Testo dell’intervento dell’Avv. Marco Rossignoli, Coordinatore Aeranti-Corallo e Presidente Aeranti nell’ambito della conferenza stampa della Ard – Associazione per la radiofonia digitale in Italia, svoltasi a Trento il 15 aprile 2013

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INTERVENTO DELL’AVV. MARCO ROSSIGNOLI, COORDINATORE AERANTI-CORALLO E PRESIDENTE AERANTI NELL’AMBITO DELLA CONFERENZA STAMPA DELLA ARD – ASSOCIAZIONE PER LA RADIOFONIA DIGITALE IN ITALIA, SVOLTASI A TRENTO IL 15 APRILE 2013.

TRENTO – 15 aprile 2013

 

La radio ha elevati indici di ascolto, sia a livello locale che a livello nazionale; la radio è il media che è stato meno penalizzato dalla crisi del mercato pubblicitario.

In base ai dati dell’osservatorio dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni sulla pubblicità, la radio è il media che ha avuto la minore flessione nella raccolta pubblicitaria 2012.

La radio è, però, l’unico media che non è stato ancora digitalizzato.

La digitalizzazione è necessaria per stare al passo con il processo evolutivo in atto sul comparto dei media.

La sperimentazione che le emittenti radiofoniche locali di Aeranti-Corallo hanno condotto negli scorsi anni a Bologna e Venezia, nell’ambito dell’accordo di cooperazione con Rai Way (la più grande sperimentazione a livello europeo, che ha coinvolto trentacinque emittenti in due regioni) ha dato risultati incoraggianti e ora il progetto pilota di Trento, rappresenta l’occasione per un avvio a regime della nuova tecnica trasmissiva.

Le emittenti radiofoniche locali partecipano al progetto pilota con 2 Multiplex (Blocchi 12D e 10A) che vedrà una diffusione complessiva nell’area di Trento di 22 programmi (commerciali e comunitari) di cui 12 già attivi e 10 che verranno attivati nei prossimi giorni.

Il progetto pilota di Trento sarà fondamentale per verificare tutte le problematiche che presenta l’avvio della nuova tecnologia e cioè:

– la funzionalità del modello di società consortile individuato dall’Autorità (nella regolamentazione in materia) per lo svolgimento dell’attività di operatore di rete e le modalità di realizzazione delle reti;

– l’effettiva disponibilità di frequenze sull’intero territorio nazionale;

– la capacità delle emittenti di realizzare contenuti specifici per il nuovo contesto digitale;

– lo sviluppo del mercato dei ricevitori.

In particolare sul tema dello sviluppo delle reti il progetto pilota è importante per verificare sul campo sia le iniziative realizzate in proprio dall’emittenza locale, sia le iniziative realizzate in sinergia con Rai Way, nell’ambito dell’accordo quadro stipulato negli scorsi mesi tra Aeranti-Corallo e Rai Way.

Inoltre, sulla problematica delle frequenze, occorre evidenziare che a Trento abbiamo l’eccezionale situazione di una disponibilità di frequenze e di un numero di emittenti molto inferiore a quello di altre aree tanto è vero che di alcune delle frequenze pianificate non è stata, neppure, chiesta l’assegnazione.

E’ indispensabile che si trovino soluzioni adeguate di disponibilità di frequenze in tutte le aree del paese (servono 3 frequenze nazionali e fino a 11 locali) al fine di consentire l’avvio del digitale per l’intero comparto. Oggi abbiamo qui con noi l’Ing. Lobianco Direttore Reti e Servizi di Comunicazione Elettronica della Agcom che saluto e ringrazio per la partecipazione, che ci potrà aggiornare al riguardo.

Sul fronte dei contenuti occorrerà, inoltre, che le emittenti realizzino prodotti specifici per il nuovo contesto digitale. Su questo punto, molto importante è stato l’intervento regolamentare della Agcom che ha previsto una forte flessibilità del concetto di simulcast.

Solo con nuovi contenuti specifici per il contesto digitale sarà, infatti, possibile lo sviluppo del mercato dei ricevitori, fondamentale per consentire il decollo della nuova tecnologia.

Il dab+ e il dmb consentiranno di realizzare una radio nuova, anche interattiva e visuale; occorre però che gli editori realizzino la nuova tecnologia senza cedere alla tentazione di snaturare la radio trasformandola in una sorta di televisione.

La radio è ciò che si ascolta non solo a livello domestico ma anche in condizioni di mobilità, la radio si ascolta facendo anche altre cose, insomma la radio ha le sue peculiarità, la radio è la radio e come tale deve restare anche nei contesti digitali.