TOSCANA Legge Regionale Toscana 25 giugno 2002, n. 22 “Norme e interventi in materia di informazione e comunicazione. Disciplina per Comitato Regionale per le Comunicazioni”

image_pdfimage_print


LEGGE REGIONALE TOSCANA 25 GIUGNO 2002, N. 22

“NORME E INTERVENTI IN MATERIA DI INFORMAZIONE E COMUNICAZIONE. DISCIPLINA DEL COMITATO REGIONALE PER LE COMUNICAZIONI”

(Pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione Toscana n. 15 del 3 luglio 2002)

 

TITOLO I
DISPOSIZIONI GENERALI

Articolo 1
(Finalita`)

1. Con  la presente  legge la  Regione Toscana,  nel quadro delle competenze attribuite  dallo  Statuto  ed  alla  luce  di  quanto disposto dalla  legge 7  giugno 2000,  n. 150   (disciplina  delle attivita`  di   informazione  e   comunicazione  delle  pubbliche amministrazioni), interviene  al fine  di  rendere  effettivo  il diritto  dei    cittadini  ad  essere  informati  su  attivita`  e funzionamento   delle   istituzioni  per  qualificare  il  sistema dell`informazione toscana,  per sviluppare  il pluralismo   e  per favorire la condivisione dei sistemi informativi.

Articolo 2
(Oggetto della legge)

1.   Sono oggetto della presente legge:
a) la  disciplina delle attivita` di informazione e comunicazione proprie e  degli  enti  e  organismi  da  essa  funzionalmente dipendenti;

b) il  concorso allo   sviluppo dell`informazione  e comunicazione pubblica regionale,  attraverso interventi volti a favorire il coordinamento fra  gli enti  locali ed il loro rapporto con le rispettive comunita`;

c) la  disciplina dell`organizzazione  ed  il  funzionamento   del Comitato regionale per le comunicazioni (CORECOM);

d) il  sostegno alle   imprese ed agli altri soggetti operanti nel settore dell`informazione e comunicazione.

TITOLO II
INFORMAZIONE E COMUNICAZIONE ISTITUZIONALE

CAPO I
CRITERI GENERALI

Articolo 3
(Informazione e comunicazione istituzionale)

1. Le  attivita` di   informazione e  comunicazione della  Regione rispondono all`obiettivo generale di:

a) far conoscere ai cittadini ed alla societa` civile le leggi, i programmi, gli  atti e  le iniziative  degli  organi  ed  enti regionali;

b) informare  i  cittadini  sulle  attivita`  delle  istituzioni, nonche` sulle  opportunita` ed i servizi offerti dalla Regione e dalle  altre  amministrazioni,   garantendo  l`esercizio  dei diritti di informazione, accesso e intervento nei procedimenti amministrativi;

c) consentire  agli organi  regionali di acquisire informazioni e conoscenze in  ordine a   fenomeni ed  esigenze della comunita` regionale, nonche`  agli effetti delle politiche di intervento della Regione, al fine di renderle piu` efficaci;

d) potenziare  il rapporto con le istanze istituzionali e sociali e con i singoli cittadini, attraverso forme di interrelazione, per accrescere la loro sensibilizzazione e partecipazione alla vita pubblica  e su  temi  di  rilevante  interesse  civile  e sociale;

e) garantire  una costante   comunicazione con  le  comunita`  dei toscani residenti all`estero;

f) favorire processi interni di semplificazione delle procedure e di miglioramento della funzionalita` delle strutture;

g) contribuire a promuovere la conoscenza della Toscana in Europa e nel  mondo, informando su eventi e iniziative di particolare rilevanza.

2. La  Giunta regionale   favorisce forme  di collaborazione  e di cooperazione con  le attivita`   di informazione  e  comunicazione svolte dagli enti locali, singoli o associati.

3. La  Giunta regionale   assicura il  coordinamento della propria attivita` di informazione e comunicazione con quella svolta dagli enti dipendenti dalla Regione, anche ai fini di una comunicazione capace di   promuovere la conoscenza della Toscana in Europa e nel mondo.

4. Le  attivita` di informazione e comunicazione sono attuate con le modalita` e gli strumenti piu` idonei, in particolare mediante i mezzi  di  informazione  di  massa,  le  testate  “on  line”  e multimediali, i   sistemi informatici e telematici, la pubblicita` e  le affissioni, le attivita`  editoriali,  le  funzioni  di sportello,  le relazioni  pubbliche e le iniziative di comunicazione integrata.

Articolo 4
(Programma annuale)

1. La  Giunta regionale   ed  il  Consiglio  regionale  approvano, secondo le  rispettive competenze e nell`ambito dei finanziamenti allocati nelle  rispettive unita`  previsionali di  base (UPB) di riferimento del  bilancio pluriennale,  entro il mese di novembre dell`anno precedente  a  quello  di  riferimento,  il  rispettivo programma   annuale delle attivita` di informazione e comunicazione, recante  indirizzi e  previsioni di intervento. Il programma annuale  della Giunta  regionale  viene  comunicato  al Consiglio regionale.  Il programma  comprende indirizzi agli enti dipendenti dalla Regione, una sintetica illustrazione dell`attivita` svolta   nell`anno precedente,  nonche`  specifiche previsioni  di   verifica  dell`efficacia degli  interventi  di maggiore rilevanza.

2. La  Giunta regionale   ed il  Consiglio regionale  collaborano, attraverso le competenti strutture,  nell`elaborazione dei rispettivi programmi  annuali, al   fine  di  conseguire  efficaci sinergie ed  un utile  impiego delle   risorse  e  di  offrire  un riferimento per iniziative integrate con gli enti locali.

Articolo 5
(Piano triennale)

1. Il  Consiglio regionale,  su proposta  della Giunta regionale, approva, ai  sensi della  legge regionale   11 agosto  1999, n. 49 (norme  in   materia  di   programmazione  regionale),  un  piano triennale. Tale piano contiene:

a) gli interventi di cui all`articolo 18, commi 1 e 2, a sostegno delle attivita`  di informazione   e comunicazione  degli  enti locali;

b) gli  interventi a   sostegno della formazione professionale del   personale della Regione e degli enti locali;

c) gli  interventi di   cui all`articolo 34 della presente legge a sostegno dello  sviluppo e  della qualificazione  del  sistema dell`informazione locale;

d) gli  interventi volti   alla promozione  di forme di educazione all`uso consapevole  e critico  dei mezzi  di  informazione   e comunicazione di cui all`articolo 18, comma 4;

e) gli interventi di formazione professionale del personale delle imprese di cui all`articolo 37.

CAPO II
ATTIVITA` DI INFORMAZIONE

Articolo 6

(Attivita`)

1. Le  attivita` di   informazione sono svolte dagli uffici stampa degli enti ed hanno ad oggetto:

a) la cura dei rapporti con i mezzi di informazione di massa;

b) la  diffusione delle informazioni sulle attivita` degli organi regionali;

c) la  realizzazione di   prodotti informativi  anche  a  supporto delle   attivita` di comunicazione integrata e della comunicazione all`interno dell`ente.

Articolo 7
(Strutture e personale)

1.  Al  personale  addetto  agli  uffici  stampa  del  Consiglio regionale e  della Giunta regionale e` attribuito, al verificarsi delle condizioni  di cui  al comma   2, il  contratto nazionale di lavoro giornalistico.

2. La Regione definisce, entro centottanta giorni dall`entrata in vigore della  presente legge,   le specifiche  modalita` normative necessarie  alla  costituzione   di  una  propria  agenzia  a  cui affidare le attivita` di informazione.

3. In  sede di  prima applicazione  della presente  legge e  fino all`attuazione di  quanto previsto dal comma 2, nei confronti del personale addetto  agli uffici  stampa del  Consiglio regionale e della  Giunta regionale   trovano applicazione i contratti collettivi nazionali e decentrati stipulati ai sensi dell`articolo 9, comma 5, della legge 7 giugno 2000, n. 150.

4. Gli  addetti agli uffici stampa del Consiglio regionale, della Giunta regionale  e  degli  enti  dipendenti  dalla  Regione  che svolgono  attivita`   di  informazione  devono  essere  iscritti all`albo nazionale dei giornalisti.

5. I  responsabili degli   uffici stampa del Consiglio regionale e della Giunta  regionale devono essere iscritti all`albo nazionale dei giornalisti, elenco professionisti.

6. Al  personale degli   uffici stampa  del Consiglio  regionale e della Giunta regionale per lo svolgimento di attivita` esterne si applica quanto  previsto dalla  legge regionale 17 marzo 2000, n. 26  (riordino della legislazione regionale in materia di organizzazione del personale), e successive modifiche.

7. In  mancanza dei titoli indicati al comma 4, la conferma nelle funzioni del  personale che  gia` opera  negli uffici  stampa   e` subordinata alla  frequenza di  qualificati corsi teorico-pratici organizzati con riferimento alle specifiche funzioni.

Articolo 8
(Portavoce)

1. Il  Presidente della   Giunta regionale  ed il  Presidente  del Consiglio regionale  possono avvalersi,  per l`intera   durata del loro mandato, di un portavoce, anche esterno all`amministrazione, con compiti  di diretta  collaborazione ai   fini dei  rapporti di carattere politico-istituzionale con gli organi di informazione.

2.  Il portavoce e` scelto fra giornalisti o esperti in comunicazione e non puo` esercitare altra attivita` professionale per tutta la durata dell`incarico.

3. L`incarico e` disposto con decreto del Presidente della Giunta regionale e,  per quanto  concerne il  Presidente   del  Consiglio regionale,  con  deliberazione  dell`Ufficio   di  presidenza  del Consiglio regionale.

4. Il  relativo contratto   a tempo  determinato e`  rinnovabile e revocabile e si risolve di diritto con la cessazione dalla carica del soggetto proponente. Il trattamento economico non puo` essere superiore a  quello spettante  ai dirigenti regionali titolari di area, servizio o struttura equiparata.

5. Qualora  il portavoce sia scelto fra dipendenti della Regione, di enti locali o di altre amministrazioni pubbliche, si applicano le disposizioni  di cui  all`articolo 7, commi 1 e 2, della legge regionale 17  marzo 2000,  n.   26  (riordino  della  legislazione regionale in materia di organizzazione  del  personale),  e successive modifiche.

6. L`incarico  di portavoce  non  costituisce  titolo  valutabile nelle selezioni bandite dalla Regione.

CAPO III
ATTIVITA` DI COMUNICAZIONE

Articolo 9
(Strutture e funzioni)

1.  Le attivita` di comunicazione sono svolte dagli  uffici relazioni   con  il  pubblico  (URP) e dalle altre strutture organizzative competenti  a tali  attivita` secondo l`ordinamento interno.

2. Le attivita` di comunicazione hanno il seguente oggetto:
a) le  attivita` di relazioni con il pubblico di cui all`articolo  8 della legge n. 150 del 2000;

b) le  iniziative di   comunicazione istituzionale, pubblicitaria, integrata e multimediale;

c) l`organizzazione di manifestazioni ed eventi  e  la   partecipazione a rassegne, fiere e congressi;

d) le iniziative editoriali;

e) la redazione della carta dei servizi dell`ente;

f) la gestione delle procedure di reclamo.

Articolo 10
(Personale delle strutture di comunicazione)

1. Il personale dirigenziale e quello di categoria immediatamente inferiore assegnato agli URP e alle altre  strutture  di comunicazione deve  essere in  possesso di  diplomi di   laurea in scienza della  comunicazione o  in relazioni  pubbliche, o   altre lauree con  indirizzi assimilabili,  ovvero, se  in  possesso  di diplomi in   discipline diverse,  di titoli  di specializzazione o perfezionamento post  laurea nelle   materie di  cui  alle  lauree specifiche.

2. In  mancanza dei titoli indicati al comma 1, la conferma nelle funzioni del  personale che gia` opera, e` subordinata  alla frequenza di  qualificati corsi   di  formazione  teorico-pratici, organizzati con riferimento alle specifiche funzioni

3.  Nessun  titolo  specifico  e`  richiesto  per  il  personale appartenente a categorie diverse da quelle di cui al comma 1, per il quale  devono prevedersi   adeguati  corsi  di  formazione,  in relazione alle diverse qualifiche e mansioni.

Articolo 11
(Comunicazione di leggi e regolamenti)

1. Per  rendere effettiva   la conoscenza  degli atti normativi di piu`  diffuso interesse, alla pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione sono affiancati interventi di comunicazione legislativa integrata.

2. A  tale fine,  in sede  di approvazione,  l`organo deliberante individua le  leggi ed i regolamenti che devono essere oggetto di apposite azioni di comunicazione.

3. L`attuazione degli interventi  e`  affidata alle   competenti strutture della Giunta regionale e del Consiglio regionale.

Articolo 12
(Iniziative a supporto di interventi settoriali)

1.  Al fine di garantire la  trasparenza  e la pubblicita` dell`azione  regionale,  ogni  provvedimento  relativo  a  piani, programmi, interventi  che preveda  lo  stanziamento   di  risorse regionali deve  essere corredato   da  uno  schema  contenente  la previsione   delle   attivita`  di  informazione  e  comunicazione necessarie a  diffonderne la  conoscenza da   parte  dell`opinione pubblica e dei potenziali interessati.

2. Le attivita` di cui al comma 1 sono finanziate tramite riserva di una  quota dei  fondi disponibili  per  la  realizzazione del relativo piano, programma o intervento, che tiene conto dell`ambito di rilevanza esterna del provvedimento, della dimensione e localizzazione dei possibili interessati e delle azioni di  comunicazione ritenute  piu` efficaci; in mancanza, il finanziamento  e` assicurato tramite i fondi stanziati nel bilancio regionale per le attivita` di informazione e comunicazione.

Articolo 13
(Comunicazione con mezzi pubblicitari)

1. Nelle  iniziative di   comunicazione istituzionale rivolte alla comunita` regionale,  gli interventi a carattere pubblicitario si attuano per  una quota non inferiore al 12 per cento su emittenti radiofoniche locali,  per una quota del 20 per cento su emittenti televisive locali, e per una quota del 20 per cento su quotidiani e periodici  con pagine  o inserti di cronaca locale e regionale, di volta  in volta  ritenuti piu`  rispondenti alle  finalita`  e contenuti dell`iniziativa di comunicazione.

2. Le  quote di  cui al  comma 1   sono riferite allo stanziamento complessivo previsto  per gli  interventi relativi  all`esercizio finanziario di riferimento.

Articolo 14
(Iniziative in collaborazione con altri enti e soggetti)

1. La  Regione promuove   e sostiene  iniziative di  comunicazione integrata in  collaborazione con   altri enti e soggetti pubblici, ed in particolare con gli enti locali, su programmi, interventi e iniziative, al  fine  di  conseguire  una  piu`  efficace  azione informativa nei confronti della comunita` regionale.

2. La  Regione puo`   realizzare iniziative  di  comunicazione   in collaborazione con  enti e soggetti privati e puo` partecipare ad iniziative private.

3. Per le finalita` di cui alla presente legge, la Regione promuove la  realizzazione e   diffusione di  programmi e  servizi radiotelevisivi e  radiofonici, tramite  apposite convenzioni con l`emittenza pubblica  e privata  locale, e  la  realizzazione  di servizi di   informazione su  giornali  e  periodici  a  stampa o elettronici, mediante rapporti convenzionali con i soggetti editoriali.

Articolo 15
(Messaggi di pubblica utilita`)

1. Il Presidente della Giunta regionale puo` chiedere al servizio radiotelevisivo pubblico ed alle emittenti radiofoniche e televisive private della Toscana la diffusione di messaggi di utilita` sociale, in analogia con la normativa nazionale.

Articolo 16
(Ricerche e sondaggi)

1. Allo scopo di favorire una piu` efficace elaborazione e gestione delle politiche regionali,  la  Regione  promuove,  con mezzi propri  o attraverso istituti specializzati, la realizzazione e la  diffusione  dei  risultati  di  ricerche  e sondaggi, integrabili  anche con  pareri della  associazioni  dei consumatori, volti  ad una migliore conoscenza degli orientamenti e delle aspettative dei cittadini e delle realta` sociali della Toscana.

2. La  diffusione dei   risultati di ricerche e sondaggi sui mezzi di comunicazione  di massa  e` sottoposta  alla vigilanza  ed  al controllo del  CORECOM, in  analogia con   quanto  previsto  dalla legge 22   febbraio  2000,  n.  28  per  i  sondaggi  politici  ed elettorali.

TITOLO III
SOSTEGNO ALLE  ATTIVITA` DI   INFORMAZIONE E  COMUNICAZIONE  DEGLI ENTI LOCALI

Articolo 17
(Sviluppo dell`informazione e della comunicazione pubblica)

1. La  Regione considera lo sviluppo e qualificazione dei servizi di informazione,  di comunicazione e di relazioni con il pubblico degli enti  locali un obiettivo fondamentale per l`attuazione del diritto dei cittadini ad essere informati.

2. La  Regione assicura il coordinamento e l`integrazione in rete degli URP  della Toscana  e delle  altre strutture  preposte alle attivita` di informazione e comunicazione.

Articolo 18
(Interventi di sostegno)

1.  La Giunta regionale sostiene, anche attraverso la realizzazione di  appositi progetti, le forme di collaborazione e  di cooperazione tra gli enti locali, che, secondo le finalita` ed i principi della presente legge, decidano di favorire, sviluppare o qualificare la propria attivita` di informazione, comunicazione e relazioni con il pubblico.

2. In  particolare, la Regione incentiva la gestione associata di servizi  di informazione,  comunicazione e relazioni con il pubblico da  parte degli enti locali nell`ambito degli interventi di sostegno  finanziario di  cui all`articolo   33, comma  4,  del decreto legislativo  18 agosto  2000, n.  267 (testo   unico delle leggi sull`ordinamento degli enti locali), e sostiene le iniziative finalizzate  ad innovare  i servizi di informazione ai cittadini.

3. La  Regione promuove interventi di formazione, aggiornamento e qualificazione del  personale regionale  e, in collaborazione con gli enti  locali,  del  personale  di  tali  enti,  addetto  alle attivita` di informazione, comunicazione e relazioni con il pubblico, secondo modelli formativi individuati  dal  piano triennale di cui all`articolo 5, comma 1, lettera b). Le attivita` formative  rivolte ai  giornalisti sono   programmate in collaborazione con l`ordine regionale dei giornalisti e l`associazione stampa toscana.

4. La  Regione favorisce   e sostiene  iniziative, proposte  dagli istituti scolastici,  dal Parlamento degli studenti e da soggetti che siano espressione  della societa` civile, volte  alla promozione di  forme di  educazione all`uso consapevole e critico dei mezzi di informazione e comunicazione.

Articolo 19
(Altri interventi)

1. Nel  rispetto della   normativa in  materia di  tutela dei dati personali, la  Regione e  gli enti dipendenti rendono disponibile il collegamento  diretto tra  le proprie   banche dati  e le  reti civiche locali, tramite l`adozione di sistemi di interconnessione telematica.

2.  I programmi applicativi realizzati o specificamente commissionati dalla Regione  per   la  gestione di servizi informatici inerenti  le attivita` di informazione, comunicazione e relazioni  con il  pubblico sono  posti a disposizione gratuita degli enti locali per la attivazione di servizi analoghi

3.  Nell`ambito di apposite intese con gli enti locali interessati, il  personale degli  enti locali chiamato a svolgere attivita` di  informazione,   comunicazione  e  relazioni  con  il pubblico puo`   effettuare “stage”  di formazione  o aggiornamento presso le competenti strutture della Regione.

TITOLO IV
DISCIPLINA DEL COMITATO REGIONALE PER LE COMUNICAZIONI

CAPO I
COMPOSIZIONE E FUNZIONAMENTO

Articolo 20
(Definizione)

1.  Il Comitato regionale per le comunicazioni (CORECOM), istituito presso  il Consiglio regionale, e` organo di consulenza e di  gestione della Regione in materia di comunicazioni, nonche` organo funzionale dell`Autorita` per le garanzie nelle comunicazioni, di  seguito denominata “Autorita`”, ai sensi e per gli effetti  dell`articolo 1,   comma 13,  della legge  31  luglio 1997, n.  249 (istituzione  dell`Autorita` per   le garanzie nelle comunicazioni, e norme sui   sistemi delle  telecomunicazioni  e radiotelevisivo). Il  presente titolo ne disciplina l`organizzazione e  il funzionamento,   in attuazione  del  citato articolo 1,   comma 13, della legge n. 249 del 1997 e nel rispetto degli indirizzi generali deliberati dall`Autorita` ai sensi della medesima disposizione.

Articolo 21
(Composizione)

1. Il  CORECOM e`  costituito da  sette componenti,  compreso il Presidente, scelti fra persone in possesso dei necessari requisiti di competenza ed esperienza nel settore della comunicazione nei  suoi aspetti culturali, giuridici, economici e tecnologici, documentati e appositamente valutati.

2.  Il Presidente e` nominato dal Presidente  della  Giunta regionale di  concerto con il Presidente del Consiglio regionale. Gli altri sei componenti sono eletti dal Consiglio regionale, con voto limitato a tre.

3. I  componenti  del  CORECOM  sono  nominati  con  decreto  del Presidente della  Giunta regionale, restano in carica cinque anni e non sono rieleggibili.

4.  Nel corso  della prima seduta, il  Comitato elegge il Vicepresidente. All`elezione  si provvede  a  scrutinio  segreto. Risulta eletto  colui che  ha ottenuto  il voto della maggioranza dei componenti  il Comitato.  Qualora tale   maggioranza  non  sia raggiunta,   risulta  eletto,  in  seconda  votazione,  chi  abbia ottenuto la   maggioranza dei  voti e, in caso di parita`, il piu` anziano di eta`.

5. Il  Presidente del   Consiglio  regionale  informa  l`Autorita` dell`avvenuta elezione e dell`insediamento del CORECOM.

6. Al rinnovo del CORECOM si provvede entro sessanta giorni dalla scadenza del Comitato in carica.

7. In  caso di  dimissioni, decadenza o impedimento permanente di un  membro   del  CORECOM,   il    Consiglio   regionale   procede all`elezione di  un nuovo  membro che  resta in   carica fino alla scadenza ordinaria  del   Comitato.  Al  componente  che  subentri quando manca  non piu` della meta` alla scadenza ordinaria non si applica il divieto di rieleggibilita` di cui al comma 3.

Articolo 22
(Incompatibilita`)

1.  I   componenti  del   CORECOM sono  soggetti   alle  seguenti incompatibilita`:
a) politiche:  membro del  Parlamento  europeo  e  italiano,  del     Governo, dei  Consigli e delle Giunte regionali, provinciali e comunali; Presidente  della Regione; Sindaco; Presidente della Provincia; presidente  o  direttore  di  enti  pubblici  anche economici nominato da parte del Parlamento, del Governo, degli organi regionali, provinciali e comunali; componenti di organi  esecutivi  dei   partiti   e   movimenti  politici,  a  livello nazionale, regionale, provinciale e comunale.

b) economico  – professionali:   amministratore, socio, dipendente di  imprese pubbliche  e    private  operanti   nel    settore radiotelevisivo, delle  telecomunicazioni, della  pubblicita`, dell`editoria anche multimediale, della rilevazione  dell`ascolto e del monitoraggio della programmazione; titolare di rapporti  di collaborazione   e consulenza  con  i  soggetti sopra indicati;  dipendente  della  Regione  Toscana.  I  soci risparmiatori delle  societa` di  capitali  e  delle  societa` cooperative non versano in situazione di incompatibilita`.

Articolo 23
(Decadenza)

1. I  componenti del   CORECOM decadono  dall`incarico qualora non intervengano, senza giustificato motivo tempestivamente comunicato al  Presidente del   Comitato medesimo,  a  tre  sedute consecutive ovvero  ad un  numero di  sedute pari  alla meta`  di quelle effettuate nel corso dell`anno solare.

2. I  componenti decadono, altresi`, qualora sopravvenga nei loro confronti una delle cause di incompatibilita` di cui all`articolo 22, e l`interessato non provveda a determinarne la cessazione.

3. La causa di incompatibilita` e` contestata all`interessato dal Presidente  del   Consiglio  regionale,    sia  d`ufficio  sia  su segnalazione  del   presidente   del   CORECOM,  con   l`invito  a presentare proprie osservazioni entro un termine stabilito e, nel caso di cui al comma 2, a  far cessare la causa  di incompatibilita`  entro   trenta  giorni  dal  ricevimento  della contestazione medesima.

4. Trascorso  il termine  di cui  al comma   3, il  Presidente del Consiglio regionale:

a) provvede  all`archiviazione del  procedimento qualora la causa  di decadenza risulti insussistente, ovvero, nei casi di cui al comma 2, rimossa;

b) propone l`adozione del provvedimento di decadenza al Consiglio   regionale negli altri casi.

5.Le decisioni di cui al comma 4 sono comunicate all`interessato e, per conoscenza, al Presidente del CORECOM e all`Autorita`.

6.  Le disposizioni   sulla decadenza  si  applicano  anche  al Presidente del   CORECOM. In  tale ipotesi, il provvedimento  di archiviazione o  di decadenza   e` adottato  dal Presidente  della Giunta regionale  di concerto  con il  Presidente   del  Consiglio regionale, a conclusione dell`istruttoria effettuata da quest`ultimo.

Articolo 24
(Dimissioni)

1. Le dimissioni dei componenti il CORECOM sono presentate, tramite il  Presidente del   Comitato stesso,  al  Presidente del Consiglio regionale. Le dimissioni del Presidente sono presentate direttamente dall`interessato al  Presidente del Consiglio regionale e comunicate al Presidente della Giunta.

2. Il  Presidente del Consiglio regionale prende atto delle dimissioni e provvede agli adempimenti  necessari  per  la sostituzione dei  componenti dimissionari. Provvede, altresi`, ad informare  l`Autorita` delle dimissioni e delle relative sostituzioni.

Articolo 25
(Funzioni del Presidente)

1. Il Presidente del CORECOM:

a) rappresenta il Comitato;

b) convoca  il Comitato, determina l`ordine del giorno delle sedute, le presiede,  ne sottoscrive i verbali e le  deliberazioni in  esse adottate;   la convocazione del Comitato e` obbligatoria se richiesta da almeno due membri;

c) cura  i rapporti con gli organi della Regione, con l`Autorita` e gli altri organi statali.

2. In  caso di  assenza  o  di  impedimento  del  Presidente,  le relative funzioni sono esercitate dal Vicepresidente.

Articolo 26
(Regolamento interno)

1.  Il  CORECOM, con regolamento  interno, da  approvare  a maggioranza dei  tre quarti dei componenti, disciplina la propria organizzazione ed  il proprio funzionamento e definisce i criteri e le  modalita` di consultazione dei soggetti esterni, pubblici e privati, operanti  nel settore delle comunicazioni e dell`informazione.

Articolo 27
(Indennita` e rimborsi)

1. Al  Presidente ed   ai componenti del CORECOM e` attribuita una indennita` mensile  di funzione,   per dodici  mensilita`, il  cui importo e`   stabilito con  deliberazione del Consiglio regionale, con  riferimento all`indennita` mensile lorda  spettante al consigliere regionale.

2. Ai  componenti del   CORECOM che  non risiedono  e non hanno la propria sede  abituale  di  lavoro  nel  luogo  di  riunione  del Comitato e`  dovuto, per  ogni giornata   di seduta,  il  rimborso delle spese di viaggio previsto per i dirigenti regionali.

3. Ai  componenti del   CORECOM che, per ragioni attinenti al loro mandato e  diverse dalla partecipazione alle sedute del Comitato, si recano  in localita` diverse da quella di residenza o abituale di lavoro,  e`  dovuto  il  trattamento  economico  di  missione, nonche` il rimborso delle spese di viaggio previsto  per  i dirigenti regionali.

4. L`assenza senza giustificato motivo ad una seduta del CORECOM, e` comunicata al Presidente del Consiglio regionale e comporta la riduzione di  un sesto dell`indennita` mensile di funzione di cui al comma 1.

CAPO II
FUNZIONI E ORGANIZZAZIONE

Articolo 28
(Funzioni)

1. Il  CORECOM e`  titolare di  funzioni proprie  e  di  funzioni delegate ai  sensi dell`articolo   1, comma 13, della legge n. 249 del 1997.

Articolo 29
(Funzioni proprie)

1. Il CORECOM svolge le seguenti funzioni proprie:
a) Funzioni di consulenza e  di  proposta  per  il  Consiglio regionale e la Giunta regionale; in particolare:
1) formula  pareri per  il Consiglio regionale e per la Giunta  regionale in  materia di   ordinamento delle comunicazioni e di informazione;

2) formula  proposte di parere sullo schema di piano nazionale di assegnazione e di ripartizione delle frequenze trasmesso alla Regione ai sensi dell`articolo 1, comma 6, lettera a), numeri 1  e 2,  della legge   n. 249  del 1997,  nonche` sui bacini   di  utenza  e  sulla  localizzazione   dei  relativi impianti;

3) formula  proposte di parere sul progetto di rete televisiva senza risorse pubblicitarie di cui all`articolo 3, comma 9, della legge n. 249 del 1997;

4) su  richiesta degli organi della Regione, effettua ricerche a supporto di proposte di legge e di provvedimenti regionali nel settore delle comunicazioni;

5) cura  il  monitoraggio  e  l`analisi  delle  programmazioni radiofoniche e  televisive trasmesse  in ambito nazionale e locale;

6) formula proposte in ordine a forme di collaborazione fra la Regione, il  servizio pubblico radiotelevisivo, istituzioni ed organismi culturali, operatori della comunicazione;

7) formula  pareri non  vincolanti per  Fidi Toscana  SpA  sui progetti  oggetto  di  richiesta  di  contributi  ai  sensi dell`articolo 34 della presente legge;

8) propone  iniziative inerenti   la formazione e la ricerca in materia di comunicazione radiotelevisiva e multimediale;

9) cura  ricerche e  rilevazioni sull`assetto  e sul  contesto socio-economico delle  imprese operanti a livello regionale nel settore delle comunicazioni,  presentando  rapporti periodici agli organi della Regione;

10) attua  idonee forme di consultazione, sulle materie di sua competenza, con  i  soggetti  operanti  nel  settore  delle comunicazioni, con  le associazioni   degli utenti,  con  le istituzioni scolastiche  e con gli altri eventuali soggetti collettivi interessati alle comunicazioni.

b) Funzioni gestionali:
1) regola  l`accesso radiofonico e televisivo regionale di cui all`articolo 3  della legge  14 aprile  1975, n. 103 (nuove norme in materia di diffusione radiofonica e televisiva);

2) cura  per l`Ufficio   di presidenza  del Consiglio regionale gli adempimenti di cui all`articolo 2, comma 1, della legge regionale 14  aprile 1995,   n. 65  (disciplina delle  spese relative alla campagna elettorale per le elezioni regionali: attuazione della legge 23 febbraio 1995, n. 43), relativi alla  pubblicita` delle   attivita`  di  propaganda elettorale a  mezzo stampa   e radiotelevisiva  in occasione delle elezioni regionali.

Articolo 30
(Funzioni delegate)

1. Il  CORECOM  svolge  le  funzioni  di  gestione,  garanzia  e controllo delegate dall`Autorita` ai sensi dell`articolo 1, comma 13, della  legge n.  249 del  1997   e  del  regolamento  adottato dall`Autorita` con  deliberazione n.  53 del  28 aprile  1999, di seguito denominato “regolamento dell`Autorita`”.

2. Le  funzioni di  cui al  comma   1  sono  delegate  al  CORECOM mediante la   stipula delle  convenzioni previste  dall`articolo 2 del  regolamento    dell`Autorita`,  sottoscritte  dal  Presidente dell`Autorita`, dal Presidente della Giunta regionale, sentito il Presidente del Consiglio regionale, e dal Presidente del CORECOM, nelle quali  sono specificate  le singole  funzioni delegate e le risorse assegnate per provvedere all`esercizio delle stesse.

3. Le funzioni delegate sono esercitate dal CORECOM nell`ambito e nel rispetto dei principi e dei criteri stabiliti dall`Autorita`.

4. Nell`esercizio  della delega  il CORECOM  puo` avvalersi degli organi periferici dell`amministrazione statale di cui all`articolo 3, comma 2, del regolamento dell`Autorita`.

Articolo 31
(Programmazione e rendicontazione dell`attivita`)

1. Entro  il 15  settembre di  ogni anno,   il CORECOM presenta al Consiglio regionale   ed all`Autorita`  il programma  di attivita` per l`anno  successivo, suddiviso  in  una  parte  relativa  alle funzioni proprie  e l`altra  relativa alle funzioni delegate, con l`indicazione dei  rispettivi fabbisogni finanziari. Il Consiglio regionale  approva  la  parte  relativa  alle  funzioni  proprie, l`Autorita` quella relativa alle funzioni delegate.

2. Entro  il 31  marzo di  ogni   anno,  il  CORECOM  presenta  al Consiglio regionale e all`Autorita` una relazione conoscitiva sul sistema delle  comunicazioni in ambito regionale, con particolare riferimento al settore radiotelevisivo e dell`editoria.  Il documento contiene anche il resoconto  dell`attivita`  svolta nell`anno precedente,  distinta in  quella relativa alle funzioni proprie e quella  relativa  alle  funzioni  delegate,  con  la rispettiva rendicontazione della gestione delle risorse finanziarie.  Il  Consiglio  regionale  approva  la  parte  della relazione relativa  alle  funzioni  proprie,  l`Autorita`  quella relativa alle funzioni delegate.

3. Il  CORECOM rende   pubblici,  attraverso  opportuni  strumenti informativi, gli atti di cui ai commi 1 e 2.

Articolo 32
(Struttura organizzativa)

1. Per  l`esercizio delle   sue funzioni  il CORECOM  si avvale di un`apposita struttura  istituita presso il Consiglio regionale ed individuata ai  sensi della  legge regionale 17 marzo 2000, n. 26 (riordino della legislazione regionale in materia di organizzazione e personale), e successive modifiche.

2. La  dotazione organica   della struttura  di cui  al comma 1 e` determinata nell`ambito  della dotazione   organica del  Consiglio regionale, dopo aver acquisito il parere dell`Autorita`.

Articolo 33
(Dotazione finanziaria)

1. Per  l`esercizio delle   funzioni proprie  il  CORECOM  dispone della dotazione  finanziaria ad  esso assegnata   nell`ambito  del bilancio del Consiglio regionale.

2. Per  l`esercizio delle   funzioni delegate  il CORECOM  dispone delle risorse  concordate con   l`Autorita` nelle  convenzioni con cui sono  conferite le deleghe. Le risorse assegnate e trasferite dall`Autorita`  sono   iscritte  nel  bilancio  della  Regione  e confluiscono nel bilancio del Consiglio regionale.

TITOLO V
INTERVENTI PER LO SVILUPPO DEL SISTEMA DELL`INFORMAZIONE LOCALE

Articolo 34
(Interventi di sostegno agli investimenti)

1.   La  Regione interviene finanziariamente, attraverso l`erogazione   di   contributi  in   conto  capitale  e  in  conto interessi, in  favore delle  imprese e di altri soggetti operanti nei settori  della informazione e della comunicazione, a sostegno degli investimenti  relativi a  progetti di  innovazione tecnico-produttiva e  di miglioramento  degli standard   di  qualita`,  di realizzazione,   ampliamento,   modifica  degli   impianti  e  dei processi, di miglioramento della distribuzione e promozione.

2. Allo  scopo di  promuovere le associazioni fra operatori della comunicazione  per  la  gestione  comune  di  servizi,  impianti, attivita`  di   produzione  e  distribuzione,   gli  interventi  di sostegno devono   favorire in particolare i progetti presentati da associazioni o  consorzi di imprese, o da singole imprese facenti parte di forme associative.

3. I  contributi non   possono, in  ogni caso,  superare per   ogni singolo beneficiario  o intervento,  la misura  del “de   minimis” definita dall`Unione europea e non sono cumulabili con contributi statali percepiti al medesimo titolo.

4. La  Regione interviene altresi` con la concessione di garanzie sussidiarie ai  soggetti beneficiari  dei contributi   a fronte di operazioni di finanziamento e di locazione finanziaria.

Articolo 35
(Condizioni per l`accesso alle agevolazioni)

1. Hanno titolo per accedere alle agevolazioni finanziarie di cui all`articolo 34  le imprese  aventi sede  legale e   operativa  in Toscana, iscritte al registro degli operatori della comunicazione, tenuto   presso il  CORECOM ai sensi della legge n. 249 del 1997.

2. Non  sono ammesse   ai benefici  le  imprese  che  producono  o diffondono prodotti  editoriali, a  stampa o  radiotelevisivi, di carattere  commerciale, superando i limiti  previsti dalla normativa vigente per la pubblicita` radiotelevisiva e del 70 per cento per le pubblicazioni a stampa.

3. Per  essere ammesse   ai benefici,  le imprese devono essere in regola con  gli obblighi  di  legge  in  materia  di  trattamento contrattuale del  personale dipendente  e di sicurezza nei luoghi di lavoro,  applicando al   personale giornalistico  le norme  dei contratti nazionali di lavoro giornalistico.

Articolo 36
(Procedure)

1. La  concessione dei contributi e delle garanzie sussidiarie e` effettuata da  Fidi  Toscana  SpA,  presso  la  quale  la  Giunta regionale costituisce specifici fondi.

2. Fidi  Toscana SpA,   acquisito il  parere  non  vincolante  del CORECOM sui   progetti  oggetto  della  richiesta  di  contributo, provvede  alla    concessione  dei   benefici   sulla   base  delle disposizioni approvate dalla Giunta regionale, contenenti:

a) le tipologie degli interventi ammissibili ai benefici;

b) le modalita` di  istruttoria, le entita` e i criteri  di   erogazione dei contributi;

c) le procedure di rendicontazione e controllo di efficacia.

3. Il  Consiglio regionale   e` informato annualmente dalla Giunta regionale sui benefici erogati.

Articolo 37
(Formazione professionale)

1. La  Regione interviene   anche finanziariamente  per  sostenere azioni di   formazione continua del personale delle imprese di cui all`articolo 34.

2. Le  modalita` attuative   degli interventi  sono stabilite  con deliberazione della  Giunta regionale nell`ambito delle procedure previste dalla normativa vigente in materia di  formazione professionale.

3. Gli interventi sono concessi nel rispetto del Regolamento (CE) n. 68/2001  della  Commissione  del  12 gennaio 2001, e della relativa normativa regionale di attuazione.

Articolo 38
(Ricerche e rilevazioni)

1. La  Giunta  regionale  promuove,  anche  tramite  il  CORECOM, ricerche   sui  consumi  mediali,  sulla  diffusione  di  prodotti editoriali   a stampa ed elettronici e sugli ascolti delle emittenti radiotelevisive,  d`intesa ed in collaborazione con gli operatori del settore.

TITOLO VI
DISPOSIZIONI TRANSITORIE E FINALI

Articolo 39
(Norma finanziaria)

1. Agli  oneri derivanti   dall`attuazione della presente legge si fa fronte:

a) quanto  agli oneri di cui all`articolo 5, comma 1, lettera b), per il  corrente esercizio e per i due esercizi successivi con le risorse  iscritte  nella  U.P.B.  111  “Azioni  di  sistema Regioni-Enti locali”  e nella  U.P.B. 711 “Funzionamento della struttura regionale”,  definite con il Piano di formazione del personale di  cui al  CCNL del personale delle Regioni e delle autonomie locali;

b) quanto  agli oneri di cui all`articolo 5, comma 1, lettere a), c), d) ed e), decorrenti dall`esercizio 2003, con le risorse iscritte nelle U.P.B. di riferimento da istituire in bilancio, per una  quota da  definire   in  sede  di  bilancio  regionale pluriennale.

Articolo 40
(Abrogazioni)

1. Sono abrogate:

a) la legge regionale 4 agosto 1997, n. 62 (sostegno alle imprese televisive e all`editoria locale);

b) la  legge regionale   1  febbraio  2000,  n.  10  (istituzione, organizzazione e  funzionamento del  Comitato regionale per le comunicazioni);

c) la  legge regionale   28 dicembre  2000, n.  80 (modifiche alla legge regionale 1 febbraio 2000, n. 10  “Istituzione, organizzazione e  funzionamento del  Comitato regionale per le Comunicazioni”).

Articolo 41
(Disposizioni transitorie)

1. L`elenco regionale delle imprese radiotelevisive e di editoria locale, istituito  ai sensi dell`articolo 3 della legge regionale n. 62  del 1997   rimane operante  ai fini  del titolo V sino alla effettiva  costituzione    del  registro   degli  operatori  della comunicazione di cui all`articolo 34 della presente legge.

2. Alla  data di entrata in vigore della presente legge, le somme residuate sui  fondi costituiti  presso Fidi Toscana SpA ai sensi dell`articolo 6,  comma 3,  della legge regionale n. 62 del 1997, confluiscono nei fondi previsti dall`articolo 36, comma 1.

3. Per  l`anno 2002,   i procedimenti  amministrativi  conseguenti alla presentazione  di domande  di finanziamento  e  di  garanzia sussidiaria  per   interventi   di  innovazione  tecnologica  sono portati a  termine secondo  le disposizioni   di  cui  alla  legge regionale n. 62 del 1997.

4. I  componenti del   CORECOM,  nominati  ai  sensi  della  legge regionale n.  10 del  2000, come modificata dalla legge regionale n. 80 del 2000, restano in carica sino alla scadenza naturale del loro mandato.