Testo del CCNL

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CONTRATTO COLLETTIVO NAZIONALE DI LAVORO
PER I LAVORATORI DELLE IMPRESE RADIOFONICHE  E TELEVISIVE IN AMBITO LOCALE, SINDYCATIONS, AGENZIE DI INFORMAZIONE RADIOTELEVISIVA, IMPRESE RADIOFONICHE E TELEVISIVE SATELLITARI E VIA INTERNET
Testo del CCNL stipulato il 12 giugno 2003 tra AERANTI-CORALLO, AERANTI, E CORALLO e la C.I.S.A.L., F.E.N.A.S.A.L.C.-C.I.S.A.L.

 

PREMESSA

 

Le Organizzazioni Sindacali e Datoriali firmatarie ritengono di aver dato con il contratto, una prima importante risposta alle esigenze, da più parti rappresentante, per un cambiamento della contrattualistica nazionale in un’ottica di rilancio reale dell’occupazione, fattore indispensabile per una espansione strutturale dell’economia e della produttività del Paese.

Il Contratto si muove nelle logiche dettate dalla Unione Europea finalizzate al miglioramento dei rapporti individuali e collettivi di lavoro, alla crescita dei livelli occupazionali, alla protezione e sicurezza sociale, per concorrere a formulare e rafforzare le regole di garanzia e di tutela dei processi lavorativi.

Infatti, con il Protocollo aggiuntivo al trattato di Maastricht del 1991, relativo alla politica sociale, i Governi dell’Unione Europea hanno indicato le materie su cui inciderà la politica sociale comunitaria per il conseguimento degli obiettivi delle loro azioni comuni: la sicurezza e la salute del lavoratore, le migliori condizioni di lavoro l’informazione e la consultazione dei lavoratori, le pari opportunità la rappresentanza e la difesa collettiva degli interessi dei lavoratori e dei datori di lavoro ivi compresa la cogestione, gli aiuti finanziari alla promozione dell’occupazione ed alla creazione dei posti di lavoro, la contrattazione collettiva europea. Per questi obiettivi, le Organizzazioni Sindacali e Datoriali svolgono una specifica funzione che esercitano nei confronti del legislatore comunitario, nonchè una essenziale funzione negoziale nell’ambito del dialogo sociale.

Le Parti concordano, altresì sulla necessità di affermare la paritaria funzione delle Organizzazioni Sindacali e Datoriali, sul piano del diritto al lavoro ed all’esercizio dell’impresa privata in un contesto di riconosciute libertà associative.

Sulla base di tali principi le Organizzazioni Sindacali e Datoriali firmatarie affermano il loro ruolo di stimolo e di controllo sulle politiche sociali e del lavoro, nonchè la loro essenziale funzione negoziale nell’ambito del confronto con gli organismi istituzioni, governativi e legislativi del nostro Paesi e della Comunità Europea.

Con spirito improntato alla massima solidarietà tra lavoro e capitale, questo contratto mira a realizzare un quadro normativo generale, ed uno standard retributivo di medio livello che, dovendo necessariamente avere come riferimento l’intero territorio nazionale, nel farsi carico delle situazioni di particolare sofferenza e disagio riscontrabili nel Mezzogiorno e nelle aree a più bassa produttività e redditività del lavoro, garantisca e comunque un trattamento economico dignitoso e proporzionato alla qualità e quantità del lavoro svolto.

Sono state, inoltre, adeguate le retribuzioni rispetto al potere di acquisto.

Riconfermando gli impegni già precedentemente assunti e nel rispetto della coerenza dichiarata in tema di politica dei redditi, gli istituti contrattuali di contenuto economico saranno con periodicità predefinite sottoposti a verifica da parte delle Organizzazioni stipulanti essendo strettamente correlati alla dinamica del costo del lavoro, e formando comunque uno degli elementi capaci di creare meccanismi di bilanciamento sulla evoluzione del costo della vita.

Le parti, infine si impegnano ad esercitare, con il massimo scrupolo, una azione di controllo ed a denunciare eventuali posizioni e/o gestioni irregolari, specie in ordine al “lavoro nero” , ed allo sfruttamento del lavoro minorile, che degradano il rapporto di lavoro e disonorano la società civile.

 

TITOLO I

VALIDITA’ E SFERA DI APPLICAZIONE DEL CONTRATTO

 

ART.1 – Il presente contratto collettivo nazionale di lavoro disciplina in maniera unitaria, per tutto il territorio nazionale, i rapporti di lavoro a tempo indeterminato ed a tempo determinato, posti in essere tra i lavoratori dipendenti, e le imprese di radiodiffusione sonora e televisiva in ambito locale, i gruppi di emittenti ed i consorzi che effettuano trasmissioni di programmi in contemporanea ai sensi dell’art. 21 della L. 223/90 (cosiddette sindycation), le agenzie di informazione radiotelevisiva, le imprese radiofoniche e televisive via satellite, e via internet, associate alle organizzazioni datoriali stipulanti.
Le disposizioni del presente contratto sono correlate ed inscindibili tra loro e pertanto non è ammessa la parziale applicazione.

 

TITOLO II

CLASSIFICAZIONE DEL PERSONALE

 

ART. 2 – La classificazione dei lavoratori del settore viene strutturata sui seguenti livelli occupazionali:

Quadri
Appartengono alla categoria dei Quadri, in ottemperanza a quanto previsto dalla legge 13 maggio 1985, n.190, i prestatori di lavoro subordinato, esclusi i dirigenti, che svolgono con carattere continuativo funzioni direttive loro attribuite di rilevante importanza per lo sviluppo e l’attuazione degli obiettivi dell’impresa nell’ambito delle strategie e programmi aziendali definiti, in organizzazioni di adeguata dimensione e struttura anche decentrata e quindi:
– abbiano poteri di discrezionalità decisionali e responsabilità gestionale anche nella conduzione e nel coordinamento di risorse e persone, in settori o servizi di particolare complessità operativa;
– siano preposti, in condizione di autonomia decisionali, responsabilità ed elevata professionalità di tipo specialistico, alla ricerca ed alla definizione di progetti di rilevante importanza per lo sviluppo e l’attuazione degli obiettivi dell’impresa, verificando la fattibilità economico – tecnica degli stessi, garantendo adeguato supporto sia nella fase di impostazione sia in quella di sperimentazione e realizzazione, controllandone la regolare esecuzione e rispondendo dei risultati dei progetti loro affidati.

Primo livello
Appartengono a questo livello i lavoratori che svolgono compiti operativamente autonomi e/o funzioni di coordinamento e controllo, nonché il personale che esplica la propria attività con carattere di creatività nell’ambito di una specifica professionalità tecnica e/o scientifica.

Secondo livello
Appartengono a questo livello i lavoratori che svolgono mansioni di concetto o prevalentemente tali che comportino particolari conoscenze tecniche ed adeguate esperienze, e i lavoratori specializzati provetti che, in condizioni di autonomia operativa nell’ambito delle proprie mansioni, svolgono lavori che comportano una specifica ed adeguata capacità professionale acquisita mediante approfondita preparazione teorica e tecnico – pratica.

Terzo livello
Appartengono a questo livello i lavoratori che eseguono compiti operativi anche di vendita e relative operazioni complementari, nonché addetti a lavori che richiedono specifiche conoscenze tecniche e particolari capacità tecnico – pratiche.

Quarto livello
Appartengono a questo livello i lavoratori che eseguono lavori qualificati per la cui esecuzione sono richieste normali conoscenze ed adeguate capacità tecnico – pratiche.

Quinto livello
A questo livello appartengono i lavoratori che compiono lavori che richiedono il possesso di semplici conoscenze pratiche.

Per le specifiche delle mansioni riferite ai vari livelli si fa riferimento all’allegato A.

Nota a verbale.

I lavoratori che per periodi limitati di tempo svolgono attività inquadrata a livello superiore hanno diritto a norma di legge al trattamento economico corrispondente alla attività svolta limitatamente alla durata del periodo stesso.

Dichiarazione a verbale.

Le parti contraenti in relazione al personale privo di qualsiasi conoscenza pratica ed addetti a mansioni ritenute prive di contenuto professionale, hanno ritenuto opportuno, ai soli fini contributivi, inserirli al quinto livello.

 

TITOLO III

ASSUNZIONE – DOCUMENTAZIONE – ESCLUSIONE DALLE QUOTE DI RISERVA –

LAVORO EXTRA

 

ART. 3 – L’assunzione del personale sia a tempo indeterminato che a tempo determinato sarà effettuata secondo le norme di legge in vigore.
L’assunzione sia a tempo indeterminato che a tempo determinato deve risultare da atto scritto contenente le seguenti indicazioni:
– la data di assunzione;
– la località dove verrà prestata l’opera;
– la durata del rapporto di lavoro, nel caso di assunzione a tempo determinato;
– la durata del periodo di prova;
– la qualifica, il livello di inquadramento ed il settore professionale (radiofonico e/o televisivo);
– il trattamento economico;
– le altre eventuali condizioni concordate.
La lettera di assunzione deve inoltre contenere il cognome e nome o la ragione sociale del datore di lavoro o società, l’indirizzo e codice fiscale.
Il datore di lavoro deve consegnare contemporaneamente alla lettera di assunzione copia del presente contratto collettivo nazionale di lavoro.
Il lavoratore prima dell’assunzione può essere sottoposto a visita medica nel rispetto delle leggi vigenti.

ART. 4 – In considerazione di quanto disposto dall’art. 25, 2° comma della legge 23 luglio 1991, n.223 non sono computabili ai fini della determinazione delle quote di riserva:
– le assunzioni dei lavoratori con qualifica ricomprese nei livelli primo e secondo;
– le assunzioni dei lavoratori con qualifiche ricomprese nei livelli terzo, quarto e quinto a condizione che abbiano già prestato servizio presso aziende del medesimo settore o che siano in possesso di un titolo di studio o attestati professionali attinenti alle mansioni da svolgere.

 

TITOLO IV

PERIODO DI PROVA

 

ART. 5 – La durata massima del periodo di prova non potrà superare i seguenti limiti:

¨       Quadri A e B 120 giorni di effettiva prestazione lavorativa;

¨       I° Livello 60 giorni di effettiva prestazione lavorativa;

¨       II° e III Livello 45 giorni di effettiva prestazione lavorativa;

¨       IV° e V° Livello 30 giorni di effettiva prestazione lavorativa.

Nel corso del periodo di prova ed al termine dello stesso, il rapporto di lavoro potrà essere risolto da ambo le parti, senza obbligo di preavviso, ma con diritto al trattamento di fine rapporto.

Nel caso in cui il periodo di prova venga interrotto per causa di malattia o di infortunio il lavoratore sarà ammesso a completare il periodo di prova stesso qualora sia in grado di riprendere il servizio entro tre mesi.

Trascorso il periodo di prova senza che nessuna delle parti ne abbia dato disdetta, l’assunzione del lavoratore si intenderà confermata, ed il periodo stesso sarà computato nell’anzianità di servizio.

La disdetta del rapporto di lavoro durante il periodo di prova deve essere formalizzata per iscritto.

 

TITOLO V

ORARIO DI LAVORO

 

ART. 6 – La durata normale del lavoro effettivo per la generalità delle aziende è fissato in 40 (quaranta) ore settimanali distribuito su cinque o sei giornate lavorative dal lunedì alla domenica. Ad essa è commisurata la retribuzione.
Per lavoro effettivo si intende ogni lavoro che richieda l’applicazione assidua e continuativa, conseguentemente non sono comprese nella dizione di cui sopra quelle occupazioni che richiedono per loro natura o nella specialità del caso, un lavoro discontinuo o di semplice attesa o custodia.
Non sono altresì da considerarsi lavoro effettivo le soste durante il lavoro superiore a 15 (quindici) minuti, nonché quelle comprese tra l’inizio e la fine dell’orario di lavoro giornaliero e comunque quanto previsto dall’art. 5 del R.D. 10 settembre 1923, n.1955.
La distribuzione dell’orario di lavoro giornaliero non potrà essere suddivisa in più di tre frazioni, la cui durata e determinazione, compreso i turni di riposo settimanali ed i turni di servizio saranno disposti dal datore di lavoro.
Per far fronte a variazioni programmabili  di produzione e per un corretto uso dello straordinario, l’orario normale di lavoro può essere realizzato anche come media su un arco di più settimane. A tal fine le aziende attueranno orari comprendenti settimane con prestazioni lavorative superiori alle 40 ore e fino alle 48 ore a settimana con prestazioni lavorative inferiori alle 40 ore a conguaglio delle ore lavorate o da lavorare in più nel periodo. Nel caso di lavoro a termine i lavoratori non possono esimersi dall’effettuare turni giornalieri e/o avvicendati e dovranno prestare la loro opera nel turno stabilito.

A livello aziendale potrà essere disciplinata la possibilità per il lavoratore di scegliere il momento iniziale e terminale della prestazione entro una certa fascia, assicurandone comunque una certa estensione temporale (FLEXI –TIME).
A livello aziendale  potrà inoltre essere prevista la possibilità della condivisione a due o più lavoratori dello svolgimento del lavoro in un certo orario lasciando a loro la determinazione del rispettivo tempo di lavoro (JOB-SHARING).
In considerazione delle particolari funzioni espletate dai Quadri, l’orario di lavoro fermo restando quanto previsto dal presente articolo, terrà conto delle oggettive esigenze di flessibilità connesse con tale funzione. Pertanto, ove ciò non contrasti con l’organizzazione del lavoro aziendale in atto, il Quadro potrà usufruire di orari giornalieri flessibili concordati con il datore di lavoro.
Durante l’orario di lavoro il lavoratore non potrà uscire dall’azienda senza esserne autorizzato.
Brevi permessi , da richiedersi normalmente durante la prima ora di lavoro, saranno concessi per giustificati motivi.
Gli orari di lavoro praticati nell’azienda devono essere comunicati alla Direzione Provinciale del Lavoro, Servizio Ispettorato, se svolti in regime di flessibilità.
ART. 7– Sempre in osservanza della tabella indicante le occupazioni che richiedono lavori discontinui o di semplice attesa o custodia alle quali non è applicabile la limitazione di orario sancita dall’art. 1, del R.D.L. 15 marzo 1923, n.692, approvata con R.D. del 6 dicembre 1923, n.2657 e pubblicata nella G.U. n.299 del 21 dicembre 1923, sono considerati tali le seguenti figure professionali:

  1. custodi;
  2. guardiani diurni e notturni;
  3. portieri;
  4. uscieri ed inservienti;
  5. personale addetto ai lavoro di carico e scarico;
  6. addetti ai centralini telefonici privati;
  7. personale addetto alla messa in onda delle trasmissioni radio-televisive.

Per tale categorie l’orario normale di lavoro viene fissato in 45 ore settimanali.

ART. 8- L’orario di lavoro dei fanciulli e degli adolescenti non può durare senza interruzione più di quattro ore e mezza.
Qualora l’orario di lavoro giornaliero superi le quattro ore e mezza, deve essere interrotto da un riposo intermedio della durata di almeno mezza ora ai sensi della legge 977/67 ed eventuali sue modificazioni.

 

TITOLO VI

LAVORO DOMENICALE – FESTIVO – NOTTURNO

 

ART. 9 – Le ore di lavoro ordinario svolte nella giornata di domenica saranno retribuite con una maggiorazione del 10% (dieci per cento) per il lavoro diurno e del 15%(quindici per cento) per il lavoro notturno, da calcolarsi sulla quota oraria della paga base nazionale, quale corrispettivo del maggior disagio per il lavoro prestato.

ART. 10 – Il lavoro svolto nelle giornate festive di cui all’art. 15, essendo obbligatoria, in base all’art. 20 della legge 223/90, la normale programmazione ed emissione radiofonica e televisiva, se richiesto non può essere rifiutato e sarà retribuito con una maggiorazione del 15% (quindici per cento) da calcolarsi sulla quota oraria della paga base nazionale.

ART. 11 – Il lavoro ordinario prestato nelle ore notturne viene maggiorato della percentuale del 10% (dieci per cento) da calcolarsi sulla quota oraria della paga base nazionale.
Si considera lavoro notturno quello prestato dalle ore 24.00 alle ore 6.00
Il personale il cui orario di lavoro si protrae oltre le ore 24.00 dovrà osservare un riposo di almeno 12 ore consecutive prima di riprendere il lavoro.

 

TITOLO VII

LAVORO STRAORDINARIO

 

ART. 12 – E’ considerato lavoro straordinario ai soli fini contrattuali la prestazione lavorativa svolta oltre l’orario normale giornaliero e le 40 ore settimanali, salvo quanto previsto all’art. 6 sui turni e all’art. 8.
Ai sensi delle vigenti disposizioni di legge, è facoltà del datore di lavoro di richiedere prestazioni d’opera straordinaria a carattere individuale nel limite di 200 ore annue.
Le maggiorazioni da calcolarsi sulla retribuzione di fatto per i lavori ai quali non si applica l’orario di lavoro discontinuo o di semplice attesa o custodia di cui all’art. 8, sono:

  1. 15% (quindici per cento) per le prestazioni di lavoro eccedenti le 40 (quaranta) ore settimanali;
  2. 30 % (trenta per cento) per lavoro straordinario diurno festivo;
  3. 30% (trenta per cento) per lavoro straordinario notturno;
  4. 40% (quaranta per cento) per lavoro straordinario notturno festivo.

Le percentuali di cui sopra non sono cumulabili nel senso che la maggiore assorbe la minore.
Per quanto non previsto dal presente contratto in materia di orario di lavoro e lavoro straordinario valgono le vigenti norme di legge.

 

 TITOLO VIII

RIPOSO SETTIMANALE – FESTIVITÀ – FERIE

 

ART. 13 – Il lavoratore ha diritto al riposo settimanale nei modi previsti dalla legge, alla quale il presente contratto fa esplicito riferimento.
La giornata di riposo, può non coincidere con la domenica.

In tale ultima circostanza al lavoratore spetterà una giornata di riposo compensativo da godere in altro giorno della settimana ed il lavoro domenicale sarà compensato con le maggiorazioni previste nell’art. 9.

ART. 14 – Sono considerate festività le seguenti giornate:

a) le domeniche;

b) le due festività nazionali (25 aprile, 1° maggio);

c) le seguenti festività infrasettimanali: 1° gennaio, 6 gennaio, lunedì di Pasqua, 15 agosto, 1° novembre, 8 dicembre, 25 dicembre, 26 dicembre, 2 giugno e la ricorrenza del Patrono della città in cui ha sede l’impresa.

Quest’ultima festività sarà spostata ad altro giorno, da stabilirsi fra le Organizzazioni competenti, quando la ricorrenza del Patrono coincida con altra festività infrasettimanale o nazionale.

In sostituzione delle festività soppresse, di cui all’art. 1 della legge 5 marzo 1977, n. 54 ed a seguito del D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 792, saranno concessi quattro giorni di permessi individuali retribuiti.

Tali giornate di permesso non saranno di norma fruite unitamente alle ferie e verranno godute entro l’anno compatibilmente con le esigenze di servizio.

Per quanto riguarda la festività civile del 4 novembre, la cui celebrazione è stata spostata alla domenica successiva, il lavoratore beneficerà del trattamento previsto per le festività che coincidono con la domenica, fermo restando che nessun compenso aggiuntivo compete nel caso di prestazione effettuata nei giorni di calendario del 4 novembre.

In caso di inizio o di cessazione del rapporto di lavoro nel corso dell’anno solare, al lavoratore saranno riconosciuti permessi individuali retribuiti in numero pari alle festività religiose soppresse, che cadranno o saranno cadute nella frazione dell’anno di servizio.

 

ART. 15 – Il lavoratore che, nell’ambito del suo regime di orario, non lavora nelle festività di cui al punto b) e c) del presente articolo ha diritto:

1) Alla normale retribuzione, senza alcun altro compenso per la festività, se la festività non coincide con la domenica.

2) Se la festività coincide con la domenica, ad 1/26 della normale retribuzione mensile, in aggiunta alla stessa.

ART. 16 – Il personale di cui al presente contratto ha diritto ad un periodo di ferie annuali nella misura di quattro settimane di calendario.
Le ferie non potranno essere frazionate in più di tre periodi. Le ferie sono irrinunciabili.
Per ragioni di servizio il datore di lavoro potrà richiamare il lavoratore nel corso del periodo di ferie, fermi restando il diritto del lavoratore a completare detto periodo in epoca successiva ed il diritto al rimborso delle spese sostenute.
Durante il periodo di ferie spetta al lavoratore la normale retribuzione.
In caso di licenziamento o di dimissioni nel corso dell’anno, spetteranno al lavoratore tanti dodicesimi dei periodi di ferie e di permessi ai quali ha diritto, quanti sono i mesi di effettivo servizio prestato nell’anno.

 

TITOLO IX

CONGEDO MATRIMONIALE – MATERNITÀ – SERVIZIO MILITARE

 

ART. 17 – Al lavoratore non in prova sarà concesso in occasione del suo matrimonio, un periodo di congedo della durata di 15 giorni consecutivi di calendario.
Durante il periodo di congedo per gli impiegati decorrerà la normale retribuzione mensile, mentre l’operaio e l’apprendista hanno diritto al pagamento di ore 80 di normale retribuzione.
La richiesta di congedo deve essere avanzata dal lavoratore salvo casi eccezionali con anticipo di 6 giorni di calendario.
La celebrazione del matrimonio dovrà essere documentata entro 30 giorni successivi al termine del periodo di congedo tramite il certificato di matrimonio.

ART. 18 – I casi di gravidanza e puerperio sono disciplinati dalle leggi vigenti sulla tutela fisica ed economica delle lavoratrici madri.

ART. 19 – In caso di chiamata alle armi per adempiere agli obblighi di leva , si fa riferimento alle disposizioni di cui al DLCPS 13 settembre 1946, n.303. Al lavoratore ripresentatosi nei termini di 30 giorni di cui al citato decreto, dopo il compimento del servizio militare di leva, sarà riconosciuto – agli effetti della anzianità – il periodo trascorso sotto le armi. Per il richiamo alle armi si fa riferimento alle leggi vigenti.
Il compimento di eventuali periodi di servizio militare per ferma volontaria, risolve il rapporto di lavoro, senza il diritto al riconoscimento dei benefici di cui sopra.

 

TITOLO X

TRASFERTE – MEZZI DI TRASPORTO PER SERVIZIO

 

ART. 20 – Al lavoratore inviato per motivi di lavoro in missione temporanea fuori dalla sede del luogo di lavoro spetta:

1) il rimborso delle spese effettive documentate di viaggio;

2) il rimborso delle spese effettive documentate per il trasporto del bagaglio;

3) il rimborso delle spese effettive documentate di vitto e alloggio, postali, telegrafiche ed altre, sostenute in esecuzione del mandato e nell’interesse del datore di lavoro;

Qualora il datore di lavoro richieda in maniera esplicita al lavoratore in trasferta prestazioni di lavoro, al netto delle ore di viaggio, eccedenti la durata del normale orario di lavoro giornaliero, le stese dovranno essere retribuite secondo quanto stabilito dall’art.12.

In alternativa al piè di lista le aziende potranno proporre una indennità forfettaria di trasferta.

ART. 21 – Qualora ai lavoratori siano attribuite mansioni comportanti l’impiego di mezzi di locomozione, tali mezzi e relative spese saranno a carico dell’azienda.

 

TITOLO XI

MALATTIE – INFORTUNI – ASSENZE

 

ART. 22 – In caso di assenza per malattia o infortunio viene assicurato il seguente trattamento:

A – Periodo di comporto

mantenimento del posto di lavoro per assenza continuativa fino ad un massimo di nove mesi, anche a cavallo di due anni solari;

mantenimento del posto di lavoro per assenze, anche non continuative, fino ad un massimo di 12 mesi (anno 365 giorni) nel periodo di tre anni, o periodo inferiore , dovute anche ad eventi morbosi diversi. Qualora l’interruzione del servizio si protragga oltre i termini sopra indicati è facoltà del datore di lavoro risolvere il rapporto di lavoro conservandosi in ogni caso al lavoratore il diritto al trattamento di fine rapporto ed all’indennità sostitutiva del preavviso.

B – Trattamento economico

Ferme restando le norme di legge per quanto concerne il trattamento di malattia, l’azienda corrisponderà al dipendente una integrazione tale da consentire al medesimo di percepire durante il periodo di malattia o infortunio l’80% della normale retribuzione mensile o giornaliera netta per un massimo di 180 giorni nell’anno solare.

Superati i 180 giorni di malattia o in caso di cessazione del trattamento da parte dell’ente assicuratore, sarà riconosciuto al lavoratore un’indennità pari al 50% della retribuzione fino al compimento del periodo di comporto.
L’integrazione non è dovuta se l’INPS/INAIL non riconoscono per qualsiasi motivo l’indennità a loro carico.
Se le indennità sono riconosciute dagli Istituti menzionati in misura ridotta, il datore di lavoro non è tenuto ad integrare la parte d’indennità non corrisposta dagli Istituti.

L’assenza per malattia o infortunio deve essere comunicata immediatamente, salvo casi di giustificato impedimento.

Il lavoratore è tenuto a recapitare presso l’azienda entro il termine di tre giorni il certificato medico.

L’azienda ha diritto di far controllare, ai sensi dell’art. 5 della L. 25 maggio 1970, n. 300 l’idoneità al lavoro del lavoratore da parte di enti pubblici o istituti specializzati di diritto pubblico.

Art. 23 – Salvo i casi di legittimo impedimento, il lavoratore ha l’obbligo di dare immediata notizia della propria assenza al datore di lavoro; in caso di mancata comunicazione, trascorso un giorno dall’inizio dell’assenza, l’assenza stessa sarà considerata ingiustificata.

Nel caso di assenze non giustificate saranno applicate le seguenti sanzioni:

a) trattenuta della retribuzione giornaliera di fatto e multa non eccedente un importo pari al 10% (dieci per cento) della retribuzione stessa, nel caso di assenza fino a tre giorni;

b) licenziamento senza preavviso, nel caso di assenza oltre tre giorni o in caso di recidiva oltre la terza volta nell’anno solare.

 

TITOLO XII

ANZIANITÀ DI SERVIZIO

 

ART. 24 –  L’anzianità di servizio decorre dal giorno dell’assunzione dell’azienda, computando come intero le frazioni di mese uguale o superiori a 15 giorni.
Al lavoratore spetta una maggiorazione dello stipendio mensile per ogni triennio di anzianità maturato presso la stessa azienda sino ad un massimo di 5 (cinque) scatti.

Gli aumenti periodici triennali sono pari al 3% (tre per cento) della paga base nazionale e decorrono dal primo giorno del mese successivo a quello di compimento del triennio.

Norma transitoria

Ai dipendenti delle aziende associate AER e CORALLO cui è stato applicato il contratto collettivo in base all’accordo del 09/03/1999, gli eventuali scatti biennali maturati in costanza del precedente accordo collettivo, andranno congelati alla data del 09/03/1999 e da tale data inizierà a decorrere la presente regolamentazione.

 

TITOLO XIII

GRATIFICA NATALIZIA

 

ART. 25 – In occasione delle feste natalizie l’azienda dovrà corrispondere al personale dipendente un importo pari ad una mensilità della normale retribuzione.
Nel caso di inizio o cessazione del rapporto di lavoro durante il corso dell’anno, il lavoratore ha diritto a tanti dodicesimi della gratifica natalizia per quanti sono i mesi di servizio prestato presso l’azienda.
Agli effetti della liquidazione della gratifica natalizia verranno computate le sospensioni delle prestazioni di lavoro, dovute a malattia, infortunio, congedo matrimoniale, nell’ambito dei periodi di conservazione del posto, le assenze giustificate; nonché i periodi di assenza per gravidanza e puerperio in applicazione delle specifiche disposizioni di legge.

TITOLO XIV

TRATTAMENTO ECONOMICO

 

ART. 26 – La normale retribuzione del lavoratore è costituita dalle seguenti voci:

           a.  paga base nazionale comprensiva della ex indennità di contingenza(allegato B);
           b.  eventuali scatti di anzianità, di cui all’art. 24;
           c.  eventuali superminimi e compensi a carattere continuativo corrisposti mensilmente.

Ai Quadri, oltre al trattamento retributivo stabilito dalla contrattazione collettiva, in considerazione dell’importanza e delle responsabilità connesse al ruolo nonché alle modalità di svolgimento della prestazione vengono riconosciute una indennità di funzione determinata nella misura di Euro 41.32 (quarantuno/trentadue) Quadro A e Euro 30.99 (trenta/novantanove) Quadro B per tredici mensilità.

ART. 27 – La quota oraria della retribuzione, sia normale che di fatto, si ottiene, dividendo l’importo mensile per il seguente divisore convenzionale 168.
La quota giornaliera della retribuzione, sia normale che di fatto, si ottiene, in tutti i casi, dividendo l’importo mensile per il divisore convenzionale 26.

Per i lavoratori discontinui  la quota oraria si ottiene dividendo la retribuzione mensile per 195.

ART. 28 – Con decorrenza dalla data di sottoscrizione del presente contratto  la paga base nazionale, per ogni singolo livello e per ogni singolo settore, è quella indicata nell’allegato C.

ART. 29 – Al personale normalmente adibito ad operazioni di cassa con carattere di continuità, qualora abbia piena e completa responsabilità della gestione di cassa, con l’obbligo di accollarsi le eventuali differenze, compete un’indennità di cassa e di maneggio di denaro nella misura del 5% (cinque per cento) della paga base nazionale.
Si intende indennità di cassa anche l’indennità di maneggio denaro e l’indennità riscossione crediti, qualora sussista in modo continuativo l’obbligo di accollarsi l’onere delle eventuali differenze.

ART. 30 – La retribuzione può essere anche parzialmente o totalmente a provvigioni.
La parte fissa della retribuzione ed il tasso di provvigione dovranno essere determinati dal datore di lavoro, caso per caso, e deve essere comunicato per iscritto.
Con tale sistema dovrà essere assicurata al personale la possibilità di una media mensile riferita al periodo non eccedente l’anno, che sia superiore almeno del 5% alla paga base nazionale del presente contratto.
Dovrà essere mensilmente effettuato il versamento di una somma pari al minimo come sopra stabilito, tutte le volte che tale minimo, tra stipendio e provvigione, non sia raggiunto, fermo restando il conguaglio alla fine del periodo considerato.

 

TITOLO XVI

NORME DISCIPLINARI

 

ART. 31 – Il lavoratore ha l’obbligo di osservare nel modo più scrupoloso i doveri ed il segreto d’ufficio, di usare modi cortesi e di tenere una condotta conforme ai civici doveri.

Il lavoratore ha l’obbligo di conservare diligentemente i materiali e le attrezzature affidategli.

ART. 32 – E’ vietato al personale ritornare nei locali aziendali e trattenersi oltre l’orario prescritto, se non per ragioni di servizio e con l’autorizzazione dell’azienda. Non è consentito al personale di allontanarsi dal servizio durante l’orario se non per ragioni di lavoro e con permesso esplicito.

Il datore di lavoro, a sua volta, non potrà trattenere il proprio personale oltre l’orario normale, salvo nel caso di prestazioni di lavoro straordinario.

Il lavoratore, previa espressa autorizzazione, può allontanarsi dal lavoro anche per ragioni estranee al servizio. In tal caso è in facoltà del datore di lavoro di richiedere il recupero delle ore di assenza con altrettante ore di lavoro normale nella misura massima di due ore al giorno e senza diritto ad alcuna maggiorazione.

ART. 33 – Non sono ammesse tolleranze nell’orario di lavoro. Nei confronti dei ritardatari sarà operata una trattenuta pari all’importo delle spettanze corrispondenti al ritardo, maggiorato di una multa pari all’ammontare della trattenuta.

La trattenuta dovrà figurare sul prospetto paga. In caso di recidiva del ritardo per la terza volta nell’anno solare, il datore di lavoro potrà raddoppiare l’importo della multa.

Persistendo il lavoratore nei ritardi potranno essere adottati provvedimenti disciplinari più severi e, dopo formale diffida per iscritto, anche quello della risoluzione del rapporto di lavoro senza preavviso.

ART. 34 – E’ dovere del personale di comunicare immediatamente all’azienda ogni mutamento della propria dimora sia durante il servizio che durante i congedi.

Il personale ha altresì l’obbligo di rispettare ogni altra disposizione emanata dall’azienda per regolare il servizio interno, in quanto non contrasti con le norme del presente contratto e con le leggi vigenti e rientri nelle normali attribuzioni del datore di lavoro.

Tali norme dovranno essere rese note al personale con idonea comunicazione.

ART. 35 – Fermo restando quanto previsto dall’art. 23 del presente contratto sulle assenze ingiustificate e dall’art. 34 del presente contratto per i ritardi, l’inosservanza dei doveri da parte del personale comporta i seguenti provvedimenti, che saranno presi dal datore di lavoro in relazione all’entità delle mancanze ed alle circostanze che le accompagnano:

1) biasimo inflitto verbalmente per le mancanze più lievi;

2) biasimo inflitto per iscritto nei casi di recidiva;

3) multa in misura non eccedente l’importo di 4 ore di retribuzione;

4) sospensione dalla retribuzione e dal servizio per un massimo di giorni  dieci;

5) licenziamento disciplinare senza preavviso e con altre conseguenze di ragione e di legge (licenziamento in tronco).

Salva ogni altra azione legale, il provvedimento di cui al punto 5) (licenziamento in tronco), si applica alle mancanze più gravi per ragioni di moralità e di fedeltà verso l’azienda in armonia con le norme di cui all’art. 2105 del cod. civ., e cioè l’abuso di fiducia, la concorrenza, la violazione del segreto d’ufficio, nonché nei casi previsti dall’art. 23, dal 1° e 2° comma dell’art. 32 e dal 3° comma dell’art. 34 del presente contratto ed in quelli di cui all’art. 2119 del cod. civ.

 

TITOLO XVII

RISOLUZIONE DEL RAPPORTO DI LAVORO – PREAVVISO

 

ART. 36 – Ciascuno dei contraenti può recedere dal contratto di lavoro a tempo indeterminato dando preavviso scritto con raccomandata o altro mezzo idoneo a certificare la data di ricevimento, nei termini stabiliti nel successivo art. 38.

ART. 37 – I termini di preavviso per ambedue le parti contraenti sono, in funzione del livello di inquadramento e dell’anzianità di servizio del lavoratore, i seguenti:

 

   fino a  5  anni  
        servizio
   fino a  10  anni  
          servizio
   oltre a  10 anni  
         servizio
    Quadri  A  e  B        90 giorni         120 giorni         150 giorni
    Livello     I°        60 giorni           90 giorni         120 giorni
   Livello     II°        45 giorni           60 giorni           90 giorni
  Livello    III°        30 giorni           45 giorni           60 giorni
  Livello IV° e  V°        20 giorni           30 giorni           45 giorni


ART. 38– Il periodo di preavviso non può coincidere con il periodo di ferie né di congedo matrimoniale.
Al lavoratore preavvisato potranno essere concessi brevi permessi per la ricerca di nuova occupazione.
La parte che risolve il rapporto di lavoro senza i termini di preavviso di cui all’art. 38 deve corrispondere all’altra una indennità pari all’importo della retribuzione di fatto per il periodo di mancato preavviso.
Il periodo di preavviso, sarà computato agli effetti del T.F.R.

 

TITOLO XVIII

TRATTAMENTO DI FINE RAPPORTO

 

ART. 39 – Al personale dipendente licenziato o dimissionario sarà corrisposto il trattamento previsto dalla legge 29.05.1982, n.297.

 

TITOLO XIX

INDUMENTI ED ATTREZZI DI LAVORO

 

ART. 40 – Quando viene fatto obbligo al personale di indossare speciali divise la spesa relativa è a carico del datore di lavoro.
E’ parimenti a carico del datore di lavoro la spesa relativa agli indumenti che i lavoratori siano tenuti ad usare per ragioni di carattere igienico – sanitario e/o di sicurezza.
Il datore di lavoro è inoltre tenuto a fornire gli attrezzi e gli strumenti necessari per l’esecuzione dei lavori.

 

TITOLO XX

TUTELA DEI TOSSICODIPENDENTI

 

ART. 41 – Ai lavoratori tossicodipendenti, che si inseriscono nei progetti riabilitativi della USL o di comunità terapeutiche che rispettano le prescrizioni ricevute, qualora si rendesse necessario, può essere concessa l’aspettativa non retribuita comunque non influente ai fini dell’anzianità, per un periodo ritenuto congruo dalle suddette strutture in aggiunta al periodo di comporto.
L’aspettativa di cui sopra è concessa su certificazione periodica delle strutture terapeutiche tenendo conto delle esigenze aziendali, anche in ragione della loro specificità.

 

TITOLO XXI

LAVORO PART-TIME

 

ART. 42 –  Il contratto di lavoro a tempo parziale, disciplinato dal D. Lgs. n. 61 del 20/02/2000 e dalla precedente legislazione in materia, comporta lo svolgimento di attività lavorativa ad un orario inferiore rispetto a quello ordinario previsto dal presente contratto.

Il rapporto di lavoro a tempo parziale può essere:

–          di tipo orizzontale, con una prestazione giornaliera ridotta rispetto al normale orario giornaliero;

–          di tipo verticale, con lo svolgimento di attività lavorativa a tempo pieno limitatamente a periodi predeterminati nel corso della settimana, del mese o dell’anno.

–          di tipo misto, quando si realizza secondo una combinazione delle suddette modalità tali da comportare giornate o periodi a tempo pieno alternati a giornate o periodi ad orario ridotto o di non lavoro.

Il contratto di lavoro a tempo parziale o la trasformazione del contratto da tempo pieno a tempo parziale deve essere stipulato per iscritto.

Nell’atto debbono essere indicate le mansioni, l’orario di lavoro e la sua distribuzione articolata nel corso della giornata, della settimana, del mese e dell’anno, nonché degli altri elementi previsti dal presente contratto collettivo per il rapporto a tempo pieno.

Nel caso di passaggio dal tempo pieno al tempo parziale potranno essere concordate tra le parti le possibilità e le condizioni per l’eventuale rientro a tempo pieno.

La retribuzione diretta ed indiretta e tutti gli istituti del presente contratto saranno proporzionati all’orario di lavoro concordato, con riferimento al trattamento contrattuale dei lavoratori a tempo pieno.

È consentito con l’assenso del lavoratore formalizzato con atto scritto, il mutamento delle modalità temporali della prestazione lavorativa originariamente concordata per un periodo di non superiore a tre mesi nell’anno solare.

La variazione della modalità della prestazione deve essere preannunciata con un preavviso di 15 giorni e comporta, per il periodo in cui la variazione stessa viene attuata una maggiorazione dello stipendio del 10%.

In considerazione delle specifiche esigenze tecnico-organizzative del settore radio-televisivo è consentito, anche nei rapporti di lavoro a tempo determinato e con il consenso del lavoratore, lo svolgimento di lavoro supplementare fino al raggiungimento dell’orario a tempo pieno giornaliero e/o settimanale di cui all’art. 7 del presente contratto collettivo, con riferimento alla settimana al mese ed all’anno solare, e comunque entro il limite delle 10 ore giornaliere e/o delle 200 ore annuali.

Le eventuali ore di lavoro supplementare prestate saranno retribuite con la normale retribuzione oraria.

Su accordo scritto tra lavoratore ed azienda, potrà essere concordato lo svolgimento di rapporto di lavoro a tempo parziale con modalità elastiche, che consentano la variabilità della collocazione della prestazione lavorativa, anche determinando il passaggio da part-time orizzontale a verticale o viceversa, ovvero ad un sistema misto. Tali modalità elastiche non trovano applicazione nei casi di trasformazione del rapporto da tempo pieno a tempo parziale. L’esercizio da parte del datore di lavoro, di potere variare la collocazione della prestazione di cui al comma precedente, comporta un preavviso, a favore del lavoratore, non inferiore a 10 giorni di calendario.

Per le sole ore prestate a seguito dell’esercizio di tale potere del datore di lavoro, al di fuori degli orario degli schemi concordati all’atto dell’instaurazione del rapporto di lavoro a tempo parziale, ovvero di trasformazione del rapporto da tempo pieno a tempo parziale, ovvero di modifica degli stessi, compete al lavoratore una maggiorazione del 10% comprensiva dell’incidenza degli istituti retributivi contrattuali e legali, indiretti e differiti.

Per quanto non espressamente disciplinato nel presente articolo, le parti fanno riferimento alle disposizioni di legge vigenti in materia ed in particolare al D.Lgs. 61/2000.

 

TITOLO XXII

CONTRATTO DI FORMAZIONE E LAVORO

 

ART. 43 – Nel quadro della più generale dell’intesa tra e AERANTI-CORALLO, AERANTI e Associazione CORALLO la C.I.S.A.L. e la F.E.NA.S.A.L.C., le parti, per le proprie competenze, convengono di attuare gli strumenti più idonei, siano essi contrattuali che amministrativi, al fine di utilizzare al meglio l’istituto dei contratti di formazione e lavoro.

In particolare AERANTI-CORALLO, AERANTI e Associazione CORALLO e la C.I.S.A.L. e F.E.NA.S.A.L.C. si impegnano a definire un progetto quadro di formazione da sottoporre all’approvazione del Ministero del Lavoro.

Possono essere stipulali, al sensi della legge 19 luglio 1994 n. 451. contratti di formazione e lavoro mirati:

C.F.L. di tipo a.1) all’acquisizione di professionalità intermedie:

(III e IV livello), con una durata di 24 mesi;

C.F.L. di tipo a.2) all’acquisizione di una professionalità elevata:

(Quadri, I e II livello). con una durata di 24 mesi;

C.F.L. di tipo b) – Le Parti convengono che attualmente nel settore radiofonico e televisivo non esistono professionalità da ricomprendere in questa tipologia.

Il progetto di formazione deve indicare l’iter professionale dei lavoratori interessati, l’inquadramento iniziale, quello finale e la durata del contratto di formazione e lavoro.

L’inquadramento previsto all’atto dell’assunzione potrà essere inferiore di un livello a quello previsto al termine del contratto di formazione e lavoro. Ai lavoratori assunti con contratto di formazione e lavoro si applicano le disposizioni legislative che disciplinano i rapporti di lavoro subordinato nonchè la normativa, anche economica, del presente contratto.

L ‘assunzione dovrà risultare da atto scritto, che conterrà quanto previsto dall’art. 3, nonché il periodo di prova, nei termini previsti dall’art. 6.

La formazione da effettuarsi in luogo della prestazione lavorativa, deve avere una durata di 130 ore per i contratti di tipo a.2) e a1), di 80 ore per gli eventuali contratti di tipo b).

I contratti di formazione e lavoro devono essere notificati dal datore di lavoro, all’atto dell’assunzione, secondo il disposto dell’art. 3, terzo comma, legge n. 863/1984, all’Ispettorato provinciale del lavoro territorialmente competente.

Alla conclusione del contratto di formazione e lavoro, l’azienda è tenuta ad attestare alle sezioni circoscrizionali territorialmente competenti l’attività svolta ed i risultati formativi conseguiti.

 

TITOLO XXIII

APPRENDISTATO

 

ART. 44 – 1. Possono essere assunti con contratto di apprendistato i giovani di età non inferiore a sedici anni e non superiore a ventiquattro, ovvero a ventisei anni nelle aree di cui agli obiettivi n. 1 e 2 del regolamento (CEE) n. 2081/1993 del Consiglio del 20 luglio 1993, e successive modificazioni. Qualora l’apprendista sia portatore di handicap i limiti di età di cui al presente comma sono elevati di due anni.

ART. 45 – La disciplina dell’apprendistato è regolata dalle norme di legge, e dalle disposizioni del presente contratto.
Il livello di inquadramento degli apprendisti e la durata dei periodi di apprendistato è definita nella tabella appresso riportata.
La retribuzione degli apprendisti risulta dal calcolo delle percentuali sotto riportate sulla paga base nazionale relativa al livello d’inquadramento.

 

    PERIODO             LIVELLO               PERCENTUALE  
   1° anno         2-3-4°            60%
   2° anno         2-3-4°            70%
   3° anno         2-3-4°            80%
   4° anno         2-3-4°            90%


Per gli apprendisti assunti prima della data di stipula del presente contratto, valgono le precedenti disposizioni contrattuali.

I periodi di servizio prestato in qualità di apprendista presso più datori di lavoro si cumulano ai fini del computo della durata massima del periodo di apprendistato, purché non separati da interruzioni superiori ad un anno e purché si riferiscano alle stesse attività.

In caso di malattia  o di infortunio non sul lavoro all’apprendista sarà riconosciuto il 75% del trattamento economico.

ART. 46 – Il periodo di prova per gli apprendisti è fissato in trenta giorni lavorativi, compiuto il periodo di prova l’assunzione diventa definitiva.

ART. 47 –  L’impegno formativo dell’apprendista è regolato sulla base della correlazione tra la qualifica professionale, la mansione da conseguire ed il titolo di studio in possesso dell’apprendista secondo le seguenti modalità:

               TITOLO  DI  STUDIO     ORE DI FORMAZIONE MEDIE  
                      ANNUE
               Scuola dell’obbligo                      120
    Attestato di qualifica professionale                           100
  Diploma di scuola media superiore                         80
            Diploma universitario                        60
               Diploma di laurea                        40

La formazione può essere svolta in sede aziendale o nella sede prescelta presso strutture esterne, pubbliche o private.

Le attività formative svolte presso più datori di lavoro, così come quelle svolte presso gli Istituti di formazione, si cumulano ai fini dell’assolvimento degli obblighi formativi.

Le ore di formazione di cui al presente articolo sono comprese nell’orario normale di lavoro.

L’apprendista è tenuto a frequentare con regolarmente e con diligenza i corsi di formazione teorico pratica.

Il datore di lavoro deve nominare un tutor all’apprendista affinché venga seguito nella fase di addestramento.

Il tutor dovrà avere di norma un livello superiore o almeno pari a quello in cui l’apprendista potrà essere inquadrato al termine del periodo di apprendistato.

ART. 48 –  Al termine del periodo di apprendistato l’apprendista sostiene le prove di idoneità previste dalle norme di legge e, in caso di favorevole, consegue la qualifica professionale per la quale è stato assunto.

L’apprendista che al termine del periodo di apprendistato venga mantenuto in servizio senza essere ammesso alla prova di idoneità, ha diritto comunque all’attribuzione della qualifica professionale.

 

TITOLO XXIV

DISCIPLINA DEL RAPPORTO A TEMPO DETERMINATO

LAVORO TEMPORANEO

 

ART. 49 –Il rapporto di lavoro a termine è disciplinato dalle legge vigenti in materia.

 

ART. 50 – Il contratto di fornitura di lavoro temporaneo può essere concluso, oltre che nei casi previsti dalla legge anche per i seguenti motivi:

esecuzione di un’opera o di un servizio definito e predeterminato nel tempo;

aumento temporaneo delle attività indotto da particolari esigenze;

1)    sostituzione in una posizione rimasta vacante per il periodo necessario, comunque non superiore a tre mesi, a reperire un altro lavoratore da inserire stabilmente nella posizione;

2)    temporanea utilizzazione di professionalità non presenti in azienda;

3)    sostituzione di lavoratori in ferie, aspettativa, maternità e servizio militare;

4)    necessità non programmabili connesse al ripristino della funzionalità e sicurezza degli impianti;

5)    assistenza specifica nel campo della prevenzione e sicurezza del lavoro, in relazione ai nuovi assetti organizzativi/produttivi/tecnologici;

6)    sostituzione di lavoratori temporaneamente inidonei a svolgere le mansioni assegnate, ai sensi del D.Lgs. n. 626/1994, artt. 16 e 17.

Le qualifiche di esiguo contenuto professionale, per le quali è espressamente escluso il ricorso al lavoro temporaneo, sono tutte quelle appartenenti al 5° livello della classificazione del personale.

I lavoratori con contratto di lavoro temporaneo non potranno superare il 20% dei lavoratori occupati a tempo indeterminato nelle imprese.

 

TITOLO XXV

CONTRATTI D’INSERIMENTO

 

ART. 51 – Nel caso di assunzione a tempo indeterminato di lavoratori privi di specifica esperienza lavorativa nel comparto, si applica per un periodo di 24 (ventiquattro) mesi il trattamento retributivo di seguito riportato:

primo anno 85% (ottantacinque per cento) della paga base nazionale corrispondente al livello d’inquadramento;

secondo anno 90% (novanta per cento) della paga base nazionale corrispondente al livello di inquadramento.

L’instaurazione del rapporto di lavoro con contratto d’inserimento dovrà risultare da atto scritto.

 

TITOLO XXVI

TUTELA DELLA SALUTE E DELLA INTEGRITÀ FISICA DEL LAVORATORE

AMBIENTE DI LAVORO

 

ART. 52 – Le parti firmatarie del presente CCNL, al fine di migliorare le condizioni di lavoro nelle aziende convengono di promuovere la ricerca, l’elaborazione e l’attuazione di tutte le misure idonee a tutelare la salute e l’integrità fisica dei lavoratori sulla base di quanto in materia previsto dalle norme di leggi vigenti, nonché dalle direttive comunitarie in tema di prevenzione.

ART. 53 – Ciascun lavoratore deve prendersi cura della propria sicurezza e della propria salute e di quella delle altre persone presenti sul luogo di lavoro, su cui possono ricadere gli effetti delle sue azioni od omissioni, conformemente alla sua formazione e alle istruzioni ed ai mezzi forniti dal datore di lavoro.
In particolare i lavoratori:

osservano le disposizioni e le istruzioni impartite dal datore di lavoro e dai preposti, ai fini della protezione collettiva e individuale;

utilizzano correttamente i macchinari, le apparecchiature, gli utensili, le sostanze ed i preparati pericolosi, i mezzi di trasporto e le altre attrezzature di lavoro, nonché i dispositivi di sicurezza;

utilizzano in modo appropriato i dispositivi di protezione messi a loro disposizione;

segnalano immediatamente al datore di lavoro o al preposto le deficienze dei mezzi e dispositivi di cui alle lettere b) e c), nonché le altre eventuali condizioni di pericolo di cui vengono a conoscenza, adoperandosi direttamente, in caso di urgenza, nell’ambito delle loro competenze e possibilità, per eliminare o ridurre tali deficienze o pericoli, dandone notizia al datore di lavoro o al preposto;

non rimuovono o modificano senza autorizzazione i dispositivi di sicurezza o di segnalazione o di controllo;

non compiono di propria iniziativa operazioni o manovre che non sono di loro competenza ovvero che possono compromettere la sicurezza propria o di altri lavoratori;

si sottopongono ai controlli sanitari previsti nei loro confronti;

contribuiscono, insieme al datore di lavoro o al preposto, all’adempimento di tutti gli obblighi imposti dall’autorità competente o comunque necessari per tutelare la sicurezza e la salute dei lavoratori durante il lavoro.

ART. 54 – Le parti firmatarie del presente accordo si potranno incontrare a livello nazionale per fare le opportune valutazioni, sulla applicazione del presente contratto.

 

TITOLO XXVII

ESCLUSIVITÀ DI STAMPA – DISTRIBUZIONE CONTRATTI

 

ART. 55 – Il testo del presente contratto è edito  da ognuna delle parti stipulanti. E’ vietata la riproduzione parziale o totale senza preventiva autorizzazione di almeno uno dei contraenti.

ART.56 – Le aziende che applicano il presente contratto collettivo sono tenute a mettere a disposizione di ogni dipendente a richiesta dello stesso, copia del presente contratto.

 

TITOLO XXVIII

DECORRENZA E DURATA

 

ART. 57 – Il presente contratto decorre dal 1/1/2000 ed avrà scadenza il 31/12/2003.
Le parti nel rispetto dell’accordo tra Governo e sindacati, si impegnano a mantenere la normativa generale prevista in detto accordo sia sul piano procedurale che economico nel caso di ritardo o di mancato accordo.
Le parti convengono che AERANTI-CORALLO, AERANTI E ASSOCIAZIONE CORALLO possono regolamentare con separato contratto collettivo stipulato con la FNSI i rapporti di lavoro giornalistico nelle imprese proprie associate.

 

TITOLO XXIX

DIRITTI SINDACALI

 

Art. 58 – Le parti riconoscono, che data la tipicità delle imprese e la loro ridotta dimensione operativa non è possibile l’individuazione di normative sindacali di carattere generale, ma intendono comunque salvaguardare la partecipazione del lavoratore alla vita sindacale, e perciò viene concordato che ciascun lavoratore potrà usufruire nel corso dell’anno di permessi sindacali retribuiti nei limiti di dieci ore, che saranno richiesti al datore di lavoro dalle Organizzazioni Sindacali del lavoratore.

ART. 59 – Le trattenute per contributi sindacali vengono operate dal datore di lavoro, a titolo gratuito, sulle retribuzioni dei lavoratori il cui rapporto di lavoro sia regolato dal presente CCNL, in base a deleghe individuali, firmate dai singoli interessati. Le deleghe devono essere inoltrate al datore di lavoro per mezzo delle Organizzazioni Sindacali del lavoratore.

 

TITOLO XXX

COMPOSIZIONE DELLE CONTROVERSIE

 

ART. 60 – Le parti costituiscono un Collegio a livello nazionale per le conciliazioni delle vertenze individuali connesse al rapporto di lavoro, che sarà composto di tre membri di  cui  uno nominato da AERANTI – CORALLO, uno dalla C.I.S.A.L., F.E.N.A.S.A.L.C.-C.I.S.A.L. ed uno, con funzioni di presidente, nominato d’intesa tra AERANTI-CORALLO e la C.I.S.A.L. – F.E.N.A.S.A.L.C.-C.I.S.A.L.

Il Collegio  avrà il compito di promuovere un tentativo di composizione delle vertenze di lavoro di qualsiasi tipo prima di adire le vie giudiziarie.

La parte, sia essa dipendente che datore di lavoro, interessata alla definizione della controversia, è tenuta a richiedere il tentativo di conciliazione tramite l’Organizzazione sindacale di appartenenza.

L’Organizzazione sindacale deve, a sua volta, darne comunicazione all’altra parte interessata, all’Organizzazione contrapposta ed al Collegio per la Conciliazione per mezzo di lettera raccomandata.

Il Collegio di Conciliazione convoca le parti per il tentativo obbligatorio di conciliazione entro e non oltre quindici giorni dalla data di ricevimento della richiesta.

 

TITOLO XXXI

COMMISSIONE PARITETICA NAZIONALE

 

ART. 61 – Le Parti convengono di istituire una Commissione Paritetica a livello nazionale, composta di 6 (sei) persone e precisamente 3 (tre)  per la CISAL e 3 (tre) per AERANTI-CORALLO.

A tale Commissione è affidata la gestione applicativa e l’interpretazione del presente contratto.

 

TITOLO XXXII

NORME PER L’APPLICAZIONE DEL D. LGS 626/1994

 

Art. 62 – In applicazione dell’art. 15 del D.Lgs. 19 settembre 1994, n. 626 i Rappresentanti per la sicurezza (RLS) sono eletti con riferimento esclusivo alle singole unità produttive, in ragione di n°1 rappresentante per ogni  unità produttiva che occupa  fino a 120 dipendenti; n.2  rappresentanti  oltre 120 dipendenti.

Nelle attività produttive di cui al punto 1, limitatamente a  quelle che occupano meno di 15 dipendenti, i compiti e le attribuzioni del Rappresentante per la sicurezza possono essere demandati ad un dirigente sindacale con funzioni di Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza nel Territorio (RLST), che svolgerà le medesime attribuzioni di legge del RLS per un insieme di Aziende ricomprese in uno specifico territorio.

I Rappresentanti per la Sicurezza sono nominati tra i soggetti individuati dalle Rappresentanze sindacali firmatarie il presente CCNL.

Art. 63 – L’individuazione del RLS avverrà mediante elezione tra i dipendenti dell’Azienda durante un’assemblea convocata con questo esclusivo argomento all’ordine del giorno.

Il RLS eletto con sistema del voto uninominale per liste contrapposte.

Godono del diritto di voto tutti i dipendenti in forza nella Azienda al momento della votazione, prescindendo dal tipo di rapporto di lavoro in essere.

Sono eleggibili solo dipendenti con rapporto di lavoro a tempo indeterminato.

Il mandato di RLS ha durata triennale con possibilità di rielezione.

Il verbale contenente i nominativi dei Rappresentanti per la sicurezza deve essere comunicato alla Direzione dell’Azienda.

Art. 64 – Ai RLS spettano, per l’espletamento dei compiti previsti dall’art. 19 del D.Lgs. n. 626/94, permessi retribuiti pari a quelli previsti dalla  Legge 300/70 per i dirigenti delle rappresentanze sindacali aziendali.

Adeguamenti alla presente normativa potranno essere concordati a livello aziendale in considerazione delle tipologie produttive e delle valutazioni del rischio ambientale.

Art. 65 – Attribuzioni del RLS. Con  riferimento alle attribuzioni del RLS, la cui Disciplina legale è contenuta nell’art. 19 del D.Lgs. n.626/1994, le Parti concordano sulle seguenti indicazioni.

Il diritto di accesso ai luoghi di lavoro sarà esercitato nel rispetto delle esigenze produttive con le limitazioni previste dalla legge.

Il RLS segnala preventivamente al datore di lavoro le visite che intende effettuare agli ambienti di lavoro.

Tali visite si possono anche svolgere congiuntamente al responsabile del servizio di prevenzione e protezione o ad un addetto da questi incaricato.

Il RLS ha diritto di ricevere le informazioni e la documentazione della Azienda di cui alle lettere e) ed f) del  comma 1, dell’art.19 del citato D.Lgs. n.626/1994.

Il RLS ha diritto di consultare il rapporto di valutazione dei rischi di cui all’art. 4, comma 2, custodito presso l’Azienda ai sensi dell’art.4, comma 3, della medesima disposizione di Legge.

Il datore di lavoro fornisce, su istanza del RLS, le informazioni e la documentazione richiesta, secondo quanto previsto dalla Legge.

Per informazioni inerenti l’organizzazione e gli ambienti di lavoro si intendono quelle riguardanti l’unità produttiva per gli aspetti  relativi all’igiene e sicurezza del lavoro.

Il RLS, ricevute le notizie e la documentazione, è tenuto a farne un uso strettamente connesso alla sua funzione nel rispetto del segreto d’ufficio.

La contrattazione collettiva od aziendale potrà modificare la fruizione dei diritti di informazione per meglio aderire alle esigenze di tutela e prevenzione.

Art. 66 – Formazione del Rappresentante per la sicurezza. Il RLS ha diritto alla formazione prevista all’art.19, comma 1, lett. g) del D.Lgs. 626/1994.

La formazione dei RLS, i cui oneri sono a carico del datore di lavoro, si svolgerà mediante permessi retribuiti aggiuntivi rispetto a quelli già previsti per la loro attività.