Verso un forte miglioramento del quadro normativo in materia di diritti amministrativi e di contributi per l’uso delle frequenze per i ponti di collegamento dovuti dagli operatori di rete per la televisione digitale terrestre. La proposta di emendamento..

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Cs del 7 maggio 2015 

AERANTI-CORALLO                            
                     

          

                                                                                   

 

VERSO UN FORTE MIGLIORAMENTO DEL QUADRO NORMATIVO IN MATERIA DI DIRITTI AMMINISTRATIVI E DI CONTRIBUTI PER L’USO DELLE FREQUENZE PER I PONTI DI COLLEGAMENTO DOVUTI DAGLI OPERATORI DI RETE PER LA TELEVISIONE DIGITALE TERRESTRE.
LA PROPOSTA DI EMENDAMENTO PRESENTATA AL RIGUARDO, NELL’AMBITO DEL DISEGNO DI LEGGE RELATIVO ALLA LEGGE EUROPEA 2014, SE APPROVATA, EVITERA’ L’APPLICAZIONE DI ONERI INSOSTENIBILI PER LE IMPRESE TELEVISIVE LOCALI

 

■  L’avv. Marco Rossignoli, coordinatore AERANTI-CORALLO, esprime soddisfazione in ordine alla circostanza che gli importi dei diritti amministrativi che gli operatori di rete per la televisione digitale terrestre devono corrispondere annualmente (ai sensi dell’art. 34 del Codice delle comunicazioni elettroniche) potrebbero essere significativamente ridotti – come da tempo richiesto da Aeranti-Corallo – con un emendamento alla legge “Europea 2014”, (AC 2977) attualmente all’esame della Camera dei Deputati (a prima firma del relatore in Commissione IX Trasporti, Poste e Telecomunicazioni, on. Paolo Coppola del PD). Altri emendamenti sempre finalizzati alla soluzione della problematica erano stati presentati nei giorni scorsi dagli on. Caparini, Gianluca Pini e Bossi (Lega Nord); dall’on. Galgano di Scelta Civica; dagli on. Moscatt, Peluffo, Ventricelli, Schirò del Partito Democratico.
L’emendamento del relatore in Commissione IX prevede, per i suddetti diritti amministrativi, i seguenti importi, da applicarsi sulla base della popolazione potenzialmente destinataria dell’offerta (e, quindi, sulla sola popolazione che viene raggiunta radioelettricamente dal segnale dell’operatore di rete):

1) sull’intero territorio nazionale, 111.000 euro;
2) su un territorio avente fino a 50 milioni di abitanti, 25.000 euro;
3) su un territorio avente fino a 30 milioni di abitanti, 18.000 euro;
4) su un territorio avente fino a 15 milioni di abitanti, 9.000 euro;
5) su un territorio avente fino a 5 milioni di abitanti, 3.000 euro;
6) su un territorio avente fino a 1 milione di abitanti, 600 euro;
7) su un territorio avente fino a 500.000 mila abitanti 300 euro

Sarebbe, peraltro, auspicabile un’integrazione dell’emendamento con la previsione di un ulteriore scaglione per gli operatori di rete con popolazione potenzialmente destinataria dell’offerta fino a 10 milioni di abitanti.
Il medesimo emendamento, ridefinirà, inoltre, in caso di approvazione, gli importi dovuti annualmente dagli operatori di rete per la tv digitale terrestre per l’utilizzo delle frequenze dei ponti di collegamento (contributo che, in base alla delibera Agcom n. 494/14/CONS, è dovuto in aggiunta a quello per l’uso delle frequenze di diffusione). Secondo l’emendamento, gli importi dovuti per ogni ponte di collegamento monodirezionale dovrebbero essere i seguenti (occorre tener conto che, di norma, le imprese televisive utilizzano ponti di collegamento con larghezza di banda pari a 28 Mhz):

a) euro 2 per ogni Mhz nella gamma di frequenza maggiore dei 14 Ghz;
b) euro 4 per ogni Mhz nella gamma di frequenza tra i 10 ed inferiore e pari ai 14 Ghz;
c) euro 8 per ogni Mhz nella gamma di frequenza tra i 6 e inferiore ai 10 Ghz;
d) euro 16 per ogni Mhz nella gamma di frequenza inferiore ai 6 Ghz

Al riguardo, Rossignoli ha evidenziato che tali tariffe, pur non accogliendo integralmente quanto chiesto da AERANTI-CORALLO (cioè che l’uso dei collegamenti di telecomunicazione debba essere compreso nella contribuzione per la concessione dell’uso delle frequenze di trasmissione, senza alcun onere aggiuntivo, come avveniva nel contesto analogico), sono sicuramente enormemente migliorative rispetto a quelle attualmente previste dall’allegato 10 al Codice delle Comunicazioni elettroniche.
Resta, peraltro, ancora da definire, ha concluso Rossignoli, la questione relativa ai contributi per la concessione dei diritti di uso delle frequenze degli impianti di diffusione previsti dall’art. 35 dello stesso Codice. L’Agcom, con la propria delibera n. 494/14/CONS, ha stabilito i criteri per la determinazione di tali contributi da parte del Ministero dello Sviluppo Economico. Quest’ultimo, con decreto del 29 dicembre u.s., ha previsto, in via transitoria, il pagamento di un acconto pari al 40 percento di quanto versato nel 2013 (quando era vigente il vecchio regime di contribuzione). Vi è da considerare, inoltre, che la citata delibera Agcom attribuisce ampio margine di intervento al Ministero dello Sviluppo economico per quanto riguarda i contributi dovuti dagli operatori di rete locali nonché una gradualità di otto anni per l’applicazione delle tariffe a regime.
La discussione del disegno di legge “Europea 2014” riprenderà la prossima settimana in Commissione XIV della Camera dei Deputati.

 

 

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