TRENTINO Provincia Autonoma di Trento – Decreto del Presidente della Giunta Provinciale 29 giugno 2000, n.13-31/Leg. “Disposizioni regolamentari concernenti la protezione dall’esposizione a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici, ai sensi dell’art. 61 della legge provinciale 11 settembre 1988, n.10”

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REGIONE TRENTINO-ALTO ADIGE (PROVINCIA DI TRENTO)
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA GIUNTA PROVINCIALE 29 giugno 2000,n. 13-31/Leg.

Disposizioni regolamentari concernenti la protezione dall’esposizione a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici, ai sensi dell’art. 61 della legge provinciale 11 settembre 1998, n. 10.

(Pubblicato nel Bollettino ufficiale della Regione Trentino-Alto Adige n. 30 del 18 luglio 2000)

 

IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA PROVINCIALE

Visto l’art. 61 della legge provinciale 11 settembre 1998, n. 10,come modificato e integrato dall’art. 20 della legge provinciale 20 marzo 2000, n. 3;
Vista la deliberazione della giunta provinciale n. 1600 del 23 giugno 2000, avente ad oggetto “Disposizioni regolamentari concernenti la protezione dall’esposizione a campi elettrici, magnetici e elettromagnetici, ai sensi dell’art. 61 della legge provinciale 11 settembre 1998, n. 10”;

Decreta:

Di emanare il regolamento di esecuzione recante “Disposizioni regolamentari concernenti la protezione dall’esposizione a campi elettrici, magnetici e elettromagnetici, ai sensi dell’art. 61 della legge provinciale 11 settembre 1998, n. 10”, nel testo allegato che forma parte integrante e sostanziale del presente decreto.
Il presente decreto sara’ pubblicato nel Bollettino ufficiale della Regione. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e difarlo osservare.

DELLAI

Registrato alla Corte dei conti il 5 luglio 2000
Registo n. 1, foglio n. 11

 

Disposizioni regolamentari concernenti la protezione dall’esposizione a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici, ai sensidell’art. 61 della legge provinciale 11 settembre 1998, n. 10.

Capo I
Ambito di applicazione
Art. 1.
O g g e t t o

1. Il presente regolamento detta norme, ai sensi dell’art. 61 della legge provinciale 11 settembre 1998, n. 10 (Misure collegate con l’assestamento del bilancio per l’anno 1998), come modificato dall’art. 20 della legge provinciale 20 marzo 2000, n. 3, per l’attuazione del decreto del Ministro dell’ambiente 10 settembre 1998, n. 381 (Regolamento recante norme per la determinazione dei tetti di radiofrequenza compatibili con la salute umana), relativamente ai sistemi fissi delle telecomunicazioni e, per quanto non previsto dalla legge provinciale 28 aprile 1997, n. 9, agli impianti fissi di radiodiffusione sonora e televisiva.
2. Il presente regolamento stabilisce inoltre le disposizioni occorrenti per l’attuazione delle norme statali concernenti i limiti di esposizione ai campi elettrico e magnetico generati alla frequenza industriale nominale (50 Hz) negli ambienti abitativi e nell’ambiente esterno, in relazione alle attribuzioni in materia spettanti alla provincia.
3. La disciplina stabilita dal presente regolamento si conforma al principio cautelativo, perseguendo la minimizzazione dell’esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici, il raggiungimento di obiettivi di qualita’, l’attuazione di azioni di risanamento e di delocalizzazione degli impianti non conformi, nonche’ la collaborazione operativa tra la pubblica amministrazione e i titolari degli impianti.

Capo II
Impianti fissi di telecomunicazione

Art. 2.
Criteri generali di localizzazione

1. Gli impianti fissi delle telecomunicazioni operanti nell’intervallo di frequenza compresa fra 100 kHz e 300 GHz non possono essere installati:
a) ,all’interno o in prossimita’ delle zone residenziali, come individuate dagli strumenti urbanistici subordinati al piano urbanistico provinciale, nonche’ in prossimita’ di parchi urbani, aree verdi attrezzate, impianti sportivi e sedi attivita’ lavorative, qualora non sia garantito un volume di rispetto atto ad assicurare
l’obiettivo di qualita’ di 3V/m, secondo i criteri metodologici di cui all’allegato D;

b) in prossimita’ di scuole, ospedali, case di cura, residenze sanitarie assistenziali e ambienti destinati all’infanzia, qualora gli accordi di programma di cui all’art. 7, non garantiscano un volume di rispetto inferiore a quello indicato dalla precedente lettera a). In assenza dell’accordo di programma o qualora lo stesso non si perfezioni, deve comunque essere garantito un volume di rispetto da tali strutture atto ad assicurare l’obiettivo di qualita’ di 2V/m, secondo i criteri metodologici di cui all’allegato D;
c) in siti o posizioni di particolare rilevanza dal punto di vista paesaggistico-ambientale, ubicati nelle aree protette o nelle aree sottoposte a vincolo paesaggistico, secondo i criteri definiti con deliberazione della giunta provinciale ai sensi dell’art. 3.
2. Gli impianti fissi delle telecomunicazioni di cui al comma 1 possono essere installati in ogni altra area, diversa da quelle indicate al comma 1, del territorio provinciale, nel rispetto della disciplina stabilita dal decreto del Ministro dell’ambiente 10 settembre 1998, n. 381, e dal presente regolamento.
3. La localizzazione e l’installazione dei predetti impianti, in esito ai procedimenti autorizzatori e concessori di cui all’art. 4, sono consentite senza necessita’ di specifiche previsioni o di adeguamento degli strumenti urbanistici subordinati al piano urbanistico provinciale. Questi ultimi, all’atto della loro variante o revisione, indicano i vincoli di inedificabilita’ derivanti dall’applicazione dei divieti di cui al comma 1, o correlati all’osservanza dei limiti di esposizione o dei valori cautelari di cui agli art. 3 e 4, comma 2, del decreto del Ministro dell’ambiente 10 settembre 1998, n. 381.
4. Ai fini della localizzazione, gli impianti fissi di telecomunicazione sono considerati opere di infrastrutturazione del territorio ai sensi dell’art. 30, delle norme di attuazione del piano urbanistico provinciate, con legge provinciale 9 novembre 1987, n. 26.
5. Ai fini dell’applicazione del presente regolamento si considerano impianti fissi anche gli impianti mobili di telecomunicazione operanti nell’intervallo di frequenza compresa fra 100 kHz e 300 GHz che stazionino nel medesimo sito o contesto ambientale per un tempo superiore alle ventiquattro ore, fatti salvi gli impianti mobili utilizzati per ragioni di protezione civile, di ordine pubblico o militare e di vigilanza.
6. Gli impianti di cui al presente articolo con potenza massima al connettore d’antenna inferiore a 5 Watt sono sottoposti alla disciplina stabilita dal presente regolamento. Tuttavia, ai fini dell’installazione degli stessi si prescinde dal parere del comitato previsto dall’art. 4. I medesimi impianti sono segnalati all’agenzia provinciale per la protezione dell’ambiente secondo le modalita’ definite ai sensi dell’art. 15.

Art. 3.
Criteri specifici di localizzazione

1. Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente regolamento, la giunta provinciale adotta, su proposta dell’agenzia provinciale per la protezione dell’ambiente formulata previa acquisizione dei pareri del servizio urbanistica e tutela del paesaggio nonche’ della direzione igiene e sanita’ pubblica dell’azienda provinciale per i servizi sanitari, uno schema di criteri e di indicazioni tecniche per la specificazione dei criteri generali di localizzazione degli impianti fissi di telecomunicazione di cui all’art. 2, comma 1, lettera c).
2. La deliberazione di cui al comma 1, e’ trasmessa ai comuni, ai gestori delle aree protette ed ai gestori degli impianti per l’eventuale formulazione, entro i trenta giorni successivi alla sua ricezione, di osservazioni; decorso tale termine i criteri specifici di localizzazione sono approvati in via definitiva con deliberazione della giunta provinciale, anche in assenza di osservazioni.
3. La deliberazione della giunta provinciale di cui al comma 2, e’ pubblicata nel Bollettino ufficiale della Regione ed ha efficacia vincolante per tutti i soggetti che esercitano le attivita’ e gli impianti da essa considerati.

Art. 4.
Procedimenti autorizzatori e concessori

1. I procedimenti di cui al presente articolo, sono diretti a verificare la conformita’ del progetto ai criteri generali e specifici di localizzazione degli impianti di cui agli articoli 2 e 3, nonche’ ad assicurare l’osservanza dei limiti di esposizione ai campi elettromagnetici e i valori cautelari di cui agli articoli 3 e 4 del decreto del Ministro dell’ambiente 10 settembre 1998, n. 381, oltre che il raggiungimento degli obiettivi di qualita’ sottesi ai criteri di localizzazione.
2. L’installazione o la modificazione degli impianti fissi di telecomunicazione e’ subordinata all’acquisizione dei seguenti provvedimenti ai sensi delle norme vigenti in materia di urbanistica:
a) autorizzazione edilizia, ovvero denuncia di inizio di attivita’, nel caso di realizzazione su edifici esistenti di nuovi impianti a palo aventi l’altezza non superiore a sei metri, nonche’ nel caso di installazione di nuove antenne su qualsiasi struttura di sostegno gia’ esistente o di modifiche tecniche o di potenziamento degli impianti esistenti;
b) concessione edilizia, nel caso di realizzazione di strutture di sostegno aventi caratteristiche dimensionali superiori a quelle di cui alla lettera a) ovvero non collocate su edifici esistenti nonche’ per la realizzazione dei manufatti di servizio contenenti gli apparati tecnologici.
3. Il rilascio della concessione e dell’autorizzazione edilizia nonche’ la presentazione della denuncia d’inizio di attivita’ sono subordinati alla acquisizione preventiva degli atti d’assenso, ove richiesti, di cui all’art. 88, comma 4, della legge provinciale 5 settembre 1991, n. 22. L’autorizzazione ai lini della tutela del
paesaggio, qualora ne ricorrano i presupposti ai sensi delle norme vigenti, e’ resa nella riunione del comitato di cui al comma 4, dal funzionario che rappresenta il servizio urbanistica e tutela del paesaggio in coerenza con le determinazioni del dirigente del medesimo servizio.
4. Il rilascio della concessione e dell’autorizzazione edilizia nonche’ la presentazione della denuncia di inizio di attivita’ sono subordinati, in ogni caso, alla determinazione favorevole del comitato di cui all’art. 2, comma 6-bis, della legge provinciale 28 aprile 1997, n. 9, come modificato dall’art. 19 della legge provinciale 20 marzo 2000, n. 3. Si applicano altresi’ le disposizioni di cui all’art. 2, comma 7, della citata legge provinciale n. 9 del 1997.
5. La richiesta di concessione ed autorizzazione edilizia e la presentazione della denuncia di inizio di attivita’ sono corredate dalla documentazione tecnica necessaria per l’esame e la valutazione del progetto indicata nell’allegato A al presente regolamento, innumero di cinque copie.

Art. 5.
Risanamenti e delocalizzazioni degli impianti esistenti di
telecomunicazione

1. Gli impianti fissi di telecomunicazione esistenti alla data di entrata in vigore del presente regolamento, che non rispettano le disposizioni concernenti la localizzazione di cui agli articoli 2 e 3, ovvero diano luogo al superamento dei limiti di esposizione e dei limiti di esposizione e dei valori di cui agli articoli 3 e 4 del decreto del Ministero dell’ambiente 10 settembre n. 381, sono ricondotti a conformita’ ovvero delocalizzati a cura dei soggetti gestori degli impianti stessi.
2. Per le finalita’ di cui al comma 1, i gestori di impianti presentano – entro novanta giorni dalla data di pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione della deliberazione di cui all’art. 3 – all’agenzia provinciale per la protezione dell’ambiente un programma degli interventi di risanamento e di delocalizzazione corredato della documentazione tecnica pertinente a ciascun impianto indicata nell’allegato A e contenente le modalita’ e i tempi di attuazione. I tempi di attuazione non possono comunque essere superiori a:
a) sei mesi dall’approvazione del programma, nel caso di interventi di riduzione a conformita’;
b) diciotto mesi dall’approvazione del programma nel caso di interventi di delocalizzazione.
3. Il programma e’ esaminato ed approvato, entro i successivi centoventi giorni dalla sua ricezione, dall’agenzia provinciale per la protezione dell’ambiente; sentiti i comuni territorialmente interessati e il comitato richiamato all’art. 4, comma 4, apportandovi eventuali modifiche ed integrazioni. Decorso il predettotermine, il programma si intende approvato a tutti gli effetti.
4. I gestori che non presentano il programma degli interventi di risanamento o di delocalizzazione degli impianti ai sensi del comma 2, devono conformare gli impianti stessi secondo quanto disposto dal comma 1, entro otto mesi decorrenti dalla data di pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione della deliberazione di cui all’art. 3.
5. La realizzazione degli interventi di risanamento o di delocalizzazione e’ subordinata all’osservanza delle procedure di cui all’art. 4.
6. Gli interventi di delocalizzazione sono prioritariamente indirizzati al trasferimento degli impianti di telecomunicazione nei siti di cui all’art. 1, comma 2-bis, della legge provinciale 28 aprile 1997, n. 9, come aggiunto dall’art. 19 della legge provinciale 20 marzo 2000, n. 3, o comunque alla concentrazione degli impianti, anche in coordinamento tra i vari gestori.
7. Ai fini della conformazione degli impianti esistenti secondo quanto disposto dal comma 1, si osservano le indicazioni tecniche di cui all’allegato C al decreto del Ministro dell’ambiente 10 settembre1998, n. 381.
8. Dell’avvenuta realizzazione degli interventi di risanamento o di delocalizzazione il gestore da comunicazione al comune e all’agenzia provinciale per la protezione dell’ambiente entro trenta giorni dalla loro realizzazione.

Art. 6.
C o n t r o l l i

1. Fatte salve le attribuzioni dell’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni, i controlli tecnici sull’applicazione della disciplina degli impianti fissi di telecomunicazione stabilita dal decreto del Ministro dell’ambiente 10 settembre 1998, n. 381 e dal presente regolamento sono esercitati dall’agenzia provinciale per la protezione dell’ambiente, in osservanza delle metodologie definite dall’allegato B al citato decreto ministeriale n. 381 del 1998.
L’attivita’ di controllo e’ inoltre esercitata tenendo conto delle condizioni di massimo utilizzo dell’impianto, nonche’ della natura dei luoghi e delle attivita’ che vi si svolgono.
2. Gli esiti dei controlli sono comunicati dall’agenzia provinciale per la protezione dell’ambiente alla direzione igiene e sanita’ pubblica dell’azienda provinciale per i servizi sanitari per le valutazioni igienico-sanitarie di pertinenza.
3. Ove dai controlli esperiti dall’agenzia provinciale per la protezione dell’ambiente risultino violazioni alla disciplina stabilita dalle disposizioni normative statali e provinciali di cui al comma 1 ovvero delle prescrizioni stabilite dagli atti amministrativi emanati ai sensi delle predette disposizioni, il sindaco del comune territorialmente interessato, indipendentemente dalle sanzioni penali e amministrative, diffida i trasgressori ad adeguarsi alle medesime disposizioni o prescrizioni entro il termine piu’ breve possibile determinato in rapporto alle caratteristiche e alla complessita’ dell’intervento.
4. In caso di inosservanza della diffida, il sindaco puo’ ordinare – avuto riguardo ai danni per la salute pubblica e per l’ambiente e previa eventuale acquisizione dei pareri dell’agenzia provinciale per la protezione dell’ambiente e della direzione igiene e sanita’ pubblica dell’azienda provinciale per i servizi sanitari – la sospensione dell’esercizio degli impianti per il tempo necessario all’adeguamento degli stessi alle prescrizioni contenute nella diffida e, comunque, per un periodo non superiore ai sei mesi. Ove
l’interessato, anche dopo il periodo di sospensione, non si adegui alle prescrizioni, e’ ordinata da parte del sindaco la disattivazione e la rimozione dell’impianto.
5. E’ fatta salva – ove ne ricorrano i presupposti – l’applicazione delle misure sanzionatorie, interdittive e ripristinatorie previste dalla disciplina provinciale in materia diurbanistica e di tutela del paesaggio.

Art. 7.
Promozione degli obiettivi di qualita’

1. Fermo restando il rispetto dei criteri di localizzazione degli impianti fissi di telecomunicazione di cui agli articoli 2 e 3, nonche’ dei limiti di esposizione e dei valori di cui agli articoli 3 e 4 del decreto del Ministro dell’ambiente 10 settembre 1998, n. 381, la giunta provinciale puo’ stipulare accordi di programma con i soggetti gestori dei predetti impianti, sentiti i comuni territorialmente interessati, volti a conseguire valori di campo elettromagnetico da raggiungere nel breve, medio e lungo periodo – attraverso tecnologie e tecniche di costruzione e mediante azioni di risanamento e di delocalizzazione degli impianti che consentano di minimizzare le esposizioni e di realizzare obiettivi di qualita’, nonche’ di tutelare il paesaggio.
2. L’accordo di programma e’ costituito dal piano degli interventi di costruzione, di razionalizzazione e/o di risanamento e di delocalizzazione degli impianti, corredato dalla documentazione tecnica pertinente a ciascun impianto indicata nell’allegato A, e contiene le modalita’ e i tempi per la sua attuazione.
3. Per le finalita’ di cui ai commi 1 e 2, la giunta provinciale si avvale del supporto istruttorio dell’agenzia provinciale per la protezione dell’ambiente.
4. La sottoscrizione dell’accordo di programma, previa acquisizione dei pareri dei comuni territorialmente interessati e della determinazione del comitato richiamato all’art. 4, comma 4, tiene luogo dei provvedimenti autorizzativi di cui all’art. 4 ecostituisce adempimento alle prescrizioni stabilite dai provvedimentidi adeguamento di cui all’art. 6.
5. In alternativa alla procedura concernente il programma degli interventi di risanamento e di delocalizzazione degli impianti esistenti di cui all’art. 5, i gestori degli impianti possono chiedere alla giunta provinciale di attivare la procedura di accordo di programma di cui al presente articolo, con gli effetti da esso previsti. La domanda e’ presentata entro il termine perentorio di quarantacinque giorni decorrenti dalla data di pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione della deliberazione di cui all’art. 3. Ove l’accordo non si perfezioni nei successivi centoventi giorni, i gestori conformano gli impianti secondo quanto disposto dall’art. 5, comma 1, entro i termini previsti dal medesimo art. 5, comma 2, calcolati a decorrere dalla data di presentazione della domanda. In tal caso la realizzazione degli interventi di risanamento o di delocalizzazione e’ subordinata all’osservanza delle procedure di cui all’art. 4.

Capo III
Impianti fissi di radiodiffusione sonora e televisiva
Art. 8.
Norma di rinvio

1. Le disposizioni del decreto del Ministro dell’ambiente 10 settembre 1998, n. 381, concernenti i limiti di esposizione e le misure di cautela, nonche’ la disciplina provinciale di cui al capo Il concernente gli obiettivi di qualita’ si applicano anche agli impianti di radiodiffusione sonora e televisiva operanti nell’intervallo di frequenza compresa fra 100 kHz e 300 GHz.
2. Le procedure di risanamento e delocalizzazione e gli accordi di programma di cui agli articoli 5 e 7 si applicano agli impianti di radiodiffusione sonora e televisiva, in quanto compatibili con le disposizioni stabilite dalla legge provinciale 28 aprile 1997, n. 9 (Individuazione di siti per la localizzazione di impianti di radiodiffusione), come modificato da ultimo dall’art. 19 della legge provinciale 20 marzo 2000, n. 3.

Capo IV
Impianti per la trasmissione e la distribuzione dell’energia
elettrica
Art. 9.
Ambito di applicazione

1. In relazione alle competenze spettanti alla provincia in materia di energia ai sensi del capo III del decreto legislativo 11 novembre 1999, n. 463 (Norme di attuazione dello statuto speciale della Regione Trentino-Alto Adige in materia di demanio idrico, di opere idrauliche e di concessioni di grandi derivazioni a scopo idroelettrico, produzione e distribuzione di energia elettrica) e del decreto del Presidente della Repubblica 22 marzo 1974, n. 381 (Norme di attuazione dello Statuto speciale per la Regione Trentino-Alto Adige in materia di urbanistica e opere pubbliche), il presente capo stabilisce le disposizioni occorrenti per l’attuazione del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 23 aprile 1992 (Limiti massimi di esposizione ai campi elettrico e magnetico generati alla frequenza industriale nominale (50Hz) negli ambienti abitativi e nell’ambiente esterno) e del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 28 settembre 1995 (Norme tecniche procedurali di attuazione del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 23 aprile 1992 relativamente agli elettrodotti), conformandosi alle finalita’ di cui all’art. 1, comma 3.
2. La disciplina del presente capo riguarda gli elettrodotti costituiti dall’insieme delle linee elettriche aeree esterne propriamente dette con tensione uguale o superiore a 30 kV, le sottostazioni, le opere di interconnessione e le cabine di trasformazione, esclusi gli elettrodotti in cavo interrato o aereo.
3. Le direttive della giunta provinciale previste dall’art. 10sono armonizzate all’aggiornamento delle normative statali concernenti la minimizzazione dalle esposizioni ai campi elettromagnetici degli elettrodotti.

Art. 10.
Impianti di nuova installazione

1. In attesa dell’emanazione della legge-quadro statale sulla protezione dalle esposizioni ai campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici, ai fini della realizzazione e dell’esercizio di nuovi elettrodotti si osservano i limiti di esposizione e le distanze di rispetto stabiliti dagli articoli 4 e 5 del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 23 aprile 1992, nonche’ i criteri di cui ai commi successivi.
2. In relazione a quanto disposto dall’art. 30 delle norme di attuazione del piano urbanistico provinciale, approvato con legge provinciale 9 novembre 1987, n. 26, la giunta provinciale emana – con apposita deliberazione da adottarsi entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente regolamento – le direttive per la definizione, negli strumenti urbanistici subordinati al piano urbanistico provinciale, di specifici corridoi per la localizzazione delle linee elettriche con tensione uguale o superiore a 30 kV, con riferimento ai programmi di sviluppo delle reti di trasmissione e distribuzione dell’energia elettrica, tenendo anche conto delle esigenze di risanamento delle linee con maggiori criticita’. Le predette direttive definiscono in particolare:
a) i criteri di localizzazione dei tracciati degli elettrodotti, in modo da assicurare un armonico inserimento degli stessi nel disegno urbanistico e nell’ambiente naturale;
b) l’ampiezza dei corridoi in relazione alle caratteristiche delle linee elettriche, atta a garantire l’osservanza dei limiti di esposizione, le distanze di rispetto e il raggiungimento degliobiettivi di qualita’ di cui alla lettera c);
c) i valori limite di induzione magnetica e per l’intensita’ di campo elettrico che devono essere rispettati in prossimita’ di destinazioni residenziali, scolastiche, sanitarie, aree verdi attrezzate o comunque di edifici adibiti a permanenza di persone non inferiore a quattro ore, con particolare riferimento alla tutela della popolazione infantile; in ogni caso i conduttori devono essere situati – rispetto agli spazi destinati all’infanzia, quali scuole, asili nido, parchi gioco – a distanza superiore di quella indicata dall’allegato C, misurata a partire dalla proiezione sul terreno dell’asse longitudinale della linea;
d) i criteri di localizzazione delle sottostazioni delle opere di interconnessione e delle cabine di trasformazione, in funzione della minimizzazione all’esposizione ai campi elettromagnetici;
e) i criteri, le modalita’ e gli obblighi di coordinamento degli enti locali per i fini di cui al comma 3.
3. Gli strumenti urbanistici subordinati al piano urbanistico provinciale sono adeguati dagli enti locali competenti, in sede di variante o di revisione degli stessi, alle direttive di cui al comma 2, definendo i corridoi per la localizzazione delle linee elettrichee degli impianti con tensione uguale o superiore a 30 kV ed assicurando il rispetto delle distanze di cui all’art. 5 del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 23 aprile 1992, nonche’ il conseguimento degli obiettivi di qualita’ ai sensi del presente regolamento sia per le nuove costruzioni nei confronti delle linee esistenti sia per le nuove linee nei confronti delle costruzioni esistenti.
4. In attesa dell’adeguamento prescritto dal comma 3, i provvedimenti finali cui e’ subordinata la realizzazione di elettrodotti sono resi in conformita’ alle direttive di cui al comma 2. Le predette direttive saranno orientate all’obiettivo del raggiungimento tendenziale di valori prossimi a 0,2 micro Tesla nella identificazione delle distanze tra gli elettrodotti e le aree destinate a nuove costruzioni residenziali, scolastiche e sanitarie.
5. All’interno delle fasce derivanti dall’applicazione delle disposizioni di cui ai commi 2 e 4, non e’ consentita alcuna destinazione di edifici ad uso residenziale, scolastico, sanitario ovvero ad uso che comporti una permanenza superiore a quattro ore.

Art. 11.
Autorizzazioni

1. Fatta salva l’applicazione della disciplina provinciale o statale in materia di valutazione dell’impatto ambientale, ai fini del rilascio dell’autorizzazione di competenza della provincia per l’installazione e la modificazione degli elettrodotti ai sensi della legge provinciale 13 luglio 1995, n. 7, ovvero della normativa
applicabile in conseguenza del trasferimento di funzioni ai sensi del capo III del decreto legislativo 11 novembre 1999, n. 463, la relativa domanda e’ corredata altresi’ dagli elementi informativi e dagli elaborati tecnici previsti dall’allegato B al presente regolamento.
2. L’autorita’ competente al rilascio delle autorizzazioni di cui al comma 1 – oltre a richiedere l’accertamento della compatibilita’ urbanistica delle linee elettriche ai sensi dell’art. 81, commi 3 e 4, della legge provinciale 5 settembre 1991, n. 22, come modificato da ultimo dall’art. 65 della legge provinciale 11 settembre 1998, n.10 – acquisisce preventivamente il parere dell’agenzia provinciale per la protezione dell’ambiente. L’accertamento di compatibilita’ urbanistica ed il predetto parere sono resi entro sessanta giorni dalla richiesta e sono diretti a valutare la compatibilita’ dell’opera con le disposizioni e con gli atti amministrativi di cui all’art. 10.
3. La procedura istruttoria di cui al comma 2 si osserva anche ai fini della formulazione del parere della provincia, previsto dall’Art. 01, comma 4, del decreto del Presidente della Repubblica 26 marzo 1977, n. 235, aggiunto dall’art. 9 del decreto legislativo 11 novembre 1999, n. 463, per la realizzazione delle reti di trasporto dell’energia elettrica costituenti la rete di trasmissione nazionale.
4. Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano con riferimento agli elettrodotti con tensione nominale uguale o superiore a 30 kV.

Art. 12.
Piani di risanamento degli elettrodotti esistenti: disposizioni
transitorie

1. In attesa dell’emanazione della legge quadro statale sulla protezione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici, nonche’ allo scopo di assicurare l’attuazione delle azioni di risanamento prescritti dall’art. 7 del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 23 aprile 1992 e dagli articoli 3 e 4 del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 28 settembre 1995, i progetti di risanamento dei tratti delle linee elettriche esistenti che non siano stati definitivamente valutati e autorizzati dagli organi statali alla data di entrata in vigore del decreto legislativo 11 novembre 1999, n. 463 sono sottoposti a valutazione e autorizzazione della provincia, qualora non rientrino nelle attribuzioni riservate allo Stato ai sensi del capo III del medesimo decreto legislativo n. 463 del 1999.
2. La valutazione e l’autorizzazione di cui al comma 1 sono effettuate, in conformita’ alle procedure di cui all’art. 11, in osservanza delle norme statali citate al comma 1, e delle disposizioni di cui al presente articolo.
3. Per i progetti di risanamento riservati all’approvazione degli organi statali, la provincia esprime il relativo parere secondo quanto previsto dall’art. 11, comma 3.
4. Entro il 31 dicembre 2004 ed entro il 31 dicembre 2008 deve essere completato il risanamento degli elettrodotti che non risultano conformi, rispettivamente, ai limiti di cui all’art. 4 e alle condizioni di cui all’art. 5 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 23 aprile 1992.
5. Qualora, gli interventi di risanamento ricadano nella procedura di valutazione dell’impatto ambientale prevista dalle norme statali o provinciali, i termini per l’attuazione e il completamento dei progetti di risanamento sono rideterminati in sede di pronuncia di compatibilita’ ambientale. L’eventuale esonero dallo svolgimento della valutazione dell’impatto ambientale deve essere autorizzato ai sensi dell’art. 2, paragrafo 3, della direttiva 85/337/CEE, come modificato dalla direttiva 97/11/CE.

Art. 13.
Accordi di programma

1. In osservanza delle disposizioni di cui all’art. 10, la giunta provinciale puo’ stipulare accordi di programma con gli esercenti di elettrodotti e con i comuni territorialmente interessati, volti a conseguire valori di campo elettromagnetico da raggiungere nel breve, medio e lungo periodo – attraverso tecnologie e tecniche di costruzione degli impianti o mediante azioni di risanamento e di delocalizzazione – che consentano di minimizzare le esposizioni e di realizzare obiettivi di qualita’ nonche’ di tutelare il paesaggio.
2. Le autorita’ competenti provvedono ad accordare le autorizzazioni cui e’ subordinato l’intervento di risanamento e/o di delocalizzazione, in coerenza con l’accordo di programma di cui al comma 1.
3. Gli accordi di programma possono tener luogo delle procedure concernenti le azioni di risanamento degli elettrodotti previste dall’art. 12 del presente regolamento e dalla normativa statale richiamata.

Art. 14.
C o n t r o l l i

1. Il controllo tecnico sull’applicazione della parte IV del presente regolamento e’ esercitato dall’agenzia provinciale per la protezione dell’ambiente.
2. Gli esiti dei controlli sono comunicati dall’agenzia provinciale per la protezione dell’ambiente al servizio energia, ai comuni interessati e alla direzione igiene e sanita’ pubblica dell’azienda provinciale per i servizi sanitari.
3. Ove dai controlli della predetta agenzia risultino violazioni alla disciplina stabilita dal presente capo e dalle norme statali e degli atti amministrativi da essa richiamati, il dirigente del servizio energia emana i conseguenti provvedimenti interdittivi e ripristinatori, ai sensi dell’art. 22, comma 4, della legge provinciale 13 luglio 1995, n. 7 e dall’art. 61, commi 3 e 3-bis, lettera d), della legge provinciale 11 settembre 1998, n. 10, come modificata dall’art. 20 della legge provinciale 20 marzo 2000, n. 3, nonche’ ai sensi della normativa applicabile in conseguenza del trasferimento di funzioni ai sensi del capo III del decreto legislativo 11 novembre 1999, n. 463.

Capo V
Norme finali e transitorie
Art. 15.
Catasto degli impianti fissi che generano campi elettromagnetici

1. La provincia realizza e gestisce, nel quadro del sistema informativo ambientale e territoriale, il catasto degli impianti fissi di telecomunicazione e radiotelevisivi nonche’ degli elettrodotti, contenente informazioni tecniche e georeferenziate.
2. La realizzazione e le modalita’ di gestione del catasto sono definite con apposita deliberazione della giunta provinciale da adottarsi entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente regolamento. I gestori degli impianti e delle reti, nonche’ le strutture provinciali, gli enti funzionali della provincia e gli enti locali sono tenuti a fornire e ad elaborare le informazioni pertinenti al catasto secondo quanto stabilito con la predetta deliberazione.
3. La deliberazione di cui al comma 2 disciplina le modalita’ di diffusione periodica delle informazioni contenute nel catasto sia al pubblico che alle amministrazioni statali e locali interessate.

Art. 16.
Disposizione transitoria

1. La disciplina di cui all’art. 10, non si applica ai progetti di elettrodotti relativamente ai quali sia gia’ tervenuta, alla data di entrata in vigore del presente regolamento, la valutazione positiva di impatto ambientale.

 

Allegato A

Allegato B-C 

Allegato D 

Allegato D