO PIANO NAZIONALE DI ASSEGNAZIONE DELLE FREQUENZE TELEVISIVE DIGITALEI DA PARTE DELL’AGCOM
■ L’Agcom ha recentemente avviato un procedimento per il completamento del Piano nazionale di assegnazione delle frequenze per la radiodiffusione televisiva terrestre in tecnica digitale (PNAF Dvb-t), destinato, tra l’altro, a definire il cosiddetto “dividendo”, cioè le frequenze che dovranno essere assegnate su base nazionale ai cosiddetti “nuovi entranti”. Tale decisione dell’Agcom, a parere di AERANTI-CORALLO, è fortemente contraddittoria con l’impostazione finora seguita consistente nella definizione della pianificazione per ogni singola area tecnica.
In particolare, qualora venisse adottato un nuovo piano delle frequenze su base nazionale, lo stesso dovrebbe essere applicato anche nelle sei aree tecniche (Sardegna, Valle d’Aosta, Piemonte occidentale, Trentino Alto Adige, Lazio esclusa la provincia di Viterbo, Campania) dove è già stato completato il processo di transizione al digitale. Al riguardo, è evidente che, qualora il piano nazionale prevedesse per il dividendo e per le tv nazionali frequenze diverse rispetto a quelle loro riservate nelle aree già digitalizzate, tutte le assegnazioni dei diritti d’uso nelle suddette sei aree tecniche dovrebbero essere completamente riviste.
Ciò sarebbe assolutamente inaccettabile e, pertanto AERANTI-CORALLO, nel corso dell’audizione disposta dall’Agcom nell’ambito del procedimento per il nuovo piano delle frequenze, ha manifestato la totale contrarietà del settore televisivo locale a tale ipotesi. AERANTI-CORALLO, in tale sede, ha peraltro lamentato la mancata presentazione da parte dell’Agcom, ai fini dell’audizione, di uno specifico schema di piano su cui esprimere il parere di legge.

AERANTI-CORALLO ha inoltre evidenziato che:

– l’attuale procedimento è stato avviato senza alcuna motivazione in ordine alle circostanze per cui l’Agcom abbia deciso di procedere ad una pianificazione unica nazionale, disapplicando sostanzialmente le delibere di pianificazione regionale;
– tutte le reti previste dal Piano devono essere realizzate in modalità SFN (secondo i principi fissati dall’art. 2 bis del dl 5/2001, convertito con modificazioni dalla legge 66/2001 e dalla delibera n. 181/09/CONS della Agcom, legificata con dl 59/2008, convertito con modificazioni dalla legge 101/2008);
– in ogni area tecnica debbono essere pianificate tutte le 56 frequenze dello spettro radioelettrico destinate alla radiodiffusione televisiva terrestre in tecnica digitale (di cui 25 destinate alle tv nazionali e 31 alle tv locali);
– per le cinque frequenze previste per il dividendo DVB-T non debbono essere utilizzate, sull’intero territorio nazionale, le frequenze già assegnate alle tv locali nelle aree dove è stato completato il processo di digitalizzazione;
– deve essere soppressa l’ipotesi del dividendo DVB-H;
– i multiplex delle tv locali debbono essere esercibili con la massima efficienza possibile;
– non debbono essere create reti di riferimento per le emittenti locali, in quanto le stesse limiterebbero la necessaria esigenza di flessibilità nella realizzazione delle diverse coperture delle tv locali;
– occorre che la transizione al digitale per le emittenti locali avvenga con criteri identici a quelli stabiliti dalle delibere n. 426/09/CONS (Piano Lazio, esclusa la provincia di Viterbo) e n. 615/09/CONS (Piano Campania) .

L’avvio del procedimento da parte dell’Agcom rischia inoltre di ritardare il processo di pianificazione e assegnazione dei diritti d’uso nelle aree del Nord Italia, dove invece il Cnid si era pronunciato, accogliendo le osservazioni di AERANTI-CORALLO, affinché i diritti d’uso delle frequenze venissero assegnati con largo anticipo, al fine di evitare gli enormi disagi per le imprese che hanno contraddistinto il passaggio al digitale per le emittenti locali del Lazio e della Campania (dove le assegnazioni, lo ricordiamo, sono avvenute con pochissimi giorni, se non ore, di anticipo rispetto allo switch off).
Nel frattempo, vi è anche da rilevare come il ritardo nella pubblicazione in Gazzetta ufficiale del Dlgs che recepisce la direttiva europea sui servizi di media audiovisivi (il c.d. “decreto Romani) non permetta l’entrata in vigore delle norme che delegano all’Agcom la regolamentazione relativa all’ordinamento automatico dei canali sulla tv digitale terrestre (c.d. LCN) e al Ministero dello Sviluppo economico il compito di assegnare, sulla base di detto regolamento, le numerazioni ai fornitori di contenuti.

CAMPAGNA DI COMUNICAZIONE DEL MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO SULLE TV LOCALI PER IL PASSAGGIO AL DIGITALE

■ Il Ministero dello Sviluppo economico sta procedendo ad effettuare i calcoli per la ripartizione del fondo previsto per la campagna di comunicazione che verrà effettuata dalle tv locali nelle aree che, per prime, nel corso del 2010, passeranno al digitale.
Le ripartizioni riguardano il Piemonte orientale (cui viene attribuito un fondo di circa € 1,1 milioni), la Lombardia (con una dotazione di circa € 3,7 milioni) e l’Emilia Romagna (cui è destinata una somma pari a circa € 2,2 milioni).
Il riparto nelle altre regioni interessate dallo switch off nel 2010 avverrà successivamente.
I criteri seguiti dal Ministero per l’attribuzione delle risorse per tale campagna sono analoghi a quelli adottati nelle regioni già passate al digitale. In particolare, il 50% delle risorse verrà attribuito su base proporzionale al punteggio conseguito da ciascuna emittente nell’ultima graduatoria del Corecom della propria regione, mentre l’altro 50% verrà attribuito in base al tipo di copertura (regionale, pluriprovinciale, provinciale, subprovinciale).
Con riferimento, invece, ai fondi che alcune regioni hanno messo a disposizione delle tv locali, finalizzati all’innovazione tecnologica e al passaggio al digitale, la Regione Campania (che aveva disposto un bando, in regime “de minimis”, stanziando un massimo di 10 milioni di euro), ha pubblicato lo scorso 8 marzo, nel proprio Bollettino ufficiale, la graduatoria delle 47 emittenti i cui programmi di investimento sono stati giudicati idonei.
La Regione Piemonte, dopo aver stanziato a gennaio un fondo di 8,4 milioni di euro, ha integrato recentemente lo stesso, su sollecitazione di AERANTI-CORALLO, con un ulteriore fondo di 1,7 milioni di euro (portando il totale a 10,1 milioni di euro), a sostegno del sistema dell’informazione locale e dello sviluppo di nuovi contenuti e servizi su reti digitali.
Il relativo bando dovrebbe essere pubblicato nei prossimi giorni, presumibilmente a cavallo delle festività pasquali. La Regione Emilia Romagna ha invece organizzato, lo scorso 10 marzo, un incontro con le imprese televisive locali operanti nella regione per discutere delle problematiche relative allo switch off nonché delle eventuali forme di contributo che la Regione stessa potrebbe attivare per favorire il passaggio al digitale delle emittenti locali.

All’incontro era presente per AERANTI-CORALLO Fabrizio Berrini.

PROVVIDENZE EDITORIA: IL RELATIVO FONDO NON E’ ANCORA STATO RECUPERATO. TUTTAVIA, IL GOVERNO RIPRISTINA UNA PARTE DELLE MISURE DI SOSTEGNO ALLA RADIO E TV LOCALI PER IL 2010

■ Con riferimento alla problematica della soppressione delle provvidenze editoria per radio e tv locali, continua la mobilitazione delle emittenti radiofoniche e televisive locali che proseguono nella messa in onda degli spot. Inoltre, numerosi Deputati e Senatori hanno presentato ulteriori interrogazioni nei rispettivi rami del Parlamento.
In particolare, al Senato hanno presentato un’interrogazione a risposta scritta il sen. Stefano Pedica (IDV); il sen. Manfred Pinzger (SVP); il sen. Gian Piero Scanu (PD), assieme ai colleghi Marco Filippi e Francesco Sanna; il sen. Salvatore Tomaselli (PD). Alla Camera, hanno presentato un’interrogazione a risposta scritta l’on. Leoluca Orlando (IDV), assieme al collega Augusto Di Stanislao; l’on. Marco Zacchera (PDL); un’interrogazione a risposta orale è stata inoltre presentata dall’on. Ludovico Vico (PD), assieme al collega Andrea Lulli.
Una seppur parziale risposta alle istanze delle emittenti locali è giunta dall’ultimo Consiglio dei Ministri, tenutosi venerdì 19 marzo u.s., che ha approvato un decreto legge (c.d. “Decreto incentivi”) avente ad oggetto misure di sostegno all’attività produttiva e ai consumi. Tale decreto, definisce un fondo indistinto di 50 milioni di euro destinato, tra l’altro, a ripristinare parzialmente le misure di sostegno per le emittenti locali previste dalla legge n. 448/98 e successive modifiche e integrazioni. Un successivo decreto fisserà la misura esatta della parte destinata all’emittenza locale (che dovrebbe essere pari a circa 10 milioni di euro).
L’annuncio dell’inserimento di tale fondo è stato dato lo stesso giorno dal Ministro per i rapporti con le Regioni, Raffaele Fitto, che ha dichiarato, tra l’altro “Il consiglio dei Ministri ha tenuto fede all’impegno assunto nei confronti del settore delle emittenti radiotelevisive locali stanziando, all’interno del decreto incentivi approvato oggi, su proposta del ministro Scajola, dieci milioni di euro a ristoro parziale dei tagli operati sul fondo per l’emittenza.” Anche il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’editoria, Paolo Bonaiuti, ha affermato che “I dieci milioni di euro destinati oggi al fondo del Ministero dello Sviluppo Economico serviranno a ridare slancio al settore radiotelevisivo locale in questa fase delicata di passaggio al digitale. In un momento difficile per l’economia italiana e per tutta l’Europa, il Governo ha cercato comunque di venire incontro ai problemi del settore radiotelevisivo.”

Il Viceministro allo Sviluppo economico, Paolo Romani, sempre molto attento alle problematiche dell’emittenza locale, intervistato lo scorso lunedì da Cnr Media, si è così espresso: “A mio parere, entro l’estate arriverà un provvedimento attuativo del governo per sbloccare i fondi del ministero per lo Sviluppo destinati alle radio e alle televisioni” aggiungendo poi che “Riportiamo in seno allo Sviluppo Economico fondi che appartenevano al dipartimento per l’editoria. Si tratta del recupero di alcune risorse, una iniziativa da me fortemente voluta, parliamo di una cifra intorno cento milioni di euro. In parte, questa somma verrà recuperata con un provvedimento ad hoc e io credo che ciò avverrà entro l’estate”. Ricordiamo che il fondo per le c.d. “misure di sostegno”, nel corso del 2008 aveva subito una riduzione che era già stata parzialmente reintegrata (l’art. 24, comma 2 della legge 23 luglio 2009, n. 99, aveva reintegrato 40 milioni di euro per il 2009; la legge 23 dicembre 2009, n. 191, aveva reintegrato 50 milioni di euro per il 2010) e ora è stata prevista la suddetta ulteriore reintegrazione che, come detto, dovrebbe essere di 10 milioni di euro, sicché i contributi per l’anno 2009 sono stati totalmente reintegrati, mentre i contributi per l’anno 2010 sono stati quasi completamente reintegrati.

IL TAR LOMBARDIA SUL RICONOSCIMENTO DEGLI IMPIANTI IN SANATORIA

■ Negli scorsi giorni, la Sezione Quarta del Tar per la Lombardia ha pronunciato una importante sentenza sulla questione degli “impianti in sanatoria”, previsti dall’art. 27 della legge 112/04, la cui autorizzazione era stata negata dall’Ispettorato Territoriale Lombardia del Ministero dello Sviluppo economico. La ricorrente, una emittente locale associata AERANTI-CORALLO, regolarmente titolare di concessione, aveva chiesto di avvalersi della sanatoria ai sensi dell’art. 27 della legge 3 maggio 2004, n. 112; la domanda era stata dichiarata inammissibile in quanto “le aree che verrebbero servite dagli impianti oggetto dell’istanza non integrerebbero l’area servita dall’impianto principale, ma ne amplierebbero sensibilmente l’estensione in altri territori non ricadenti nel bacino di servizio censito per tale impianto.”

Con l’impugnazione al Tar, l’emittente ricorrente affermava che nel provvedimento erano stati confusi i concetti di area di servizio e di bacino d’utenza. Il Tar Lombardia ha ritenuto fondato il ricorso. Citando testualmente la norma di cui all’art. 27 della legge 112/04, il Tar evidenzia che la stessa “dà rilievo al concetto di “bacino d’utenza connesso all’impianto principale” quale limite spaziale dell’ambito di operatività degli impianti oggetto della sanatoria. Si legge nella sentenza che “la norma non pare possa essere interpretata nel modo restrittivo richiesto dall’amministrazione. Infatti, essa utilizza la locuzione “bacino d’utenza” che, evidentemente, fa riferimento agli utenti, cioè a coloro che possono usufruire del servizio, legittimando così l’interpretazione del ricorrente secondo la quale il bacino d’utenza è l’area su cui si estende la concessione di trasmettere i propri programmi.

Tale bacino – prosegue il Tar – resta poi limitato dalla necessaria connessione con l’impianto principale, mentre nell’interpretazione dell’amministrazione la connessione con l’impianto principale assume carattere prevalente, tanto da limitare l’ambito di operatività degli impianti in sanatoria al miglioramento del servizio degli impianti principali.

FORNITORI DI CONTENUTI RADIOFONICI NUMERICI: IL 24 APRILE SCADE IL TERMINE PER INOLTRARE LA DOMANDA

■ Ricordiamo che il prossimo 24 aprile scade il termine per l’inoltro alla DGSCER del Ministero dello Sviluppo economico, Dipartimento per le Comunicazioni della domanda di autorizzazione per la fornitura di programmi radiofonici numerici destinati alla diffusione in tecnica digitale in ambito locale. Le emittenti associate hanno ricevuto negli scorsi giorni indicazioni su come procedere. Rammentiamo che la domanda dovrà essere redatta in bollo e spedita a mezzo raccomandata a/r entro la suddetta data.
Nel frattempo, il Tar del Lazio ha respinto le due istanze di sospensiva formulate nell’ambito di altrettanti ricorsi per l’annullamento del regolamento per la radiofonia digitale di cui alla delibera n. 664/09/CONS della Agcom. Con tali istanze veniva, tra l’altro, contestata la scelta dell’Agcom di assegnare i diritti d’uso delle frequenze radiofoniche digitali a società consortili composte, in maniera paritetica, da almeno il 30% delle emittenti locali operanti in analogico (che otterranno l’autorizzazione come fornitori di contenuti digitali) in una determinata area.

In particolare, con l’ordinanza n. 1177/2010, depositata il 12 marzo 2010, i giudici amministrativi hanno ritenuto che “l’adesione a un consorzio da parte delle singole emittenti riflette libere scelte delle stesse, che sono espressioni delle diverse potenzialità organizzatorie ed economiche di ciascuna di esse, e non un’imposizione dell’Agcom, che si è limitata a fissare le condizioni che devono sussistere affinché le emittenti locali (…) possono garantire un uso efficiente delle frequenze alle quali aspirano”. Inoltre, si legge nell’ordinanza, “la partecipazione ad un Consorzio in una certa misura risponde ad esigenze organizzative”.

RADIOTV FORUM 2010 DI AERANTI-CORALLO: NEL SITO LE PREREGISTRAZIONI

■ Si avvicina la data della prossima edizione, la quinta, del RadioTv Forum di AERANTI-CORALLO. L’evento, come nelle ultime edizioni, si svolgerà a Roma, presso l’Hotel Melià Roma Aurelia Antica, e avrà luogo nei giorni di martedì 25 e mercoledì 26 maggio.

E’ già disponibile, tramite il sito www.radiotvforum.it, la preregistrazione che, quest’anno, presenta una novità. Accessibile direttamente dalla home page del sito, la preregistrazione consente anche la gestione personalizzata del proprio “profilo”. Così, una volta compilato il form, gli utenti hanno accesso all’area riservata del sito, attraverso cui potranno modificare le proprie preferenze (ad esempio, per iscriversi a seminari “a numero chiuso”, senza dover effettuare nuovamente tutta la procedura di preregistrazione).

Ricordiamo che, a conferma del buon esito dell’operazione di preregistrazione, viene automaticamente inviata una mail all’indirizzo specificato dall’utente.
Il RadioTv Forum di AERANTI-CORALLO è organizzato dalla RadioTv srl; la concessionaria esclusiva per la vendita degli spazi espositivi è la NewBay Media Italy srl, editrice della rivista tecnica Broadcast & Production, con sede in Segrate (MI), San Felice, Strada Anulare, Torre 3. Tel. 02 70300310 – Fax 02 70300211.

LA PUBBLICITA’ A GENNAIO TORNA IN POSITIVO

■ A gennaio 2010 la rilevazione Nielsen Media Research registra una variazione globale del +1,8% rispetto al gennaio 2009.
La crescita, con diversa intensità, riguarda la maggior parte dei mezzi. Segno “+” per la televisione (generalista e satellitare), che registra il +3,7% sul mese. Anche la radio si comporta bene, con un ottimo +6,9%. Ancora male, invece, la stampa che, nel suo complesso, ha un calo gennaio 2010 su gennaio 2009 del -4,9%.